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Processi alle Streghe e Streghe del Varesotto

Gli antichi culti sopravvivono al tempo e al progresso… le donne portano con sé quella sacralità acquisita agli albori del mondo. Quando il sangue e la vita che si rinnova erano un mistero che riportava al culto della Grande Madre Terra.
Col passare delle stagioni, quelle capacità che vedevano nel Femmineo l’ombelico del mondo persero valore. I metodi di cura, la Conoscenza e i Poteri intrinseci dell’ Anima rimasero un appannaggio di pochi.

L’ inizio delle persecuzioni

Ad Avignone nel 1326 Papa Giovanni XXII emette la Bolla Super illius specula. Con essa la magia non rimane più nell’ ambito della mera superstizione. Non assume più il ruolo di un attività da donnicciole, pura e semplice credenza da disprezzare magari, ma possibile da tollerare. E’ un fenomeno sociale che fa debellato, combattuto e contrastato perché contrario alle Leggi della Chiesa e quindi una minaccia per essa.
Già nel XII secolo si erano create le basi per indagare e punire tutti quei sostenitori eretici che contrastavano con i dogmi cattolici e a questo scopo si era istituita l’ Inquisizione. Ed ora tra questi eretici erano compresi tutti coloro che si dedicavano alle arti magiche.
Passerà circa un secolo e Innocenzo VIII rimetterà il compito di indagare e punire tali colpevoli a due frati domenicani. Spesso questi tribunali venivano affidati a frati di tale ordine, ma un potere ampio che dava carta bianca e non lasciava scampo ai presunti colpevoli diventa esecutivo con la nomina data a frati Heinrich Kramer e Jakob Sprenger. Compilatori dell’opera “Malleus Maleficarum” nota anche come “Il Martello delle Streghe” .I  due frati diverranno implacabili esecutori nella Caccia alle Streghe che vide uno dei periodi più cupi della storia. Nella loro raccolta di scritti vengono espressi tutti quei dati tecnici ed esecutori legati alle condanne. Le donne erano coloro, secondo i due frati, le più esposte alle trappole del male, in quanto fragili, animate da sentimenti di vendetta e gelosia e prive della capacità di aver fede salda.

La Strega nel Medio Evo

Le tradizioni pagane resistono e nel medioevo sono ancora diffuse tra il popolo. Quella superstizione su cui basavano, in parte, le condanne, era in realtà un appannaggio di chi queste condanne le muoveva. La Strega era associata a figure demoniache, ad animali delle tenebre, gufi, civette e gatti neri e proprio dal termine Strix (cattivo uccello) deriva la parola Strega mentre l’ inglese wicce sta per “donna dotata di saggezza”, dalle benefiche capacità guaritrici.

Chi erano in realtà gli inquisiti

La maggior parte dei condannati era gente semplice, vittima di accuse inappropriate senza alcun fondamento e dettate il più delle volte da invidie, motivi economici, eredità e proprietà di confini terrieri anche tra contadini.
Coloro che realmente esercitavano l’Antica Religione o l’ arte magica si rifugiarono nel cuore dei boschi o se vivevano all’ interno di un borgo celavano per quanto possibile le loro capacità. Le erbe venivano trasformate nelle ceneri del camino, il quale assumeva spesso le caratteristiche di altare. La pietra focaia era il collegamento col mondo infero. La cappa arrivava al divino.
Le preghiere cristiane si mescolavano a quelle pagane. In uno strano miscuglio di gesti e parole prendevano forma molte delle segnature che ancora si tramandano.
Chi si manteneva fedele all’ Antico culto si nascondeva, ma un minimo gesto, anche innocente, era sufficiente per far partire un indagine.

