Crea sito

Le Tenebre e la Luce

Finestre-Natale-44089Da quella grande finestra Gaia poteva ammirare l’ intera piazza. Ora pioveva e le gocce fini si accendevano di luci. Uno sfavillio che faceva apparire ovattati i contorni dei lampioni, delle insegne. Tutto taceva. Il tempo era sospeso in quei momenti, quando il buio e il freddo prendevano il sopravvento. Per lei che amava il sole, l’ estate, era triste star lì in un angolo ad attendere che una nota di colore accendesse quella sera fosca. Sara le andò vicino. La vecchia aveva segnato sul viso ogni attimo del suo tempo. Era saggia e guardava con benevolenza la piazza e  l’ orizzonte, o almeno  quel poco che si faceva spazio tra le case e i giardini, fatto di monti e boschi.

Gaia era stupita di come una donna così vitale, saggia e preparata nella grande scuola della vita amasse un tempo così cupo. Era più logico pensare che fosse il sole, la luce a prevalere. In fondo cos’ era quella tenebra che a tutti fa paura se non  assenza di luce, qualcosa di inesistente, di inafferrabile che era simbolo di male, di ignoranza, di dolore. Accese allora ogni lampada nel locale e la stanza fu luminosa, così luminosa da riportarle un pizzico di buon’ umore.

“Non ami la pioggia?” osservò Sara “eppure è meravigliosa, rende più intensa ogni aiuola. I fiori sembrano brillare e tutto pare adornato  di diamanti”.  “Solo perché la luce li sfiora, e meno male che esiste quel barlume di luce che sennò nulla sarebbe poiché il buio non esiste”.

Se sei certa di questo allora per una settimana starai alla luce, sempre, ogni istante. E io al buio e vedremo chi imparerà di più, chi è più intensa di vita… le tenebre o la luce”.

Il primo giorno gaia era entusiasta. Il sole era tornato e la lampade accendevano la notte. Quanto tempo a disposizione per fare tutto ciò che desiderava. Passeggiare di giorno, correre, ridere e fare il bagno al lago. Leggere al calar delle prime ombre.

La seconda notte era infastidita, era stanca e voleva appisolarsi, ma non riusciva, le luci le impedivano il riposo e di leggere era annoiata.

Il terzo giorno gli occhi bruciavano di tutto quel bagliore. Se continua così mi ammalerò pensava.

Il quarto giorno si accorse che il suo sonno non era più sereno. Dormiva per sfinimento. Non poteva godere della bellezza della luna piena che avrebbe visto il suo compiersi quella notte. Si perdeva la sua luce nella luce stessa. Voleva esprimere un desiderio alle stelle cadenti ma neppur quelle si potevano ammirare. Nulla della notte esisteva più…tutto era  perso nel bagliore dell’ Universo.

Gaia capì… le tenebre esistono, oscure come la profondità della terra accolgono i passi della luce. E da allora non ebbe più a temere il buio. Spense ogni lampada, aprì le persiane e la notte la avvolse, salutò la luna e si addormentò serena.

Strega Fata Degli Incanti B.C. ©

 

Read More

Le Tinte dell’ Arcobaleno

In questi giorni i temporali hanno dato pausa all’ estate. Potenti venti e tuoni hanno dipinto il cielo di un grigio intenso per poi colorarne la volta delle tinte dell’ arcobaleno. Fenomeno bellissimo, denso di leggende e tradizioni, mitologia e magia. Una sorta di unione tra cielo e terra, tra le dimensioni: quella umana e quella Divina.arco

Le due estremità: portali per altri mondi. Mondi legati alla natura, al piccolo popolo ma anche alla Dea, Per la sua purezza, i suoi colori e la magnificenza. Se si ripensa alla simbologia del camino, quel camino che per i nostri nonni era il cuore della casa, si potrà comprendere come l’ arcobaleno si ricollegasse alla magia della campagne. La canna fumaria elevava ai mondi superiori e sopra i tetti si ergeva l’ arcobaleno. A mezzaluna, simbolo della Dea, ma anche atto a  riportare il Sole , il Dio. Maschile e femminile, giorno e notte… Una dualità che ci invita  a fare scelte. A riflettere. Ci ricordiamo di Pegaso, cavallo alato che lo percorre. Ebbene l’ arcobaleno è un sentiero luminoso, pronto a essere cavalcato, oltrepassato per entrare nella profondità di Noi Stessi. Per evolverci.pegaso2

Il pentolone magico dello gnomo pieno di monete è il simbolo antico della vita. L’ arcobaleno, come una donna gravida, fa percorrere il periodo della gestazione. L’ oro ai suoi piedi è la nuova vita che nasce. Un figlio era continuità della specie, della famiglia e della tribù. una garanzia per i lavori agricoli, un sostentamento per la vecchiaia.pent

L’ arcobaleno era un messaggio dall’ altra dimensione, un invito a pensare.

Gli Antichi Saggi valutavano il pensiero portato dall’ arcobaleno.

Se si era stati corretti, nei pesi e nelle misure. (In fondo l’ arcobaleno ricorda un’ enorme bilancia).

Se si era mantenuta la parola data o un contratto.

Vedere le situazioni da più punti di vista, anche se opposti.

Si  pronti a un Percorso interiore?  a un cambiamento?

Poi dai colori si traevano altri auspici…

Sappiamo tutti che se si  illumina un prisma di cristallo con un raggio di luce, i 7 colori dell’ arcobaleno si riflettono. In ognuno c’ è una vibrazione, la vibrazione è energia, l’energia è potere e creazione.

