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Solstizio d’Inverno

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Fin dai tempi antichi  i momenti in cui il sole scandisce le stagioni, sono stati vissuti con sacralità. Il Solstizio d’Inverno segna l’ attimo in cui il Sole , nel suo apparente moto nelle costellazioni zodiacali, giunge la posizione posta più a Sud dell’ equatore celeste ( linea di proiezione dell’ equatore terrestre). Da qui inizia poi la sua lenta risalita… Per questo si usa accendere piccole candele, esili fiammelle in questi giorni di festa. Sono indice del ritorno alla luce dopo le tenebre della notte più lunga dell’ anno.

Astronomicamente il fenomeno dipende dall’inclinazione dell’asse di rotazione terrestre rispetto al percorso apparente che il Sole compie annualmente rispetto allo sfondo della sfera celeste. Ogni anno il Solstizio slitta di circa sei ore, periodo che viene recuperato ogni 4 anni con l’ aggiunta del 29 febbraio (anno bisestile),

Questo Yule vedrà il suo compiersi alle 1o,44 del 21 dicembre. Avrà luogo la congiunzione tra Luna e Giove tra le stelle della Vergine. La bellezza di molti luoghi del passato, calendari creati con pietre e giochi di luci e ombre segnavano questo e altri  passaggi di stagione.

Un monumento moderno, che ricalca gli antichi luoghi di osservazione astronomica si trova  a Taino. Autentica opera d’ arte di Già Pomodoro, permette di “vivere” all’ interno di un parco cittadino, lo scandire del tempo, accompagnati dalla luce solare e dalle ombre del crepuscolo… http://giardinodifata.altervista.org/luogo-dei-quattro-punti-cardinali/

Strega Fata Degli Incanti B.C. ©

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Le Nebbie Del Monte Sordo

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Le Nebbie Del Monte Sordo…

Una leggenda racconta di un cavaliere che ogni giorno passava sulla via antica che da Sesto Calende portava a Somma. I luoghi del circondario erano sua giurisdizione nel riscuotere le tasse, nel governare le leggi, nel porre controllo ai territori secondo disposizione del Nobile Signore di queste terre.

Nell’ osservanza dei suoi compiti si trovò a visitare il maniero del Monte Sordo. Era un pomeriggio di freddo inverno. La neve aveva reso una distesa bianca il paesaggio. Il cavallo nero e imponente lasciava impronte ben distinte che segnavano il passaggio. Quelle e null’ altro spezzavano il biancore intenso del gelo. A un tratto, sulla distesa, piccole orme di passi gentili. Come se una fata avesse segnato il suo cammino. Il cavaliere sorrise… erano passi di fanciulla, ma al bosco e all’ imbrunire era cosa insolita… Decise di seguirli. I cavalieri si sa, sono uomini e la fantasia vola. Si domandava se mai fosse bella colei che aveva lasciato traccia di sé… se avesse lunghi capelli e occhi azzurri… se fosse dama o contadina.” Illuso” si diceva, sarà la solita anziana atta a veder se sotto la neve vi erano ghiande, o di ritorno dal paese dove si era recata a chieder elemosina. Intuizione o speranza continuava il suo andare… aveva sentito vociferare di una giovane tanto bella, dagli occhi color del lago e dai capelli d’ ebano, semplice ma incantevole… ma di fole giù in paese tante se ne raccontavano per passar il tempo e colorare le serate attorno ai camini.