I processi

Erano di parte. Raramente un avvocato difendeva una Strega poiché si pensava che se qualcuno avesse difeso una creatura dedita al maligno sarebbe stato lui stesso in preda ad esso e valevole a sua volta di indagine.
Le torture duravano ore. Anche 20 ore per far confessare colpe mai commesse. E al momento del sacramento della riconciliazione quando stremata, la vittima ammetteva le ipotetiche colpe, questo gesto non assumeva alcun valore in quanto “strappato in seguito alle torture e non per puro volere.  Si prometteva clemenza in cambio della confessione, ma una volta ottenuta l’ ammissione alle colpe, il confessore, per non venir meno alla parola data, cedeva posto a un’ altro ecclesiastico, il quale si sentiva libero di procedere come meglio credeva…
Non erano solo le persone semplici, la gente del popolo ma anche le donne in posizione altolocata a essere nel mirino dell’ inquisizione. Spesso grandi pensatori o eminenti studiosi che con le loro idee o scoperte venivano tacciati con l’ accusa di stregoneria. Galileo Galilei ne fu un esempio.
Le sue teorie destavano sospetti tanto da essere indagato. Le sue scoperte attraverso lo strumento denominato cannone (cannocchiale) erano in grado di offrire nuove visioni del mondo da un punto di vista scientifico con ripercussioni sulla visione teologica in chiave religiosa.
Esiliato in un soggiorno coatto di mesi 5 e alla recita di Salmi giornalieri per anni 3, che furono poi recitati dalla figlia Maria Celeste. Galileo rimase isolato dal mondo potendo comunicare solo tramite corrispondenza o con i parenti prossimi.
In effetti le donne subivano le pene più rilevanti, spesso gli uomini subivano solo l’esilio come nel caso di Venegono…

Le Streghe di Venegono

Tra le condanne avvenute in ogni luogo vi sono quelle riguardanti il nostro territorio. Il grande archivio che deteneva i fatti sui processi del Ducato Milanese fu dato alle fiamme nell’ estate del 1788. Ma ogni tanto riappaiono atti e prove che il tempo ha conservato in altri luoghi quali archivi privati.
Uno dei tanti costretto a confessare fece il nome di Margherita Fornasari, madre di Caterina. Margherita morirà probabilmente nelle carceri inquisitoriali per le torture subite, ma il corpo sarà arso con altre condannate l’8 giugno 1520.
Le altre vittime furono Maddalena Ravizina, Giovannina di Berardo Vanoni, Maineta detta “codera”, Elisabetta Oleari, Tonina del Cilla.
Storie dove il sesso e i rapporti predominavano e che la fantasia accendeva grazie al famoso unguento che portava le streghe al sabba, agli incontri col demonio.
In realtà traspariva la voglia di uscire da una vita di stenti e repressioni. L’ unguento tanto decantato era probabilmente una mistura le cui erbe portavano al delirio. I desideri inconsci si manifestavano con forza. Al punto dal far credere a chi ne facesse uso di vivere realmente il miraggio. Il fatto di sentirsi potenti, di aver potere sui fatti, sugli elementi, sulla vita e sulla morte, dava, a queste persone un senso di riscatto, di rivalsa… Non tutte le donne cedevano alla torture come Elisabetta Oleari che rifiutò ogni ammissione di colpevolezza.
Tra gli ingredienti di questo unguento vi si ritrovano piante ricche di alcaloidi tropeinici come atropina, iosciamina, scopolamina. Piante con effetti allucinogeni simili tra loro. Tra le erbe usate belladonna, stramonio, aconito, giusquiamo…. Vegetali tossici, con effetti pesanti che al risveglio lasciavano un buco nei ricordi… uno spazio da riempire con la fantasia dei desideri…

Fonti: A Lettere Scarlatte: Poesia Come Stregoneria : Emily Dickinson, Hilda- Wikipedia – Gianluca Gatta, Aborto. Una storia dimenticata, ed. Pragma. Archivio panorama – “Malleus Maleficarum” – Bollettino chimico farmaceutico, Volume 99 . Studi autodidattici e reminiscenze storiche acquisite nel tempo dalla sottoscritta. Le immagini sono tratte da siti web senza che ne fosse citata la fonte. In caso di rivendizione dei diritti delle immagini stesse saranno prontamente eliminate.

