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Il Sacro Ciclo

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Il cielo era nero quella notte.. la Luna aveva fatto il suo corso.. e la tribù si preparava a festeggiare.. i tamburi erano nella grande aia.. i loro tam tam avrebbero segnato i ritmi della danza. Nel villaggio ognuno era intento alle proprie faccende.. Gwein aveva uno strano malessere.. come un dolore  leggero e persistente e una nausea indefinita. Era quasi preoccupata, ma la Madre le sorrideva in modo enigmatico e Lei conosceva la saggezza della donna .. quel sorriso la rassicurava..piume2
Preparava la maschera ornandola di grandi piume raccolte alla Luna passata vicino al fiume, dove i grandi uccelli nidificano.. piume di ogni dimensione, batuffoli leggeri e decise timoniere.. si colorava la grande capigliatura.. la capanna era rotonda con terra battuta e stuoini di legno e stoffa.. e le piume erano lì davanti a Lei ammucchiate in un angolo..

“E’ inutile che la componi ” disse la Madre..

Gwein ebbe un tuffo al cuore.. “starò così male da non andarci al Saluto alla Luna? Che succede?” Un rivolo di sudore le scese dalla fronte e la nausea andò ad aumentare..
“Stasera non ballerai con gli altri  ragazzi .. entrerai nel cerchio”
Gwein si guardò allora tra le gambe incrociate.. un piccolo rivolo di sangue… era diventata donna…

IL Cerchio

nurya_03Quella notte Gwein partecipò alla cerimonia Sacra e misteriosa delle Donne Sagge..
La Dea l’ aveva baciata facendo coincidere il suo essere donna con la Luna Nuova.. grande segno benefico per tutta la tribù che ebbe a lungo a festeggiare quella Benedizine degli Dei…
Gwein sarebbe stata colei che più si occupava di erbe e guarigione.. il dono da Sciamana l’ aveva ereditato dalla nonna ed ora quel segno ne dava conferma..
Il ciclo scandiva i tempi del villaggio.. la Luna  si accompagnava ad Esso .. adesso Gwein si sarebbe scelta un compagno per il perpetuarsi dell’ esistenza…
Ballavano attorno al fuoco nello spazio Sacro.. il sangue si mescolava alla Terra.. offerta agli Dei.. i tamburi battevano e fino all’ alba i canti echeggiarono fino a raggiungere la dimensione dell’ Astrale, dove il tempo non esiste e nulla va perduto… e quei canti sono ancora palpitanti  e rivivono del loro potere ogni volta che una pagina della storia  viene scritta a rivelare nuova Vita e Conoscenza..

Strega Fata Degli Incanti -B.C.©

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La Collina del Vecchio Gideon

La collina era immersa nel nero più intenso.. sembrava che la Luna avesse riversato inchiostro sulla Terra per rendere più luminoso il cielo di quella sera di tardo Inverno..

Il vecchio Gideon era uscito con la lanterna e a malapena era giunto al salice ai bordi del piccolo canale. L’ enorme pianta era uno spettacolo, come tanti altri salici cresciuti lungo le acque.. pesante delle sue fronde si era ripiegato creando una specie di capanna dove il vecchio trovava rifugio.. appoggiato per terra, l’ enorme mantello nero si allargava sull’ erba umida di rugiada e Lui scriveva, anzi, riportava su una specie di pergamena i disegni del cielo.druido2

Un ‘ usanza di famiglia , tramandata, Gideon pregava che almeno uno dei figli lo imitasse.. secoli di cielo trascritti in fogli di pergamena. Ricavati da pelli di animali, secondo un metodo antico, l’ uomo ricavava inchiostri  naturali, che gideon inchiostrose avevano durata limitata nella vecchia e sbroccata bottiglia, ben si fissavano, grazie alle resine, sulle sue pergamene..

 

druidoMa giunse una notte.. il fuoco acceso .. i figli e le nuore di Gideon erano intenti alle ultime faccende serali.. i bambini dormivano… Gideon era nel suo angolo, intento a fare la punta a un vecchio ramo di Sambuco.. voleva ricavarci una specie di pennino per le mappe stellate.

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Rumori di zoccoli.. l’ Inquisizione, Gideon in lacrime.. i suoi scritti ..le sue mappe, bruciati nell’ incrocio della vecchia via, quella che porta al grande arco del grande casolare dove si tenevano i giudizi… Bruciavano lì gli scritti delle Streghe, degli Stregoni, degli uomini Saggi.. ardevano e piccole scintille si sollevavano, lacrime degli Dei.. Conoscenza distrutta…falògif

Ma il vecchio ebbe un lampo… i suoi fogli non erano tutti lì.. qualcuno aveva fatto sparire i manoscritti.. le ricette più importanti, le evocazioni, le mappe più rare… il resto bruciava.. il suo sguardo divenne da disperato a rabbioso e una lacrima nell’ angolo dell’ occhio ebbe un riflesso.. sembrava lava.. il suo sguardo si scontrò con quello dell’ Inquisitore che , spaventato, abbassò gli occhi..