Il violetto o Indaco sono i poteri intuitivi, la connessione con il mondo spirituale. Il blu indica l’ energia, la creazione, la protezione, l’ espansione.

L’ azzurro è la liberazione…

Tre colori che indicano trinità. La creazione insita in ogni culto. Sono le nostre capacità creative che vanno capite ed elaborate.

Il Verde, la connessione con la Terra e la Natura. Gli Spiriti degli Elementi. Il rispetto alla vita. Il ricaricarsi di energia. Da qui il giallo che porta la concentrazione. La mente che apprende, che comunica. Che dona e raccoglie la Conoscenza che si manifesta attraverso le vibrazioni dell’ arancione: il cambiamento. Si prede coscienza di sè, il controllo che col rosso diventa passione, forza e azione.

I colori sono collegati anche ai chakra nell’ ordine: 

Viola= Corona

Blu= Terzo Occhio

Azzurro= gola

Verde=Cuore

Giallo= plesso solare

Arancio= secondo chakra

Rosso= di base

Ma i nostri vecchi saggi di campagna leggevano il cielo con semplicità. Vecchie leggende e parole tramandate. Non conoscevano discipline con termini orientali o olistici. Loro sentivano il potere. E ogni evento era un pizzico di magia che si opponeva a una vita dura e a volte, troppe volte, dolorosa.

Se si nota bene i colori sono spesso sei… manca l’ azzurro. Forse gli Dei richiamano un potere un pò più terrigeno in questo modo. 

Esiste poi anche un’ arcobaleno notturno raro e quasi impossibile da vedere a occhio nudo… allora solo un biancore latteo si innalza nel cielo. Il bianco è il tutto, la completezza, l’ energia che racchiude tutti i colori.

I Colori al tempo dei nonni…

Se il colore Viola era il più intenso uva e vino a piene mani

Se arancione non mancherà nè granoturco nè pane

Se giallo raccolti di grano e cereali saranno copiosi.

Ricco sarà il raccolto, verdura e ortaggi, erba per gli animali, se il colore verde sarà predominante.

Rosso sangue.. essenza primordiale buono l’ olio del rosso illuminare.

Castagne e marroni, che toccano il cielo se vince l’ azzurro colore sincero.

Quando sorgono i sette colori, mai additare, mai offendere, urlare e bestemmiare. Segno degli Dei che aprono le porte. Mai maledire, mai criticare se la malattia non vuoi richiamare…

Chi faceva questo doveva restituire la malattia alla natura passando sotto un ramo fatto a curva. Di solito un albero Sacro quale Nocciolo o Sambuco. Si lasciava poi sempre un offerta di miele per la pianta. Altra tradizione era intrecciare un braccialetto di 7 colori e farlo portare al malato e poi legarlo a un albero che si prendeva il malanno.

Piccole usanze di un mondo incantato di qualche manciata di anni fa…

Strega Fata Degli Incanti – BC©

 

 

 

Read More

Lo Scrigno Degli Arcani Poteri

scrignoLo Scrigno Degli Arcani Poteri

Era l’ ultima notte di Gennaio, la pioggia scendeva lenta e disegnava grossi cerchi concentrici nelle pozzanghere che sembravano nero inchiostro. L’ acqua si infiltrava tra i sassi della “Rizava” (selciato di pietre) disegnando un enorme ragnatela che le luci della piazza illuminavano…

Si accendono le gocce di pioggia
come stelle prendono luce
tracciavano strani disegni
tra le vie buie
nelle stradine che sembran riposare
dove si affacciano gli antichi portoni..

Gli Stalli erano paesi nel paese…
Dall’ esterno si vedeva il portone, magari incastrato tra due muri un pò storti, poi oltrepassato questo una piccola piazza e tanti passaggi, piccole strade, scale e balconi… le finestre si accendevano della luce delle candele e dei focolari che erano l’ unica illuminazione dei vecchi cortili, dove si udiva solo il rumore del vento e della pioggia e si respirava l’ odore dell’ umido.
E in uno di questi locali prendeva vita un antico grimonio, fatto di poesie, racconti, e sogni, che è andato perso col tempo ma che è rimasto impresso nella mia memoria con l’emozione della sua lettura anni dopo, quando per amore del fato mi è giunto, solo per poco e per caso tra le mani.
L’ anziana che lo aveva scritto vi aveva dettato la sua Saggezza, i suoi desideri di un erà passata, assieme a vecchie foto stinte e ai sogni da ragazza.
Tra questi la magia della cenere. La candela bruciava sul carbone ardente, si consumava veloce, sarebbe poi stata sminuzzata e ridotta in cenere e ancora sale grosso fino a farne polvere d’ argento.
Sciolta nell’ acqua di quella pioggia benedetta, sarebbe servita da inchiostro per scrivere, grossolanamente, con una penna, un’ invocazione di protezione.

Che sia bandito ogni male
protette siano le pareti
dove poso i piedi e dove guardo al cielo
sia Luce…

Tratto dal Libro “Lo scrigno degli Arcani Poteri- Memorie di una Strega della Terra Insubre”- Briante Cesarina 2016-  ©

Read More

Bagliori di Lucciole al Castello- Leggenda

KODAK FUN SAVER Digital Camera

La Dea Diana

Il fiume, i boschi e i prati si accendevano di bagliori. Piccole fiammelle danzanti, eteree come fate accendevano i sogni dei nostri nonni.

