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Vita Che Fiorisce Al Fiume Ticino- I Cigni

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La bellezza del nostro fiume.. una storia d’ amore attuale. Da condividere in silenzio, senza disturbare la vita che sta nascendo..

Come un regalo degli Dei, sul mio tragitto ho incontrato oggi una coppia di cigni…

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Da giorni sono in un angolo della riva  a nidificare.. oramai ci riconoscono e appena siamo arrivati, con fierezza ci hanno mostrato la loro opera d’ arte e d’ amore… 5 splendide uova..

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Non vi è nulla da aggiungere a questo spettacolo della natura, se non ammirare la perfezione della natura in piccoli scatti, fatti senza alcun rumore, con rispetto.. sembra che appena giunti ci abbiano accolto nel loro luogo Sacro..là tra Terra e Fiume dove nuove vite palpitano nel calore del loro bianco, alato, abbraccio…

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uova in posa…

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Curatemele, mentre Noi ci facciano una nuotatina.. (ci hanno lasciato lì le uova , mentre ci giravano attorno…)

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Mi raccomando…

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Dolci Pensieri Romantici

Foto scattate il 24/04/2016- immagini personali

Strega fata Degli Incanti-B.C.©

 

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Una Storia d’ Amore nel 1600 Sommese

1sanvitoLe chiese di Somma. Le più antiche, quelle che il tempo ha cancellato dalla memoria sono sconosciute ai più : nate dal fervore degli avi avevano anche un valore spesso pratico. Un esempio ci viene dalla Chiesa di San Vito la cui posizione era un ottimo punto centrale tra due antiche torri di guardia militare.

Un tempo le cucine vedevano i bambini attorno il camino a raccontare fiabe, nelle sere d’ estate sugli stalli, i ragazzi spesso si addormentavano mentre ascoltavano leggende e poesie. I mattoni delle pareti erano poste a incrocio, formando tante piccole aperture a croce. Così l’ erba asciugava meglio ,esposta al passaggio dell’ aria. Da lì, i ragazzini, vedevano i frammenti del cielo, la luna e il paese. Fatto di stalli, prati e campi e, a sovrastare tutto i campanili…

San Vito è una delle più antiche chiese, ancora conosciute e sopravvissute al tempo, della nostra città. Altre sono state lasciate nel dimenticatoio.. San Nazaro in Monte Sordo, Santa Fede al castello Visconteo… Chiese di cui non rimane traccia.. ma San Vito è ancora lì , sulla sua altura ricco della sua storia..

Sul campanile due visi in ceramica, tra i mattoni spiccano e l’ occhio attento li scorge.

Una storia d’ amore di tempi antichi…

La chiesetta era, inizialmente una cappelletta voluta da una donna che per erigerla ha lascito un legato. Se non si conosce il nome della benefattrice, si riconosce invece che i Santi Vito e Modesto erano invocati per la protezione delle campagne.

Il tempo rese opportuno i rifacimenti, e il campanile fu riedificato nel 1617.

Gli uomini del rione lavoravano con impegno. Grosse pietre una sull’ altra. Sudore e fatica sotto ogni tempo.. Il campanile cresceva ogni giorno e il lavoro si fermava solo alla sera, quando il crepuscolo tingeva lo spazio di ametista. Gli uomini alzavano gli occhi e ammiravano la volta come se fosse una pietra preziosa, sentendosi più vicini al cielo man mano che il campanile cresceva.

Una pausa era il pranzo.. mogli che lasciavano figli, anziani e lavoro nei campi. A piedi, con ogni tempo, un cestino con i frutti della terra, il pane cotto al forno, e un pò di lardo…

Andavano incontro ai mariti salendo su un impalcatura un pò traballante …e tra queste una donna non più giovane ma ancora con anni da vivere e se il sole e il lavoro dei campi ne aveva appesantito i tratti , il cuore semplice la portava ad amare il compagno come il primo giorno.

Un piede in fallo proprio quando uno scalino la separava dal marito, che nel tentativo di salvarla cade ,con lei, nel vuoto…

Muoiono abbracciati, così come avevano vissuto.. fino all’ ultimo uniti.. la gente urla, corre, dallo stallo proprio davanti alla chiesa, dove probabilmente abitavano, escono gli amici, i parenti.. e ora la loro effige è lì.. tra le pietre del campanile dal punto in cui spiccarono il volo.. l’ ultimo…

Questa è la storia come mi è stata raccontata tanto tempo fa.. quando mio papà, nelle sere dopo il lavoro spegneva la televisione e mi parlava della nostra Somma…

Una leggenda raccontata e riadattata un pò da tutti… ma che la storia, quella reale, fatta di studi ha sfatato riconoscendo in quelle immagini incastonate tra le pietre i resti di antiche statue che non si volle perdere del tutto…

Teniamo conto del parere dei competenti ma l’ anima riporta a una storia d’ amore, e per Me a una leggenda che mi ricorda una sera in famiglia.. di quelle racchiuse tra le pagine del cuore che rammentano i sapori dei tempi antichi…

Strega Fata degli Incanti – B.C.

