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La Favola Della Giubiana Nel Vigano

IMG0117BMi ricordo di una sera particolare.. era inverno, un inverno che non aveva risparmiato qualche giornata di sole.. così il cielo, al crepuscolo, si era tinto un color zaffiro intenso.. sembrava che una di quelle notti di Oriente, quando i palazzi si illuminavano delle luci soffuse delle lampade e l’ oro delle decorazioni alle finestre spiccava luminoso sui palazzi dei grandi signori dell’ Antica Persia.. ma la realtà era più spiccia.. i colori del cielo contrastavano con i boschi che si tingevano del nero della notte, creando un contrasto simile ad un ricamo.. e nei pensieri di una bambina si accendeva l’ immaginazione del volo incantato di personaggi che popolano il mondo della leggenda.
La stufa, un antica stufa contadina, stufaposta vicino al grande camino ormai in disuso scaldava, forse troppo, ma creava l’ ambiente ideale per favole e sogni…
Il mese di Gennaio è pieno di tradizioni antiche e dopo l’ Epifania c’ era lo spazio per altri usi legati alla Ruota Del Tempo…
Racconti che scaldavano il cuore e la mente, in un inverno che poco lasciava tempo ai giochi all’ aperto.
Uno di questi era legato alla Giobia. Era tradizione a casa mia mangiare cotechino e lenticchie all’ ultimo Giovedì del mese.
Si diceva che così, in estate, i moschini non avrebbero disturbato la proprietà e i suoi abitanti… il cotechino è legato, probabilmente, agli antichi riti della macellazione del maiale che avveniva nella stagione fredda, nel momento

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Luna nel Bosco

della neve. Possibilmente in Luna Calante, perchè la carne avrebbe avuto modo di subire meno contaminazioni o in Luna Nuova se si voleva un maggior rendimento delle carni o del lardo. Questa antica attività, era importantissima nella vita contadina di un tempo. Le lenticchie (sostituite dai bruscitt in alcune occasioni) rappresentavano il fastidio dei moscerini che va a allontanarsi , lasciando posto al benessere.
Ma vi è anche un altro piatto tipico che si usava cucinare.. il risotto con la salsiccia..

Il luogo dei ricordi

Un tempo il bosco del Vigano era come una grande foresta.. chi abitava nei pressi del Monte Sordo poteva sentirne i suoni e gli ululati.. a volte era il vento, che tra gli alberi soffiava e che lo faceva sembrare il verso del lupo.. anche se al Vigano i lupi c’ erano davvero…
Le piccole finestre avevano inferriate e dimensioni modeste.. spesso erano assi o tende a chiuderle, nelle case contadine. Se si guardava dalle fessure si vedevano in lontananza i lumicini delle cascine poste oltre i campi.
yule2015La neve rendeva tutto candido e la foresta era buia e fredda. Anche di giorno era terreno difficile.. chi aveva i boschi per la legna ne aveva già fatto scorta in stagione migliore.
I miei nonni abitavano in una grande cascina che il tempo ha reso una casa confortevole. E avevano aspettato il freddo dell’ inverno per sposarsi. La nonna abitava in zona Belvedere e il nonno in Piazza al Pozzo, vicino a dove era ubicato il Pozzo dei Valgella.
Nell’ ampio terreno poco distante al Monte Sordo avevano costruito la casa, mio nonno era muratore e la nonna aveva partecipato ai lavori. Così giorno per giorno la cascina crebbe e da lì iniziò la loro vita matrimoniale.
Ed è nella loro casa che vivevo il sogno delle fiabe…
Certamente quando loro la costruirono le grate e le finestre , le porte e il grande camino avevano un aspetto più ricercato,ma la mia zia mi raccontava degli anni passati, delle generazioni precedenti , quando appunto il Vigano era una grande Sacra foresta…

La Favola così come me l’ hanno raccontata

L’ ultimo Giovedì del mese, la foresta del Vigano era tutta una agitazione.. soffiava il vento ma vento non era.. strani rumori ricordavano il verso dei gatti in amore, ma gatti non erano .. era infatti la vecchia Strega che girava per il bosco, magra, solitaria e con lunghe giobiacalze rosse…
Aveva il brutto vizio di mangiare i bambini… si infilava nel primo comignolo che trovava e se il bambino era bello paffuto se lo mangiava. Le mamme accendevano il fuoco per impedirgli l’ ingresso.. ma chi era povero e non aveva vetri temeva potesse infilarsi per la finestra.. magari trasformandosi in qualche animaletto…
Nel paese vi era un bambino che era una meraviglia, bello, rotondo e roseo. I genitori erano stati graziati dal cielo e onoravano le divinità che li avevano ricompensati. Grano, riso, legumi e frutta, carni sotto sale e formaggi erano in dispensa. Ma la paura della Giobia era molta.. allora la madre ebbe un idea.. prese un sacco del riso della dispensa. Un cugino dal Piemonte gliene aveva fornito molto in quell’ anno benedetto, e cominciò a cucinarlo con la salsiccia lunga appesa in cantina. fata“Perchè cucini tutto questo?” domandavano marito e vicini..” chi deve essere ospite?” Ma lei non rispondeva e rigirava l’ enorme pentolone che era una delizia di profumo…
Tutti dormivano in attesa di capire il perchè di tanta prelibatezza.. allora lei lo pose sulla finestra…
Giunta la Giubiana ne fu attirata.. “che bontà.. anni che nessuno mi prepara una cosa così prelibata.. ma che buono,.. c ‘ è anche il vinello.. buono ..buono .. prima questo poi il pupetto…” ma giunse il cuocaSole… piena come un uovo dovette scappar nella foresta e il bimbo fu salvo..
Da allora risotto e salsiccia è il piatto tipico di questa ricorrenza..

La Giubiana non è però brutta.. Essa racchiude in Sè tutti i nostri dolori, debolezze e miserie, fisiche e morali.. è la Dea giovane donna, che porta su di Sè ogni colpa, come le Antiche Sagge donne, che l’ intelligenza e la Conoscenza rendeva luminose, ma nel buio dei tempi venivano dipinte sgraziate e crudeli… le leggende si mescolano ai bisogni dell’ uomo e la mente ritrae i significati secondo stereotipi .. così il cattivo diventa brutto e ciò che non si conosce temuto… La Giubiana viene anche collegata all’ immagine della Diana al Castello che la mano di Falconi creò, opera d’ arte, per volere dei Visconti, e che ancora si può ammirare imponente nel parco del castello. La bellissima Dea, sorella di Lucifero, che governava il IMG0091Amondo della foresta e della caccia.. Colei che nel periodo del gelo, dopo aver benedetto i campi accetta lo scorrere del Tempo e arde, assieme alle miserie dell’ uomo per lasciare posto a nuova Luce…