Giunto al bivio che portava al maniero una figura aggraziata. Avvolta in uno scialle grigio e consunto, una fanciulla raccoglieva fascine e piccoli pezzi di legno… la neve pesante aveva fatto peso e i rami più fragili si erano spezzati. Un tuffo la cuore.. dunque esisteva. Uguale alla descrizione, bella come un sogno… solo gli occhi erano diversi. Avevano un intenso verde, come i campi di primavera, umidi di rugiada e brillanti sotto il sole. Fu un balzo e giunto a lei offrì il suo aiuto e mai mancò di andare a trovarla ogni giorno. Il Natale si avvicinava e l’ uomo le fece preparare un mantello di lana. Candido come la neve che segnò il loro incontro, caldo come la passione del suo amore. I due giovani erano innamorati e nulla valeva la differenza di ceto e di titolo. L’ amore puro tale rimane oltre ogni stato. Al ritorno al castello, in quella vigilia del natale dell’ anno 1000 una banda di briganti ebbero ad assalirlo. Il sacchetto appeso alla cinta era un goloso bottino e per quelle monete d’ oro e d’ argento, fu preso a sorpresa da 7 uomini,  ebbe l’ ardire di difendersi fino a essere colpito a morte. Da allora si narra, che, inconsolabile la fanciulla torna, ammantata di bianco a cercare il suo cavaliere. Per non vedere la sua anima soffrire gli Dei la trasformarono in fata dei campi. Ancora adesso una nebbia leggera racconta di un’ amore mai vissuto di mille e più anni fa a all’ imbrunire invernale, tra le tinte del crepuscolo porta il dono dell’ amore e della bellezza a chi  la incontra.

Strega Fata Degli Incanti – B.C.©

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Strenne Magiche

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Strenne Magiche

Il grande bosco aveva salutato l’arrivo dell’ Inverno. Le grandi mura che cingevano Roma erano state completate. I grandi alberi del bosco erano adesso coperti di neve. Faceva freddo e solo abeti e alloro regalavano i loro colori e profumi. La resina si faceva sentire rendendo l’aria intensa e balsamica. Quell’ aria resa pura dall’ ultima nevicata. Il bosco era pullulante di vita nonostante il gelo. Il popolo aveva raccolto quei rami di sempreverde, dono degli Dei, e li aveva ornati di spezie e frutta in segno di riconoscenza per colui che aveva fatto costruire i muri di difesa e confine.

Da allora ogni anno in ricordo di Strenia, la Dea a cui il bosco Sacro era dedicato, rami di pino, alloro e abete divennero tradizionale dono per chi si voleva bene. La Dea era simbolo di salute e fortuna ed era questo l’augurio che si voleva far giungere alle persone care.melo1

Un ramo fatato si può preparare ancora oggi per coloro che si ama.

Occorrono rami di sempreverde, spezie e decori.

Se si vuole creare un ramo di fortuna e protezione occorrerà preparare qualche giorno prima alcune fette di arancia e mandarini disseccate. Col tempo la polpa del frutto andrà a sparire e rimarrà solo la parte bianca che darà l’ effetto di una piccola ragnatela. Ebbene in quella piccola tela andranno a depositarsi tutti i pensieri negativi, le energie contrastanti e confuse. Piccole ghiande, di solito 3, magari dorate, saranno propizie al benessere.  Si aggiungeranno sfere sfavillanti rosse, blu e verdi. Vi sono in commercio palline in polistirolo da decorare o in vetro e plastica da aprire. Al loro interno si potranno racchiudere desideri e auguri assieme a glitter e simboli personalizzati. Un ultimo tocco verrà dato da un filo di essenza in sintonia col pensiero o augurio. Ancora più personale se si sceglierà il profumo in armonia al segno zodiacale del consultante.

Per la bellezza… alle fette di arancio si uniscono fettine di mela. Se si apre una mela in orizzontale si noterà che all’ interno il torsolo e i semi formeranno la figura di un pentacolo. Le sfere si orienteranno sui toni del verde e del rosa. Una piccola bottiglietta legata con un nastro rosso conterrà un profumo misterioso e affascinante. I fiori per questa composizione non sono tipicamente invernali ma racchiudono magici poteri… calendula e rosa.

Si può completare il dono con una confezione di te all’ Ibisco reperibile in qualsiasi erboristeria.

