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Magia del Gatto

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Magia del Gatto

Adoro i tuoi occhi..
quegli occhi di luce che catturano la Lunabast
per portarla a me, quando il tuo sguardo si confonde
complice al mio..
ti accarezzo e divento padrone dei misteri dei secoli
la tua storia è magia che si intreccia alla mia..
Strega fata degli Incanti – B. C.
I gatti rappresentano alcune energie della natura connesse agli Dei. Il loro fare maestoso e principesco ben incarna una regalità di origine Divina.
La loro destrezza nel catturare le prede, i topi, che un tempo erano flagello,il loro fare misterioso , hanno fatto si che un popolo importante come quello degli Antichi Egizi li adorassero come Dei. Al punto che se qualcuno si rendeva colpevole di aver ucciso un gatto , fosse lui stesso condannato a tale fine.

torcia
Non da meno erano i marinai. Costretti a lunghi viaggi in mare , tenevano con loro un gatto torcianero quale portafortuna. Il fatto che i viaggi erano lunghi e le provviste alimentari stipate, un gatto era un metodo sicuro per tenere alla larga i ratti che si potevano “imbarcare” durante gli ormeggi tra un porto e l’ altro.
Nel triste periodo medievale, il gatto era visto complice della Strega e quindi del demonio e perciò destinato con le proprietarie al rogo.
Ancora oggi c’ è’ chi associa il gatto alla stregoneria, ma non senza timore… sembra infatti , che nei periodi delle feste Sacre scompaiano gatti. Si teme che siano Streghe e Stregoni che li usino quale sacrificio.
bast3In realtà nessun operatore dell’ occulto farebbe un simile gesto.. innanzitutto non si otterrebbe nulla.. i gatti erano usati in magia in Sacre Cerimonie. Il loro dilatare le pupille e restringerle accompagnava in modo simbolico i ritmi lunari. Sacri a Iside e ai figli di Horus, non potrebbero mai essere maltrattati da un pagano, sarebbe gesto di offesa alla Divinità.
Per tutelare i nostri amici a 4 zampe è stata istituita una giornata del gatto il 17 febbraio e quella del gatto nero il 17 novembre.
Purtroppo il gatto nero risente ancora della cattiva fama medievale di cui ho già dato un accenno, ma il fatto che il suo colore lo rendesse invisibile la notte al punto da creare incidenti alle carrozze, e che era il gatto preferito dai pirati (si vedeva un micio nero e si comprendeva che erano sbarcati i bucanieri), lo rendono ancora oggi preda preferita di inutili quanto sciocche superstizioni.
Vediamo ora alcune magie, ovviamente ogni gatto è una creatura meravigliosa, e al di là degli antichi incanti ogni animale va amato indipendentemente dal colore e dal pedigree..

divisore egizio
Incantesimo del gatto nero…
Si scelga un gatto dal pelo nero, nato in novembre quando il sole attraversa lo Scorpione, portatolo a casa lo si nutra con amore di latte e acqua. Mentre il gatto beve accarezzarlo con dolcezza..
Tu mi accompagni
Da ora sei mio guardianogatto nero
il tuo manto confonderà nella notte
ogni forza ostile
I tuoi occhi luce profonda
che oscilla nell’ Oscurità
per rivelarmi ogni segreto
Figlio di Horus sii tu mio compagno
Specchio della mia magia davanti agli Dei
Il gatto potrà dormire sopra un cuscino contenente erbe magiche caricate alla luce della
Luna Piena.
Strega fata degli Incanti – B. C.

divisore egizio
Magia del gatto tigrato

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Una leggenda racconta che il gatto tigrato ha una Emme sulla fronte , dono della Madonna a un micetto che scaldò il corpo del bambino Gesù… ma la Emme è simbolo della Dea Madre. Un simbolo di come ogni felino, di qualsiasi colore o razza, sia importante per la Divinità. Un marchio per ricordare:”chi onora gli animali, onora la Creazione”.
Prendere , in un giorno adatto della Luna , secondo desiderio, un pò di pesce (attenzione sia ben pulito da lische) e porlo al gatto, accarezzandolo enunciando il desiderio di portare la richiesta alla Dea.