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Racconto di una Strega condannata al rogo

Racconto di una Strega condannata al rogo

margaritaFaceva freddo… rannicchiata ad un angolo della cella Cecilia guardava tra le sbarre della piccola finestra. Se abbassava gli occhi davanti a lei c’ erano le compagne. Stremate e infreddolite erano prese da una specie di sonno; Cecilia no! non poteva dormire; la aspettava il rogo: eresia e stregoneria l’ accusa!
Una lacrima le solcava il volto. L’ immagine di lei bambina che giocava a piedi nudi tra i campi di grano le balzò nella mente… la voce di sua madre; sua madre… certo non pensava che insegnandole il segreto di tisane e poche parole tramandate avrebbe segnato il destino sua figlia. Era una gran donna Margarita, vedova presto non si era più maritata, aveva 3 figli maschi e Cecilia,la figlia prediletta, che sarebbe stata bella e fiera come lei… bella… una bellezza che avrebbe rimarcato ancora di più le sue colpe. E  poi Cecilia era libera, non aveva nè marito ,nè figli… cosa anomala ai tempi: una donna libera di pensare, padrona delle sue decisioni… grave colpa così come era grave curare e adottare un gatto nero. Una sorta di nodo le partiva dallo stomaco per arrivargli fino in gola: a così caro prezzo pagava la sua libertà? avrebbe urlato… ma a chi? alle compagne stremate dalle torture? già aveva visto nei loro occhi il terrore: con la gola arsa e ormai chiusa, con un filo di voce intonò una melodia, la stessa che a ogni Luna Piena dedicava alla Dea..
Pensava… domani davanti alla chiesa mi bruciano, mi bruciano per distruggere il mio peccato; davanti alla chiesa, ironia della sorte. Davanti a un tempio che predica l’ amore mi martirizzano… Sciolse i capelli, li pettinò con cura cantando alla Dea. Con cura cercò di sistemarsi. Anche davanti alla morte con dignità, bella e fiera, una lacrima scende. Si inumidisce le dita e sistema quel ricciolo ribelle e danza… danza alla luna per l’ ultima volta..

Strega Fata degli Incanti B.C.©

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La Collina del Vecchio Gideon

La collina era immersa nel nero più intenso.. sembrava che la Luna avesse riversato inchiostro sulla Terra per rendere più luminoso il cielo di quella sera di tardo Inverno..

Il vecchio Gideon era uscito con la lanterna e a malapena era giunto al salice ai bordi del piccolo canale. L’ enorme pianta era uno spettacolo, come tanti altri salici cresciuti lungo le acque.. pesante delle sue fronde si era ripiegato creando una specie di capanna dove il vecchio trovava rifugio.. appoggiato per terra, l’ enorme mantello nero si allargava sull’ erba umida di rugiada e Lui scriveva, anzi, riportava su una specie di pergamena i disegni del cielo.druido2

Un ‘ usanza di famiglia , tramandata, Gideon pregava che almeno uno dei figli lo imitasse.. secoli di cielo trascritti in fogli di pergamena. Ricavati da pelli di animali, secondo un metodo antico, l’ uomo ricavava inchiostri  naturali, che gideon inchiostrose avevano durata limitata nella vecchia e sbroccata bottiglia, ben si fissavano, grazie alle resine, sulle sue pergamene..

 

druidoMa giunse una notte.. il fuoco acceso .. i figli e le nuore di Gideon erano intenti alle ultime faccende serali.. i bambini dormivano… Gideon era nel suo angolo, intento a fare la punta a un vecchio ramo di Sambuco.. voleva ricavarci una specie di pennino per le mappe stellate.

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Rumori di zoccoli.. l’ Inquisizione, Gideon in lacrime.. i suoi scritti ..le sue mappe, bruciati nell’ incrocio della vecchia via, quella che porta al grande arco del grande casolare dove si tenevano i giudizi… Bruciavano lì gli scritti delle Streghe, degli Stregoni, degli uomini Saggi.. ardevano e piccole scintille si sollevavano, lacrime degli Dei.. Conoscenza distrutta…falògif

Ma il vecchio ebbe un lampo… i suoi fogli non erano tutti lì.. qualcuno aveva fatto sparire i manoscritti.. le ricette più importanti, le evocazioni, le mappe più rare… il resto bruciava.. il suo sguardo divenne da disperato a rabbioso e una lacrima nell’ angolo dell’ occhio ebbe un riflesso.. sembrava lava.. il suo sguardo si scontrò con quello dell’ Inquisitore che , spaventato, abbassò gli occhi..