Strega Fata Degli Incanti- B.C.©

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Re Magi – Magia e Fede

Oggi è una giornata magica.. l’ Epifania significa manifestazione.. Manifestazione del Divino, degli Dei che nell’ ambito del culto Cristiano è diventata la manifestazione del Figlio di Dio fatto uomo. Adorato dai Magi, definiti Re, sia per il loro essere benestanti, che per la loro cultura. Probabilmente erano Persiani, e astronomi/astrologi. Nello studiare il cielo ebbero a vederne segni che indicavano un tempo in cui qualcosa di importante si stava realizzando. Di Essi nomagin si sa quasi nulla.. sono forse una simbologia dell’ epoca, a indicare l’ arrendersi di chi seguiva la via della Conoscenza, gli Dei e della magia, alla nascita del Messia,alla parola portata dai Vangeli di Cristo , preannunciata dalla Bibbia.
Il mistero che alleggia attorno a queste figure è proprio dovuto al fatto che non si sa interpretarne l’ origine, il credo e la storia. Con certezza neppure il numero e i nomi sono definiti.In realtà i maggiori storici li identificano come Zoroastriani, i quali seguono una religione enoteista, che vede il trionfo di un unica divinità, dove i concetti di bene e di male sono ben tenuti in considerazione, e legati alla meta finale del Paradiso e dell’ Inferno. Solo alla sconfitta del male, le anime saranno riscattate e vivranno pure alla presenza della Divinità.
La storia dello Zoroastrismo è lunga, complessa e ricca di sfumature e non si è in possesso di molte testimonianze scritte , ma non si esclude una sorta di solidarietà con gli Ebrei nell’ aiutarli a ricostruire le loro case, i loro luoghi di culto. Da qui si può ritenere ovvia l’ Adorazione di questi Magi nei confronti del Messia.
Queste figure mistiche mettono in luce sognicome l’ oniromanzia (interpretazione dei sogni) e l’ astrologia siano state parte integrante nella cultura religiosa. Vero è che queste forme di divinazione erano sempre interpretate come un messaggio superiore.. non erano le stelle a guidare il destino dell’ uomo, ma l’ uomo che ne traeva messaggio, adeguandosi le stelle stesse al linguaggio del divino.
I Magi si possono quindi identificare nell’ immagine di personaggi che ben si identificano nel culto ebraico.
Queste notti erano dette dai pagani le 12 notti .. e la manifestazione avveniva in quasi tutte le culture politeiste, come il discendere degli Dei nella vita dell’ uomo.. attraverso la benedizione dei campi che si manifestavano attraverso i rituali di purificazione e fertilità. Questo era naturale negli antichi culti pagani.. ogni celebrazione era legata ai cicli naturali, che sono comuni a ogni befpopolo.. Stagione fredda, feconda,del raccolto della semina ecc… così la Dea si presenta con la sua veste da anziana.. è stanca, ha svolto il suo compito e si riposa alla fine del ciclo, ma prima porta i doni della fertilità, benedice i campi per i nuovi raccolti… e prende l’ immagine della strega vecchia, che porta doni materiali.
Il tempo trasforma le usanze, crea le leggende fondendo realtà e sogni, bisogni e desideri.. il popolo ha necessità di fede ma anche di aiuti materiali, che i tempi antichi e la povertà non riuscivano a dare.. allora la preghiera si unisce alla magia.. le parole di un santino, un episodio, un dipinto vengono recitati con fare dialettale, si modificano e nascono le segnature.. fede e magia dettate da parole tramandate, da segni che col tempo si caricano di energia.
Correva il 1630, la peste dilagava, e chi poteva si rifugiava in luoghi isolati. Presso il castello Sforzesco di Galliate molti ebbero a trovare riparo sfuggendo così al terribile morbo.. e davanti al quadro dei Re Magi trovarono protezione…
Una protezione che il popolo voleva chiamare su di Sè al ripetersi di ogni anno .. e al 5 Gennaio (così ebbero a raccontarmi), chi si recava davanti al dipinto con la candela in mano ne avrebbe avuto beneficio recitando una candlesorta di litania.
In alcune case si ripeteva la filastrocca davanti al presepe alla luce della candela benedetta..
Siamo in Tre
siam 3 Re…
Non la rivelo per intero  perchè i misteri del Tempo non vanno lanciati al vento..
Solo mi ricordo questa usanza, che poi ho ritrovato in varie versioni.. ma il mio è solo un blando ricordo riaffiorato in questi giorni di festa, quando nel mio muoversi per visitare i luoghi magici e le opere della natura sono andata a ripescare nei labirinti della memoria..

Strega Fata Degli Incanti- B.C.©

Fonti: Ricordi tramandati e raccolti anni addietro in via orale e alcuni spunti tratti da Wikipedia.

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Le Ghiacciaie

Spesso si cerca fuori casa ciò che invece abbiamo già a disposizione. Fedele al detto:” il viaggio più importante lo puoi fare nella tua stanza”,che si può

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Il lago visto Da Cazzago Brabbia…

applicare alla vita in vari modi, ho deciso di conoscere le bellezze della mia provincia e dei luoghi circostanti.
In una città che vanta tradizioni, monumenti e storia, posta quasi a confine col Piemonte, mi è giunto spontaneo, visitare e conoscere luoghi magici, culturali e storici che hanno intrecciato con Lei la storia, o che per vicinanza hanno con Essa similitudini. Credo che se dovessi girare ognuno di questi posti, di sentire e vivere la loro energia, potrei impiegare anni…
Le belle giornate di sole, in un inverno insolitamente tiepido e luminoso, mi hanno permesso di esplorare boschi e monumenti naturali o opere d’ arte all’ aperto.IMG0084A
Ma il freddo è arrivato, una piccola spruzzata di neve e di gelo.. le luci si sono accese nelle candele e nella stufa. Nei secoli i nostri avi avevano vissuto di questo scandire del tempo.
I ricordi si fanno avanti e i racconti degli anziani della mia famiglia si riaffacciano. Come favole mi venivano regalati stralci del tempo. Particolari che rimangono impressi se detti in ambienti che hanno il sapore delle vecchie credenze, dei piatti e stoviglie della nonna, delle fotografie consunte. Tempi duri anni addietro, senza comodità, quando le donne uscivano al freddo per andare al forno a cucinare il pane per i giorni a venire. I panni lavati lungo lo Strona o nei lavatoi. Messi a IMG0007Abollire nel paiolo sul camino, nei mesi gelidi.. sapone fatto di cenere e anche l’appendere i grandi lenzuoli nei cortili diventava un rito. I bambini di allora vedevano tutto in un atmosfera diversa.. fatta di sogni, di domande, di rispettoso silenzio.. anche se le eccezioni non mancavano, e nemmeno le sculacciate.
bimbaTra i ricordi, una figura di cui mi era stata raccontata la presenza, era quella del distributore di ghiaccio..
La necessità di conservare i cibi al fresco era ben sentita dai nostri avi. Ancor di più da chi, presso i fiumi e i laghi, aveva come sostentamento la pesca. Conservare i cibi sotto sale o tramite la disidratazione non era sempre possibile, e comunque questi alimenti non potevano sostituire i cibi freschi. Si costruirono così le ghiacciaie. Bellissime costruzioni, che variavano di foggia, materiali e metodi secondo il luogo. A Somma, se ben mi hanno raccontato, erano collocate lungo lo Strona. Nella nostra provincia, lungo i corsi d’ acqua, si scavava una sorta di pozzo su cui si calava ghiaccio e neve, così abbondanti un tempo nei mesi invernali.

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Il Lago

Il desiderio di vederli mi ha spinto a Cazzago Brabbia, paese nei pressi di Bodio Lomnago. Antico paese posto in riva al lago. Una bellezza senza tempo. Antichi cortili con portoni in mattoni ad arco, strade strette, e atmosfera di altri tempi.. e poi le ghiacciaie. Bellissime, in pietra, con finestre ovali e particolari che riportano ai secoli passati, come dice il cartello posto sul muro che ne delimita gli spazi. Ampi gradini, posti tra il campanile che sovrasta la collinetta, e il lago che si incontra scendendo il paese.

