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La Favola di Capodanno

anno nuovoSi aprono le porte del nuovo anno
Il Dio Giano onoriamo
sia Luce , canto e gioia a sua gloria..
Elfi, Fate e Folletti
dal profondo della foresta arrivate
datemi il segreto e la magia
di capire e interpretare il pensiero di ogni animale..

Così dicevano gli Antichi la notte di Capodanno, quando si aprivano le Porte e le Soglie di un nuovo inizio..
La Leggenda racconta che quando questicancello cancelli si spalancavano
le fate e gli elfi si intrufolavano
ed entravano nella nostra dimensione.

Il freddo faceva in modo che si nascondessero nelle stalle
in cerca di rifugio caldo e di latte fresco di cui son ghiotti.
I contadini accendevano grossi falò e
con ogni tipo di attrezzo facevano firerumore per scacciare gli Spiriti indesiderati.
Le fate e gli elfi avevano campo libero di danzare, cantare e mescolarsi tra gli uomini.
Qualche fata non resisteva alla tentazione e si incarnava..
erano le donne belle e misteriose che lasciavano un ricordo tenace..
di un fascino che agli uomini non da pace e che veniva raccontato per generazioni…Una notte in cui il Dio Giano
si preparava al nuovo anno
proprio davanti alla Soglia incantata
rimase folgorato da una di queste giano 1creature..
L’ anno prima la dolce fatina aveva vestito i panni di una contadina, seppur con abiti miseri emanava un grande fascino..
Ora aspettava la porta aprisse per rientrare nel Regno Fatato..
Giano era piuttosto severo con gli Elementali che davano troppa bella mostra di Sè..
La natura è cosa seria diceva.
Ma la fanciulla era così bella
il cielo di Dicembre una volta stellata
le lacrime della fanciulla sembravano giano2rugiada..
insomma , decise di far uno sconto ..
Ti lascio rientrare, nel mondo degli uomini faresti solo guai..
però ogni anno devi tornare,
allo scoccare della mezzanotte
e permetterai agli uomini e agli animali di capirsi tra loro…
Per far si che tu non vada a perderti
elfi e folletti ti faranno da scorta…
Da allora chi offrirà latte e miele
davanti all’ uscio
finestra o porta
cuocaper offrirli al piccolo popolo
potrà dire tenere parole all’ animale di casa, certo di essere ascoltato.
Se è Strega a farlo
il proprio famiglio dovrà accarezzare
e un desiderio esprimere gatto
che si andrà ad avverare…

 

Strega Fata Degli Incanti- B.C.©

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Sass Malò

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Molti luoghi a Me vicini , riportano i resti, tangibili, dell’ antica civiltà celtica.. dove l’ uomo è intervenuto con opere sopravvissute nel tempo, si è unita la natura, la quale ha donato gran parte di Sè affinchè gli Dei avessero un loro spazio. Le grandi pietre portate dai ghiacciai hanno sempre esercitato il  fascino particolare di oltre 10.000 anni di storia. I grandi Templi degli Dei erano e sono i boschi, dove altari e energie sono dono della terra. La fantasia popolare ha creato leggende e miti per spiegare come i massi erratici potessero essere giunti dalle montagne fino alla pianura. Così i grandi sassi diventano luoghi dove Dei, creature mitologiche e Streghe trovano vita… 

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Sembra l’ ingresso di una abitazione fatata…

I popoli delle terre poste a confine tra Lombardia e Piemonte hanno radici antiche. L’ Età del Ferro con le popolazioni celtiche si fanno ancora sentire attraverso i segni che il tempo non ha cancellato. Così le grandi necropoli, le pietre incise diventano reperti che permettono di ricostruire l’ antica vita dei popoli. 

Non è difficile pensare che i Druidi compissero i loro rituali nei pressi dei

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massi erratici. I luoghi dove la natura li conserva sono densi di energia. 