divisore egizio

Magia Egizia della Pietra

scarabeo
Prendere un lapislazzuli, metterlo una notte nei pressi del luogo ove il gatto riposa. Porlo alla Luce della Luna Piena di luglio. Quando Sirio è in levata, in una notte serena. Se ciò non fosse possibile farlo almeno in Luna Crescente.
Tenerlo tra le mani e enunciare.
Pietra Sacra
ogni tempo e luogo
hanno conosciuto il tuo potere
La Luna ha volto a te lo sguardo
ti ha inondato della sua Luce
Il riflesso Solare è giunto a Te
e i millenni hanno scolpito la tua forza
Sacro e potente eri al collo delle Regine
Sacro e Potente sei dono degli Dei per operare la mia magia.
Strega fata degli Incanti – B. C.

Ora la pietra è pronta ai nostri usi magici…

divisore egizio

Se vogliamo però compiere l’ incanto per eccellenza usiamo il nostro cuore in modo disinteressato.. proteggiamo e agiamo in favore dei gatti e di ogni creatura. Prendiamoci cura di ogni animale e se amiamo i mici , rimbocchiamoci le maniche… diffondiamo la cultura del rispetto e del buon senso… aiutiamo le colonie, sosteniamo chi li cura e prendiamoci cura Noi Stessi degli animali in difficoltà.. in una parola semplicemente amiamoli… amiamoli quando sono belli, morbi batuffoli ma anche quando l’ abbandono e la malattia li hanno resi deboli, fragili e bisognosi… il diritto alla vita e all’ amore non abbia limiti… e non è buonismo.. parola inadatta per una Strega , è buon senso , e quello sta bene dappertutto.

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Stagioni

Stagioni –

L’ autunno è sensuale. Spoglia gli alberi lentamente e veste la terra di oro… come un amante stende un tappeto prezioso. Di colpo scende il silenzio, come un palpito d’ ali che si adagiano prima del grande riposo.

Cesarina Briante ©

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Racconto d’ Inverno

Racconto d’ inverno

E’ una di quelle sere in cui i toni del cielo sono indefiniti. Gli alberi oramai spogli sembrano ricamare, ragnatela dai toni scuri, sul cielo roseo e sfumato. Il tempo corre assieme alla strada fino alla meta. Il bosco è all’ orizzonte. Ricorda la brughiera dei tempi andati. Il fiume si tinge dei colori del cielo, non un auto, nè un rumore che rammenti la città. Solo piccoli brividi di freddo e il volo dei primi uccelli notturni. Un falco plana, acuto osservatore, passa davanti a una luna luminosa e quasi piena e per effetto ottico sembra sfiorarla.Giorno e notte non sono ancora definiti.
La casa è ai margini del bosco, piccola, di cortile e posta al secondo piano. Alla luce della finestra il profilo di Nerone, il gatto.
Un locale unico e ampio, una cucina un pò disordinata, certo non raffinata, ma decisamente incantevole. Non vi è nulla di particolare, ma forse sono le luci , l’ odore dell’ acqua e il clima natalizio a renderla “magica”.
Forse il sapere che presto nuovi intrugli magici usciranno dalle mie mani, nuovi segreti saranno tramandati, da quell’ effetto di essere così fuori dal tempo.
Una candela brucia su un pezzetto di carbonella.. la cenere servirà per l’ inchiostro. Come per  una favola o un racconto
serve un inchiostro per un sigillo… un sigillo da riportare su una pietra forata, regalata dal fiume,
Un pò di cenere di candela sacra e zafferano daranno il colore giusto, per un inchiostro di energia solare.
Ma l’ odore della cera e del carbone si mescola alle erbe bruciate: petali di rosa rossa e rosa e mirto,
l’ aggiunta di poche gocce di vino rosso, verbena e lavanda, una goccia di miele caldo erano gli ingredienti di un inchiostro per i sigilli d’ amore e di fascino.
Mentre la candela brucia uno dei grossi micioni miagola e fa le fusa, gli altri dormono soddisfatti.
L’ acqua bolle, il calderone scotta e lo togliamo dal fuoco vivo: l’ artemisia va aggiunta subito, serve a purificare specchi e oggetti. E il nuovo specchio è davvero bellissimo.
La cornice è di un quadro antico ed è è in perfetta proporzione con esso. Ricorda un pò lo specchio magico della matrigna di Biancaneve.
Intanto la candela si accorcia e le erbe , bruciate si raffreddano, pronte per essere ridotte in fina polvere sul mortaio.
Nella boccetta cola il rosolio,sostituto del miele e del vino (un tempo si sarebbero usate 3 gocce di sangue) ma il rosolio è l’ ideale a sostituirlo. Si mescola alla cenere e il liquido appare vivace pronto per tracciare il sigillo. Solo una notte di luna piena e il suo potere sarà esaltato.

