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Ariete

ariesL’ oroscopo è unico e personale. Ogni previsione andrebbe valutata in relazione al Tema Natale tenendo conto che gli influssi planetari agiscono in base al grado di evoluzione di ognuno.

Ariete:

Un anno che è il risultato di un lavoro interiore iniziato da tempo, finalmente la natura impetuosa dell’ Ariete si manifesta in maniera più consapevole. Avete finito di ingoiare bocconi amari e di reagire sullo stile “pentola a pressione”. Questo è’ l’ anno di tirare le somme e agire con forza ma in modo oculato. Vi farete avanti insomma , solo che decisioni, interventi e impegni saranno presi con equilibrio.

La terza decade sarà particolarmente interessata a cambiamenti che andranno ad armonizzarsi. Vi è la possibilità che  situazioni rimaste in sospeso anni prima  ora ritornino in auge .

Potrebbero presentarsi, inoltre, una o più figure con l’ intento di manipolarvi…  magari  persone con l’ istinto di inculcarvi idee o influenzare le vostre scelte, oppure schemi del passato che vi dominano e da cui quest’ anno riuscirete a liberarvi. Una liberazione che sarà, forse, solo a livello  mentale e di consapevolezza, ma comunque ben definita e reale. Probabilmente riuscirete a gestire persone e situazioni senza farvi dominare, sfuggendo agli schemi culturali e familiari che vi hanno accompagnato fino adesso. Ovviamente il lavoro è vostro… è attraverso la conoscenza di se stessi che si arriva alla realizzazione dei propri obiettivi. Comprendere ciò che è vostro desiderio, andare alla meta delle proprie ambizioni seguendo le inclinazioni e vocazioni che da sempre vi accompagnano. In questo le stelle vi danno sostegno… in quanto all’ amore è il vostro anno e ponete attenzione poichè per alcuni/e vi saranno problemi col partner alla vista anche di una nuova relazione. I rapporti di amicizia, amore e lavoro saranno favoriti e ricchi di colpi di scena e cambiamenti.

Giove in Scorpione  vi  sarà alleato . Marte vi darà energia in quei periodi in cui eserciterà la sua influenza con posizioni favorevoli: In Gemelli dal 21 Aprile agli inizi Giugno e in  Leone dal 20 Luglio agli inizi di Settembre. Al contrario l’ energia potrebbe calare o sarà poco gestibile  col  transito del pianeta rosso nei segni Cardinali  del Cancro a Giugno e in opposizione, in Bilancia dalla fine di  Ottobre all’ inizio di Dicembre. L’ importante in questi periodi è saper usare le forze planetarie sia negative che positive portandole a vostro favore. Utilizzate l’ energia per compiere solo ciò che con voi è affine e che ritenete faccia parte del vostro percorso.  Marte transiterà in Ariete tra Febbraio e Marzo,  congiungendosi alle influenze di  Venere e di Urano nella vostra prima casa solare. Scoppi di passione, amore e colpi di scena.. per qualcuno sarà un nuovo amore, per altri una separazione. Anche a chi nulla sembrerà mutato, il cambiamento, la svolta è in azione con una elaborazione energetica che segnerà nuovi schemi mentali.  Il mese di Maggio vede un novilunio che scandisce un periodo per voi particolare. Dagli inizi di Febbraio e fino a Giugno  Venere sarà per voi favorevole propiziando i guadagni, i rapporti e l’ amore.

 

Strega Fata Degli Incanti – B.C. ©

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Pozzo Valgella

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Immense distese di terra e di alberi da frutto, accese dal fuoco del sole durante la bella stagione. Raggi che inondavano i campi e tutto era un’ insieme di colori e vita.                                                       L’inverno trasformava  lo scenario in una tela bianca e immacolata.  Solo l’ unica strada che attraversava  l’ antico centro abitato era segnata dalle poche impronte lasciate dalle donne dirette ai forni del pane. Grandi impasti con impresse sigle che contraddistinguevano le famiglie.

Silenziose e con passi leggeri camminavano con prudenza tra quella neve gelida e asciutta…

                                                      

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Così appariva secoli fa Valgella. Un nucleo abitativo che prese il nome dall’ antica famiglia facoltosa che vi aveva posto dimora.  Il tempo scorreva e la popolazione aumentava. Quel cuore pulsante della parte bassa del borgo cresceva di vita e attività. Case e stalli necessitavano di un pozzo, così uomini e donne lavorarono incessantemente. Carri trainati da buoi e cavalli trascinavano i massi e la terra che veniva prelevata con secchi. Un pozzo profondo circa 80 metri. E fu l’ acqua. La più pura e fresca che si potesse sperare… una benedizione per gli orti, per gli animali e la brava gente.

Era il 1231…    

quel pozzo ne avrebbe vista e vissuta di storia. Sempre immobile, al centro di contese, fu spettatore di guerre, epidemie e amori. Attorno ad esso si riuniva il borgo. Giocolieri e commercianti, segnatrici e artisti ne fecero il loro centro.