Perchè così è stato.. non volevano uccidere uomini e donne, bambini e animali.. ma la Conoscenza.. la forza insita in ogni individuo…

E Gideon rise .. rise… rise..

” Che hai vecchio? disse l’ esecutore..

Rido perchè bruciando le mappe credi di bruciare il Sapere.. ma il cielo è sempre là.. per chi lo sa leggere.. e tu non sai farlo…

E la rabbia svanì.. migliaia di risate si mescolarono alle scintille.. e il fuoco di Vesta continuò a urlare ai venti attraverso di Esso…

gideon stelleQuante croci ai crocicchi , croci in ferro e antiche.. molte indicano  vie, altre proprietà, altri luoghi dove questi libri bruciarono… quando posi gli occhi su di Esse Viandante ricorda l’Antico Sapere.. coglilo.. è lì da secoli in attesa di essere destato.. assopito aspetta solo di rivivere..

Strega Fata Degli Incanti B.C.©

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La Notte Della Dea

strega34La Luce si rifletteva sulle ali nere e immense del Corvo…la nebbia le aveva ricoperte di goccioline, che ora, con la pallida luce di quella notte invernale assumevano un colore madreperlaceo..
Dal  bosco un ululato… e alle porte della città, sotto gli spessi muri ardevano gli ultimi bagliori delle torce…
Tutto era immenso e buio, le uniche illuminazioni, piccole e flebili, come stelle rubate, ardevano nelle case dando una traccia di vita dalle caminofinestrelle..
Era la notte della Dea. La giovane donna conosceva  il potere del suo sangue, in quei giorni che da sempre accompagnano i cicli di ogni creatura femminile.. alzò il suo calice di fronte al camino.. una candela ardeva su un pezzetto i carbone di legna.. profumava di miele, non era lo stesso odore acre del sego o dell’ olio bruciato della lanterna…

strega 35

Sia il mio sangue la fonte dell’ esistenza
così come all’ origine,
notte nella notte in cui si accende della vita la scintilla..
Dea Madre
donna ed essenza
spirito e materia
calata in Me
parte di Me
rivivono in me
coloro che onoravano il tuo Fuoco
curavano le tue vesti
si mettevano ai tuoi calzari
Riponi in me i Loro Poteri perchè Io viva
perchè Loro vivano
nel cerchio perfetto della Ruota Del Tempo.
E il Fuoco continua ad ardere
per la forza della spada
di ogni Antico Cavaliere
che ha versato il suo sangue pari al mio..
Nell’ ardore della battaglia…
Si aprono ancora le Porte del Tempio
Arde ancora la Sacra Fiamma…

Mai si spense….

