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Mag 27, 2016

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Bagliori di Lucciole al Castello- Leggenda

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La Dea Diana

Il fiume, i boschi e i prati si accendevano di bagliori. Piccole fiammelle danzanti, eteree come fate accendevano i sogni dei nostri nonni.

GIF lucciole

L’ estate era giunta… dalla finestra Lina vedeva i campi accendersi di lucciole. Ancora bambina quante volte si incantava davanti a quei prati. Intensamente bui la notte, si accendevano alla luce delle tempeste, quando il vento soffiava forte e scuoteva i rami delle betulle, oppure quando il cielo era calmo e la luna sembrava un enorme caciotta che  pareva sorridere al suo sguardo verso il cielo…

Gli intensi occhi verdi si perdevano dietro ai piccoli coleotteri. La mamma, piuttosto severa, pretendeva che l’ ora del sonno fosse rispettata, ma Lina scivolava via dal letto e ammirava lo spettacolo di nascosto. Un segreto tra lei e la natura.

diananotteLa sorella più grande le aveva raccontato che erano le anime che tornavano a salutare. Piccole fate che ci regalavano sogni e ci venivano a trovare. Per entrare nel nostro mondo assumevano l’ aspetto di piccoli insetti, ma non perdevano del tutto la loro luce, e così accendevano la notte e correvano per le strade, lungo il fiume, tra i boschi , fino a giungere al parco del castello per danzare attorno alla statua della Dea Diana.

In un canto di lode alla natura creavano scie di luce, si posavano sulla statua e la incoronavano a ricordare la sua Maestà, la sua bellezza, e la Dea, felice , generosa come un tempo quando benediva i campi per renderli fertili, dispensava doni.

I ricordi la cullavano, quella notte , quando ormai adulta, si era fermata ancora una volta a vedere come un pezzetto di cielo era sceso sulla Terra e pensava alla statua illuminata e incantata al parco, un dono in fondo glielo aveva fatto quella notte magica… l’ amore, una promessa scambiata che sarebbe durata per sempre…dea benedice

Nota: la Dea Diana è divinità legata alla caccia e alla vegetazione, ma in tempi remoti questa Dea Lucina si dice volasse sui campi per benedirli e renderli fertili. La sua ricorrenza, adattata al calendario romano, ebbe a compiersi nel periodo invernale del Solstizio. Col tempo prese le sembianze di un personaggio tradizionalmente poco aggraziato, una strega buona ma brutta e vecchia, la befana appunto. Per questo la Dea Diana del Parco, la grande statua voluta da Cesare Visconti e opera di Falcone, venne soprannominata la “giubiana”

Strega Fata Degli Incanti – Briante Cesarina©

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