Perchè così è stato.. non volevano uccidere uomini e donne, bambini e animali.. ma la Conoscenza.. la forza insita in ogni individuo…

E Gideon rise .. rise… rise..

” Che hai vecchio? disse l’ esecutore..

Rido perchè bruciando le mappe credi di bruciare il Sapere.. ma il cielo è sempre là.. per chi lo sa leggere.. e tu non sai farlo…

E la rabbia svanì.. migliaia di risate si mescolarono alle scintille.. e il fuoco di Vesta continuò a urlare ai venti attraverso di Esso…

gideon stelleQuante croci ai crocicchi , croci in ferro e antiche.. molte indicano  vie, altre proprietà, altri luoghi dove questi libri bruciarono… quando posi gli occhi su di Esse Viandante ricorda l’Antico Sapere.. coglilo.. è lì da secoli in attesa di essere destato.. assopito aspetta solo di rivivere..

Strega Fata Degli Incanti B.C.©

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La Notte Della Dea

strega34La Luce si rifletteva sulle ali nere e immense del Corvo…la nebbia le aveva ricoperte di goccioline, che ora, con la pallida luce di quella notte invernale assumevano un colore madreperlaceo..
Dal  bosco un ululato… e alle porte della città, sotto gli spessi muri ardevano gli ultimi bagliori delle torce…
Tutto era immenso e buio, le uniche illuminazioni, piccole e flebili, come stelle rubate, ardevano nelle case dando una traccia di vita dalle caminofinestrelle..
Era la notte della Dea. La giovane donna conosceva  il potere del suo sangue, in quei giorni che da sempre accompagnano i cicli di ogni creatura femminile.. alzò il suo calice di fronte al camino.. una candela ardeva su un pezzetto i carbone di legna.. profumava di miele, non era lo stesso odore acre del sego o dell’ olio bruciato della lanterna…

strega 35

Sia il mio sangue la fonte dell’ esistenza
così come all’ origine,
notte nella notte in cui si accende della vita la scintilla..
Dea Madre
donna ed essenza
spirito e materia
calata in Me
parte di Me
rivivono in me
coloro che onoravano il tuo Fuoco
curavano le tue vesti
si mettevano ai tuoi calzari
Riponi in me i Loro Poteri perchè Io viva
perchè Loro vivano
nel cerchio perfetto della Ruota Del Tempo.
E il Fuoco continua ad ardere
per la forza della spada
di ogni Antico Cavaliere
che ha versato il suo sangue pari al mio..
Nell’ ardore della battaglia…
Si aprono ancora le Porte del Tempio
Arde ancora la Sacra Fiamma…

Mai si spense….

Strega Fata degli Incanti – B.C.©

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La Porta Del Paradiso

Parlare della Morte è sempre triste argomento, a cui si preferirebbe non far menzione.. eppure la Morte racconta molto della Vita. Quanta arte e storia è racchiusa nei monumenti tombali, che racchiudono il ricordo e che rimangono opere anche di pregio e valore a testimonianza dell’ esistenza che si rinnova ciclo dopo ciclo..donne-di-fuora
Correva il XVII secolo, la peste aveva già sparso tanto dolore, la miseria era diventata carestia, e i saccheggi ebbero a distruggere il paese mentre i lupi terrorizzavano il Vigano, e le donne e i bambini erano le vittime più esposte in tutte queste calamità…
I nostri avi ebbero a dover ricostruire e riaccendere il paese di vita.. così nella collinetta del Brecallo si ricostruì la chiesa che fu intitolata alla patrona dei Signori Visconti, Santa Agnese, e la storia continuò il suo corso…

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Ogni chiesa aveva un recinto per le sepolture . Nel momento in cui la chiesetta di Santa Fede veniva a chiudere i suoi giorni di fede e preghiera, i blocchi di pietra vennero raccolti. l’ antico oratorio della prima chiesa,( che se fosse solo la chiesa dedicata a Santa Fede e l’ oratorio a Santa Radegonda rimane custodito nei labirinti della memoria del tempo..) fu adibito alle sepolture, con il suo ingresso in serizzo segnava l’ ultimo viaggio… Don Albuzio Giuseppe era l’ allora Parroco e seguiva le vicende della sue genti che  ricostruivano , lavoravano e ridavano lustro alla città.
La porta era bellissima e imponente e segnava l’ ultimo passaggio, salutava con la sua maestosità quelle anime che in vita ne avevano passata la soglia per pregare, sperare, e scandire i momenti più importanti dell’ esistenza…
Ma l’ arte si fa strada , e così i bisogni, in una popolazione che lavora , crea e rinasce ogni volta… e la chiesa di Sant’ Agnese vide allargare il suo spazio assieme a una comunità che cresceva…
e arrivò il giorno in cui il cimitero ebbe a sorgere in altra località, per dare spazio al nuovo campanile… la Porta diventare blocchi che uno su l’ altro furono ospitati in una zona tanto bella quanto isolata, il Belvedere. Due Canonici la riedificarono ma lì rimase dimenticata per lungo tempo..din don

