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Feb 2, 2016

Posted by in Home, Italia Magica, Magia nel Mondo- Miti e Leggende, Ruota Dell' Anno | Commenti disabilitati su Carnevale

Carnevale

arlecchino 11Quando ero piccola il carnevale era più sentito di come lo è in questi ultimi anni. Io l’ ho sempre visto come un ” periodo magico” dove finalmente potevo impersonarmi in una fatina…amavo molto infatti indossare il tipico vestitino azzurro con le stelline e il cappello a cono che ricordava un pò l ‘ epoca della fata Morgana , naturalmente corredato dell’ immancabile bacchetta magica.. Anche a scuola se ne parlava e si festeggiava il carnevale che era visto sia come momento di svago ma anche di creatività. Dal punto di vista storico la parola carnevale significa “carnem levare” poichè termina ,dopo i suoi festeggiamenti ,un periodo di libagioni per passare alla restrittiva Quaresima. Le origini pare risalgano alle tradizioni dei Saturnali e sono  legate ai culti Dionisici, momento in cui si salutava l’ inverno e si dava il benvenuto alla primavera. Per gli antichi romani questo passaggio veniva celebrato di notte onorando le Dee Cerere e Proserpina. La figlia della Dea del grano fu rapita da Plutone , ma Giove, pietosamente, consentì alla madre di rivederla 6 mesi all’ anno facendola tornare sulla terra. Questa commemorazione è il riassunto della Ruota dell’ Anno … la forza della luce si ritira nelle viscere della terra nella stagione fredda per “riemergere” con luce e calore a partire dalla primavera… Ai riti Saturnali,legati al Dio Saturno, che si celebravano  a marzo e dicembre, e che si protraevano per sette giorni, avveniva ciò che si può definire l’ essenza del carnevale: tutto è confusione e i ruoli nella società si ribaltavano. I Romani rappresentavano la fine del vecchio anno con un uomo coperto di pelli di capra,chiamato Mamurio Veturio che  portato in processione, veniva colpito con bacchette.  Durante le antesterie in onore del Dio Dionisio, quando si aprivano le botti e si assaggiava il vino pigiato in autunno offrendone anche al Dio,  passava il carro di colui che aveva il compito di restaurare il cosmo dopo il ritorno al caos primordiale.

 Il greco Dionisio è il Dio Bacco del vino e dei festeggiamenti , e in effetti a carnevale ci si diverte fino all’ eccesso. Nell’ antica Roma, con le feste Baccanali avveniva proprio questo… divertimenti per le strade, consumo di vino e l’ uso delle maschere.. uso antichissimo legato alla magia e al rimedio contro le paure ancestrali.. l’ uomo si travestiva per non farsi riconoscere dagli spiriti maligni portatori di malattie e dolore.A questo si aggiungevano  oggetti come piume , campanelli e sonagli.. strumenti semplici legati all’ elemento aria che servivano a  rafforzare questo scopo… ancora oggi nei rituali  le campanelle sono atte a questo  … basti vedere quelle a vento denominate appunto, scacciaspiriti…Anche a  Babilonia avveniva una celebrazione simile al carnevale in cui si svolgeva la ricostruzione della rinascita del cosmo contrastate dal caos: il dio salvatore Marduk lottava contro  il drago Tiamat uscendo vincitore. Nella processione legata alla festa si poteva ammirare  una nave a ruote su cui il dio Luna e il dio Sole erano  simbolo della parte superiore dello Zodiaco che si dirigeva verso il santuario di Babilonia, simbolo della terra. Anche questo periodo,veniva vissuto come momento di liberazione dagli obblighi sociali che si capovolgevano, di nuovo il caos e il ritorno all’ equilibrio.