 

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Le Ghiacciaie

 La storia si intreccia con quella del lago, del paese… e così per ogni città.. queste grandi cisterne hanno accompagnato la vita e il lavoro dei nostri avi.
A Somma ci volle il dopoguerra per la distribuzione del ghiaccio. Fino ad allora era l’ acqua che fungeva da refrigerante.. posta in secchi metallici si calava in essa i cibi in apposti cestelli. Una cella refrigerante casalinga. Seguirono poi le produzioni di ghiaccio da distribuire a chi ne avesse necessità pubblica, come macellai, pescivendoli ecc… Dapprima questa produzione venne fatta fuori città, poi anche a Somma si aprì la fabbrica del ghiaccio. Non so esattamente il luogo di questa produzione ma credo sia sul Sempione. In seguito le stecche di ghiaccio venivano distribuite anche alle famiglie.
Anche questa storia e ha un pò il sapore della favola.. le ghiacciaie ora sono viste come opere d’ arte, pezzi di storia sopravvissute nel tempo.. un esempio della solidità delle costruzioni di un tempo… dove le cose erano fatte con amore, testa e cuore, per il bene comune, senza le attuali conoscenze tecniche, senza mezzi elettronici eppure durevoli a testimonianza della saggezza degli antichi.

lago mag2Ma il ghiaccio si usava anche per i piccoli incanti e la neve raccolta in queste 12 giornate era magica. Si poneva in un contenitore.. la si fissava enunciando i tristi pensieri e le cose brutte dell’ anno passato.. e poi si recitava più o meno così…

Fiocco di neve
neve ghiacciata
la mia tristezza mi hai ritirata
Eri bianca e pura
ora è tua la mia tristezza
la mia paura..
Sciogliti lesta
non rimaner mesta
sciogli con te ogni mia sciagura..

Così si pensava che i pensieri funesti,così imprigionati,si sciogliessero al primo Sole assieme alla neve…

Strega Fata Degli Incanti- B.C.©

 

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Panorama Lago di Varese

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Le Ghiacciaie

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Le Ghiacciaie

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Le Ghiacciaie

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Il Lago

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Fata Morgana

asomma piazza2Era da tempo che volevo riordinare e catalogare le vecchie fotografie.. le cartoline e le riviste che ormai datate, riportano ai tempi che furono…
Rovistando nei bauli salta fuori di tutto.. dalle pagelle anni ’30,, ai quaderni.. appunti di moda per le sarte di allora.. sogni di ragazze che copiavano dalle riviste la moda delle signore di città.. momenti di speranza, attimi di colore rubati ai periodi del dopo guerra…
Tra questi ricordi anche foto di gite in famiglia, quando si aspettava la domenica per vedere il lago, e che tutto era gioia… stare assieme, girare tra le bancarelle ai piedi del San Carlone ad Arona..piene di giochi, cartoline-ricordo IMG0119A e catenine…
Tutto era una festa.. e dopo aver visitato i luoghi era immancabile la leggenda..
Tra queste favole di sapore antico vi era quella Fata Morgana. Come per ogni bambina, anche per me, la Fata era una figura che affascinava. Era un mistero dolcissimo di creature legate ai boschi, ai fiori e alle acque.
La Fata Morgana è un personaggio della mitologia Celtica, creatura sovrannaturale co-protagonista delle vicende di Re Artù.
Per la scienza è un fenomeno ottico, dovuto alla differenza tra le rifrazioni a causa di strati di temperature calde e fredde… ciò può avvenire ovunque e gli oggetti paiono distorti.
Un esempio di miraggio di Fata Morgana avviene sullo stretto di Messina ed è riportato dai navigatori di epoche passate, i quali vedendo immagini distorte avevano l’ impressione di luoghi incantati, castelli volanti e in luci soffuse.. e si attribuì il fenomeno alla Fata Morgana, che con tale miraggio attirava i naviganti…
Il fenomeno è conosciuto ovunque.. in effetti sembra che si guardi un paesaggio a lenti rovesciate.. un effetto magico specialmente se scorto sulle acque…
IMG0092AIl Lago Maggiore ha un alone di mistero circondato da leggende di creature mitologiche.. con castelli e luoghi dove l’ arte e la storia si fondono e si incontrano in isole che sembrano uscire da un libro di fiabe..
Così i parchi dei castelli diventano giardini che tornano a fiorire.. luoghi in cui il piccolo Popolo vive respirando l’ energia di epoche antiche, tra sale e cortili che racchiudono i fasti di un tempo passato …
Mostri delle acque, draghi nelle valli e fate e signore delle acque qui vivono sovrane.
A Orta uno scheletro di Drago è posto in vista sulla bacheca della basilica. In realtà tutto fa pensare a un sopravvissuto animale preistorico.. ma la leggenda si fonde con la realtà e si tramanda come una favola lasciandoci sognare..
Sembra che anche a Somma vi sia stata presenza del piccolo popolo.. Fate e folletti sono presenti in ogni tradizione e hanno luoghi dove preferiscono porvi residenza.
La zona del Morgampo e Via Valle sono di queste. L’ ambiente dava spesso il miraggio dela Fata Morgana. Un pò come quando si percorre la strada e sembrano formasi piccole pozzanghere.. che via via spariscono all’ avvicinarsi.. i contadini vedevano questo fenomeno e raccontavano, tempo addietro quando attraversavano la zona, che erano segnali delle presenze fatate,
La Fata viveva nelle cascine, e si sentiva nelle notti fredde, quando con piccoli passi, accarezzava la neve… visitava le case e gli animali perdevano nel vuoto lo sguardo, incantati, osservavano ciò che l’ occhio umano non poteva vedere..
Guizzavano nelle fiamme del camino riflettendo nelle pareti strane ombre..anim-fuoco

Fatina del Fuoco
che canti
che balli
le ombre che crei
mi fanno paura
riposa lieta nelle acque argentine
non mi straziare col tuo muoversi nel focolare…

Si nascondeva tra gli alberi dello Strona e ricamava strani riflessi sulle acque..

10170876_817865074908959_747939761452779787_nCreatura dorata
di acque ammantata
guizzi
ti tuffi
accendi i flutti
rendi magiche le acque che hai accarezzata
fai tornare chi mi ha lasciata,,,
(piccolo incanto d’ amore per le Fate delle acque dove si ponevano petali di rosa e fiori per ottenere il ritorno dell’ amato).

Le Leggende sono molte e molte me ne hanno raccontate e così le racconto a Voi.. piccoli tesori di epoche passate… sperando che la fantasia superi la realtà e che capiti a qualcuno il dono o la carezza di una Fata.. Buona fiaba

Strega Fata Degli Incanti- B.C.©

 

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Il Portale Che Apre Le Porte Alle Fate

IMG0093AE’ un attimo sospeso nel tempo, quando l’ imbrunire non è ancora crepuscolo , ma il giorno già declina, tingendo di mille sfumature il cielo e le acque. Ci sono posti visti e rivisti, a una manciata di minuti da casa, che rimangono nel cuore e che ogni volta si vedono con occhi nuovi. La Rocca di Angera è uno di questi… bellissima città , Angera,che costeggia il Lago e che fa “respirare” l’ atmosfera di un sogno fin de siecle…

Oltre alla spiaggia, il colore delle acque e la piacevole passeggiata c’ è il tocco magico regalato dai boschi e dall’ imponente Rocca.