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Per l’ amicizia: fiori di lavanda, caprifoglio e violetta posti all’ interno delle sfere. Piccoli simboli in legno e una scatoletta dei ricordi. La scatoletta dei ricordi è un piccolo contenitore di legno dove tramite tecniche a nostra scelta vengono riportati simboli e disegni in armonia con noi… Segno zodiacale o planetario, date, frasi o semplicemente immagini magari in decoupage. All’interno si ripongono i piccoli ricordi d’ amore o d’amicizia che uniscono due persone e i pensieri che vogliamo rivolgere ad essi.

La fantasia farò da guida nella creazione delle strenne. Zenzero, cannella, pietre semipreziose o forate per l’ abbondanza e il benessere materiale.

Profumi magici per ogni segno:

Ariete= Lavanda. Anche se sembra un profumo mite ha in sé la gran forza di allontanare le negatività, inoltre smorza il carattere spesso troppo focoso degli Ariete riportando armonia e complicità.

Toro= Rosa, che eleva e stacca dalla materialità. Inoltre è ben gradito a Venere che in questo segno ha il suo domicilio.

Gemelli= Origano, per riequilibrare e dirigere le energie.

Cancro= Lillà. Per regolarizzare il sintonizzarsi con le vibrazioni degli influssi lunari.

Leone= Incenso il cui potere crea un legame con le alte sfere e favorisce la Conoscenza,

Vergine= Giacinto, per dare quel tocco di sensualità e vitalità ai seriosi e precisi nativi del segno.

Bilancia= Verbena dai poteri magici che si estendono dall’ amore alla protezione.

Scorpione= Erica. Il profumo delle fate che addolcisce il carattere.

Sagittario= Violetta che esalta i pregi del segno.

Capricorno= Caprifoglio che armonizza e addolcisce il carattere.

Acquario= Felce, che accompagna il fato nella sua evoluzione.

Pesci= Glicine… in perfetta armonia con il segno porta positività.

Profumo magico per il fascino:

Il primo lunedì dopo la Luna Nuova cogliere una foglia di fico , farla seccare e sbriciolarla. 

Aggiungervi olio di rosa,muschio e verbena ( 3 gocce di ognuno).

Porre un pizzico fine della polvere di foglia di fico assieme alle essenze di cui sopra e unire un pò d’ alccol dolce. 

Macchia gli abiti per cui è utile porne qualche goccia su un pò di cotone da mettere in un sacchettino rosso.

Conservare la polvere della foglia di fico accanto a un immagine della Dea Venere o vicino a una propria foto.

Questo profumo agisce sulle vibrazioni non sulla qualità olfattiva.

 Strega Fata Degli Incanti- B.C.

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Il cielo del Solstizio… perchè si è così tesi in questo periodo..

solstiIl cielo del Solstizio… perchè si è così tesi in questo periodo..

Il Solstizio ha coinciso con la Luna Piena, fenomeno raro che si ripete a distanza di anni.

Marte era retrogrado, in ottava casa e in Scorpione. Poche ore prima, alle 13.04 la Luna era diventata Piena, in’ opposizione al Sole in Gemelli. Il Potere Femmineo era alla massima espansione e la prima casa in Bilancia. La Bilancia segna l’ Ovest e Mabon, l’ Equinozio autunnale.

Dopo poche ore il Solstizio, massimo Potere Maschile, alle 00.43 del 21 giugno, ed ecco che la prima casa si colloca in Ariete, l’ Est e l’ Equinozio di Primavera.

Una Luna in cuspide tra Sagittario e Capricorno, il Segno di Yule, il Nord e il Solstizio d’ Inverno.

Un mix potente se si calcola la presenza di Chirone nel mistico Pesci assieme a Nettuno opposto al nodo e in sestile con un potente Plutone in Capricorno.

L’ energia che si è attivata è stato un confronto di Noi Stessi con un tuffo nel passato. Situazioni nascoste e sentimenti di rabbia, dolore e grandi domande che riemergono.