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Nacque così la corporazione di Arti e mestieri. Opere di falegnameria, pietre incise, lavori umili e piccole magie prendevano vita attorno al pozzo assieme ai soprannomi che avrebbero contraddistinto le famiglie. Lì ci si ritrovava mentre la storia tesseva il quotidiano.

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Il tempo muta le cose…  muta le usanze e avanza il progresso. Il pozzo si modifica e viene sostituito con una fontanella. La piazza rimane bella, sembra apparire immensa ma come è addormentata, lasciata sospesa in un sogno, vestita di mattonelle riprende un’ aria nobile intanto che il suo sonno continua. Ma i sogni spesso si avverano. Il tempo non cancella sempre tutto. Qualcuno con amore conserva l’ antico pozzo. Come un tesoro lo protegge. Ed è sempre la passione per la città che lo fa ritornare là dove gli antichi gli diedero vita. E con lui si destano antichi radici, un po’ della storia che sembrava perduta si ritrova in una chimera fantastica che ora diventa realtà…

Rielaborazione secondo fantasia dell’ autrice basata su dati storici.

Strega Fata Degli Incanti- Briante Cesarina©

 

Un ringraziamento a chi ha trasformato il sogno in realtà…

I Love Somma, i commercianti, l’amministrazione Comunale, i nostri vigili, l’impresa che ha fornito la messa in opera, e il concittadino che ha premurosamente salvato il pozzo restituendolo perché riavesse l’ antico splendore.

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Solstizio d’Inverno

IMG0083ASolstizio d’Inverno

Fin dai tempi antichi  i momenti in cui il sole scandisce le stagioni, sono stati vissuti con sacralità. Il Solstizio d’Inverno segna l’ attimo in cui il Sole , nel suo apparente moto nelle costellazioni zodiacali, giunge la posizione posta più a Sud dell’ equatore celeste ( linea di proiezione dell’ equatore terrestre). Da qui inizia poi la sua lenta risalita… Per questo si usa accendere piccole candele, esili fiammelle in questi giorni di festa. Sono indice del ritorno alla luce dopo le tenebre della notte più lunga dell’ anno.

Astronomicamente il fenomeno dipende dall’inclinazione dell’asse di rotazione terrestre rispetto al percorso apparente che il Sole compie annualmente rispetto allo sfondo della sfera celeste. Ogni anno il Solstizio slitta di circa sei ore, periodo che viene recuperato ogni 4 anni con l’ aggiunta del 29 febbraio (anno bisestile),

Questo Yule vedrà il suo compiersi alle 1o,44 del 21 dicembre. Avrà luogo la congiunzione tra Luna e Giove tra le stelle della Vergine. La bellezza di molti luoghi del passato, calendari creati con pietre e giochi di luci e ombre segnavano questo e altri  passaggi di stagione.

Un monumento moderno, che ricalca gli antichi luoghi di osservazione astronomica si trova  a Taino. Autentica opera d’ arte di Già Pomodoro, permette di “vivere” all’ interno di un parco cittadino, lo scandire del tempo, accompagnati dalla luce solare e dalle ombre del crepuscolo… http://giardinodifata.altervista.org/luogo-dei-quattro-punti-cardinali/

Strega Fata Degli Incanti B.C. ©

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Le Nebbie Del Monte Sordo

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Le Nebbie Del Monte Sordo…

Una leggenda racconta di un cavaliere che ogni giorno passava sulla via antica che da Sesto Calende portava a Somma. I luoghi del circondario erano sua giurisdizione nel riscuotere le tasse, nel governare le leggi, nel porre controllo ai territori secondo disposizione del Nobile Signore di queste terre.

Nell’ osservanza dei suoi compiti si trovò a visitare il maniero del Monte Sordo. Era un pomeriggio di freddo inverno. La neve aveva reso una distesa bianca il paesaggio. Il cavallo nero e imponente lasciava impronte ben distinte che segnavano il passaggio. Quelle e null’ altro spezzavano il biancore intenso del gelo. A un tratto, sulla distesa, piccole orme di passi gentili. Come se una fata avesse segnato il suo cammino. Il cavaliere sorrise… erano passi di fanciulla, ma al bosco e all’ imbrunire era cosa insolita… Decise di seguirli. I cavalieri si sa, sono uomini e la fantasia vola. Si domandava se mai fosse bella colei che aveva lasciato traccia di sé… se avesse lunghi capelli e occhi azzurri… se fosse dama o contadina.” Illuso” si diceva, sarà la solita anziana atta a veder se sotto la neve vi erano ghiande, o di ritorno dal paese dove si era recata a chieder elemosina. Intuizione o speranza continuava il suo andare… aveva sentito vociferare di una giovane tanto bella, dagli occhi color del lago e dai capelli d’ ebano, semplice ma incantevole… ma di fole giù in paese tante se ne raccontavano per passar il tempo e colorare le serate attorno ai camini.