Ma poi qualcuno si ricordò della sua storia, dei blocchi di pietra che racchiudevano le lacrime dei nostri avi, nell’ estremo saluto, dei loro volti persi nel tempo di cui  solo in quelle pietre ne rimaneva il ricordo, non visivo, ma nell’ arte stessa, nell’ energia dei secoli..
E Carlo Bellini fece collocare la Porta Del Paradiso presso la via Campana, dove ancora sorge accanto alla lapide che la descrive..

“LA PORTA DEL PARADISO – CHE UN TEMPO ADORNAVA-LA FRONTE DI UN ORATORIO-QUI SI ERGE- AD ATTESTARE LA PIETA’ -DEI MAGGIORI – E L’ AMORE E IL RICORDO DEI CONTEMPORANEI”.

Strega Fata Degli Incanti-B.C.

Fonti da cui ho tratto ispirazioni “Antiche località di Somma Lombardo” di A Rossi.

Somma Lombardo, Storia,descrizione, illustrazioni di L. Melzi.

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La Passione

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E la Luce fu.. 

Luce di passione

in quella notte dove le torce ardevano nella radura
e poche gocce di pioggia fine avevano reso umido il terreno..
Sulla spada rifletteva un bagliore..
la stessa luce
che accendeva lo sguardo del Cavaliere
allor quando si illuminava la scala
della torre
e il candelabro disegnava l’ ombra di colei che amava..
Non era bramosia
era la passione
che nemmeno il fuoco di un rogo,
nei secoli
avrebbe potuto esser più intenso.
Quel rogo temuto
quel rogo che si sapeva di venire
ma che il Cavaliere avrebbe spento anche solo
con la spada se ciò fosse stato possibile…
La rabbia fece inasprire l’ uomo che
a mascelle strette infilzò la spada nella terra gelida
per fermare l’ istante…
ma la fanciulla era giunta nella sua stanza e la torre inghiottì la sua ombra
in attesa di nuova luce.

E di quella Luce fu di nuovo il tormento dell’ attesa.. non la battaglia era a rendere aspre le notti ma il desiderio invano di accarezzare quelle labbra di rosso ciliegio prima di un bacio…

Strega Fata Degli Incanti- B.C.©

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I Racconti Degli Antichi Cavalieri

book23Era una giornata di vento e di pioggia,di quelle che rendevano la luce fioca.. un profumo intenso di cera e di miele.. le nobildonne avevano candele che ben si distinguevano da quelle di sego del popolino… e se non sempre incoronate  da cognomi di famiglie blasonate, erano ben considerate nel castello, coloro che ben conoscevano l’ uso di erbe e cure naturali per i Signori del feudo..

castell
Dalla finestra di vedeva l’ aia, di solito polverosa e animata da cavalli e stallieri, da servi e Cavalieri,era adesso solitaria e silenziosa. Un silenzio interrotto solamente dal passo pesante e difficoltoso di qualche cavallo che affossa gli zoccoli nel fango .. pochi passi guidati dal Cavaliere, che mai si separa dal suo destriero…elisir

Alla luce della candela, nel piccolo scrittoio posto sotto la finestra, due dame erano intente a scrivere ricette e magie in un rudimentale quaderno.. non certo perfetto e rilegato come quelli dei monaci del convento, non elaborato e rifinito come quelli della biblioteca del castello… ma la grande penna scivolava sulla pagina e segnava l’ uso sapiente delle erbe. Elisir per mitigare malattie di stagione, dolori dell’ anima e del corpo…
Erbe infuse in acqua purissima di fonte e miele, le cui formule erano bramosia di molti, più istruiti forse delle semplici cortigiane, ma non in possesso di quelle conoscenze rare e tramandate che unite all’ intuito e alla sensibilità danno vita a quelli che prendevano i nomi di incanti…
Intanto la pioggia scendeva, dapprima copiosa, poi lieve,e accendeva i colori della vallata.. castell3Lo sguardo si perdeva oltre l’ orizzonte.. fino alla scogliera dove le onde del mare si infrangevano e il vento soffiava forte.. là dove i cavalieri si ritrovavano nelle notti calme e stellate a brindare agli Dei.. dove le Streghe, tolte le vesti di cortigiane tornavano alla loro naturale essenza… figlie della Dea )O(

Strega Fata Degli Incanti – B .C. ©

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