(Fata Strega Degli Incanti ©)

L’ immagine è un opera di John William Waterhouse intitolata  “La sfera di cristallo”  del 1902

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Acqua della Regina d’ Ungheria

Marie Meurdrac visse nella Francia del XVII secolo. Nel 1625 si unisce in matrimonio col comandante Henry de Vibrac. Da quello che ora è un piccolo sobborgo di Parigi Marie ebbe a trasferirsi col marito al castello di Groisbois. Divenuta amica della contessa de Guiche ottiene di aver accesso ai trattati della nobile. Le sue ricerche le permisero di divenire un’ eccellente chimica e di scrivere un trattato alchemico-spagìrico che passerà alla storia .
“La Chymie cha¬ritable et facile, en faveur des dames” (1674. In esso è contenuta la ricetta della regina d’ Ungheria a cui è dedicato un capitolo del mio romanzo. e di cui posto  la ricetta.

L’acqua della Regina d’Ungheria ha molte varianti. Donata da un eremita ebbe pregio di ridare salute e bellezza alla settantenne sovrana che fu chiesta in sposa dal regnante di Polonia. Proposta mai accettata dalla Regina.
Sembra che la nobile si sia dedicata un intero anno alla cura con la portentosa ricetta che qui posto al solo titolo di conoscenza.

Due libbre di acquavite che abbia subito distillazione per 4 volte
ventidue once di rosmarino in cime e fior i da porre in un vaso chiuso per cinquanta ore.
Distillare poi il tutto in un alambicco a Bagno Maria.
Ogni sette giorni se ne prenderà una dramma (3,89 grammi) in un brodo di carne. Inoltre ogni mattina , la risveglio si userà per lavare il viso e gli arti malati sulla quale si strofinerà.


Ricetta ispirata dal trattato “La Chymie cha¬ritable et facile, en faveur des dames” (1674)  di Marie Meudrac- L’ immagine è tratta dal web senza citarne la fonte, se qualcuno ne reclama i diritti sarò prontamente rimossa.

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Processi alle Streghe e Streghe del Varesotto

Gli antichi culti sopravvivono al tempo e al progresso… le donne portano con sé quella sacralità acquisita agli albori del mondo. Quando il sangue e la vita che si rinnova erano un mistero che riportava al culto della Grande Madre Terra.
Col passare delle stagioni, quelle capacità che vedevano nel Femmineo l’ombelico del mondo persero valore. I metodi di cura, la Conoscenza e i Poteri intrinseci dell’ Anima rimasero un appannaggio di pochi.