Strega Fata degli Incanti – B.C.©

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Al Rogo

rogo3Al Rogo

La piazza era pronta.. una specie di frenesia, di febbre.. come se la ragione avesse perso il suo essere… una follia dilagante.. la rabbia… il sentirsi parte di una comunità.. etichettati come quelli “giusti” con il pensiero di un ordine sociale che dava una sensazione di sicurezza.. di “tutto sotto controllo”. ma si sentiva, con l’ energia di un onda serpentina, che accarezzava quella folla, che era un concetto falsato.. che in fondo non era ordine, ne sicurezza, ma solo un modo di esternare una rabbia, un turbine di desideri, di sogni mai coltivati. donne e uomini che avevano vissuto all’ ombra. annientando se stessi, in nome di regole imposte, di istinti repressi, di libertà neppur mai sognate. E il simbolo di tutto ciò che Loro non erano ne mai saranno, ora era lì riassunto in una parola.. eretica, strega,peccatrice… e bruciare la strega era annientare quella parte di vita che Lei rappresentava.. Saggezza, libertà, istinto… senza Re ne schiavi, un puro confronto con se stessi, senza limiti, ne falsità. la folla .. ognuno di quelle persone che innegiava la morte sapeva.. sapeva di essere prigioniera delle parole, delle paure ,dell’ ipocrisia, di un imposizione basata sui dogmi ,la quale faceva leva sulla singola debolezza. Un popolo che avrebbe potuto combattere per la propria libertà e invece era lì… a incitare odio verso donne e uomini indifesi, il riflesso di ciò che avrebbero potuto essere o voluto essere..
Allo scandire delle parole del banditore, che elencava colpe assurde, tra una frase e l’ altra, tra un pausa e l’ altra, applausi, grida e incitamenti al rogo…
Eppure nei momenti in cui la folla taceva, la voce dell’ esecutore ebbe ad avere piccoli sussulti, tremolii, mascelle rigide per la tensione…
La serenità dei condannati , quel viso alto, quegli sguardi che tagliavano, solo piccoli pianti.. le più giovani.. intimorite, terrorizzate da quella morte giunta a loro , ingiustamente, troppo presto…
E la rabbia saliva… quella sicurezza, quella mancata disperazione… la fierezza fino alla fine…
Quella forza che in fondo rendeva sconfitti gli accusatori stessi… che erano costretti ad affrontarsi… ci sono cose peggiori della morte… è il vivere sconfitti dopo aver soffocato un parte di sè che non si è avuto il coraggio di vivere… ci sono corpi che muoiono di cui lo spirito vive e corpi in cui l’ anima ha perso il soffio di vita….

Nel buio dei tempi, si vedeva l’ uomo in balia delle Entità superiori, divise tra i concetti del bene e del male. Così era facile accusare qualcuno per Stregoneria. Era un modo per dire: ” Sono stato colto impreparato, costui /ei ha metodi magici che Io non ho potuto gestire”. In questo maniera si aveva una scusante per la propria ingenuità… in fondo erano Entità maligne a tenere il filo del destino umano.. chi poteva sfuggire ai tranelli del diavolo… e molti, troppi diventavano un capro espiatorio. 

Certamente tra gli accusati c’ erano soggetti colpevoli anche di danneggiare il prossimo.. e la Legge neppure oggi lascerebbe correre l’ uso di veleni, violenze celate o furti… ma per il danno in sè  ,non certamente per la forma in cui esso è manifestato…

L’ Inquisizione è partita per applicare regole adatti ai tempi antichi in relazione al contesto sociale. Ma il fenomeno ha poi creato una serie di coinvolgimenti sia da parte dei potenti che del popolino..  e per colpire  i pochi che creavano disordine , e che nulla avevano a che fare con gli Antichi Culti, vennero a essere rese vittime tutti coloro che erano alla Soglia del Tempo.. coloro che male si adattavano alle epoche passate, e avevano la mente e l’ anima avanti, là dove spazio e tempo creano il futuro…. 

Strega fata Degli Incanti B.C. ©

 

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Giorno Pagano Europeo della Memoria

rogoGiorno Pagano Europeo della Memoria

Il 24 febbraio è giornata dedicata alla memoria al ritorno alle origini, è un invito a guardare e riscoprire il passato per costruire il percorso che ogni Pagano è invitato a percorrere ogni giorno.
E’ stata scelta questa giornata in ricordo del Sacro Fuoco di Vesta che è stato spento in seguito all’  editto di condanna delle pratiche pagane.

A questo Giorno ne è stato associato un ‘ altro…

La Giornata Della Memoria Pagana

Si festeggia il 22 Febbraio, e si commemorano le vittime dell’ inquisizione. Moltissime persone torturate e condannate al rogo con l’ accusa di stregoneria. Persone innocenti accusate spesso per vendetta o interesse. Gli stessi familiari delle vittime dovevano risarcire le spese del processo e della detenzione e condanna.
Ci sono parecchie iniziative collettive e individuali per onorare i nostri fratelli pagani morti in questo olocausto.