GIF lucciole

L’ estate era giunta… dalla finestra Lina vedeva i campi accendersi di lucciole. Ancora bambina quante volte si incantava davanti a quei prati. Intensamente bui la notte, si accendevano alla luce delle tempeste, quando il vento soffiava forte e scuoteva i rami delle betulle, oppure quando il cielo era calmo e la luna sembrava un enorme caciotta che  pareva sorridere al suo sguardo verso il cielo…

Gli intensi occhi verdi si perdevano dietro ai piccoli coleotteri. La mamma, piuttosto severa, pretendeva che l’ ora del sonno fosse rispettata, ma Lina scivolava via dal letto e ammirava lo spettacolo di nascosto. Un segreto tra lei e la natura.

diananotteLa sorella più grande le aveva raccontato che erano le anime che tornavano a salutare. Piccole fate che ci regalavano sogni e ci venivano a trovare. Per entrare nel nostro mondo assumevano l’ aspetto di piccoli insetti, ma non perdevano del tutto la loro luce, e così accendevano la notte e correvano per le strade, lungo il fiume, tra i boschi , fino a giungere al parco del castello per danzare attorno alla statua della Dea Diana.

In un canto di lode alla natura creavano scie di luce, si posavano sulla statua e la incoronavano a ricordare la sua Maestà, la sua bellezza, e la Dea, felice , generosa come un tempo quando benediva i campi per renderli fertili, dispensava doni.

I ricordi la cullavano, quella notte , quando ormai adulta, si era fermata ancora una volta a vedere come un pezzetto di cielo era sceso sulla Terra e pensava alla statua illuminata e incantata al parco, un dono in fondo glielo aveva fatto quella notte magica… l’ amore, una promessa scambiata che sarebbe durata per sempre…dea benedice

Nota: la Dea Diana è divinità legata alla caccia e alla vegetazione, ma in tempi remoti questa Dea Lucina si dice volasse sui campi per benedirli e renderli fertili. La sua ricorrenza, adattata al calendario romano, ebbe a compiersi nel periodo invernale del Solstizio. Col tempo prese le sembianze di un personaggio tradizionalmente poco aggraziato, una strega buona ma brutta e vecchia, la befana appunto. Per questo la Dea Diana del Parco, la grande statua voluta da Cesare Visconti e opera di Falcone, venne soprannominata la “giubiana”

Strega Fata Degli Incanti – Briante Cesarina©

Read More

Processioni delle Campagne – Introduzione

Digitalizzato_20160402 (2)Arrivava la primavera e il 25 aprile scandiva l’ inizio delle processioni per le benedizioni delle campagne. Le origini sono antiche. Quando nel XVII secolo la peste ebbe a colpire il  territorio del Milanese, le Chiese e molti luoghi,Sacri o meno, ebbero a essere di ricovero per gli appestati. Così lungo le grandi distese coltivate a grano, frutta e verdura vennero a essere costruite le “cappelle devozionali” con lo scopo di raccogliere le offerte dei contadini, per portare loro un luogo alternativo di preghiera e un riparo in caso di maltempo che poteva cogliere gli agricoltori durante i lavori nei campi.

fatamas7Se però si va ancora più indietro nel tempo si scopre che già gli Antichi Romani, in questo periodo, eseguivano Riti per propiziare i raccolti, proteggere i campi e i contadini dalle gravi intemperie, ottenere la benedizione degli Dei sui frutti del lavoro rurale.

Col tempo queste processioni ebbero a fondersi con le celebrazioni cristiane e si fissarono le date per le   Litanie maggiori, del giorno di San Marco al 25 di aprile, e Litanie minori recitate a  il lunedì, il martedì e il mercoledì antecedenti l’Ascensione.

Le processioni avvenivano anche via fiume o lago, in quei luoghi lambiti dalle acque. Un esempio ci viene dalle processioni della Schiranna che avevano per tappa l’ Isolino Virginia, oggi Museo e territorio tutelato dall’ Unesco. 

 Isolino Virginia

Isolino Virginia

Nel XVI secolo la presenza di una piccola chiesa dedicata a san Biagio gli diede l’ appellativo di “Isola di San Biagio”.

D’ altro canto le origini di processioni sull’ acqua sono riscontrabili anche in epoche remote e con civiltà che hanno segnato la storia con regni e periodi di grande splendore. L’ Antico Egitto ne è un esempio con le meravigliose navigate lungo il Nilo in onore di Iside.

Strega Fata Degli Incanti – B.C.

 

Fonti di comparazione:

A. Rossi – Somma Lombardo-da borgo antico a città moderna.

Sito: http://www.unescovarese.com/code/15257/Biandronno-VA-Museo-Civico-Preistorico-e-Parco-Archeologico-Isolino-Virginia

http://www.gpsvarese.it/download/siti_Unesco_siti_palafitticoli.pdf

http://www.cspa-va.it/parco-archeologico.html

Read More

Una Camicia Sacra (placenta) ovvero Bimbi Sciamanici

La placenta a livello simbolico è legata alla Terra e alle acque della vita, alla Dea Madre, ma anche alle caverne, a ciò che sta sotto. All’ elemento impuro cioè alle acque scure e ad essa sono collegate tutte una serie di usanze che si perdono nella notte dei tempi.