L’ inizio delle persecuzioni

Ad Avignone nel 1326 Papa Giovanni XXII emette la Bolla Super illius specula. Con essa la magia non rimane più nell’ ambito della mera superstizione. Non assume più il ruolo di un attività da donnicciole, pura e semplice credenza da disprezzare magari, ma possibile da tollerare. E’ un fenomeno sociale che fa debellato, combattuto e contrastato perché contrario alle Leggi della Chiesa e quindi una minaccia per essa.
Già nel XII secolo si erano create le basi per indagare e punire tutti quei sostenitori eretici che contrastavano con i dogmi cattolici e a questo scopo si era istituita l’ Inquisizione. Ed ora tra questi eretici erano compresi tutti coloro che si dedicavano alle arti magiche.
Passerà circa un secolo e Innocenzo VIII rimetterà il compito di indagare e punire tali colpevoli a due frati domenicani. Spesso questi tribunali venivano affidati a frati di tale ordine, ma un potere ampio che dava carta bianca e non lasciava scampo ai presunti colpevoli diventa esecutivo con la nomina data a frati Heinrich Kramer e Jakob Sprenger. Compilatori dell’opera “Malleus Maleficarum” nota anche come “Il Martello delle Streghe” .I  due frati diverranno implacabili esecutori nella Caccia alle Streghe che vide uno dei periodi più cupi della storia. Nella loro raccolta di scritti vengono espressi tutti quei dati tecnici ed esecutori legati alle condanne. Le donne erano coloro, secondo i due frati, le più esposte alle trappole del male, in quanto fragili, animate da sentimenti di vendetta e gelosia e prive della capacità di aver fede salda.

La Strega nel Medio Evo

Le tradizioni pagane resistono e nel medioevo sono ancora diffuse tra il popolo. Quella superstizione su cui basavano, in parte, le condanne, era in realtà un appannaggio di chi queste condanne le muoveva. La Strega era associata a figure demoniache, ad animali delle tenebre, gufi, civette e gatti neri e proprio dal termine Strix (cattivo uccello) deriva la parola Strega mentre l’ inglese wicce sta per “donna dotata di saggezza”, dalle benefiche capacità guaritrici.

Chi erano in realtà gli inquisiti

La maggior parte dei condannati era gente semplice, vittima di accuse inappropriate senza alcun fondamento e dettate il più delle volte da invidie, motivi economici, eredità e proprietà di confini terrieri anche tra contadini.
Coloro che realmente esercitavano l’Antica Religione o l’ arte magica si rifugiarono nel cuore dei boschi o se vivevano all’ interno di un borgo celavano per quanto possibile le loro capacità. Le erbe venivano trasformate nelle ceneri del camino, il quale assumeva spesso le caratteristiche di altare. La pietra focaia era il collegamento col mondo infero. La cappa arrivava al divino.
Le preghiere cristiane si mescolavano a quelle pagane. In uno strano miscuglio di gesti e parole prendevano forma molte delle segnature che ancora si tramandano.
Chi si manteneva fedele all’ Antico culto si nascondeva, ma un minimo gesto, anche innocente, era sufficiente per far partire un indagine.

I processi

Erano di parte. Raramente un avvocato difendeva una Strega poiché si pensava che se qualcuno avesse difeso una creatura dedita al maligno sarebbe stato lui stesso in preda ad esso e valevole a sua volta di indagine.
Le torture duravano ore. Anche 20 ore per far confessare colpe mai commesse. E al momento del sacramento della riconciliazione quando stremata, la vittima ammetteva le ipotetiche colpe, questo gesto non assumeva alcun valore in quanto “strappato in seguito alle torture e non per puro volere.  Si prometteva clemenza in cambio della confessione, ma una volta ottenuta l’ ammissione alle colpe, il confessore, per non venir meno alla parola data, cedeva posto a un’ altro ecclesiastico, il quale si sentiva libero di procedere come meglio credeva…
Non erano solo le persone semplici, la gente del popolo ma anche le donne in posizione altolocata a essere nel mirino dell’ inquisizione. Spesso grandi pensatori o eminenti studiosi che con le loro idee o scoperte venivano tacciati con l’ accusa di stregoneria. Galileo Galilei ne fu un esempio.
Le sue teorie destavano sospetti tanto da essere indagato. Le sue scoperte attraverso lo strumento denominato cannone (cannocchiale) erano in grado di offrire nuove visioni del mondo da un punto di vista scientifico con ripercussioni sulla visione teologica in chiave religiosa.
Esiliato in un soggiorno coatto di mesi 5 e alla recita di Salmi giornalieri per anni 3, che furono poi recitati dalla figlia Maria Celeste. Galileo rimase isolato dal mondo potendo comunicare solo tramite corrispondenza o con i parenti prossimi.
In effetti le donne subivano le pene più rilevanti, spesso gli uomini subivano solo l’esilio come nel caso di Venegono…