Fonti: Racconti d’ infanzia famigliari- Testi di spunto per i dati storici: Estratto di  antiche Località Sommesi-San Vito- Storia e Folclore di C. Ferrario-  iber Notitiae Sanctorum Mediolani, redatto da Goffredo da Bussero circa nell’anno 1290 dove  sono contenuti i nomi delle chiese della diocesi di Milano – Lodovico Melzi Somma Lombardo, 1880.

 

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La Campana “Incantata”

Digitalizzato_20160404Un tempo le campane non avevano solo carattere Sacro, ma seguivano e scandivano i tempi e i ritmi del lavoro nelle campagne. Nascite, morti, funzioni, ore e avvenimenti erano accompagnati dai loro suoni.

Il rione San Bernardino celebrava in modo  solenne, le funzioni per San Coronato, agli inizi di Settembre. Un tempo la festa era più ricercata, ricca di particolari che riportavano alla vita contadina. I grandi Roeusc di uva bianca e nera. Piramidi in legno con i grappoli più belli facevano a gara nell’ esposizione per poi essere venduti. Le campane suonavano a distesa quando il corpo del Santo usciva in processione o veniva esposto. E si diceva, che portasse pioggia quando la siccità poteva compromettere i raccolti.

La scampanata tipica dei festeggiamenti si era conclusa e ora le campane erano a riposo. Ma la campana maggiore si era fermata, sospesa a mezz’ aria senza farsi notare…

La notte scese ad accogliere il riposo degli uomini. Ormai i camini avevano una brace leggera,e i fienili erano bui, solo la luce del cielo e della luna che, ormai, nella fase dell’ ultimo quarto rimaneva appena visibile, con quel suo piccolo spicchio che andava scomparendo in quelle notti che anticipavano l’ autunno. Qualche nuvola offuscava la poca luce…

Il silenzio fu interrotto.. uno scampanio lugubre, ritmato, come piccole gocce d’ acqua che creano una cadenza regolare.

Il popolino in allarme.

Mia nonna sente quel suono lontano, che le poche case e le campagne permettevano di giungere fino alla abitazione dei miei.. un attimo di timore.. mio nonno si alza pronto a uscire in caso di emergenza. I figli, pronti a seguire il padre, ma incuriositi e spaventati erano trattenuti dalle raccomandazioni di mia nonna…

In realtà non era accaduto nulla… si parlava di stregoneria, magia e quant’ altro.. il tempo di un soffio giusto per capire che era solo un guasto al battacchio…

Questa la storia del Settembre 1936..  si è affacciata alla mia memoria dopo anni che la zia e il papà  me l’ avevano raccontata. Oggi nel fare una piccola ricerca per qualcosa che leggerete poi, l’ antico racconto mi è venuto alla mente ritrovando il fatto, più o meno simile sul libro del Rossi*. Non so se i miei  mi raccontavano questi episodi a metà tra il reale e la leggenda, arricchendoli di particolari ma li tengo gelosamente nel cuore parte integrante di un pezzetto di vita di chi ci ha preceduto.

Strega Fata degli Incanti – B.C. ©

*A.Rossi – Antiche Località di Somma Lombardo

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Valbörg – Beltane

valpurgaLa  Notte di Valbörg  è una tra le  feste di celebrazione della primavera nelle  zone centrali e settentrionali d’Europa. Secondo la leggenda le streghe si radunavano  sul monte  Brocken per salutare la bella stagione. In tutta la Svezia c’ era la tradizione di accendere i falò con lo scopo  di cacciare i demoni. Usanza che oggi rivive  tramite fuochi che bruciano  le potature e gli scarti dei giardini.