Come festeggiare da soli:

Si può accendere il proprio focolare chiedendo di ritrovare le proprie origini, sulle orme del passato creare il cammino futuro…
Se non si ha il camino basta una Tea Light o una piccola fiamma nel calderone (mi raccomando attenzione a non creare incendi, usare buon senso , prudenza e prevenzione).

O Grandi Dei
apritemi la Via
perchè nel passato
possa trovare le origini
che mi riportano a Voi….

Fate che ciò che è stato
sia la base per il futuro
che nulla venga rinnegato o dimenticato
e sia invece Luce per i nostri passi..

Che lo stesso Antico amore
che univa gli Antichi al Vostro Essere
sia lo stesso che alimenta la nostra Conoscenza
perchè uniti possiamo giungere alla completezza.

Strega Fata Degli Incanti – Briante Cesarina

Per onorare le vittime si può accendere una candela bianca vicino a un bicchiere d’ acqua.

Nell’ immenso Universo
la Fonte del Creato
racchiude gli arcani poteri.
Per l’ amore
della Dea e del Dio
che accompagnano i nostri passi,
Per i poteri degli Spiriti della terra, delle acque ,dell aria e fuoco,
i quattro sacri elementi.
Venga suscitato il ricordo
di voi sorelle, di voi fratelli, vissuti prima di noi
distrutti dall oscurità
di uomini che hanno voluto spazzare via con voi
l’ antica conoscenza
Possiate essere nella pace
accompagnarci nel nostro cammino
mentre gli Dei condividono con voi nettare e ambrosia
per lenire l’ antico dolore
possiate essere presenti e invisibili e
i vostri gesti accompagnarci
nei mondi lontani e vicini.
Insegnateci ad accogliere
le visioni che ci appaiono
Ed a chiarire i misteri.
Dal vostro mondo di Sogno,
dove spazio e tempo sono alterati,
vedendo la verità attorno a noi.
.
(Strega Fata Degli Incanti – Briante Cesarina).©

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La Passione

cavaldame

E la Luce fu.. 

Luce di passione

in quella notte dove le torce ardevano nella radura
e poche gocce di pioggia fine avevano reso umido il terreno..
Sulla spada rifletteva un bagliore..
la stessa luce
che accendeva lo sguardo del Cavaliere
allor quando si illuminava la scala
della torre
e il candelabro disegnava l’ ombra di colei che amava..
Non era bramosia
era la passione
che nemmeno il fuoco di un rogo,
nei secoli
avrebbe potuto esser più intenso.
Quel rogo temuto
quel rogo che si sapeva di venire
ma che il Cavaliere avrebbe spento anche solo
con la spada se ciò fosse stato possibile…
La rabbia fece inasprire l’ uomo che
a mascelle strette infilzò la spada nella terra gelida
per fermare l’ istante…
ma la fanciulla era giunta nella sua stanza e la torre inghiottì la sua ombra
in attesa di nuova luce.

E di quella Luce fu di nuovo il tormento dell’ attesa.. non la battaglia era a rendere aspre le notti ma il desiderio invano di accarezzare quelle labbra di rosso ciliegio prima di un bacio…