Posta a sperone su una Roccia offre un panorama mozzafiato che permette di ammirare la distesa del Lago Maggiore e le Alpi.rocca

Una storia antica, di un Castello appartenuto dapprima ai Visconti e poi ai Borromeo. Da bambina era meta periodica visitare il castello.Nelle grandi sale mi sentivo immersa in un altra dimensione… una sensazione di salto nel tempo… come essere  in un altra epoca, a contatto con qualcosa di impalpabile e meraviglioso.. mi affascinavano le finestre che si accendevano della luce riflessa del Sole, che sembrava catturare una sorta di energia dal lago e dalla Natura circostante.

lago mag2A rendere più incantevole la magia del luogo erano i racconti di mio papà.. mi diceva di una  grotta che si trovava nei paraggi e che era dimora delle fate..  Come poi ebbi modo di sapere, la zona era anticamente dedicata al culto degli Dei.. basta visitare il Museo archeologico , per vedere i tesori rimasti di antichi culti dedicati  a Giove, Mercurio , Silvano.. Divinità Romane alle quali si può aggiungere la Dea Egiziana, colei che ha i nomi infiniti, la Dea Iside. Non si può non aggiungere il Culto a Mitra….  Il Dio Solare per eccellenza , che al Solstizio vede la nascita, ha dunque avuto lode in queste Terre, dove antichi popoli riconoscevano e onoravano la forza solare…

Mio papà mi faceva sognare quando mIMG0322Ai intratteneva con i racconti dei luoghi.. e della misteriosa grotta raccontava che risaliva  a tempi antichi, così antichi che anche una caverna  poteva essere un riparo per uomini e animali. Grandi cunicoli erano a volte scavati dalla natura, altri da uomini che ne facevano antri e passaggi segreti. E in quella che poi scoprii fosse chiamata la “Tana del Lupo” si trovava un passaggio, un portale che ogni secolo apre alla dimensione del mondo delle Fate… mi diceva che lì uomini e Dei si potevano incontrare, scelta degli Dei , chi onorare della Loro presenza.. forse il Mitra Solare o  Mercurio, che spesso era tramite tra le dimensioni degli uomini e quelle delle creature magiche e Divine, faceva da guida per condurre i pochi prescelti nel luogo incantato del piccolo popolo…

IMG0091AMa non era raro che una fata, elfo o elementale, si aggirasse nei boschi regalando un raggio di Luce, un suono melodioso o una carezza a chi, con amore e rispetto si addentrava come viandante sul Sentiero tra il verde.. alla ricerca di un tocco di magia, di un bagliore di Conoscenza.. Forse il segreto del portale è proprio questo.. trovare nell’ arte, nella storia e nella natura, la ricchezza interiore, la Luce della Saggezza raccolte attraverso il conoscere. L’ immergersi nella profondità di ciò che alberi, natura , acque suggeriscono all’anima… cogliere i sapori, i profumi e la bellezza rimasta impressa attraverso secoli di storia nelle pietre , nei dipinti, nelle opere, saper ascoltare la natura.. saper crescere attraverso Essa… 

Strega Fata Degli Incanti- B.C.©

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“Luogo dei Quattro Punti Cardinali”

IMG0075ASpesso le cose più belle ci sono vicine.. luoghi che accarezzano il cuore ..basta saperli scoprire e visitare. Uno di questi è un parco, dove la mano di artista si è unita alla perfezione della natura. Spesso questo accade, ma in taluni casi la Sacralità del luogo diventa tutt’ uno con i poteri degli elementi. Giò Pomodoro nel 1991, ha creato un opera che segna i tempi delle stagioni. L’ ho scoperto per caso questo luogo incantato , che l’ Amministrazione Comunale e la Regione hanno ben valorizzato, mettendo a disposizione l’ arte e la cultura a tutti coloro che abbiano il dono di saperle apprezzare.

IMG0082AIl parco sorge in una città che si affaccia sul Lago Maggiore. Il panorama è splendido e permette un ampia visione che comprende il Monte Rosa.  

All’ interno del Parco l’ opera di Giò Pomodoro , è una creazione imponente in granito bianco, grigio e rosato.

A notare i particolari ci si accorge subito che è un omaggio al IMG0089ATempo e al cosmo. Il grande pilastro centrale reca l’ immagine di un delfino , animale sacro ad Apollo, il Dio greco del Sole. (Nell’ antico tempio greco di Delfi si tenevano oracoli e si onorava il Dio. All’ interno del Santuario bruciava la fiamma eterna, e sull’ architrave si trova scritta la frase:”Uomo conosci Te Stesso”. Un invito alla meditazione e alla Conoscenza di Sè). E devo dire che anche il  Parco di Taino, dove si trova l’ opera di Giò Pomodoro è luogo ideale per ritrovare un angolo di pace e serenità che permette  di guardarsi dentro e sentirsi in sintonia con gli elementi.IMG0088A  L’ ingresso  sui gradini segna i punti cardinali.. Io sono entrata passando il lato  Sud.. elemento Fuoco  legato al Sole. Molti simboli ho trovato sia all’ interno dell’ opera che nelle porte entranti. Ognuno a significare il Tempo e le stagioni, legati agli astri e all’ opera , intelligente ,dell’ uomo.

IMG0085AAlla porta Sud il grande Sole, figura sferica.. la Luce dell’ intelligenza che diventa attiva nell’ individuo. Anche se le fotografie non lo mostrano vi sono, al lato opposto, dei semicerchi ricurvi , sembrano panchine marmoree, ma l’ occhio attento afferra che potrebbero essere rappresentazioni lunari.. Certamente in un ‘ opera, dove ogni particolare è rivolto alla potenza del cosmo , non potevano mancare simbologie in analogia con le forze lunari  e legate all’ acqua. Le rocce hanno inciso nomi di stelle e parole che sono state scelte e collocate con perizia in punti e modi da averne un significato profondo. 

Ciò che risalta è l’ alta colonna che si erge al centro. Dotata di una piccola fessura,IMG0083A lascia trasparire i raggi solari, che all’ equinozio d’ estate vanno a posarsi su una tacca di un pilastro posto in orizzontale. E’ un particolare che si nota, poichè lo stretto passaggio dei raggi solari ,è segnato con un segno nero, posto di traverso , sulla colonna. Ed ecco la bellezza del Sole, dei suoi raggi, che IMG0080Afiltrano e scandiscono il Tempo , tramite l’ opera d’ arte. Non per nulla su una roccia è incisa la parola Opus.. l’ Opera, intelligente dell’ Uomo che cammina verso la Conoscenza..

E questo è il mio Cammino di oggi, in questo luogo. Così come Io l ‘ ho visto e interpretato.. certamente chi vorrà potrà consultare testi più precisi, poichè Io mi sono limitata , alle mie Conoscenze e a ciò che dettava l’ anima… quello che è importante è cogliere l’ Essenza che questi luoghi , dove mito, magia e arte si incontrano e tutto diviene Sacro, atto a onorare le ricchezze insite in Noi e attorno a Noi, e per chi crede, ad volgere lo sguardo alla potenza e alla bellezza dell’ Universo…

Strega Fata Degli Incanti- B.C.©

 

 

 

 

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Capodanno

 

Inizia l’ anno nuovo, e seppur con lo spostamento di fuso orario, ogni paese e stato,da l ‘ addio al  vecchio anno e saluta il nuovo con riti e scongiuri.


In Italia, è uso scacciare le energie negative con botti, fuochi, eliminando il vecchio e il sorpassato,gettando via gli oggetti non più in uso, specie cocci e piatti. A onor del vero, il buon senso suggerisce anche di evitare quelle pratiche che si rivelano pericolose per uomini e ambiente. Fare i “botti” può danneggiare chi li maneggia o chi sta nelle vicinanze, ma se anche ciò non accade crea comunque disturbo a persone dotate di estrema sensibilità, disturbi e animali, i quali spesso sono letteralmente presi dal panico al rumore di petardi e affini. Chi opera in sintonia con la natura,tiene presente questo e per quanto possibile, cerca di arrecare il meno possibile disturbo pur senza rinunciare a divertirsi mantenendo in vita le tradizioni.

nastri

Il cotechino e lenticchie sono i piatti tipici, portatori di fortuna, che si consumano al cenone. Inoltre una manciata di grano in tasca, contribuisce a portare denaro.

Come regalo caratteristico da fare alle amiche, un capo di biancheria intima rossa , da usare solo per questa notte.

Bacio sotto il vischio, usanza che è diffusa anche in Francia e che garantisce un unione solida tutto l’ anno: ” Il ragazzo che si bacia a capodanno, è il ragazzo di tutto l’ anno”.