Anche il carnevale , come quasi tutte le feste ha quindi origine religiosa , con la motivazione di allontanare  la carestia e ogni forma di male… coi secoli questo scopo è andato a perdersi facendo assumere a molte ricorrenze una connotazione folkloristica. Ma la maschera permette all’ uomo anche di impersonare un’ altro personaggio, un personaggio che non è, che vorrebbe essere o che è all’ opposto di lui… anche qui nella burla , si intravede un discorso spirituale.. la capacità di entrare nei panni di un’ altro,spesso potente e importante così da poter sfogare i propri desideri di realizzazione. Col carnevale si arriva  a valutare gli istinti inferiori, viverli , conoscerli e comprendere che dobbiamo saperli gestire,,  scendere negli inferi per poi risalire , purificarsi nel periodo Quaresimale e rinascere a Pasqua. E’ quindi un periodo alchemico dove avviene una metamorfosi profonda… Esso assume così un significato che tocca l’ uomo nelle sue sfere più diverse e profonde. Questo è un periodo dedicato al trionfo femminile, in un mondo dove tutto è sempre stato visto al”maschile ” ecco rovesciarsi anche questa immagine… è l’ incontro con la Dea per eccellenza con l’Iside, il principio femmineo che invita alla riflessione. Come attesta lo scrittore Lucio Apuleio nelle “Metamorfosi” (libro XI)  il Navigium Isidis cioè carro navale di Iside è  la festa in onore della dea egizia Iside, importata anche nell’impero Romano comprendente la presenza di gruppi mascherati.
Maschera sembra derivare da mask, stregone e in effetti masca è un parola che indica anche strega , al di là dell’ origine incerta della  parola la maschera serve anche a impersonare qualcuno di più potente non son solo da un punto di vista materiale ma anche spirituale e per alcuni sciamani serve per entrare in contatto con gli Dei grazie  anche alla  simbologia  di oggetti e colori che essa racchiude. Le maschere non erano dunque legate solo allo scopo carnevalesco ma possono avere motivazioni varie come quelle funerarie che qui assumono significati religiosi diversi…Ma torniamo ora al carnevale… quando ero bambina mi vestivo dunque da fatina … le maschere si sa, hanno sempre affascinato i bambini che potevano diventare, anche per poco, il loro personaggio preferito .. ecco a riversarsi sulle strade una folla di zorro, spagnole e cow boy, damine e cenerentole…. oltre ai personaggi di moda dell’ anno: puffi , mazinga e via dicendo secondo l’ età…ma le maschere più antiche quelle che si possono definire di  sempre sono Arlecchino, con la controparte femminile Colombina, Balanzone ecc… mi sono sempre chiesta come erano nate e cosa rappresentavano .. con la mente di una bambina che vedeva origini semplice e giocose  un giorno chiesi a mio papà “papà perchè non ti vesti da arlecchino a carnevale ?”  e lui mi rispose “ma sai chi era anticamente arlecchino? era un folletto..o un diavoletto….” e ciò mi fece incuriosire ancora di più, ” ma se ha tutto il vestito colorato daiiiiiii” la risposta fu “sono i colori dell’ inferno, guardalo bene…” Con il tempo, cresciuta, andai ad approfondire e in effetti

Arlecchino sembra essere all’ origine un personaggio legato agli spiriti demoniaci e simbolici sono il suo bastone e il cornetto in fronte. Comunque ero troppo curiosa e  trovai qualcuno che aggiunse nuovi particolari alla mia ricerca sul misterioso Arlecchino e sul perchè si era portato via i colori dall’ inferno..la storia se ben ricordo più o meno era così: Un nobile aveva un servo pasticcione che una sera ne combinò una più grossa del solito rovesciando non so che pietanza addosso al padrone. Questi naturalmente si arrabbiò tanto ma così tanto che dopo averlo bastonato lo portò , con i vestiti  laceri alla gogna , cagionando le risate di tutti coloro che incontrava lungo la strada. Una donna impietosita gli rammendò i vestiti con tanti avanzi di stoffa colorata. Da qui il suo costume .. non so se sia storia vera  o se sia stata inventata al momento per accontentare la mia curiosità. ma così mi è stata detta e così la racconto… Ci sono poi tutti i vari personaggi brighella , balanzone ecc.. ognuno nasconde la caricatura dei personaggi delle varie epoche e città impersonando in chiave satirica e buffa le lacune e i difetti  dei potenti e dei poveri .. dall’ astuto servo brighella.. alla sempre servile colombina .. al dottor balanzone che proferiva diagnosi e parole inconcludenti… Per secoli attori hanno impersonato questi personaggi per il divertimento di tutti.. e dietro vi era sempre un ‘ espressione di libertà e voler “regalare” con l’ arte della recita uno spiraglio di buonumore tra le vicissitudini e le paure che ogni periodo storico porta con sè. 
(Alcune notizie del testo sono reminiscenze scolastiche e familiari  della sottoscritta altre sono tratte liberamente da Wikipedia). 

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