In questa ricorrenza di origine vichinga,si commemora S. Valpurga che si designava quale  protettrice  dalle streghe. Poichè le feste celtiche legate alla Dea della fertilità vennero scambiate (come al solito) per feste demoniache, anche quella del primo maggio fu vietata con la cristianizzazione. Il 1° maggio 871 il corpo di S. Valpurga,badessa del monastero di Heidenheim, fu trasportato presso Eichstätt  nella chiesa di S. Croce. Secondo un antico racconto, dalle pietre della sua  tomba , sgor­gava un miracoloso olio di molteplici virtù tra cui quella di fungere da difesa dalle streghe. Per gli antichi Celti era invece il passaggio alla bella stagione.. con feste e libagioni si attendeva l’ alba simbolo della vittoria della luce sulle tenebre. Questa notte era presieduta dalla Dea della fecondità, la grande Dea che governava sulla vita e sulla morte.  ”I Fuochi di Bel”, Dio della Luce, illuminavano, dalle colline, le valli a simbolo di trionfo della luce stessa e due di questi fuochi (sempre la coppia , il Dio e la Dea) venivano preparati con nove legni sacri ai celti (il numero del cosmo), da nove uomini,che li procuravano andando nei boschi. 

A simboleggiare l’ unione sacra del Dio con la Dea  molte coppie fanno l’ amore poichè questo giorno è dedicato alla fertilità ma anche alla passione. Il matrimonio che unisce cielo e terra rivive nell’ immagine degli Dei che si uniscono. I  falò rituali venivano accesi a coppie a simboleggiare la fusione amorosa e feconda, il perpetrarsi della specie, il maschile e il femminile.  La rugiada è simbolo di questa unione, dal cielo essa rende umida e feconda la terra,e in questa giornata sembra avere grandi poteri. Le donne che usano bagnarsi di essa avranno il dono della gioventù e bellezza. Ancora meglio se si tratta di rugiada  avuta accarezzando un biancospino. Questa pianta simbolo di Beltane è abitata dalle fate. Le usanze sono diverse in ogni paese ma una cosa accomuna tutti gli usi: il potere  dei falò tra i quali venivano fatte attraversare le bestie e le persone  con lo scopo di purificarle e il potere fecondante delle ceneri dei fuochi stessi .  I legni sacri di Betulla, Quercia,Salice, Biancospino, Nocciolo, Melo, Vite, Abete o Pino,Sorbo Selvatico erano atti a ottenere la cenere per fecondare i campi o da conservare , da parte delle donne, per procreare.
Vi è ancora l’ abitudine di creare un albero su cui si legano nastri colorati attorno al quale danzare e che rappresenta l’ albero cosmico della vita. Su un biancospino o un altra pianta, se non abbiamo il biancospino a disposizione,  si possono porre strisce colorate in sintonia col nostro desiderio: ad esempio rosa per l’ amore romantico o verde per la prosperità ecc.. visualizziamo i farries che vivono nell’ albero e concentriamoci con la loro energia ..quando ci sentiamo “carichi” addobbiamo l’ albero dei nostri nastri melodiando il nostro desiderio. Allontaniamoci con rispetto lasciando un omaggio di riconoscenza ai piedi dell’ albero!
Il verde sarà il colore di base per questo magico giorno , e ci si potrà vestire coi splendidi colori dei fiori. Anche la tavola e l’ altare seguiranno questa linea. Particolarmente bello sarà il ricamare in questo periodo : l’ ago e il filo che penetrano la stoffa rappresentano l’ atto sessuale nei simboli maschile (ago) e femminile (trama della stoffa). Una creazione che da vita a qualcosa di nuovo e di bello: il ricamo che “nasce” come un simbolo e rimane opera perpetua.

Ci si potrà adornare di pietre quali Malachite, granato, quarzo rosa, smeraldo..

Il bagno sarà ricco di petali di rose, mentre l’ incenso sarà l’ unione di olibano, gelsomino, ylang ylang, pesca e vaniglia. Simboli per l’ altare:corna del Dio dei boschi e palo di maggio mentre per la Dea l’ ape e la mucca. Tutti segni  legati alla fecondità..anche Vishnu,il Dio indù spesso è rappresentato come un ‘ ape blu posata sul fior di loto (la Dea). L’ ape feconda i fiori…ma esse producono il miele sostanza che dona salute  e longevità ed legata per tradizione alle fate le quali lo apprezzano molto. Le candele di Beltane saranno rosa , rosse e verdi, e gli Dei da adorare quelli della fertilità compresi  Pan, Eros, Artemide, Diana, Afrodite, Bacco..Nottata ottima per la divinazione e gli incanti d’ amore e prosperità. Nell’Antica Roma era giornata sacra a Flora, protettrice delle piante in fiore che si festeggiava con canti, balli e abiti variopinti a indicare la primavera e la bellezza dei fiori mentre la notte del Primo Maggio era sacra a Bona Dea,la Dea dei campi,festa i cui misteri erano permessi solo alle donne. Il giorno successivo era dedicato alla  sposa di Vulcano, Maia, da cui il nome maggio.

Strega Fata Degli Incanti – B.C.