Da tempo volevo visitare il Sass Malò.. mi è sempre stato detto che una Strega dovrebbe andarci almeno una volta nella vita.. se ai Viandanti la visita alla pietra avrebbe lo scopo di preservarli da una sorta di dannazione eterna (Non vista come  inferno ma come mancanza di Conoscenza), per le Streghe è luogo Sacro dove onorare gli Antichi e le Streghe del passato.. una sorta di recupero energetico, di riscatto per le Sagge Donne del passato , che “sigillavano ” i loro poteri perchè non vadano perduti nel tempo. Le Masche non potevano addormentarsi all’ Aldilà se non  lasciavano le proprie energie e Conoscenze a chi potesse farne corretto uso. Quando ciò non era possibile, specie ai tempi dell’ Inquisizione, Esse riponevano i loro segreti in una specie di sigillo.. un simbolo che si sarebbe riaperto dopo secoli, quando le energie sarebbero andate a chi di dovere..

Non ho motivi per dire che ciò avvenisse sul luogo di questa pietra, ma

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Sass Malò

certamente Essa è stata testimone di riti e onori agli Dei… la leggenda vuole che i bambini di Gattico nascessero da quella pietra e che sotto di Essa vivessero Streghe e megere tra cui la Strega che di bambini si nutriva. Una leggenda che ha ammantato il luogo come tenebroso, pericoloso, poichè la chiesa del tempo non vedeva di buon occhio i culti pagani. La forte energia del posto e lo scenario fiabesco fanno pensare che la magia fosse, in realtà, collegata alla fertilità della natura e della donna. Che fossero gli elementi a essere onorati e i loro poteri lì richiamati. La strada che conduce a queste pietre è fredda e umida in questa stagione, il tempo

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Il Sentiero…

sembra sospeso, l’ aria rarefatta, ancestrale, il clima sembra intiepidirsi vicino ai massi… boschi magici lo sono.. si sentono…

Dai tempi dei Druidi, quando i riti seguivano il percorso delle stelle e lo scandire delle stagioni, attraverso i secoli fino al medioevo e oltre , quando le Donne Sagge trovavano rifugio nei boschi per danzare alla Luna, per onorare secondo antichi culti. Per sfuggire a un destino di condanna.

Ed ora le pietre sono ancora potenti, maestose fanno dono di Sè e della storia che racchiudono , dispensando  manciate di sogni, scritte antiche e testimonianze, che solo a chi si avvicina, alla ricerca dell’Antica Saggezza, possono donare..

Questa è l’ impressione di ciò che ho potuto cogliere alla mia visita in

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questo luogo.. le impressioni personali e i racconti non hanno basi scientifiche, raccolte nei testi, ma sono ciò che l’ anima mi ha dettato dopo averne sentito parlare, da chi , con l’ età ne ha raccolto, a sua volta, la magia… 

Il Sass Malò si trova a Gattico (nei boschi tra gattico e Comignano) in provincia di Novara.

Strega Fata Degli Incanti- B.C.©

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Il Portale Che Apre Le Porte Alle Fate

IMG0093AE’ un attimo sospeso nel tempo, quando l’ imbrunire non è ancora crepuscolo , ma il giorno già declina, tingendo di mille sfumature il cielo e le acque. Ci sono posti visti e rivisti, a una manciata di minuti da casa, che rimangono nel cuore e che ogni volta si vedono con occhi nuovi. La Rocca di Angera è uno di questi… bellissima città , Angera,che costeggia il Lago e che fa “respirare” l’ atmosfera di un sogno fin de siecle…

Oltre alla spiaggia, il colore delle acque e la piacevole passeggiata c’ è il tocco magico regalato dai boschi e dall’ imponente Rocca.