KODAK FUN SAVER Digital Camera

Quando nasceva un bimbo,anticamente la placenta veniva seppellita dal padre. Una forma di restituzione, visto come ringraziamento, al dono della vita.. La Dea Madre ha una sua essenza nella terra. Essa riposa nel cuore del pianeta in inverno e ritrova la forza fecondante con la bella stagione… la Terra è vita e la Dea è in Essa e per Essa.. dunque ciò che è terra deve tornare alla terra visto che nella tradizione antica non si dà mai niente per niente. E quale dono più grande di una nuova nascita che restituisce all’ essenza Divina l’involucro di cui la natura stessa l’ ha fornita per il suo crearsi.pla2

Quando nasce un bambino le membrane Chairon e Amnios (il sacco amniotico) dovrebbero rompersi da sole ma a volte se il parto è veloce o per altri motivi ciò non avviene e il neonato nasce con la membrana addosso. Oggi questo non avviene quasi più poichè  l’ ostetrica in ospedale la incide prima ma un tempo non era così e il bambino che nasceva con la membrana era avvolto da questo velo di protezione detto “velo della Madonna” o “Camicia”.Considerato segno di grande fortuna,chi aveva questo segno di nascita aveva capacità sciamaniche anzi a volte, in alcune popolazioni si incideva solo la parte della testa per permettere al bimbo di respirare e poi si imponeva ad esso una determinata capacità di guarigione effettuata con un rituale di segni e preghiere e da un testimone posto nella mano del piccolo. Ad esempio se il bambino veniva assegnata la capacità di guarire i vermi intestinali gli si dava un baco da seta.In altri luoghi era usanza prendere il cordone ombelicale del nascituro quando cadeva e porlo in un luogo che poi segnava la sua posizione lavorativa .. ad esempio metterlo in un officina sarebbe diventato meccanico, in un libro di legge avvocato e così via….

Strega Fata degli Incanti -B.C.

Read More

Le Croci di Ferro

KODAK FUN SAVER Digital Camera

La Croce Alla Valle

A volte si percorre e ripercorre la stessa strada per anni.. si guarda con occhio distratto le stesse cose da sempre che diventano un appuntamento fisso con la storia senza neppure badarci. Uno di questi punti particolari sono le croci di ferro, presenti in ogni borgo, che meno si fanno notare delle antiche cappelle o delle immagini votive. Salta all’ occhio solamente che in un tempo imprecisato della storia, per qualche motivo sconosciuto i nostri avi hanno posto croci in ferro che il tempo ha patinato di un colore brunito. Ma se andiamo a scoprire il perchè stanno lì, a guardia del luogo, ci si scopre catapultati in un tempo antico dove magia e dura realtà si fondono.

Un Pensiero di Stima

Non so con esattezza  lo scopo delle croci che sono presenti in Somma, ma di solito queste venivano poste per identificare un luogo, oppure era il luogo stesso a prendere il nome dalla croce. Un esempio è la Crus del Gall a Mezzana , nell’ incrocio di via Locatelli. Altre volte ricordavano un fatto tragico, o servivano di protezione per le campagne. Accompagnate da cippi o lapidi spesso ormai illeggibili, come quella in via Valle, segnavano la storia popolare. La nostra zona ha dato un alto contributo di uomini e di onore durante le guerre mondiali. E la povera gente innalzava monumenti semplici di ricordo e riconoscenza a chi si sacrificava per la patria. Ricordo che non va perduto e un pensiero di stima sia presente verso  tutti coloro che contribuirono a portare onore al Paese.

       La magia Delle Campagne

Ma se si va indietro nel tempo.. quando i contadini vivevano dei lavori rurali e la fede si mescolava alla superstizione.. i misteri venivano spiegati da gesti e riti arcani che mescolavano  gli  antichi culti al cristianesimo. Era un modo per vincere le paure, per darsi spiegazioni e speranze…

Queste croci venivano poste, tranne qualche sporadico caso, agli incroci. Lo scopo era di proteggersi dalle Streghe le quali lasciavano le loro malie all’ incontro tra le strade. La notte più temuta era quella di San Giovanni al Solstizio d’ Estate. Le Streghe erano solite incontrarsi ai crocicchi, mostrarsi ai passanti, e far si che i loro famigli, riconoscibili da segni di cenere come sigilli, compissero incanti. Spesso alcuni temerari, per riuscire a vedere gli spiriti, impiantavano il loro forcone nel terreno  e vi poggiavano il mento, Nel farselo così sorreggere , lo Spirito si sarebbe manifestato.

san_paolo_rogo_libriI Grimoni venivano bruciati all’ ombra di queste croci. Libri di Conoscenza, pochi a dire il vero, visto l’ analfabetismo. Erbari e mappe stellate. Magari male disegnate e frasi spesso sconnesse.. ma ritenuti demoniaci e quindi destinati al rogo. Il più delle volte diari di donne sole, o dedite alla cura con le erbe, piccole perle della vita di un tempo, andate perdute.

Spesso alle croci si univa un uso pratico. Lavorate in metallo segnavano il percorso del vento con la tipica banderuola che gira, in altri casi avevano lo scopo di proteggere le campagne dalla grandine.

La croce agli incroci segna da sempre il passaggio tra la dimensione dei vivi e quello dei defunti. All’ origine essa, se rappresentata a braccia uguali, è l’ emblema del Sole.