Tutto ciò che sembrava seppellito torna a vedere la Luce… momento di svolta e massima evoluzione.

Ora Marte ha però calmato i suoi bollori e con la Luna in Cancro e la Prima Casa nuovamente in Bilancia riprende gli stessi meccanismi energetici attivati alla Luna Piena del Solstizio.

E’ il momento di procedere… come usare queste energie è compito di ognuno.. la rabbia è potere e va elaborata. Tra il scegliere una calma eccessiva, quasi una sorta di buonismo o rimanere nella rabbia. Sono gli stessi Luminari che ci suggeriscono : il Potere femminile e quello maschile si alternano, si fondono. Saper agire nel giusto… individuare quando porgere una carezza e quando tirare fuori le unghie, o ancora quando sfoderare una buona dose di diplomazia. E questo vale sia per quanto riguarda i rapporti col mondo esterno che quelli con il mondo interiore. Siamo a una svolta : prendere o lasciare. Sarà raro vedere che chi urla giungerà alla metà, l’ effetto vincente è quello di un suono deciso, come una bomba che cade sul velluto… un’ esplosione che sembra accarezzare ma colpisce. Sapere finalmente dove mettere i piedi e essere saldi sul Cammino. Decisione dopo la grande confusione. Non si giungerà alla meta in un giorno ma il processo non mancherà di portare (ad alcuni) i suoi frutti…

Strega Fata Degli Incanti- Briante Cesarina ©

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La Favola Della Giubiana Nel Vigano

IMG0117BMi ricordo di una sera particolare.. era inverno, un inverno che non aveva risparmiato qualche giornata di sole.. così il cielo, al crepuscolo, si era tinto un color zaffiro intenso.. sembrava che una di quelle notti di Oriente, quando i palazzi si illuminavano delle luci soffuse delle lampade e l’ oro delle decorazioni alle finestre spiccava luminoso sui palazzi dei grandi signori dell’ Antica Persia.. ma la realtà era più spiccia.. i colori del cielo contrastavano con i boschi che si tingevano del nero della notte, creando un contrasto simile ad un ricamo.. e nei pensieri di una bambina si accendeva l’ immaginazione del volo incantato di personaggi che popolano il mondo della leggenda.
La stufa, un antica stufa contadina, stufaposta vicino al grande camino ormai in disuso scaldava, forse troppo, ma creava l’ ambiente ideale per favole e sogni…
Il mese di Gennaio è pieno di tradizioni antiche e dopo l’ Epifania c’ era lo spazio per altri usi legati alla Ruota Del Tempo…
Racconti che scaldavano il cuore e la mente, in un inverno che poco lasciava tempo ai giochi all’ aperto.
Uno di questi era legato alla Giobia. Era tradizione a casa mia mangiare cotechino e lenticchie all’ ultimo Giovedì del mese.
Si diceva che così, in estate, i moschini non avrebbero disturbato la proprietà e i suoi abitanti… il cotechino è legato, probabilmente, agli antichi riti della macellazione del maiale che avveniva nella stagione fredda, nel momento

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Luna nel Bosco

della neve. Possibilmente in Luna Calante, perchè la carne avrebbe avuto modo di subire meno contaminazioni o in Luna Nuova se si voleva un maggior rendimento delle carni o del lardo. Questa antica attività, era importantissima nella vita contadina di un tempo. Le lenticchie (sostituite dai bruscitt in alcune occasioni) rappresentavano il fastidio dei moscerini che va a allontanarsi , lasciando posto al benessere.
Ma vi è anche un altro piatto tipico che si usava cucinare.. il risotto con la salsiccia..