Fonti di comparazione :Wikipedia- Calendario di Alfredo Cattabiani -Mondadori

 

 

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Antiche Processioni

mantaEra una giornata tiepida. Un vento leggero faceva sollevare i panni distesi nell’ aia del caseggiato in Belvedere dove mia nonna abitava con la famiglia. I cortili sul percorso delle processioni erano addobbati da nastri e fiori. E  qualche piccolo mazzetto fiorito  aveva dato un aspetto curato anche alle piccole edicole Sacre che non vedevano il passaggio delle confraternite. Nessuno voleva astenersi dal rendere il proprio cortile o rione al pari con quelli delle vie principali. Così l’ immagine votiva, incassata nel muro dello stallo in Belvedere, era stata riempita di fiori e lumini. Un piccolo tavolino , posto davanti al quadro, aveva una tovaglietta bianca di lino e tante luci, fiori e nastri. Piccoli fiori bianchi di stoffa ricavati da intagli di un abito da sposa, ormai più volte rielaborato…. e ora diventato l’ abito delle processioni per la sorellina più piccola. I grandi occhi sognanti spiccavano tra i veli che disegnavano l’ effetto di grandi ali, forse anche troppo grandi per la bambina. Ma era così per tutte.. e il cestino delle noci era stato decorato da pizzi e riempito di fiori di campo.. piccole margherite e violette, petali e rami di biancospino,da portare in processione.

Erano tre i percorsi…

Da Casa Micciola, cascina  conosciuta come cantina del ghiaccio, ideale per macellai e salumieri, i quali vi trovavano luogo  adatto per procurarsi il ghiaccio prelevato, in inverno presso le paludi Mezzanesi. Si procedeva per Campagna Grande,un terreno argilloso, sulla traiettoria per l’ attuale Malpensa. Fino alla Bozza dei Salici.

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Particolare delle Cappella del Bagagin

Una grande pozza d’ acqua piovana che aveva favorito la crescita di salici. I contadini la recintarono per averne riserva d’ acqua in estate per le coltivazioni, mentre il suo ristagnare era utilizzato per la canapa onde ottenerne la macerazione per la  fibra tessile poi elaborata in appositi laboratori.

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Cappelletta del Bagagin

Il secondo percorso toccava la cappelletta del Bagagin, sotto San Rocco. La cascina era stata costruita dai Visconti nel XVIII secolo e poi presa in dotazione dalla famiglia soprannominata “Bagagin”.

Un antico lascito aveva permesso che questa costa avesse la sua cappelletta con la deposizione di Cristo. La processione scendeva verso Maddalena, per poi risalire fino a San Bernardino.

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Madonna della Preja

Il terzo percorso si snodava partendo dalla Madonna della Preja,verso lo Strona Santa Caterina e poi il Crocefisso di Smocco (via B. Colombo) per giungere alla Chiesa di San Vito.

La Nonna e le magie delle campi..

Carolina si stava sistemando i capelli. L’ abito color smeraldo rendeva più intensi i suoi occhi verdi. Quegli occhi ereditati dalla mamma Maria creavano un delizioso contrasto con i capelli castani raccolti lasciando piccole onde morbide.

Uscendo, vide il padre che sistemava i cavalli e il carro. Pensò per un attimo, che con quel carro, da lì a qualche mese si sarebbe recata in chiesa per sposarsi. Un fidanzamento già dichiarato.. e al Bagagin, Giuseppe l’ attendeva ora per la funzione religiosa, forse la prima, oltre la Pasqua, con cui si presentava davanti ai concittadini con la giovane fidanzata…

Intanto i contadini preparavano croci in ulivo e intrecciavano arbusti, gettavano la cenere sui campi. Così come gli antichi pagani quando onoravano gli elementi di cui a croce a braccia uguali ne è simbolo. E ora le croci venivano poste ai lati dei campi. Come un sigillo , una protezione. In quei campi dove le adorazioni agli Dei un tempo si innalzavano. Dove latte e miele veniva offerto per la Madre Terra.

campiPresto sarebbe stato il primo Maggio, e la rugiada avrebbe rivestito un ruolo Sacro.. si sarebbe depositata come un velo in quei prati, come un acqua lustrale sarebbe stata raccolta dalle donne.. dono di Marte e di Venere, intrisa delle forze impetuose e fertili delle divinità feconde, conservata per creare elisir di giovinezza… ma questa è un altra leggenda che si fonde con la storia…

Strega Fata Degli Incanti – B.C.

Da racconti familiari e di anziani del luogo- Fonti di comparazione di dati storici:

A. Rossi – Somma Lombardo-da borgo antico a città moderna e Antiche Località di Somma Lombardo.

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