Le Streghe di Venegono

Tra le condanne avvenute in ogni luogo vi sono quelle riguardanti il nostro territorio. Il grande archivio che deteneva i fatti sui processi del Ducato Milanese fu dato alle fiamme nell’ estate del 1788. Ma ogni tanto riappaiono atti e prove che il tempo ha conservato in altri luoghi quali archivi privati.
Uno dei tanti costretto a confessare fece il nome di Margherita Fornasari, madre di Caterina. Margherita morirà probabilmente nelle carceri inquisitoriali per le torture subite, ma il corpo sarà arso con altre condannate l’8 giugno 1520.
Le altre vittime furono Maddalena Ravizina, Giovannina di Berardo Vanoni, Maineta detta “codera”, Elisabetta Oleari, Tonina del Cilla.
Storie dove il sesso e i rapporti predominavano e che la fantasia accendeva grazie al famoso unguento che portava le streghe al sabba, agli incontri col demonio.
In realtà traspariva la voglia di uscire da una vita di stenti e repressioni. L’ unguento tanto decantato era probabilmente una mistura le cui erbe portavano al delirio. I desideri inconsci si manifestavano con forza. Al punto dal far credere a chi ne facesse uso di vivere realmente il miraggio. Il fatto di sentirsi potenti, di aver potere sui fatti, sugli elementi, sulla vita e sulla morte, dava, a queste persone un senso di riscatto, di rivalsa… Non tutte le donne cedevano alla torture come Elisabetta Oleari che rifiutò ogni ammissione di colpevolezza.
Tra gli ingredienti di questo unguento vi si ritrovano piante ricche di alcaloidi tropeinici come atropina, iosciamina, scopolamina. Piante con effetti allucinogeni simili tra loro. Tra le erbe usate belladonna, stramonio, aconito, giusquiamo…. Vegetali tossici, con effetti pesanti che al risveglio lasciavano un buco nei ricordi… uno spazio da riempire con la fantasia dei desideri…

Fonti: A Lettere Scarlatte: Poesia Come Stregoneria : Emily Dickinson, Hilda- Wikipedia – Gianluca Gatta, Aborto. Una storia dimenticata, ed. Pragma. Archivio panorama – “Malleus Maleficarum” – Bollettino chimico farmaceutico, Volume 99 . Studi autodidattici e reminiscenze storiche acquisite nel tempo dalla sottoscritta. Le immagini sono tratte da siti web senza che ne fosse citata la fonte. In caso di rivendizione dei diritti delle immagini stesse saranno prontamente eliminate.

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Un San Valentino dei Tempi Indrèe

Un San Valentino dei Tempi Indrèe

Un San Valentino dei Tempi Indrèe

La neve era un immenso ricamo di ghiacci e sfavillii in quella notte del mese di febbraio del 1908. Le ragazze dell’alta borghesia avrebbero condiviso, il giorno dopo, immagini e cartoline incantevoli. Piccole frasi e disegni delicati per San Valentino. Gesti innocenti, piccoli pensieri, ma tanto importanti per chi si affaccia alla vita, in quel periodo in cui non si è più bambini ma neppure adulti. I sogni sono fatti del quotidiano, di attimi rubati, del vaneggiarsi in un vestito e scoprirsi donna, nel primo sguardo dell’ amore.

!911 - Una cartolina d' amore

!911 – Una cartolina d’ amore

La donna  era vista come un qualcosa di misterioso e bellissimo, un frutto proibito, una meraviglia da conquistare. Come potevano essere i suoi pensieri e i suoi desideri, i suoi sogni e il suo parlare era un segreto in un tempo dove la frequentazione tra giovani aveva molti veti. Erano allora gli sguardi, i sorrisi e il suono delle risate a disegnare i pensieri e tutto si dipingeva di mistero… di sogno.