Strega Fata Degli Incanti- B.C.©

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L’ ultimo Canto…

stria

Faceva freddo..rannicchiata ad un angolo della cella Cecilia guardava tra le sbarre della piccola finestra. Se abbassava gli occhi davanti a lei c’ erano le compagne.. stremate e infreddolite erano prese da una specie di sonno..Cecilia no! non poteva dormire,non voleva … quella era la sua ultima notte… la aspettava il rogo.. eresia e stregoneria l’ accusa…
una lacrima le solcava il volto.. l’ immagine di lei bambina che giocava a piedi nudi tra i campi di grano le balzò nella mente… la voce di sua madre : sua madre .. certo non pensava che insegnandole il segreto di tisane e poche parole tramandate avrebbe segnato il destino della figlia.. Era una gran donna Margarita, vedova presto non si era più maritata, aveva 3 figli maschi e Cecilia,la figlia prediletta, che sarebbe stata bella e fiera come lei.. bella .. una bellezza che aveva rimarcato ancora di più le sue colpe ..e poi Cecilia era libera .. non aveva nè marito ,nè figli.. cosa anomala ai tempi ..una donna libera di pensare, padrona delle sue decisioni.. grave colpa così come era grave curare e adottare un gatto nero..Una sorta di nodo le partiva dallo stomaco per arrivargli fino in gola .. a così caro prezzo pagava la sua libertà ?avrebbe urlato.. ma a chi? alle compagne stremate dalle torture? già aveva visto nei loro occhi il terrore..con la gola arsa e ormai chiusa , con un filo di voce intonò una melodia , la stessa che a ogni luna piena dedicava alla Dea..
Pensava .. domani davanti alla chiesa mi bruciano , mi bruciano per distruggere il mio peccato.. davanti alla chiesa ..ironia della sorte.. davanti a un tempio che predica l’ amore mi martirizzano.. Sciolse i capelli,li pettinò con cura cantando alla Dea.. con cura cercò di sistemarsi.. anche davanti alla morte con dignità, bella e fiera, una lacrima scende.. si inumidisce le dita e sistema quel ricciolo ribelle e danza .. danza alla luna per l’ ultima volta..

La candela, l’ unica Luce , lasciata lì da una guardia cui un filo di pietà aveva a distinguerlo.. già aveva notato lo sguardo dell’ uomo.. i suoi occhi non esprimevano crudeltà, la sua voce,sebbene forte e marcata aveva un tono addolcito, forse dalla pietà.. o forse era solo leggermente affascinato da quelle creature condannate  perchè un intralcio nel Cammino dei potenti…

abb01La candela era lì in mezzo alla stanza, se così si poteva chiamare. Esile fiammella tremolante.. la sua vendetta…

Cominciò a danzare e cantare in modo più marcato.. le altre donne alzarono lo sguardo… sapevano che le guardie sarebbero arrivate.. ma la Dea aveva tutto predisposto..avrebbe permesso il suo volo, ma anche il suo ritorno. Avrebbero bruciato il suo corpo , non distrutto la sua anima…

Di guardia c’ era lo stesso uomo che aveva portato loro la candela e un pò d’ acqua.. e se avesse sentito suoni e rumori avrebbe certo lasciato correre..

Le donne alzarono la testa.. sguardi tristi, occhi gonfi, capelli scarmigliati, ferite su morbide carni. Carni  candide da stringere nell’ atto dell’ amore, non per essere offese dal cuoio di una frusta…

Cecilia cantava, sempre più veloce danzava attorno alla candela, a Lei si unì una donna, poi un’ altra.. piccole gocce di sangue si univano alla terra che faceva da pavimento e che sotto i piedi delle giovani donne ormai si smuoveva e non era più battuta..

La guardia attirata dal caos fece capolino, e guardando pensò che per Loro erano gli ultimi passi.. era il Loro culto.. per l’ ultima volta lasciò fare.. ammirato dalla selvaggia bellezza tornò alla sua postazione..

I canti continuavano e il ritmo era frenetico sotto il raggio di Luna..

Poi tutto rimase sospeso.. Cecilia incise sulla terra bagnata di sangue e sudore un simbolo.. rinchiuse lì i suoi poteri.. le altre la imitarono… un soffiò… ora tutto era sigillato.. nè il fuoco nè le torture potevano disperderli.. Cecilia e altre non avrebbero potuto difendersi.. avere almeno una speranza riposta negli incanti ormai chiusi nello scrigno del tempo .. ma la vendetta è arma sottile e sarebbero tornate.. avrebbero lasciato un’ eredità.. la loro magia, la Loro Conoscenza e la Loro Saggezza per le Sorelle a venire…

E i sigilli sono lì e si riaprono al suono dei nuovi canti, delle nuove danze e della Conoscenza pronta a essere raccolta…

Strega Fata Degli Incanti B.C. ©

 

 