Posta a sperone su una Roccia offre un panorama mozzafiato che permette di ammirare la distesa del Lago Maggiore e le Alpi.rocca

Una storia antica, di un Castello appartenuto dapprima ai Visconti e poi ai Borromeo. Da bambina era meta periodica visitare il castello.Nelle grandi sale mi sentivo immersa in un altra dimensione… una sensazione di salto nel tempo… come essere  in un altra epoca, a contatto con qualcosa di impalpabile e meraviglioso.. mi affascinavano le finestre che si accendevano della luce riflessa del Sole, che sembrava catturare una sorta di energia dal lago e dalla Natura circostante.

lago mag2A rendere più incantevole la magia del luogo erano i racconti di mio papà.. mi diceva di una  grotta che si trovava nei paraggi e che era dimora delle fate..  Come poi ebbi modo di sapere, la zona era anticamente dedicata al culto degli Dei.. basta visitare il Museo archeologico , per vedere i tesori rimasti di antichi culti dedicati  a Giove, Mercurio , Silvano.. Divinità Romane alle quali si può aggiungere la Dea Egiziana, colei che ha i nomi infiniti, la Dea Iside. Non si può non aggiungere il Culto a Mitra….  Il Dio Solare per eccellenza , che al Solstizio vede la nascita, ha dunque avuto lode in queste Terre, dove antichi popoli riconoscevano e onoravano la forza solare…

Mio papà mi faceva sognare quando mIMG0322Ai intratteneva con i racconti dei luoghi.. e della misteriosa grotta raccontava che risaliva  a tempi antichi, così antichi che anche una caverna  poteva essere un riparo per uomini e animali. Grandi cunicoli erano a volte scavati dalla natura, altri da uomini che ne facevano antri e passaggi segreti. E in quella che poi scoprii fosse chiamata la “Tana del Lupo” si trovava un passaggio, un portale che ogni secolo apre alla dimensione del mondo delle Fate… mi diceva che lì uomini e Dei si potevano incontrare, scelta degli Dei , chi onorare della Loro presenza.. forse il Mitra Solare o  Mercurio, che spesso era tramite tra le dimensioni degli uomini e quelle delle creature magiche e Divine, faceva da guida per condurre i pochi prescelti nel luogo incantato del piccolo popolo…

IMG0091AMa non era raro che una fata, elfo o elementale, si aggirasse nei boschi regalando un raggio di Luce, un suono melodioso o una carezza a chi, con amore e rispetto si addentrava come viandante sul Sentiero tra il verde.. alla ricerca di un tocco di magia, di un bagliore di Conoscenza.. Forse il segreto del portale è proprio questo.. trovare nell’ arte, nella storia e nella natura, la ricchezza interiore, la Luce della Saggezza raccolte attraverso il conoscere. L’ immergersi nella profondità di ciò che alberi, natura , acque suggeriscono all’anima… cogliere i sapori, i profumi e la bellezza rimasta impressa attraverso secoli di storia nelle pietre , nei dipinti, nelle opere, saper ascoltare la natura.. saper crescere attraverso Essa… 

Strega Fata Degli Incanti- B.C.©

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Epifania

IMG0309BUn tempo gli Dei avevano Templi maestosi, costruiti dagli uomini, i quali vi trovavano oracoli e risposte. A volte era la natura stessa che offriva luoghi adatti all’ adorazione. Grandi caverne, con passaggi e rocce che rendevano l’ ambiente unico.. nel cuore di quei luoghi, gli Dei e gli uomini si incontravano.. e lì avveniva l’ EPIFANIA.. la rivelazione, la manifestazione della Divinità..IMG0119C

Dunque gli Epifani erano gli Dei che si mostravano all’ uomo. Erano la rivelazione, attraverso oracoli o sogni delle grandi risposte.. dei dubbi, delle paure, che ogni epoca porta con sè…

Il 6 gennaio si chiudono le dodici notte dopo il Solstizio.. la Natura e la Dea Madre vedono un nuovo ciclo.. Le Signore delle 12 notti volano sui campi, li sfiorano, Spiriti bellissimi e sensuali, dispensatrici dei doni che rendono fertile la Terra. I semi vengono riaccesi alla vita, resi carichi di quell’ energia che permette il perpetuarsi dell’ esistenza…