KODAK FUN SAVER Digital Camera

Una piccolo angolo del passato che si cela in stradine umili, o in centri più cittadini, nascoste dal verde o dal caos delle automobili. ma un pensiero non può mancare … quanta storia racchiudono e quanta poesia.. una manciata dei sentimenti degli anni passati. Briciole di dolore, speranza e paure.. la costruzione di un futuro migliore.. e il lavoro che ha lasciato viva traccia di chi ci ha preceduto.

Strega Fata Degli Incanti B.C.©


(Nell’ immagine una Tela di Lucio Massari 1569-1633-San Paolo, con la spada e la croce, soprintende al rogo dei libri).

Read More

Lunedì di Pasquetta e la Magia della Campagna

gitaIl Lunedì dell’ Angelo è una giornata aggiunta alla Pasqua per prolungare le feste ad Essa collegate. Ricorda l’ annuncio dell’ Angelo della Resurrezione di Gesù, alle donne, presso il  sepolcro. Le donne furono invitate dall’ angelo ad annunciare la notizia. Forse da qui l’ abitudine di accostare questa giornata alle gite e ai viaggi. Una interpretazione diversa di questa tradizione si potrebbe ritrovare in una sorta di commemorazione del viaggio dei discepoli verso Emmaus durante il quale Gesù apparve loro.

La festività è stata introdotta dallo Stato Italiano ma ,per l’ Italia non è di precetto religioso (ovvero la partecipazione alla Messa è facoltativa).

 

La Festa

Il Lunedì di Pasquetta è stato introdotto, in maniera ufficiale, solo nel 1949 dallo Stato Italiano. Le tradizioni si ricollegano però, a tutte quelle del periodo pasquale e ai fuochi dell’ Equinozio. In alcuni paesi la festa viene celebrata con cerimonie, processioni ecc..il martedì invece del Lunedì.

Antiche Tradizioni Contadine

Nella mia famiglia si usavano preparare , prima di Pasqua,in concomitanza con Ostara, dei piccoli cestini con i semi dei prodotti dell’ orto, grano, ceci, fagiolini,ecc.. poi si granolasciava il cestino in una stanza con la luce appena sufficiente perchè potessero germogliare. Solo al Lunedì dopo  Pasqua venivano tirati fuori, esposti appieno alla luce del giorno.

Il significato simbolico era il rifiorire della natura. Il seme era al freddo e al buio e con il periodo primaverile ritrova le energie e abbraccia il Sole della rinascita. Queste piantine erano come una guida che segnava la fertilità, la fecondità della terra per un buon raccolto.

Questa usanza sembra riallacciarsi al mito del Sole che muore in Inverno, si riposa, per lasciare il proprio posto alle forze del buio. Un buio tuttavia ristoratore, in cui l’ Antica Dea si corica nel ventre della Terra per rigenerasi feconda e permettere  il ritorno della bella stagione, il Dio Sole.

adone

Era uso, per alcune famiglie, anche lasciare un pò di pane sulla tavola perchè l’ angelo benedisse la casa. Da noi si usava una preghiera per i cari della famiglia e per un buon raccolto. Il pane era Sacro, non andava mai sprecato, neppure una briciola, perciò se si voleva “offrire” lo si dava , caso mai, a una persona bisognosa. (Quando ce ne era, visti i tempi duri…).

Questa tradizione dei cestini, per l’ altro uso diffusa un pò ovunque,ricorda il mito di Adone. La divinità Greca  (che in altri culti possiamo ritrovare con nomi diversi ma che riportano alla stessa essenza), era simbolo della  natura che nasce, florida e ricca di fiori e , feconda di vita, che veniva  addormentata dal freddo invernale impersonificato dal cinghiale. Per festeggiare il risveglio della stagione calda si celebravano, in suo onore, le  Adonie,tra aprile e maggio. Per accogliere il suo ritorno  alcune donne  portavano al tempio composizioni simili a giardinetti in vaso alla cui coltivazione si erano dedicate durante l’ inverno.

Il tempo ha cambiato alcuni usi, li ha adattati ai culti e alle culture, ma le origini sono antiche, nate dai primi riti e dalle espressioni di fede agli Dei che neppure il corso dei millenni ha cancellato.

Questo periodo era antecedente all’ apertura delle Processioni delle Campagne, il XXV Aprile ma questa è un’ altra tradizione..

Strega Fata Degli Incanti ©

(Alcuni dati storici sono stati ripresi da Wikipedia, la data di Pasquetta istituita nel 1949 fa parte delle mie reminiscenze scolastiche).

Read More

L’ Uovo Magico di Ostara

L’ Uovo Magico di Ostara

L’ Uovo Magico di Ostara..

uiva1Il grande camino stava al centro della cucina.. mai spento completamente, neppure d’ estate.. il cuore della casa dove si cucinava, fatto bollire il bucato e magicato aveva sempre un mucchietto di cenere simbolo della ricchezza del casato, sia  Esso  Nobile o di Contadini.

camin3

Tra la cenere la vecchia strega teneva l’ uovo… un uovo ormai svuotato pronto ad “assorbire”l’ energia della cenere e della famiglia.

Nella magia popolare le uova rivestono un importante ruolo  quale  simbolo di fecondità.. Il Sole e  la Luna sono ben rappresentate dal tuorlo e dall’ albume, nella sintesi feconda di maschile e femminile.

dragoL’ uovo stava lì ad aspettare ed a accogliere la forza.. era stato deposto per Ostara da una gallina bianca, svuotato tramite un foro sulla cima e ora attendeva il suo scopo.  Sarebbe stato bene anche nei pressi di una tomba,ma il camino era lì presente ed era una fonte accessibile di potere…

Quando l’ uovo emanava la forza accumulata, (e questo la strega lo sentiva) veniva raccolto per il crearsi dell’amuleto.