In Spagna si mangiano 12 chicchi di uva e su ognuno si esprime un desiderio. 


strenneMetodo elaborato il budino Inglese fatto con 13 ingredienti, che possono variare secondo abitudine e zona: 


120 GR PANE RAFFERMO SBRICIOLATO O TRITATO

2 UOVA

60 GR MELE SBUCCIATE E GRATTATE

60 GR DI BURRO o MARGARINA

30 GR ZUCCHERO CANNA

100 FRUTTA CANDITA

30 GR MANDORLE

NOCE MOSCATA

CANNELLA

ZENZERO

1 CUCCHIAIO RUM

60 GR MARMELLATA ALBICOCCHE

In una ciotola unire e mescolare  le uvette, le mele grattate, la frutta candita, la marmellata, il pane tritato, le spezie, le mandorle e lo  zucchero  .

A parte  sbattere le uova, il rum e unire il burro ammorbidito. 

Unire i due composti e porre in stampini rotondi di alluminio.Far cuocere a bagnomaria e consumare caldo.

Esso rappresenta  le 13 lunazioni dell’ anno a  venire. Si può poi riporre nei pudding oggetti simbolici che rappresentano gli auspici del nuovo anno.

Ricordo la massima prudenza perchè gli oggettini non vengano ingoiati da bambini e anziani, è perciò utile porli sotto il tovagliolo in ordine casuale.Il ditale è indice di suc­cesso, l’anello di amore, la moneta di ric­chezza, il sasso  annun­cia guai.

nastri


In Scozia si beve , in coppe di cristallo miele, birra e spezie. 


Per chi non beve birra, la si può sostituire con il grog, bevanda calda. 

Preparazione

Far bollire per 1 minuto un bicchiere d’acqua con chiodi di garofano e cannella.

Aggiungere un cucchiaino di miele e il succo di limone.

Se ne avanza un pò per offrirlo al terreno di casa.

Strenne di Capodanno.. si confezionano cestini mieledecorati da nastri bianchi,di datteri ,fichi secchi e miele, e si decora il tutto con l’ alloro a mazzetti , legato da nastrini colorati.  Il miele è dolcezza e benessere, Datteri fertilità e vittoria, fichi per la guarigione e la Conoscenza. Antiche tradizioni legate alle Donne Sagge , usavano spesso parti della pianta di fico per curare ed esorcizzare il male. Il taglio del fico era un “taglio alla malattia”. Certamente il rituale è antico, e come ficouna segnatura si è poi rivestito di caratteristiche legate al Cristianesimo. Un dono degli Dei agli uomini, il quali , si sono curati e nutriti di questa pianta da secoli.. ma proprio per questo concetto di trasmettere benessere, e per i segreti di Saggezza, in essa racchiusi, è stata investita di simboli magici non sempre benefici. Se poi si aggiunge una foglia di fico raccolta il primo venerdì di Luna Nuova da conservare vicino ad una foto, si avrà modo di creare un alone di fascino attorno alla persona a cui la si dona. Infine l’ alloro, pianta simbolo del Sole e segno di vitalità, riuscita e successi.

nastriL’ acqua raccolta alla mezzanotte, ma pura ,di sorgente è magica per l’ amore se posta in una fiaschetta d’ argento.


Se amate l’ oriente, decorate strisce e nastri rossi alla porta, dove avrete scritto ciò che volete abbandonare e ciò che volete si avveri per il nuovo anno.

nastri

Potrete anche preparare profetici dolcetti con messaggini di auguri e proverbi.

Offrire un pacchettino di farina a chi ne ha bisogno chiedendo lavoro e benessere agli Dei.

nastri

Ma capodanno segnala il primo passaggio delle 12 notti magiche in cui le forze dell’ universo si affrontano per riequilibrarsi, e ogni segnale diventa profezia. E’ un momento idoneo per la divinazione. 

Si possono chiedere messaggi in sogno, leggere la cera fusa,bruciare i vecchi calendari dicendo al male di andarsene per far posto al bene,fare rituali:


Purificazione della casa

Procuratevi un ramo di Alloro e 12 chiodi di garofano, 12 bacche di ginepro, mirra ,rosmarino, una candela bianca e una nera purificate e consacrate con olio di oliva.

Prima della mezzanotte del 31 dicembre  ponete una tovaglia di altare  alla vostra porta d’ingresso, poi accendete la candela bianca di protezione e la nera per assorbire/neutralizzare le negatività poi l’ incenso ottenuto da alloro, ginepro , mirra, chiodi di garofano e rosmarino.Far consumare il tutto.

Potete anche abbandonare i dolori e le tristezze accendendo una candela azzurra vicino a voi,fata inverno per rasserenarvi e liberavi di pensieri negativi e una nera piccola su una pietra pensando che essa assorba tutti i vostri dolori e affanni, Gettare la pietra lontano da casa in un fiume.

Momento ideale per la lettura della sfera, o per la geomanzia.

Strega Fata Degli Incanti- B.C.©


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Magia In Piemonte-Le Masche

 

La parola masca è parola di origine incerta originaria  forse dal longobardo maska, che indica uno “spirito soprannaturale” cioè l’anima di un morto o da mascar,etimologia provenzale che significa  borbottare,in questo caso borbottare formule magiche. Nella tradizione popolare è una figura che rappresenta una donna anziana di aspetto solitamente sgraziato o  anche, a volte, giovane e avvenente ma sempre dotata di poteri sovrannaturali. Una masca eredita questa capacità dalla madre o dalla nonna assieme a un libro (detto del Comando).A questo punto mi fermo un attimo su questo importante libro. Questo è un antico libro dove sono scritte formule magiche atte a comandare spiriti più o meno benevoli. Prende delle connotazioni poi diverse secondo le varie zone d’Italia.Molti confondono il Libro Delle Ombre o il Libro Specchio col Libro Del Comando. I primi sono una  raccolta di incantesimi e pratiche legate all’ uso delle  erbe, scongiuri riti ecc…,una sorta di diario della strega ove essa annota le sue conoscenze  mentre il libro del Commando si vocifera  fosse scritto dal Diavolo stesso o comunque raccoglie formule atte a ottenere proprio il “comando” sugli Spiriti e sulle situazioni.Si dice che per liberarsi di questo libro esso andava bruciato a un incrocio,mi sembra di 3 strade, dove era posta una croce. Nel caso del Piemonte non si sa bene inquadrare come esso sia strutturato ciò che è certo è che è raro , viene tramandato ma è possibile anche acquistarlo da un “Settimino” una sorta di mago-guaritore operante proprio in Piemonte. Altro modo era copiarlo a mano in un grosso quaderno recandosi alle 2 di notte a casa della masca stessa. Naturalmente questo avveniva in forma ritualistica non era un semplice copiare , formule in cui era coinvolto anche il demonio.Le masche davano in eredità i loro poteri e usavano formule particolari…chi ho conosciuto io  mi ha rivelato che la formula è “ti lascio il mestolo” stringendogli la mano… le masche avevano l’ obbligo di lasciare i poteri in eredità. Mi ha anche raccontato che subito dopo aver ceduto il “mestolo” la masca è morta e una grossa mosca ha girato per ore nella stanza. Molti tentavano, naturalmente e compostamente di farla allontanare ma questa rientrava misteriosamente nella camera. “Le la Masca”diceva qualcuno…Un altro modo per diventare masca avveniva  in maniera particolare… sembra che se un sacerdote dice messa e si accorge della presenza di una masca  (nel culto popolare le streghe entrano in chiesa per formulare scongiuri, a volte) e una donna in quel momento lo toccava avrebbe avuto in sè i poteri della masca. Per evitare che scappasse dalla chiesa si metteva un crocefisso nell’ acquasantiera e si pregava silenziosamente. Ci sono metodi segreti per difendersi dalle masche.. gli indumenti , specie dei bimbi devono essere custoditi e non stesi  alla portata di mano e di sguardo altrui  altrimenti vanno fatti bollire oppure fatti benedire. Anche il nutrirsi col pane benedetto era di rimedio contro i malefici oppure benedizioni