Ogni luogo e cultura attribuivano il ruolo di prima Dea secondo proprio culto.. e poteva essere allora Abundia o Satia.. a impersonare la Divinità di abbondanza e sazietà che avrebbe reso ricchi i raccolti. Ma come la si vuol chiamare , era Diana, la Dea Lunare il personaggio di spicco… la Dea della vegetazione a guidare il magico corteo.

befgifA Essa andranno poi ad intrecciarsi tutte quelle figure, bellissime o meno, popolari e contadine, al centro delle feste di Gennaio.

Per le tradizioni germaniche sono Berta e Holda a rendere i campi fertili.. gli antichi cacciatori sapevano che potevano incontrare le divinità nei boschi.. Anime e animali, Divinità si trovavano e si rendevano manifesti agli umani, nel cuore della foresta…

Percha era la bianca Signora dell’inverno.. scendeva sui campi, nelle stalle, e il suo manifestarsi era quella nebbiabianca nuvola, sottile e ovattata, quella nebbiolina , bruma leggera che aleggia nei campi.. curiosa e generosa visitava le case… amante dell’ ordine e della pulizia  dispensava  doni e doti a chi la accoglieva in un ambiente armonico e aggraziato…

fireMadre natura si era manifestata, aveva dato tutto di Sè ed ora, come la Luna al fine del suo ciclo si spegneva.. vecchia stanca bruciava attraverso il suo trasformarsi in ramo.. ma le ceneri sono Sacre, palpitano di calore e vita.. prendono nuova Luce e come al Novilunio ecco un raggio d’ argento.. la vecchia è ora una tenera fanciulla, bella e vitale che si affaccia alla vita.. danza sui prati, canta, e lascia ai campi la sua energia rinnovata..

Ma il tempo passa e l’ Epifania diventa, col Cristianesimo la manifestazione del Dio agli uomini, attraverso Gesù che viene al mondo come un bambino…

E la Dea diventa una vecchina.. i doni portati dai Magi..

La magica storia dei Magi..

Ne conosciamo 3 ma quanti fossero rimane un mistero, nulla è dato sicuro di questi personaggi mistici, ma una cosa è certa.. erano impregnati della Magia della Saggezza..