Una lunga cordicella aveva a sè intrecciato monetine di rame, pietre smaglianti, sassi di fiume con simboli dipinti…

Intanto olibano, cannella e zafferano erano la magica mistura che serviva quale incenso…

Magiche parole e poi l’ amuleto era pronto per apportare ricchezza e prosperità alla casa.

OV OV DEL ME CAMIN 

PORTA RICCHEZZE E MESS ABUNDANT

CHE MANCA NIENT A LA ME Cà

PORTAM IL NECESSAR AL ME DISNà

Strega Fata Degli Incanti B.C. ©

 

Read More

Carnevale

arlecchino 11Quando ero piccola il carnevale era più sentito di come lo è in questi ultimi anni. Io l’ ho sempre visto come un ” periodo magico” dove finalmente potevo impersonarmi in una fatina…amavo molto infatti indossare il tipico vestitino azzurro con le stelline e il cappello a cono che ricordava un pò l ‘ epoca della fata Morgana , naturalmente corredato dell’ immancabile bacchetta magica.. Anche a scuola se ne parlava e si festeggiava il carnevale che era visto sia come momento di svago ma anche di creatività. Dal punto di vista storico la parola carnevale significa “carnem levare” poichè termina ,dopo i suoi festeggiamenti ,un periodo di libagioni per passare alla restrittiva Quaresima. Le origini pare risalgano alle tradizioni dei Saturnali e sono  legate ai culti Dionisici, momento in cui si salutava l’ inverno e si dava il benvenuto alla primavera. Per gli antichi romani questo passaggio veniva celebrato di notte onorando le Dee Cerere e Proserpina. La figlia della Dea del grano fu rapita da Plutone , ma Giove, pietosamente, consentì alla madre di rivederla 6 mesi all’ anno facendola tornare sulla terra. Questa commemorazione è il riassunto della Ruota dell’ Anno … la forza della luce si ritira nelle viscere della terra nella stagione fredda per “riemergere” con luce e calore a partire dalla primavera… Ai riti Saturnali,legati al Dio Saturno, che si celebravano  a marzo e dicembre, e che si protraevano per sette giorni, avveniva ciò che si può definire l’ essenza del carnevale: tutto è confusione e i ruoli nella società si ribaltavano. I Romani rappresentavano la fine del vecchio anno con un uomo coperto di pelli di capra,chiamato Mamurio Veturio che  portato in processione, veniva colpito con bacchette.  Durante le antesterie in onore del Dio Dionisio, quando si aprivano le botti e si assaggiava il vino pigiato in autunno offrendone anche al Dio,  passava il carro di colui che aveva il compito di restaurare il cosmo dopo il ritorno al caos primordiale.

 Il greco Dionisio è il Dio Bacco del vino e dei festeggiamenti , e in effetti a carnevale ci si diverte fino all’ eccesso. Nell’ antica Roma, con le feste Baccanali avveniva proprio questo… divertimenti per le strade, consumo di vino e l’ uso delle maschere.. uso antichissimo legato alla magia e al rimedio contro le paure ancestrali.. l’ uomo si travestiva per non farsi riconoscere dagli spiriti maligni portatori di malattie e dolore.A questo si aggiungevano  oggetti come piume , campanelli e sonagli.. strumenti semplici legati all’ elemento aria che servivano a  rafforzare questo scopo… ancora oggi nei rituali  le campanelle sono atte a questo  … basti vedere quelle a vento denominate appunto, scacciaspiriti…Anche a  Babilonia avveniva una celebrazione simile al carnevale in cui si svolgeva la ricostruzione della rinascita del cosmo contrastate dal caos: il dio salvatore Marduk lottava contro  il drago Tiamat uscendo vincitore. Nella processione legata alla festa si poteva ammirare  una nave a ruote su cui il dio Luna e il dio Sole erano  simbolo della parte superiore dello Zodiaco che si dirigeva verso il santuario di Babilonia, simbolo della terra. Anche questo periodo,veniva vissuto come momento di liberazione dagli obblighi sociali che si capovolgevano, di nuovo il caos e il ritorno all’ equilibrio.