 

Una cartolina d' amore di a inizi del XX secolo

Una cartolina d’ amore di a inizi del XX secolo

Carolina stava finendo l’ultimo suo ricamo. Un asciugamano in fiandra. La madre aveva disegnato con tratto particolare le sue iniziali. Che delizia, pensava… un arzigogolo così di classe. Come quello delle case dei signori. Un taglio netto al filo e il ricamo era concluso. L’esile fiammella della lanterna regalava una luce fioca. Carolina si alzò e volse lo sguardo, le sorelle dormivano. Visi dolci e sereni in quella piccola stanza composta da un solo armadio, due comodini e una cassapanca. Il camino ospitava solo cenere ormai e non valeva la pena di sprecar legna visto che il letto la avrebbe accolta da lì a pochi minuti. Il pensiero andò al suo Rinaldo. Non avrebbe ricevuto sofisticati regali, forse neppur cerimoniose cartoline per la festa  di San Valentino, ma mentre riponeva nella cassapanca l’ asciugamano pensava che presto, giovane sposa, quel ricamo avrebbe accompagnato  i momenti della nuova vita che l’attendeva.

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L’ asciugamano di Carolina….

La visita del medico, la nascita dei figli…  al chiudere le persiane l’aria gelida le soffiò in viso.  Il profumo della neve mista a pioggia dava un senso di leggerezza che contrastava col tiepido odore della legna e della resina presenti in stanza. La distesa di neve era diventata un’ immenso tappeto di brillanti, così’ luccicante quando la luna, in quel giovedì 13 febbraio era crescente e s’ apprestava al plenilunio, fece un piccolo sbirciare tra le nubi… era il dono del cielo per San Valentino.

 

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I miei nonni si sposarono 9 giorni dopo… il 22 febbraio 1908.  Una storia d’ amore come tante eppure speciale come ogni esistenza perduta nella memoria del tempo, ma viva e palpitante per chi ne porta il ricordo…

Strega Fata degli Incanti – B.C.

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Cilostar e Antiche Usanze

Le Campane sul Sagrato- Anno 2017

Le Campane sul Sagrato- Anno 2017

Epifania… tutte le feste ti porti via…

Non è così in Somma Lombardo che vede prolungarsi il periodo di festività nell’ onorare la propria patrona Santa Agnese. La chiesa prepositurale è a lei dedicata e il culto in Somma è molto antico, si parla del XII secolo, quando una prima chiesetta era dedicata a Santa Fede prima  e a Santa Agnese poi. Così come è ora collocata la chiesa vide la sua costruzione alla metà del 1400 e la prima officiatura si tenne nel 1480.
Santa Agnese si ricollega alla vittoria dei Visconti nella battaglia di Desio.
Con la sconfitta dei Della Torre le vicende politiche del Milanese videro l’avvento della Signoria Viscontea. Era il 21 Gennaio 1277, così i Visconti assunsero la Santa come Patrona del casato.
Santa Agnese è spesso rappresentata con un agnello in braccio, agghindata di fiori e rami verdi. Una ragazza fine, giovane e fresca.
Da secoli la leggenda e i simboli si fondono alla tradizione e a Somma Lombardo Santa Agnese viene rappresentata dalla tradizionale “passera” anzi “passere” poiché sono due: una piccola in chiesa e una grande sul piazzale. Sono prodotte in bambagia con una tecnica che permette di appoggiarle su una struttura in ferro e carta e decorate con fiori rossi e rami verdeggianti. Il bruciarle rammenta il sacrificio della Santa.
Il Cilostar ha origini anch’esse antiche. Gli anni nello scorrere del XVII secolo erano duri.. battaglie e epidemie vedevano nella fede la speranza di sopravvivenza e la possibilità di ricostruire. Così il borgo diviso nelle contrade “Valgella” e “Olmo” (parte bassa e parte alta della città, videro le loro competizioni nell’affrontarsi in una pacifica gara consistente nell’offrire la cera per le liturgie di tutto l’ anno. In segreto si preparava il grosso cero (Cilostar) e alla festa della patrona veniva offerto . La contrada che aveva fatto il lavoro migliore era dichiarata vincitrice. Ai perdenti l’ impegno di creare le candele per le cerimonie sacre dell’ anno.
Sant’ Agnese non è ricordata solo a Somma… vi è un’ usanza tenera che è bello raccontare. A Roma, ogni anno, la chiesa offre due agnellini alla Santa offrendoli sull’ altare della Basilica Nomentana: dopo la benedizione si occuperanno di loro delle religiose o dei religiosi presso un convento. La loro lana servirà per confezionare il Pallium, un ornamento di lana che il Papa farà avere a tutti i Metropoliti e Patriarchi cattolici.