accompagnate da una specie di rituale.I bambini andavano fatti passare per un corso d’ acqua ,fiume, torrente ecc.. e questo per 3 volte , ogni volta andavano  fatti benedire da un prete diverso.La persona da me conosciuta mi disse che un giorno vide suo nonno prendere le catene della stalla e metterle a bollire , dopo di che si mise a picchiarle. A quei tempi i bambini non osavano neppure, per soggezione,domandare ad un adulto cosa stesse facendo,ma quei gesti erano strani , con molto imbarazzo la bambina chiese cosa vollessero dire.”Le masche mi hanno fatturato le bestie … adesso le attiro e scopro chi di loro è stato”.La risposta al momento non le fu chiara ma poi crescendo, capì cosa voleva dire il nonno, e capì anche perchè la mamma teneva un cappello del papà sul letto del fratellino di pochi mesi… per evitare che crescesse malato per opera delle masche che entravano nelle case sotto forma di mosca o di gatto nero. Un’ altra volta la sorellina di colpo da  rosea e paffutta com’ era  deperì e divenne inapetennte, la madre,le zie ecc cominciarono a parlare di masche , stregonerie ecc… gli uomini tacevano ma non controbattevano. Fu chiamata una donna del paese  che fece aprire i cuscini . Ecco una treccia  con nastrini arrotolati… fece bollire l’ acqua e vi mise la treccia dopo aver bagnato le mani con acqua e sale. L’ acqua bolliva sulla pentola posta alla fiamma del camino poi evaporò e a quel punto ecco la masca alla porta dolente. In casa poi si fece un mazzetto con ortica, un rametto d’ ulivo, e la malva  che dopo averlo legato assieme con  un cordoncino si usò per affumicare  le stanze della casa . Fuori dalla porta e dalla stalla si riposero 2 scope di saggina. La vecchina poi confezionò poi un breve  con una candela di chiesa e una manciata di sale da tenere nella stanza.

(Questo articolo ha preso come fonte testimonianze orali e ricordi tratti da letture fatte da me anni addietro, ogni riferimento a fatti ,persone o altre fonti sono da ritenersi puramente casuali, ovviamente è una raccolta di magia popolare il cui scopo è solo culturale).

 

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Segnature

fataiancAnticamente i popoli contadini non avevano mezzi per potersi adeguatamente curare, per cui era utile ricorrere a persone particolari che potevano mettere in moto la capacità di auto guarigione .
Attraverso la fede e i simboli tracciati si cercava un aiuto nelle malattie.

Le segnature e gli scongiuri hanno anche la scopo di risolvere problemi legati a paura,amore e malocchio, possono dare risposte e aiutare, anche attraverso i sogni a chiarire dubbi.Questi tipi di rituali sia avvalgono anche di oggetti sacri o meno o di erbe e elementi naturali… nel caso dell’ orzaiolo ad esempio la bottiglia dell’ olio , quindi facilmente reperibili.
Vengono tramandati da persona a persona in determinate festività, S. Giovanni o la vigilia di Natale o il Venerdì Santo .. in maniera privata , spesso in chiesa .
Alcuni li passano in qualunque momento e a chiunque… è ovvio che tutto dipende dal tipo di scongiuro e da come si opera .. certo che questi antichi tesori che racchiudono la storia dei nostri antenati non vanno mai svalutati e comunque si dica devono essere rispettati e sarebbe quindi utile seguire dovute regole nel passarli.
Quelli in mio possesso possono essere in alcuni casi tramandati sempre, altri necessitano di momenti e modi particolari, la persona che le riceve deve comunque essere preparata e usarle nella giusta maniera poichè in caso contrario , la tradizione dice che sarebbe il segnatore che le ha donate con leggerezza a pagarne le conseguenze.
Nei vari siti web ho trovato tutto e più di tutto infatti ho conosciuto persone che le hanno usate faccendo quello che io definisco un pasticcio cosmico … compresa una persona a cui avevo passato una formula per riconquistare l’ amore e che lei aveva usato per fare gli auguri di Natale ai colleghi … capo ufficio compreso… i quali vedendosi arrivare una formula in lingua antica sul cellulare l’ hanno subito richiamata per capire cos’ era e cosa volesse dire… certo facendo così uno ti richiama subito o scappa….
A proposito di errori mi soffermo un attimo per parlare dell’ abitudine diffusasi negli ultimi tempi di usare preghiere a S. Marta , S. Elena ecc… per chiedere miracoli e ritorni d’ amore: SONO LEGAMENTI DI FATTO.
Vi prego di porre attenzione sul fatto che le Sante e i Santi in questione spesso non sono i  Santi cristiani ma sono entità appartenenti ad altre culture.

I primi schiavi quando furono deportati dai loro paesi furono costretti a seguire la religione cattolica pena la morte .
Per nascondere l’ adorazione alle loro entità sostituirono queste a Santi cattolici.
Si tratta spesso di Orisha o Oriscià , semidivinità originarie del popolo Yoruba dell’ Africa occidentale. Questo culto si è poi diffuso anche in alcune regioni afro-americane.
Alla tradizione Orisha si affianca il Vodun.
Ora queste entità sono potenti ma vogliono una dedizione particolare e esigono rispetto inoltre decidono loro quando e come darvi l’ amato … possono anche decidere il contrario … insomma non sono i Santi a cui si chiede  l’ intercessione presso Dio ma entità di diverse culture.Non mi dilungo nell’ argomento ma è corretto farlo sapere … anche perchè spesso mi sento dire ho fatto SOLO il rituale a Santa Elena … ma non ha funzionato … certo che non sempre funziona ..,. il rispetto per queste entità chiede una perfetta conoscenza delle regole…

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Sass De Biss

IMG0062ANella grande brughiera, tra i sentieri, si può scoprire un mondo antico… i primi uomini vivevano queste terre di cui il tempo non ha cancellato le impronte.
I massi erratici portano questo nome perchè gli antichi non ne sapevano con esattezza spiegarne la provenienza. Probabilmente trasportati dai ghiacciai si fermavano in zone pianeggianti o in luoghi sommersi . Il loro mistero fece in modo che si ammantassero di magici significati tanto che vengono spesso IMG0053Achiamati Sassi delle Streghe.
Nella brughiera del Vigano, tra i boschi, si trova un masso erratico che viene comunemente chiamato Sass de Biss.
Nei magici colori dell’ Autunno il bosco si tinge di rosso e il sasso è coperto da aghi di pino e pigne…
In un luogo irreale e carico di energia il masso di un tenue verde spicca con la sua forma e maestosità.
Le foglie l’ hanno sommerso e come una coperta lo avvolgono nascondendone  le incisioni rupestri che ricordano la notte dei tempi.
sass3Probabilmente i boschi del Vigano erano Sacri e le loro ricchezze erano a portata dell’ antico popolo Celtico che occupava la zona. Dopo aver chiesto parere ai Druidi il bosco era a disposizione di ogni abitante dei villaggi che ne avesse necessità per il sostentamento e personale e del proprio clan.
Nulla quasi lasciarono scritto i Druidi. Troppo Sacri e non da tutti potevano essere compresi gli Antichi culti, dove religione e magia si fondevano. Sacre erano le acque ed è qui che i popoli fin dalla notte dei tempi creavano i loro altari. Luoghi magici e di fede. Nel Vigano molte pietre facevano da specchio al cielo stellato.Le posizioni degli astri erano ben conosciute dagli antichi che coi loro calcoli collocavano altari, pietre e luoghi di sass4culto. Nei secoli , con l’ avvento del cristianesimo, molte chiese inglobarono questi massi, alcuni furono decorati con croci e oggetti sacri,altri distrutti per il loro valore pagano. Ma nonostante tutto è ancora viva questa magia tra i boschi del Ticino. Si sente ancora quell’ arcano potere dei tempi in cui le querce ospitavano gli altari per gli Dei. Con i cicli delle Ruota dell’ Anno che si susseguivano  venivano posti onori a Marte. Dio della fertilità prima e della guerra in seguito. Nato come simbolo dell’ impeto focoso della fertilità che si estende dalla natura agli uomini, a divinità guerriera, a Mercurio, il messaggero Divino. Per poter poi onorare le divinità delle acque e del fiume, Fino a Diana Signora della Luna e della caccia.IMG0068A
E tracce di ciò  sono ancora presenti nei nostri territori, le stelle infondono ancora le loro energie, e le notti vestono ancora gli abiti oscuri di un tempo, popolando la brughiera di animali e di vita palpitante e regalando a chi la ama un pezzettino di cielo, di quel tempo antico in cui gli Dei IMG0066Acamminavano tra gli uomini…