Anche il carnevale , come quasi tutte le feste ha quindi origine religiosa , con la motivazione di allontanare  la carestia e ogni forma di male… coi secoli questo scopo è andato a perdersi facendo assumere a molte ricorrenze una connotazione folkloristica. Ma la maschera permette all’ uomo anche di impersonare un’ altro personaggio, un personaggio che non è, che vorrebbe essere o che è all’ opposto di lui… anche qui nella burla , si intravede un discorso spirituale.. la capacità di entrare nei panni di un’ altro,spesso potente e importante così da poter sfogare i propri desideri di realizzazione. Col carnevale si arriva  a valutare gli istinti inferiori, viverli , conoscerli e comprendere che dobbiamo saperli gestire,,  scendere negli inferi per poi risalire , purificarsi nel periodo Quaresimale e rinascere a Pasqua. E’ quindi un periodo alchemico dove avviene una metamorfosi profonda… Esso assume così un significato che tocca l’ uomo nelle sue sfere più diverse e profonde. Questo è un periodo dedicato al trionfo femminile, in un mondo dove tutto è sempre stato visto al”maschile ” ecco rovesciarsi anche questa immagine… è l’ incontro con la Dea per eccellenza con l’Iside, il principio femmineo che invita alla riflessione. Come attesta lo scrittore Lucio Apuleio nelle “Metamorfosi” (libro XI)  il Navigium Isidis cioè carro navale di Iside è  la festa in onore della dea egizia Iside, importata anche nell’impero Romano comprendente la presenza di gruppi mascherati.
Maschera sembra derivare da mask, stregone e in effetti masca è un parola che indica anche strega , al di là dell’ origine incerta della  parola la maschera serve anche a impersonare qualcuno di più potente non son solo da un punto di vista materiale ma anche spirituale e per alcuni sciamani serve per entrare in contatto con gli Dei grazie  anche alla  simbologia  di oggetti e colori che essa racchiude. Le maschere non erano dunque legate solo allo scopo carnevalesco ma possono avere motivazioni varie come quelle funerarie che qui assumono significati religiosi diversi…Ma torniamo ora al carnevale… quando ero bambina mi vestivo dunque da fatina … le maschere si sa, hanno sempre affascinato i bambini che potevano diventare, anche per poco, il loro personaggio preferito .. ecco a riversarsi sulle strade una folla di zorro, spagnole e cow boy, damine e cenerentole…. oltre ai personaggi di moda dell’ anno: puffi , mazinga e via dicendo secondo l’ età…ma le maschere più antiche quelle che si possono definire di  sempre sono Arlecchino, con la controparte femminile Colombina, Balanzone ecc… mi sono sempre chiesta come erano nate e cosa rappresentavano .. con la mente di una bambina che vedeva origini semplice e giocose  un giorno chiesi a mio papà “papà perchè non ti vesti da arlecchino a carnevale ?”  e lui mi rispose “ma sai chi era anticamente arlecchino? era un folletto..o un diavoletto….” e ciò mi fece incuriosire ancora di più, ” ma se ha tutto il vestito colorato daiiiiiii” la risposta fu “sono i colori dell’ inferno, guardalo bene…” Con il tempo, cresciuta, andai ad approfondire e in effetti

Arlecchino sembra essere all’ origine un personaggio legato agli spiriti demoniaci e simbolici sono il suo bastone e il cornetto in fronte. Comunque ero troppo curiosa e  trovai qualcuno che aggiunse nuovi particolari alla mia ricerca sul misterioso Arlecchino e sul perchè si era portato via i colori dall’ inferno..la storia se ben ricordo più o meno era così: Un nobile aveva un servo pasticcione che una sera ne combinò una più grossa del solito rovesciando non so che pietanza addosso al padrone. Questi naturalmente si arrabbiò tanto ma così tanto che dopo averlo bastonato lo portò , con i vestiti  laceri alla gogna , cagionando le risate di tutti coloro che incontrava lungo la strada. Una donna impietosita gli rammendò i vestiti con tanti avanzi di stoffa colorata. Da qui il suo costume .. non so se sia storia vera  o se sia stata inventata al momento per accontentare la mia curiosità. ma così mi è stata detta e così la racconto… Ci sono poi tutti i vari personaggi brighella , balanzone ecc.. ognuno nasconde la caricatura dei personaggi delle varie epoche e città impersonando in chiave satirica e buffa le lacune e i difetti  dei potenti e dei poveri .. dall’ astuto servo brighella.. alla sempre servile colombina .. al dottor balanzone che proferiva diagnosi e parole inconcludenti… Per secoli attori hanno impersonato questi personaggi per il divertimento di tutti.. e dietro vi era sempre un ‘ espressione di libertà e voler “regalare” con l’ arte della recita uno spiraglio di buonumore tra le vicissitudini e le paure che ogni periodo storico porta con sè. 
(Alcune notizie del testo sono reminiscenze scolastiche e familiari  della sottoscritta altre sono tratte liberamente da Wikipedia). 

Read More

I Giorni Della Merla

neve1I giorni della Merla quest’ anno non si fanno sentire. Arrivati puntualmente, e come ogni anno attesi, per essere verificati quali più freddi dell’ Inverno.. Ma il clima è mite e il Sole rende tiepidi anche questi 3 giorni che la tradizione intreccia a leggende e magia…
Le storie sulla Merla le conosciamo un pò tutti.. in tempi antichi Gennaio era un mese che durava solo 28 giorni e amava molto le bianche distese innevate di cui andava fiero, ricamava col gelo splendidi ghiaccioli sui rami e la notte dipingeva con riflessi blu intensi la natura resa una tela bianca dalla neve… fata nevele fate del gelo bellissime e ornate d’oro e d’ argento rendevano magico il paesaggio, la foresta e i sogni dei bambini davanti al caminetto, quando si addormentavano alle favole dei nonni…
Ma una cosa invidiava , una merla bellissima e bianca. Il bosco si fermava ad ammirarne il candore.. piume soffici e perfette come quelle dei cigni… quando si posava sulla neve il becco giallo, lucido e fine sembrava un fiore.. il primo della primavera… così Gennaio ebbe rabbia… più bella delle sue Fate, più candida della sua neve.. ed ecco che la povera Merla si ritrovò a essere immersa in tempeste nevose e venti gelidi.. chiese allora al mese di essere più clemente o di accorciare i sui giorni.. ma Lui non solo negò ma chiese i giorni a Febbraio che a quei tempi ne aveva 31 ..
Così altri 3 giorni di intemperie obbligarono la Merla a rifugiarsi in un comignolo che la tinse di nero.. per sempre…merlo
Un ‘ altra leggenda riguarda Milano..
Una famiglia di Merli si era rifugiata in una tettoia e papà Merlo cercava cibo nel freddo invernale, ma negli ultimi , e più freddi giorni di Gennaio, si perse nella bufera e la sua famigliola per sopravvivere si spostò vicino a un comignolo.. la fuliggine dipinse tutti i merli di nero.. e così da allora ebbe a essere…

La Dea E Il Merlo Bianco..