Il luogo dei ricordi

Un tempo il bosco del Vigano era come una grande foresta.. chi abitava nei pressi del Monte Sordo poteva sentirne i suoni e gli ululati.. a volte era il vento, che tra gli alberi soffiava e che lo faceva sembrare il verso del lupo.. anche se al Vigano i lupi c’ erano davvero…
Le piccole finestre avevano inferriate e dimensioni modeste.. spesso erano assi o tende a chiuderle, nelle case contadine. Se si guardava dalle fessure si vedevano in lontananza i lumicini delle cascine poste oltre i campi.
yule2015La neve rendeva tutto candido e la foresta era buia e fredda. Anche di giorno era terreno difficile.. chi aveva i boschi per la legna ne aveva già fatto scorta in stagione migliore.
I miei nonni abitavano in una grande cascina che il tempo ha reso una casa confortevole. E avevano aspettato il freddo dell’ inverno per sposarsi. La nonna abitava in zona Belvedere e il nonno in Piazza al Pozzo, vicino a dove era ubicato il Pozzo dei Valgella.
Nell’ ampio terreno poco distante al Monte Sordo avevano costruito la casa, mio nonno era muratore e la nonna aveva partecipato ai lavori. Così giorno per giorno la cascina crebbe e da lì iniziò la loro vita matrimoniale.
Ed è nella loro casa che vivevo il sogno delle fiabe…
Certamente quando loro la costruirono le grate e le finestre , le porte e il grande camino avevano un aspetto più ricercato,ma la mia zia mi raccontava degli anni passati, delle generazioni precedenti , quando appunto il Vigano era una grande Sacra foresta…

La Favola così come me l’ hanno raccontata

L’ ultimo Giovedì del mese, la foresta del Vigano era tutta una agitazione.. soffiava il vento ma vento non era.. strani rumori ricordavano il verso dei gatti in amore, ma gatti non erano .. era infatti la vecchia Strega che girava per il bosco, magra, solitaria e con lunghe giobiacalze rosse…
Aveva il brutto vizio di mangiare i bambini… si infilava nel primo comignolo che trovava e se il bambino era bello paffuto se lo mangiava. Le mamme accendevano il fuoco per impedirgli l’ ingresso.. ma chi era povero e non aveva vetri temeva potesse infilarsi per la finestra.. magari trasformandosi in qualche animaletto…
Nel paese vi era un bambino che era una meraviglia, bello, rotondo e roseo. I genitori erano stati graziati dal cielo e onoravano le divinità che li avevano ricompensati. Grano, riso, legumi e frutta, carni sotto sale e formaggi erano in dispensa. Ma la paura della Giobia era molta.. allora la madre ebbe un idea.. prese un sacco del riso della dispensa. Un cugino dal Piemonte gliene aveva fornito molto in quell’ anno benedetto, e cominciò a cucinarlo con la salsiccia lunga appesa in cantina. fata“Perchè cucini tutto questo?” domandavano marito e vicini..” chi deve essere ospite?” Ma lei non rispondeva e rigirava l’ enorme pentolone che era una delizia di profumo…
Tutti dormivano in attesa di capire il perchè di tanta prelibatezza.. allora lei lo pose sulla finestra…
Giunta la Giubiana ne fu attirata.. “che bontà.. anni che nessuno mi prepara una cosa così prelibata.. ma che buono,.. c ‘ è anche il vinello.. buono ..buono .. prima questo poi il pupetto…” ma giunse il cuocaSole… piena come un uovo dovette scappar nella foresta e il bimbo fu salvo..
Da allora risotto e salsiccia è il piatto tipico di questa ricorrenza..