I Re Magi sono sempre stati visti come personaggi misteriosi e magici associati alla figura del mago….Il vocabolo magio è derivazione dal greco ‘magoi’ cioè i membri di una casta sacerdotale persiana prima e babilonese poi, discepoli di Zoroastro, dediti allo studio dell’ astronomia e astrologia. Infatti seguirono la cometa, come tutti ben sappiamo,per adorare il Cristo, al quale portarono dei doni crismali. La stella dei Re Magi in realtà non è ben chiaro se fosse  una cometa o una sovrapposizione di satelliti, forse un posizione di Giove con Saturno nella cuspide pesci/ariete.
I nomi Gaspare, Melchiorre e Baldassarre non sono chiaramente
di origine persiana ma cambiano secondo le culture, comunque la tradizione afferma che
Melchiorre cioè Melech(re) sarebbe il più anziano avrebbe offerto oro a Gesù,
Baldassarre deriverebbe da Balthaza che era un mitico re babilonese dalla pelle scura che offrì mirra, resina aromatica e purificatrice simbolo dell’ immortalità(rientrava nella preparazioni degli unguenti funebri).
Gasparre, significa signore di Saba dalla parola greca Galgalath donò incenso simbolo della divinità.
Il Vangelo secondo Matteo è l’unica fonte cristiana canonica a descrivere l’episodio anche se non dice con esattezza il numero dei magi che sembrano riassumere simbolicamente la vita di Gesù. Essi rappresentano quindi passato, presente e futuro e a loro si attribuiva il potere di bloccare le forze della natura ,dell inconscio e di aver potere sugli spiriti. Marco Polo afferma di aver visitato le tombe dei Magi nella città di Saba a sud di Teheran, intorno al 1270: “In Persia è la città ch’è chiamata Saba, da la quale si partiro li tre re ch’andaro adorare Dio quando nacque. In quella città son soppeliti gli tre Magi in una bella sepoltura, e sonvi ancora tutti interi con barba e co’ capegli: l’uno ebbe nome Beltasar, l’altro Gaspar, lo terzo Melquior. (Il Milione, cap. 30). Ma è ora nella cattedrale della città tedesca di Colonia che è conservata l’arca d’ argento che conterrebbe, secondo la tradizione, le reliquie dei Magi.(notizie tratte da wikipedia).
Nella notte magica tra il 5 e il 6 gennaio dunque il tempo rimane sospeso..le usanze legate ad essa sono diverse, oltre alla tradizionale calza per i bimbi… l’ uso di erbe sulla porta di casa per fermare gli spiriti vacanti ( i magi avevano su di loro potere) e di nuovo, il richiamo al potere purificatore del fuoco fin dal tempo dei Celti, i quali accendevano dei falò per entrare nelle grazie della divinità relativa e bruciavano un fantoccio rappresentante il passato.
Usanza ancor oggi in voga poichè il fuoco è simbolo di speranza e fonte di divinazione attraverso le fiamme e le scintille.Il tutto accompagnato da formule propiziatorie e augurali.
Le credenze, le pratiche magiche e le superstizioni sono ben radicate in Russia tanto che molti scrittori come Puskin, Gogol, Tolstoj, Lermontov hanno inserito nelle loro opere riti e tradizioni popolari come ad esempio Tatiana del romanzo in versi di Puskin “Eugenio Onegin”, una fanciulla tipica della campagna russa legata alle credenze magiche e alla divinazione: essa colava la cera nell’ acqua per tranne presagi. 
Nelle serate tra il 5 e 6 gennaio le ragazze russe solitamente si riunivano per compiere rituali di magia il cui scopo era concludere il matrimonio, conoscere il volto o il nome del futuro marito.La ragazza usciva e chiedeva al primo che passava per la strada davanti a casa come si chiamava… quello era il nome del futuro marito.
In Germania si usa scrivere sulla porta delle frasi augurali coi nomi dei Magi e apposite cifre.
Noi possiamo prendere una rappresentazione della Dea giovane
e ardere su un braciere ginepro, cannella,mirra e incenso nonchè una piccola rappresentazione della vecchia Dea fatta magari da noi con le foglie di una pannocchia o rami di saggina.. oppure un simbolo dell epifania come una scopetta o un fantoccio a rappresentare il vecchio .
Mentre brucia si ringrazia per ciò che si ha avuto durante l’ anno chiedendo alla vecchia Dea Madre di riposarsi perchè possa rigenerarsi.Posare le ceneri sopra un vasetto di terra,sul quale saranno poi seminati i fiori destinati al nostro altare. Alla giovane Dea sull’ altare esprimere i nostri desideri e progetti.

Incenso dei 3 Re :

Si miscelano in un recipiente di porcellana  curcuma, incenso e mirra. Se si vuole rendere fluida la sostanza per spargerla attorno alla casa quale protezione, dopo circa un’ ora aggiungere acqua piovana e olio di oliva.
Si mescola a lungo e si lascia riposare.
Si travasa in un vasetto e quando la si vuole utilizzare , dinamizzarla agitando il flacone . Se si vuole ottenere un incenso particolare da bruciare nel turibolo si possono pestare nel mortaio  foglie di alloro (3), incenso e mirra.. 
per chiedere saggezza, conoscenza, ma anche il desiderio di offrire un dono alla Divinità.