( Ho scritto questi pensieri dopo aver visitato la brughiera fino al masso. sono considerazioni personali che si uniscono alle reminiscenze di studi celtici fatti tempo addietro).

Strega Fata Degli Incanti- B.C.©

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Santa Lucia

La storia di S. Lucia viene raccontata in vari modi e in diverse narrazioni, due sono le principali, riguardanti il suo crudele martirio, uno in greco (che è la versione più antica e quindi la più accreditata tra gli storici) e l’ altra in latino.

Lucia era di famiglia aristocratica e subì il martirio per ordine del governatore Pascasio.Gli Atti del suo processo sono racchiusi nel cosiddetto Codice Papadopulo, e narrano di una giovane, orfana di padre, promessa in sposa ad un pagano. La madre di Lucia, Eutichia, da anni ammalata, aveva speso, senza risultati,forti somme per curarsi.Visto il fallimento delle cure mediche decise di recarsi con la figlia Lucia ad un pellegrinaggio al sepolcro di S. Agata per chiedere la grazia della guarigione.Lucia si assopì durante la preghiera e ricevette in sogno da S. Agata il preannuncio della sua santità. Ritornata a Siracusa, Lucia comunicò alla madre, nel frattempo guarita, la sua decisione di consacrarsi a Cristo.Questo però scatenò la reazione del fidanzato il quale insospettito e preoccupato nel vedere la promessa sposa donare i propri averi ai poveri, la denunciò come cristiana. Siccome erano in vigore i decreti di persecuzione contro i cristiani emanati dall’ imperatore Diocleziano, Lucia fu sottoposta a processo che ella sostenne dinanzi all’ Arconte Pascasio. In esso vi è la prova della fede ed anche della fierezza di questa giovane donna nel proclamarsi cristiana. Minacciata di essere esposta tra le prostitute ma senza che essa abbia avuto cedimenti poi sottoposta a tormenti ed infine decapitata.

Secondo un ‘ altra narrazione Lucia, nata a Siracusa nel 283 circa,subì il martirio il 13 dicembre 304. Sottoposta a torture,quale prova di fede si cavò gli occhi e morì dopo indicibili sofferenze. Altre leggende affermano che gli occhi le furono strappati per ordine di Diocleziano ma che poi le furono restituiti con un miracolo: da quel momento Santa Lucia è considerata portatrice di luce e protettrice della vista. In realtà l’ emblema degli occhi sulla tazza, o sul piatto, è da ricollegarsi, semplicemente, con la devozione popolare che l’ha sempre invocata quale protettrice della vista. La discendenza della santa siracusana proverrebbe direttamente dalla famiglia di Archimede, le due figure più importanti della città sembrerebbero unite quindi ad un unico ramo genealogico, ma in realtà non vi sono prove di questa leggenda. Essa è comunque considerata la protettrice degli occhi, dei ciechi, degli oculisti, degli elettricisti e degli scalpellini.

Al di là delle leggende popolari , la sua Santità è legata alla guarigione delle malattie degli occhi a causa del suo nome Lucia che significa Lux, luce.

La Santa infatti si festeggia nei giorni in cui anticamente si svolgevano rituali per propiziare il successivo ritorno della luce (yule)-il 21 dicembre giorno del solstizio d’ inverno.La devozione dei siciliani a Lucia è restato immutevole anche dopo sedici secoli, e viene manifestato pubblicamente con due feste annuali in suo onore: quella canonica del 13 dicembre, e quella siracusana e siciliana di maggio, a riprova della fedeltà dei siracusani e dei siciliani a un voto formulato nel 1646, nel corso di una grave carestia che aveva colpito la città natale della santa. Infatti alcune immagini raffigurano la Santa con un mazzo di spighe e la tazza con gli occhi,in alcuni casi una fiaccola.

Per questi motivi la sua immagine viene accostata alla dea greca Demetra o alla romana Cerere,che venivano proprio effigiate con un mazzo di spighe e la fiaccola. Infatti questi festeggiamenti sono da collegarsi ai Misteri Eleusini. Come ho già illustrato qui:

http://giardinodifata.altervista.org/13-dicembre/

Un altro collegamento con il grano è quello narrato nella leggenda di cui è già stato fatto accenno sopra, quando nel 1646 Siracusa,colpita da una grave carestia, durante la dominazione spagnola e nella disperazione del momento fu aiutata dall’ arrivo di una nave carica di frumento .Da questo avvenimento scaturì la tradizione di consumare cuccia – grano bollito – il 13 dicembre di ogni anno.  Cuccia significa cosa piccola , chicco.Si preparano anche piccoli pani a forma di occhi, da benedire, che vengono consumati con lo scopo di essere protetti dalle malattie agli occhi,oltre a questi panini è d’ uso evitare il pane e al pasta e sostituirli, nel giorno dedicato alla Santa, con arancine.La cuccia si può preparare anche nella versione dolce ed è abitudine distribuirlo a familiari, amici e vicini di casa. Le briciole si lasciano su tetti e davanzali per gli uccellini.

Tornando alla feste in onore della Santa che si concludono il 20 dicembre, la città ha la tradizione di ospitare una “Lucia di Svezia”, cioè una ragazza svedese che rappresenta Lucia, e che presenta il capo cinto di una corona di candele. Infatti è soprattutto in Svezia che la celebrazione di Santa Lucia raggiunge l’apice con una processione di damigelle vestite di bianco, paggetti ed elfi che accompagnano una ragazza che offre alla folla dolci allo zafferano (saffransbullar) e biscotti allo zenzero (pepparkakor).La ragazza scelta viene incoronata e ospitata , come già detto, a Siracusa.

Ma anche in molte zone d’ Italia la Santa è conosciuta e al pari di San Nicola, Babbo Natale, Gesù bambino e la Befana essa porta i doni ai bambini.Santa Lucia arriverebbe in groppa all’asinello portando caramelle, dolci, bambole di pezza e giocattoli di legno. Così è tradizione appendere una calza al caminetto nella notte fra il 12 e il 13 dicembre e andare a letto presto,lasciando un po’ di latte e qualche biscotto e delle arance per la Santa e vino rosso e fieno per l asinello.I bimbi, al loro risveglio, troveranno un piatto con le arance e i biscotti consumati,e tante caramelle e monete di cioccolato.