Il dolce di Santa Agnese è una sfoglia dalla tradizionale forma di agnello.

Crepuscolo allo Strona

Crepuscolo allo Strona

La Giobia

Le leggende della Giobia la vedono come una Strega cattiva, vecchia e portatrice di danni. In realtà nulla a che fare con streghe e similari. Essa è la personificazione di tutto ciò che è vecchio, doloroso. Quelle lacrime e pensieri che il vecchio anno ci ha lasciato. Il falò è la luce che giunge. Finalmente l’ inverno si sta per concludere. Le giornate mostrano il loro allungarsi. La natura si prepara alla bella stagione. La Candelora, che era conosciuta come Imbolch, prepara ad affrontare gli ultimi rigori del gelo. Le pecore davano latte, il che si traduceva in vita. Formaggio, siero che era alimento fondamentale per gli anziani, i primi agnelli nascevano e i loro codini mozzati erano carne…
I roghi erano il desiderio della luce. Il fuoco purifica e anima. I desideri lanciati tra le fiamme prendevano vita raggiungendo gli Dei e la Divinità.
Le leggende nascevano, la fantasia colorava le giornate e le speranze trovavano nuova luce. La splendida Diana sita nel castello Visconteo, nel suo essere mutata di luogo, nello scorrere del tempo perse il fascino di Dea. Il nome Giobia prese a indicarla come una vecchia, una creatura senza grazia. Ma il mito racconta che la sua luce e la sua bellezza il tempo non può scalfire. Era la Dea che scendeva presso i campi, benediva col suo passaggio i campi per renderli fecondi… il mito ci rivela come lo scrigno del tempo nasconda nuovi tesori. Il falò accende di nuova luce ogni cammino…

Strega Fata Degli Incanti – B.C. ©

Fonti : reminiscenze scolastiche, testimonianze degli anziani con comparazioni fatte dal testo di A. Rossi – Somma Lombardo , da borgo antico  a città moderna, Wikipedia,Enciclopedia Italiana Treccani, esperienze dirette in riguardo alle festività, conoscenza personale degli antichi culti pagani.

 

 

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La Prima Luna Di Gennaio

Come un antico sentiero ai margini del bosco

Come un antico sentiero ai margini del bosco

Gli ultimi stalli posti ai confini del borgo, presso il Monte Sordo, erano immersi nel tipico silenzio invernale. La neve rendeva l’ aria intensa, ogni suono sembrava spegnersi. Come se una cappa invisibile circondasse il luogo e l’eco  andasse a perdersi nelle spirali di una barriera gelida e incolore. La strada che proseguiva nei boschi sembrava infinita. Ve ne erano disegnati di sentieri bui e misteriosi nei libri di fiabe e di avventure. Rari tesori i libri. In pochi potevano averne visione un tempo. Gli scritti da Messa e di preghiera raccontavano la vita dei  Santi e i luoghi dove avevano vissuto. Grandi dipinti posti nelle chiese rammentavano  le gesta di S. Giorgio, San Martino e molti altri. Illuminati dalla luce delle candele diventavano ispirazione e durante le funzioni Sacre i bambini si perdevano a sognare di quegli eroi, delle loro lotte, dei draghi e dei miracoli. E  tutto diveniva magia. Alla sera poi erano le favole narrate attorno al camino a portare i bambini sulle ali della fantasia. La “Regioura” raccontava di tempi lontani. Con le gesta di eroi e personaggi, tra il vero e l’ inventato, con mille sfumature diverse, la fiaba prendeva vita…lupo3