Il Merlo è un animale che si associa alla simbologia della soglia e del passaggio, non per nulla i giorni in prossimità di Imbolch sono soprannominati così.. E’ connesso alla Dea Madre, una Dea assopita negli ultimi periodi di riposo invernale, nel cuore della Terra.. in questi 3 giorni il freddo induce a meditare sulle energie della Dea stessa per ascoltare la voce della propria chiamata interiore…

piumaLa  Leggenda

Un tempo la Dea si vestiva delle piume più candide e accompagnava il Sentire delle Streghe attraverso l’ immagine del Merlo.. bellissima si mimetizzava tra le neve, ma per questo non si vedeva.. quando spiccava il volo, le sue ali si illuminavano alla luce, sebbene fievole del cielo, e i fiocchi di neve le danzavano attorno…
Stanca di ciò si rivolse alla Dea della Notte… che la avvolse del suo mantello..

Io sono Tenebra
colei che porta agli uomini consiglio..
di nero ti vesto
liquido inchiostro
per incidere i tuoi pensieri nella mente degli uomini..

Da allora i merli sono neri…
infatti se si nota .. il mantello del merlo ha un piumaggio che sembrava sfumato di blu.. il dono della notte.. e sono pochi i merli bianchi.. sono per coloro che non si fanno ammaliare dalla bellezza solo esteriore ma accolgono i messaggi.. perchè credono nella Saggezza…

 

Strega Fata Degli Incanti –  B.C.©

Read More

Un Antica Nobildonna Longobarda

KODAK FUN SAVER Digital Camera

Panorama del Lago

Le giornate fredde, caratterizzate dalla tipica pioggia invernale, con quell’ aria densa,che ricorda i fumi dei camini di una volta, regalano momenti sospesi, come sospeso è il tempo.. le luci della città che colorano le strade umide vanno a perdersi lungo le vie isolate a metà tra i borghi abitati e i boschi..

Qui avviene l’ incanto della natura che ravviva le sue tinte illuminandosi della pioggia che va posarsi sulle foglie, sui rami o che disegna cerchi concentrici sulle acque.. tutto appare più vivido e spicca con nuova luce tra i grigiori della stagione.
Tempo fa ebbi modo di visitare il monastero di Santa Maria Assunta a Cairate,voluto da una nobildonna pavese la quale ebbe a sciogliere un voto per un avvenuta guarigione. L’ epoca in questione era quella Longobarda. La fonte che rese la salute alla futura Badessa è ancor oggi esistente ed è stata quella la meta di oggi.
Certamente la pioggia ha reso l’ atmosfera più magica, il clima ovattato e la natura che sembrava vivere nascosta tra i boschi era più che mai palpitante..
La bellezza dei particolari si esprime anche nelle piccole cose.. e non è raro trovare nei tragitti a queste brevi scoperte nella mia zona degli spazi di poesia che ricordano il passato.

KODAK FUN SAVER Digital Camera

Il gregge

 

Lungo le strade  ho dunque trovato parecchie greggi che riportano ai periodi delle feste ormai concluse. Come quadri di stendono alla vista pastori, pecore e capre guidati dai cani.. così come non mancano vecchie costruzioni, le fabbriche, le prime, dalle grandi finestre, che racchiudono tra i loro muri, la memoria di ore di lavoro dei nostri avi, le prime conquiste e l’ espansione dell’ economia.IMG0103A Ed è vicino a una di queste costruzioni,a Bergoro, frazione di Fagnano Olona, in Valle Olona, che si trova lo specchio d’ acqua, ancora lì conservato che ci offre il ricordo di un episodio di vita dei tempi antichi, dove la fiducia e le proprietà rigeneratrici della natura erano incontrastate Regine. Non mi soffermo sulla antica storia, le fonti ufficiali

l’ hanno ampiamente illustrata, ma posso descriverne le sensazioni..che si possono tradurre in una grande

KODAK FUN SAVER Digital Camera

La Fonte Di Manigunda

energia, in un attimo rubato al tempo, al sentirsi immersa in uno spazio che regala l’ emozione del sapore di un epoca, quando il bosco si sentiva libero di mandare messaggi, quasi parlasse a nome della natura… certamente la natura ci parla, con i suoi colori, la sua energia e momenti che ci regala.. la

KODAK FUN SAVER Digital Camera

La Fonte

vista di un suo abitante.. una lepre, un airone… quasi a ricordarci come sia denso di vita, di ricchezza e di mistero.. ma ai nostri tempi è spesso “soffocato” dai ritmi frenetici, da chi non ne rispetta l’ integrità, dal progresso.. nelle epoche antiche era il grande mistero, il rifugio, il luogo Sacro ove si alzavano canti e onori alla divinità.. riconoscendo in Esso un punto di Potere.. il luogo dove le energie si aprivano quale ponte tra gli Dei e gli uomini.. lì avvenivano i grandi misteri… dove la fede trovava manifestazione….

Strega Fata Degli Incanti- B.C.©

Read More