Giunto al bivio che portava al maniero una figura aggraziata. Avvolta in uno scialle grigio e consunto, una fanciulla raccoglieva fascine e piccoli pezzi di legno… la neve pesante aveva fatto peso e i rami più fragili si erano spezzati. Un tuffo la cuore.. dunque esisteva. Uguale alla descrizione, bella come un sogno… solo gli occhi erano diversi. Avevano un intenso verde, come i campi di primavera, umidi di rugiada e brillanti sotto il sole. Fu un balzo e giunto a lei offrì il suo aiuto e mai mancò di andare a trovarla ogni giorno. Il Natale si avvicinava e l’ uomo le fece preparare un mantello di lana. Candido come la neve che segnò il loro incontro, caldo come la passione del suo amore. I due giovani erano innamorati e nulla valeva la differenza di ceto e di titolo. L’ amore puro tale rimane oltre ogni stato. Al ritorno al castello, in quella vigilia del natale dell’ anno 1000 una banda di briganti ebbero ad assalirlo. Il sacchetto appeso alla cinta era un goloso bottino e per quelle monete d’ oro e d’ argento, fu preso a sorpresa da 7 uomini,  ebbe l’ ardire di difendersi fino a essere colpito a morte. Da allora si narra, che, inconsolabile la fanciulla torna, ammantata di bianco a cercare il suo cavaliere. Per non vedere la sua anima soffrire gli Dei la trasformarono in fata dei campi. Ancora adesso una nebbia leggera racconta di un’ amore mai vissuto di mille e più anni fa a all’ imbrunire invernale, tra le tinte del crepuscolo porta il dono dell’ amore e della bellezza a chi  la incontra.

Strega Fata Degli Incanti – B.C.©

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Antica Leggenda di un Animale Considerato “Santo”

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Ogni luogo vede la sua storia. Ogni leggenda è intessuta di verità… Correva l’ anno 1200. Un Nobile Signore di Borgogna aveva da poco brindato alla nascita dell’ agognato erede. Era grande festa nei territori. Un bimbo in fasce, come tanti desiderato, come tanti amato eppure destinato a continuare la Dinastia. Il padre, valente guerriero, nobile e potente amava andar a caccia. E anche quel giorno i boschi videro il suo andare, il silenzio della brughiera interrotto dall’ abbaiare dei levrieri che il Signore portava con sé nelle sue battute. Magro bottino… valeva forse darsi pena per così poca cacciagione… Giunto al castello cosa vi è di intenso a riempire il cuore se non un abbraccio del figlio. Ammirare quelle guance rosee segno di benessere, il sentir i primi suoni di quel piccolo tesoro. Deposte le armi ecco il Nobile giungere nella camera del bimbo. Tranquillo vi aveva posto a guardia il suo cane preferito. Da anni era fedele compagno su cui aveva posto fiducia maggiore che in ogni sua guardia. Entrato nella stanza l’orrore ai suoi occhi. Il cane aveva la bocca insanguinata, disordine e fasce ovunque. Un urlo di dolore, straziante, possente. Del bambino non vi era più traccia. Giunsero la consorte e i servi. Lacrime e dolore. “Mi hai tradito” disse il Signore rivolgendosi all’ animale.

E brandendo la spada con un colpo mortale lo uccise. Il levriero lo guardava… comprese e non si ribellò, con il destino segnato di chi si imola per l’ altrui vita.

Il nobile guardava ora il corpo del cane con rabbia e incredulità… come aveva potuto, fedele compagno tradirlo… quando un vagito riempì la stanza. Il bimbo piangeva, ma era vivo, era sano, era salvo, e sotto la culla rovesciata era riparato e accanto a lui una vipera. Il cane aveva lottato a suo rischio per salvarlo da morso letale.

La gioia fu soffocata dal rimorso. Mai l’ uomo avrebbe dimenticato uno sguardo così consapevole, implorante, amorevole.

E come un mortale l’animale ebbe degna sepoltura e dimora.

La gente del popolo curiosa e ammirata andava a salutare così generosa creatura. Poi un giorno qualcuno ebbe bislacca idea di chieder favore sul quel tumulo di sassi. “Se hai amato in vita, fallo in morte.. aiuta anche me…” Una grazia ottenuta non può esser taciuta e le richieste e le grazie si susseguirono.

Quell’ animale era considerato Santo. Il tempo sovrappose la sua immagine a quella di un martire pavese. E la chiesa decise che non si poteva portar un cane agli altari. Ma San Guniforte rimane nel ricordo e nella speranza popolare… l’ anima dell’ uomo conosce quanto amore e fedeltà si racchiude nel cuore di un animale, da sempre fedele compagno…

Leggenda rielaborata secondo mia interpretazione. Ispirata dalla visita presso la chiesa di Guniforte in Nosate. 

 Santa Maria in Binda

Santa Maria in Binda

A Nosate si può visitare anche la chiesa di Santa maria in Binda di epoca Longobarda e corredata di splendidi affreschi rinascimentali.

Strega Fata Degli Incanti  B.C. ©

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