Nei rituali popolari esistono diversi tipi di “scongiuri”: contro il malocchio, contro i vermi intestinali, contro il vomito e la diarrea, contro le malattie degli occhi, contro le malattie esantematiche dei bambini, contro l’emicrania, la sciatica e le altre malattie.Essi sono visti come una protezione da ogni tipo di pericolo naturale e soprannaturale e servono per avere risposte. Vi sono quelli contro gli animali nocivi, le tempeste e le altre calamità. per non parlare degli scongiuri amorosi. Con l’invocazione agli angeli, arcangeli, serafini e cherubini,si procede agli scongiuri per l’ amore.

Molti oggetti e simboli si associavano agli scongiuri e alle pratiche magiche anche nei simboli più diffusi.Anche le immagini dei Paladini,che venivano effiggiate ai lati del carretto sembrano avere un significato protettivo.

Secondo le antiche credenze lo sputo aveva la capacità di combattere il male: si usava sputare per tre volte se si incontrava un gobbo, un fattucchiere o un prete oppure se si andava a visitare un infermo,una donna in procinto di partorire.

Addosso è d’ uso portare il breve… una sorta di preghiera in un sacchettino oppure nello stesso sacchettino un santino legato a un filo rosso e delle erbe . Ancora l’erva caccia diavuli, (la ruta), l’aglio e la cipolla.

Nel sangue si vede la fonte della vita e non è raro trovare incanti , ricette e scongiuri dove ne è contemplato l’uso, ma non mi voglio soffermare su queste pratiche posso però dire che parecchi scongiuri nominavano il sangue di Gesù per combattere il male.

Altro rituale, questa volta contro il malocchio fa uso di acqua benedetta,grano, della recita del Credo e di appositi scongiuri.

Tornando a Santa Lucia le cure riguardano la vista… c’ è l’ usanza di piantare verbena e finocchio per ottenere un decotto per lavare gli occhi.

Le piante vanno seminate un venerdì di luna crescente all’ alba accompagnando la semina con un apposita frase.

Recitata questa sorta di benedizione al momento in cui si farà il decotto si reciterà un’ altro scongiuro .

Per 5 giorni si ripetono gli impacchi poi ogni anno si provvederà alla recita della novena a Santa Lucia.

Un’altro disturbo dell’ occhio che veniva curato con gli scongiuri era l’ orzaiolo che sembrava scomparire se l’ occhio malato fissava il fondo di una bottiglia d’ olio attraverso il buco del collo della bottiglia. U pruppu i ll’occhiu( il polipo dell’occhio) cioè l’orzaiolo veniva eliminato anche attraverso un rituale svolto con uno spicchio dì aglio e uno scongiuro.

Altra usanza è quella di mettere ,la notte di Santa Lucia, un pettine sotto il cuscino… ci si deve addormentare entro le 22, durante la notte si dovrebbe sognare la persona da sposare

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Magia Del Presepe

Anche se il presepe è legato alla tradizione Cristiana esso racchiude parecchi significati, leggende e un pizzico di mistero e magia…
Come Pagana non sono propensa alla creazione del presepe, ma è interessante vedere come molte simbologie si riallaccino a culti antichi…
Ogni statuina ha il suo ruolo all’ interno del presepe con  un preciso significato che è bello conoscere, vediamole assieme.  pecorelle

Le pecorelle dovrebbero essere 12 come i mesi dell’ anno e conosciamo quasi tutti il pastore giovane chiamato Benino che dorme .. ecco andrebbe posto vicino a quello più vecchio : simboleggiano l’ anno nuovo che ancora dorme e il vecchio…. ogni personaggio ricalca un periodo della Ruota dell’ Anno.

Quando ero piccola, nel preparare il presepe rimanevo colpita dalle statuine. Si mettevano, nello scenario, uomini intenti nei lavori quotidiani. Mio papà aggiungeva la donna che portava la cesto di fruttafrutta e mi diceva: “questa è l’ estate con i suoi beni” oppure il marinaio intento a vendere i pesci in grosse ceste poste ai suoi piedi: ” Sono i credenti… coloro che aspettano la trasformazione”. “Vedi il mulino gira.. è il tempo che rammenta le stagioni. Il ciclo si rinnova, la farina è la ricchezza dei raccolti.. si rinnova sempre”. Mio padre non era credente ma attraverso i simboli mi trasmetteva insegnamenti. vivevo così la favola del Natale.mulino
C’ era anche un personaggio particolare… zingara o strega che fosse . Lui la chiamava la Stria…
vedi porta un cesto… è pieno di attrezzi, rammenta la Pasqua. Essa conosce il futuro, sa ciò che giusto anche se a volte porta dolore. Gli attrezzi hanno il simbolo di aggiustare e costruire..
Un’ altra figura era il Firunàtt… venditore di castagne… mi diceva: lui è l’ autunno assieme al vignaiolo… e la coppia di sposi sono maggio , quando i matrimoni si celebrano. Un tempo ci si sposava nei mesi freddi quando i campi permettevano il riposo dai lavori. Ma anticamente maggio vedeva il rinnovarsi della vita e l’ unione tra gli sposi.
C ’ è poi la fonte o torrente dove la lavandaia lava i panni segno di purezza e anche la levatrice di Gesù Bambino.
Santo Stefano sembra sia nato da una donna senza figli che la notte di Natale per avvicinarsi a Gesù camuffò una pietra con le fasce di un bimbo e si mescolò alle altre mamme che presentavano il loro bambino al Salvatore. Gesù intenerito diede vita alla pietra… ecco perchè accanto al presepe va posta una donna con un bimbetto in braccio.
gif pozzoIl grosso pozzo mi ricordava quelli enormi, bui e grandi che vedevo in terra veneta, nelle grande distese tra i campi e i cascinali. Ne incontravo.. profondi e bui erano affascinanti pur suscitando un certo timore..
Nel presepe mio papà diceva che fosse un magico passaggio… da lì usciva il Demonio… ma non aver mai paura, nulla vi è da temere nell’ Universo.. tutto avviene in perfetta armonia. Il male lo crea l’ uomo, il bene anche… le acque sono profonde e buie..ma servono per la vita.. non si può temere ciò che porta vita, ciò che disseta.. ( solo dopo ho capito che era un riferimento  alle acque della Conoscenza).

I Magi
“I tre re pagani vennero chiamati Magi non perché fossero versati nelle arti magiche, ma per la loro grande competenza nella disciplina dell’astrologia. Erano detti magi dai Persiani coloro che gli Ebrei chiamavano scribi, i Greci filosofi e i latini savi” —Ludolfo di Sassonia (m. 1378), Vita Christi.

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I Magi hanno tre cavalli di diverso colore: essi vengono dall’ oriente e seguono la direzione del sole perciò un cavallo bianco come alba, l’ altro rosso come il tramonto e l’ altro nero come la notte. Ma se guardiamo bene questi sono i colori della Triplice Dea. Secondo la tradizione, Melchiorre reca incenso e proverrebbe dall’Asia. Gaspare l’oro, e rappresenta l’Europa; Baldassarre è il mago d’ Africa, naturalmente di colore scuro, recante la mirra. Spirito, Sole e Luna.
Tra le varie simbologie date al bue e all’ asinello c’ è quella secondo cui il bue dalle corna lunate è associato alla sacralità della Luna, principio femminile per eccellenza, mentre all’asino, sacro ad Apollo ed all’oracolo di Delfi gli attributi del principio maschile.
Per finire si mettevano tanti poveri, suonatori, mendicanti… sono le anime, coloro che cercano la strada…

Io non so se questi racconti fossero tradizione o chi li avesse a Lui trasmessi.. alcuni sono,per me, ricordi di infanzia, altri li ho letti o sentiti dire da varie fonti, specie verbali. Molti personaggi sono diversi da luogo a luogo, da tradizione a tradizione, da famiglia a famiglia… è la magia del Solstizio d’ Inverno, della Ruota dell’ Anno, del ripetersi degli Antichi Usi….

 

Strega Fata Degli Incanti – B. C.©

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