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Il Fuoco Sacro

Jean_Raoux_–_Vestal_Virgin

                      (Nell’ Immagine un’ opera del pittore Jean Raoux)

Era una giornata fredda di Febbraio, il Fuoco ardeva come sempre, Eterno e sublime a sancire la sacralità del luogo e delle Vestali.
Sacerdotesse e monache provenienti dalle famiglie patrizie dell’ antica Roma. Belle e pure come la Loro condizione richiedeva. Le Dee sono generose con chi opera in modo corretto.. e queste fanciulle non sarebbero state a vita a servizio di una verginità costretta. Da piccole venivano scelte dalla Dea tramite un sorteggio, e giunte al Tempio avrebbero fatto un Cammino di trent’ anni in cui la purezza si accompagnava al Fuoco Eterno sempre acceso. Una vita di considerazione, privilegi e riconoscimenti speciali. Che si concludeva e lasciava lo spazio per crearsi una famiglia…
Gli Dei non sono sempre gelosi, forse molto vicini agli uomini provano sentimenti simili,ma la gelosia del culto era cosa rara..
Così Dei di ogni tradizione vivevano pacificamente essendo un unica essenza nella fede e nella dedizione dell’ uomo..

Ma quando giunse il monoteismo il cielo annunciò nubi di contrasti e guerre..

E cominciarono persecuzioni e lotte per l’ affermarsi di un Credo…

L’ antica Roma aveva congiunto il culto pagano al governare dello Stato.. l’ Imperatore era ritenuto di origine Divina.. scelto dagli Dei per guidare il popolo..
Non partecipare ai Culti e chiudersi in Sè Stessi era visto come una minaccia per gli Antichi pagani… In fondo ognuno poteva credere in ciò che voleva, pregare chi e come voleva, ma staccarsi completamente dalle usanze del popolo e non partecipare alle pubbliche manifestazioni era sovvertire un ordine sociale… era una minaccia per gli equilibri e il potere dello Stato.. E cominciarono le prime lotte per fermare questa maniera di vivere un culto che minava gli equilibri di un intero popolo..
Intanto il tempo passava.. le Vestali continuavano la Loro opera.. preparavano le manifestazioni, partecipavano alle missioni pubbliche, conferivano con le alte personalità…
E passarono giorni, mesi,stagioni , anni e il Fuoco ardeva Sacro e inviolato come le sue Sacerdotesse che vegliavano sulla città…
Intanto ognuno poteva credere nella Divinità che era incline alla sua anima.. ma se questo era ben accetto dai Pagani che ebbero a chiedere ai Cristiani la sola partecipazione pubblica cittadina, non bene andava ai Cristiani per i quali un solo Dio era possibile adorare..
e fu la grande notte.. si spensero le luci della grande civiltà.. cominciarono le persecuzioni..

e i Cristiani dovettero indietreggiare.. ma ormai era tardi…

E passarono i giorni , i mesi , le stagioni e gli anni
e il Fuoco continuava ad ardere..tempio vestali
E giunse quel 24 Febbraio del 384..le persecuzioni contro i Cristiani erano mitigate.. i pagani volevano solo mantenere la libertà di culto e l’ ordine sociale.. ma Teodosio I Imperatore si era schierato con i Cristiani, che erano già in lotta fra loro per le scissioni avvenute al loro interno…
Clelia Concordia era l’ ultima Vestale… dignitosa e altera continuava l’ opera tra i venti di guerra e la minaccia delle persecuzioni.. ma giunse la moglie di un patrizio.. senza alcun pudore nel Tempio Sacro staccò la collana alla Dea.. era il Tempio di Rea a essere violato..
L’ ordine delle Vestali finì e il fuoco si spense…
E passarono i giorni, i mesi e le stagioni e gli anni…
E si sentono ancora i pianti dell’ ultima Vestale e le sue parole…
ma il Fuoco è Fuoco di passione e si spegne sul piano fisico, mai su quello astrale..
e continua a vivere e bruciare nell’ intensità del ricordo.. che neppure il tempo dei millenni può cancellare…

Strega Fata Degli Incanti-B.C.©

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