 

 

Al calar della notte un suono lontano rompeva ogni raccoglimento. Era dapprima un sibilo, poi i toni si alzavano e gli ululati avvertivano che i lupi si  stavano avvicinando. Scendevano in branchi vicino ai villaggi. Le donne che pregavano lasciavano trasparire, in modo velato, il loro timore… la voce si incrinava e il loro ripetere era a scatti così che il mormorio delle litanie si confondeva… la paura faceva dimenticare il significato delle parole. I bambini si apprestavano a coricarsi. Salivano la scaletta che portava al fienile. Un soppalco aperto, misero che odorava di fieno stantio. Sotto una coperta fatta di pelli o di lana, o tra  un’ imbottita di foglie di granoturco dell’ ultimo raccolto, trovavano riposo. Si coprivano fino alle orecchie per non sentire le voci  del bosco e lo scricchiolio delle foglie secche riempiva la stanza di rumori. 

Una luna incantata dal gelo illumina la vita della foresta

Una luna incantata dal gelo illumina la via della foresta

 

La Luna di Gennaio prende il nome di Luna del Lupo. Questo animale vive in un ambito famigliare. Si sceglie una compagna che tale rimane per tutta la vita e il “branco” è formato da un nucleo  consistente in una coppia dominante, i loro cuccioli e spesso da altre famiglie consanguinee. Tutto dipende dall’ ampiezza del territorio occupato e dalla possibilità di sopravvivenza che la zona occupata offre.

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Quando una femminna di lupo è in attesa viene supportata dal compagno e dal resto del branco, allontanata dai territori di lotta e di rischi. Il lupo raramente è pericoloso per l’ uomo a meno che non si trovi in condizione di difendersi da esso, sia affamato o, nella maggior parte dei casi, in preda alla rabbia. Non ama infatti mostrarsi, schivo e quasi timido vive in luoghi solitari col branco. Ma un tempo, quando gli inverni cupi e il freddo si facevano sentire, scendeva fino quasi ai villaggi, non lontano dalle prime case che segnavano i confini del borgo, magari al di là delle imponenti mura che tracciavano confine e proteggevano le contrade.

La luna del lupo scandisce il momento più freddo dell’ anno, il passaggio tra Dicembre e Gennaio. Il suo significato ci riporta alla famiglia, al ritrovare le origini, a rivivere i ritmi di un tempo. Il tepore, il riunirsi, la solidarietà. E’ il periodo della riflessione. Una luna che avviene generalmente quando il Sole è nel Capricorno, col Novilunio, per diventare Piena in Cancro a Gennaio. Il Cancro è il segno della Luna, dell’ Elemento Acqua e della famiglia. Il Capricorno segna Yule, l’ inverno, la nascita del divino e l’ Elemento Terra. 

Condividere i valori della famiglia tramite il raccoglimento e  attraverso quei gesti gioiosi che indicano condivisione e solidarietà. Questo è il messaggio che in questo periodo l’ Universo ci manda. 

La Luna Piena, la prima del 2017, avverrà il 12 Gennaio alle ore 12,33. Ciò che abbiamo seminato durante i giorni Sacri della manifestazione del Divino viene ora a essere raccolto. Epifania significa proprio manifestazione della Divinità. In ognuno di Noi c’ è una Scintilla di Sacralità, vibrazioni di Luce e Ombre pronte a evolversi. Un processo alchemico energetico che viene elaborato attraverso un’ opera di sensibilità, conoscenza e approfondimento in riguardo ai grandi valori etici. Ma sono spesso le piccole cose, i gesti e i pensieri del quotidiano ad affinare queste doti. Questa Luna ci suggerisce che le energie del periodo sono un valido supporto per approfondire e espandere quella parte Sacra insita nell’Anima di ognuno.

Strega Fata Degli Incanti – B.C.

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