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“Luogo dei Quattro Punti Cardinali”

IMG0075ASpesso le cose più belle ci sono vicine.. luoghi che accarezzano il cuore ..basta saperli scoprire e visitare. Uno di questi è un parco, dove la mano di artista si è unita alla perfezione della natura. Spesso questo accade, ma in taluni casi la Sacralità del luogo diventa tutt’ uno con i poteri degli elementi. Giò Pomodoro nel 1991, ha creato un opera che segna i tempi delle stagioni. L’ ho scoperto per caso questo luogo incantato , che l’ Amministrazione Comunale e la Regione hanno ben valorizzato, mettendo a disposizione l’ arte e la cultura a tutti coloro che abbiano il dono di saperle apprezzare.

IMG0082AIl parco sorge in una città che si affaccia sul Lago Maggiore. Il panorama è splendido e permette un ampia visione che comprende il Monte Rosa.  

All’ interno del Parco l’ opera di Giò Pomodoro , è una creazione imponente in granito bianco, grigio e rosato.

A notare i particolari ci si accorge subito che è un omaggio al IMG0089ATempo e al cosmo. Il grande pilastro centrale reca l’ immagine di un delfino , animale sacro ad Apollo, il Dio greco del Sole. (Nell’ antico tempio greco di Delfi si tenevano oracoli e si onorava il Dio. All’ interno del Santuario bruciava la fiamma eterna, e sull’ architrave si trova scritta la frase:”Uomo conosci Te Stesso”. Un invito alla meditazione e alla Conoscenza di Sè). E devo dire che anche il  Parco di Taino, dove si trova l’ opera di Giò Pomodoro è luogo ideale per ritrovare un angolo di pace e serenità che permette  di guardarsi dentro e sentirsi in sintonia con gli elementi.IMG0088A  L’ ingresso  sui gradini segna i punti cardinali.. Io sono entrata passando il lato  Sud.. elemento Fuoco  legato al Sole. Molti simboli ho trovato sia all’ interno dell’ opera che nelle porte entranti. Ognuno a significare il Tempo e le stagioni, legati agli astri e all’ opera , intelligente ,dell’ uomo.

IMG0085AAlla porta Sud il grande Sole, figura sferica.. la Luce dell’ intelligenza che diventa attiva nell’ individuo. Anche se le fotografie non lo mostrano vi sono, al lato opposto, dei semicerchi ricurvi , sembrano panchine marmoree, ma l’ occhio attento afferra che potrebbero essere rappresentazioni lunari.. Certamente in un ‘ opera, dove ogni particolare è rivolto alla potenza del cosmo , non potevano mancare simbologie in analogia con le forze lunari  e legate all’ acqua. Le rocce hanno inciso nomi di stelle e parole che sono state scelte e collocate con perizia in punti e modi da averne un significato profondo. 

Ciò che risalta è l’ alta colonna che si erge al centro. Dotata di una piccola fessura,IMG0083A lascia trasparire i raggi solari, che all’ equinozio d’ estate vanno a posarsi su una tacca di un pilastro posto in orizzontale. E’ un particolare che si nota, poichè lo stretto passaggio dei raggi solari ,è segnato con un segno nero, posto di traverso , sulla colonna. Ed ecco la bellezza del Sole, dei suoi raggi, che IMG0080Afiltrano e scandiscono il Tempo , tramite l’ opera d’ arte. Non per nulla su una roccia è incisa la parola Opus.. l’ Opera, intelligente dell’ Uomo che cammina verso la Conoscenza..

E questo è il mio Cammino di oggi, in questo luogo. Così come Io l ‘ ho visto e interpretato.. certamente chi vorrà potrà consultare testi più precisi, poichè Io mi sono limitata , alle mie Conoscenze e a ciò che dettava l’ anima… quello che è importante è cogliere l’ Essenza che questi luoghi , dove mito, magia e arte si incontrano e tutto diviene Sacro, atto a onorare le ricchezze insite in Noi e attorno a Noi, e per chi crede, ad volgere lo sguardo alla potenza e alla bellezza dell’ Universo…

Strega Fata Degli Incanti- B.C.©

 

 

 

 

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