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Stagioni

Stagioni –

L’ autunno è sensuale. Spoglia gli alberi lentamente e veste la terra di oro… come un amante stende un tappeto prezioso. Di colpo scende il silenzio, come un palpito d’ ali che si adagiano prima del grande riposo.

Cesarina Briante ©

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Racconto d’ Inverno

Racconto d’ inverno

E’ una di quelle sere in cui i toni del cielo sono indefiniti. Gli alberi oramai spogli sembrano ricamare, ragnatela dai toni scuri, sul cielo roseo e sfumato. Il tempo corre assieme alla strada fino alla meta. Il bosco è all’ orizzonte. Ricorda la brughiera dei tempi andati. Il fiume si tinge dei colori del cielo, non un auto, nè un rumore che rammenti la città. Solo piccoli brividi di freddo e il volo dei primi uccelli notturni. Un falco plana, acuto osservatore, passa davanti a una luna luminosa e quasi piena e per effetto ottico sembra sfiorarla.Giorno e notte non sono ancora definiti.
La casa è ai margini del bosco, piccola, di cortile e posta al secondo piano. Alla luce della finestra il profilo di Nerone, il gatto.
Un locale unico e ampio, una cucina un pò disordinata, certo non raffinata, ma decisamente incantevole. Non vi è nulla di particolare, ma forse sono le luci , l’ odore dell’ acqua e il clima natalizio a renderla “magica”.
Forse il sapere che presto nuovi intrugli magici usciranno dalle mie mani, nuovi segreti saranno tramandati, da quell’ effetto di essere così fuori dal tempo.
Una candela brucia su un pezzetto di carbonella.. la cenere servirà per l’ inchiostro. Come per  una favola o un racconto
serve un inchiostro per un sigillo… un sigillo da riportare su una pietra forata, regalata dal fiume,
Un pò di cenere di candela sacra e zafferano daranno il colore giusto, per un inchiostro di energia solare.
Ma l’ odore della cera e del carbone si mescola alle erbe bruciate: petali di rosa rossa e rosa e mirto,
l’ aggiunta di poche gocce di vino rosso, verbena e lavanda, una goccia di miele caldo erano gli ingredienti di un inchiostro per i sigilli d’ amore e di fascino.
Mentre la candela brucia uno dei grossi micioni miagola e fa le fusa, gli altri dormono soddisfatti.
L’ acqua bolle, il calderone scotta e lo togliamo dal fuoco vivo: l’ artemisia va aggiunta subito, serve a purificare specchi e oggetti. E il nuovo specchio è davvero bellissimo.
La cornice è di un quadro antico ed è è in perfetta proporzione con esso. Ricorda un pò lo specchio magico della matrigna di Biancaneve.
Intanto la candela si accorcia e le erbe , bruciate si raffreddano, pronte per essere ridotte in fina polvere sul mortaio.
Nella boccetta cola il rosolio,sostituto del miele e del vino (un tempo si sarebbero usate 3 gocce di sangue) ma il rosolio è l’ ideale a sostituirlo. Si mescola alla cenere e il liquido appare vivace pronto per tracciare il sigillo. Solo una notte di luna piena e il suo potere sarà esaltato.

(Fata Strega Degli Incanti ©)

L’ immagine è un opera di John William Waterhouse intitolata  “La sfera di cristallo”  del 1902

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Presentazione

Molti di voi già mi conoscono… sono Strega Fata Degli Incanti e ho deciso di aprire questo insieme di raccolte dei miei incanti e segreti con lo scopo di condividerli con tutti voi e aver modo di imparare sempre di più sulle antiche tradizioni locali e magiche a scopo di conoscenza.Ricordo a tutti che pur essendo disponibile a comunicare con voi non ho uno studio e sono AUTODIDATTA tutto ciò che riporto è frutto di esperienza e conoscenza sui libri e contatti con persone del settore.

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Acqua della Regina d’ Ungheria

Marie Meurdrac visse nella Francia del XVII secolo. Nel 1625 si unisce in matrimonio col comandante Henry de Vibrac. Da quello che ora è un piccolo sobborgo di Parigi Marie ebbe a trasferirsi col marito al castello di Groisbois. Divenuta amica della contessa de Guiche ottiene di aver accesso ai trattati della nobile. Le sue ricerche le permisero di divenire un’ eccellente chimica e di scrivere un trattato alchemico-spagìrico che passerà alla storia .
“La Chymie cha¬ritable et facile, en faveur des dames” (1674. In esso è contenuta la ricetta della regina d’ Ungheria a cui è dedicato un capitolo del mio romanzo. e di cui posto  la ricetta.

L’acqua della Regina d’Ungheria ha molte varianti. Donata da un eremita ebbe pregio di ridare salute e bellezza alla settantenne sovrana che fu chiesta in sposa dal regnante di Polonia. Proposta mai accettata dalla Regina.
Sembra che la nobile si sia dedicata un intero anno alla cura con la portentosa ricetta che qui posto al solo titolo di conoscenza.

Due libbre di acquavite che abbia subito distillazione per 4 volte
ventidue once di rosmarino in cime e fior i da porre in un vaso chiuso per cinquanta ore.
Distillare poi il tutto in un alambicco a Bagno Maria.
Ogni sette giorni se ne prenderà una dramma (3,89 grammi) in un brodo di carne. Inoltre ogni mattina , la risveglio si userà per lavare il viso e gli arti malati sulla quale si strofinerà.


Ricetta ispirata dal trattato “La Chymie cha¬ritable et facile, en faveur des dames” (1674)  di Marie Meudrac- L’ immagine è tratta dal web senza citarne la fonte, se qualcuno ne reclama i diritti sarò prontamente rimossa.

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Una Strega a Somma Lombardo

Una Strega a Somma Lombardo.

Un racconto ambientato nei primi decenni del XVII secolo nei territori dell’ antico Verbano. Una donna saggia, colei che può essere definita Strega, vive una vita intensa.  L’uso sapiente dell’ intelligenza, della bellezza e il desiderio della libertà la spinge a sfidare i potenti dell’ epoca… e in un periodo buio come quello dell’ Inquisizione la sfida si arricchisce di colpi di scena. La fine è da scoprire, le riflessioni da cogliere, fino a giungere alla considerazione che Giulia, la protagonista è una Donna senza tempo. E’ la Strega, la Saggia, è colei che realizza Se Stessa. Il tutto è ambientato tra fantasia e realtà. I luoghi esistenti e fatti storici realmente accaduti si uniscono al mistero e alla favola. 

In questa pagina scopriremo assieme le ricette dell’ epoca che hanno accompagnato la magia di Giulia. Una raccomandazione… qualsiasi uso di erbe o segnature sono da intendersi come costume dell’ epoca e NON vanno a usate a scopo personale. La favola e le antiche leggende tali devono rimanere… In caso si ritenga necessario l’ uso di erbe rivolgersi al medico o a un esperto del settore.
Le ricette qui descritte accompagnano gli episodi del libro, sono un aggiunta per scoprire assieme i segreti dei secoli passati. ( Sul libro troverete usanze e magie ma non con stesse parole che troverete qui…sennò il bello finisce subito…) ♥

Briante Cesarina ©

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