La Giubiana non è però brutta.. Essa racchiude in Sè tutti i nostri dolori, debolezze e miserie, fisiche e morali.. è la Dea giovane donna, che porta su di Sè ogni colpa, come le Antiche Sagge donne, che l’ intelligenza e la Conoscenza rendeva luminose, ma nel buio dei tempi venivano dipinte sgraziate e crudeli… le leggende si mescolano ai bisogni dell’ uomo e la mente ritrae i significati secondo stereotipi .. così il cattivo diventa brutto e ciò che non si conosce temuto… La Giubiana viene anche collegata all’ immagine della Diana al Castello che la mano di Falconi creò, opera d’ arte, per volere dei Visconti, e che ancora si può ammirare imponente nel parco del castello. La bellissima Dea, sorella di Lucifero, che governava il IMG0091Amondo della foresta e della caccia.. Colei che nel periodo del gelo, dopo aver benedetto i campi accetta lo scorrere del Tempo e arde, assieme alle miserie dell’ uomo per lasciare posto a nuova Luce…

Strega Fata Degli Incanti- B.C.©

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Re Magi – Magia e Fede

Oggi è una giornata magica.. l’ Epifania significa manifestazione.. Manifestazione del Divino, degli Dei che nell’ ambito del culto Cristiano è diventata la manifestazione del Figlio di Dio fatto uomo. Adorato dai Magi, definiti Re, sia per il loro essere benestanti, che per la loro cultura. Probabilmente erano Persiani, e astronomi/astrologi. Nello studiare il cielo ebbero a vederne segni che indicavano un tempo in cui qualcosa di importante si stava realizzando. Di Essi nomagin si sa quasi nulla.. sono forse una simbologia dell’ epoca, a indicare l’ arrendersi di chi seguiva la via della Conoscenza, gli Dei e della magia, alla nascita del Messia,alla parola portata dai Vangeli di Cristo , preannunciata dalla Bibbia.
Il mistero che alleggia attorno a queste figure è proprio dovuto al fatto che non si sa interpretarne l’ origine, il credo e la storia. Con certezza neppure il numero e i nomi sono definiti.In realtà i maggiori storici li identificano come Zoroastriani, i quali seguono una religione enoteista, che vede il trionfo di un unica divinità, dove i concetti di bene e di male sono ben tenuti in considerazione, e legati alla meta finale del Paradiso e dell’ Inferno. Solo alla sconfitta del male, le anime saranno riscattate e vivranno pure alla presenza della Divinità.
La storia dello Zoroastrismo è lunga, complessa e ricca di sfumature e non si è in possesso di molte testimonianze scritte , ma non si esclude una sorta di solidarietà con gli Ebrei nell’ aiutarli a ricostruire le loro case, i loro luoghi di culto. Da qui si può ritenere ovvia l’ Adorazione di questi Magi nei confronti del Messia.
Queste figure mistiche mettono in luce sognicome l’ oniromanzia (interpretazione dei sogni) e l’ astrologia siano state parte integrante nella cultura religiosa. Vero è che queste forme di divinazione erano sempre interpretate come un messaggio superiore.. non erano le stelle a guidare il destino dell’ uomo, ma l’ uomo che ne traeva messaggio, adeguandosi le stelle stesse al linguaggio del divino.
I Magi si possono quindi identificare nell’ immagine di personaggi che ben si identificano nel culto ebraico.
Queste notti erano dette dai pagani le 12 notti .. e la manifestazione avveniva in quasi tutte le culture politeiste, come il discendere degli Dei nella vita dell’ uomo.. attraverso la benedizione dei campi che si manifestavano attraverso i rituali di purificazione e fertilità. Questo era naturale negli antichi culti pagani.. ogni celebrazione era legata ai cicli naturali, che sono comuni a ogni befpopolo.. Stagione fredda, feconda,del raccolto della semina ecc… così la Dea si presenta con la sua veste da anziana.. è stanca, ha svolto il suo compito e si riposa alla fine del ciclo, ma prima porta i doni della fertilità, benedice i campi per i nuovi raccolti… e prende l’ immagine della strega vecchia, che porta doni materiali.
Il tempo trasforma le usanze, crea le leggende fondendo realtà e sogni, bisogni e desideri.. il popolo ha necessità di fede ma anche di aiuti materiali, che i tempi antichi e la povertà non riuscivano a dare.. allora la preghiera si unisce alla magia.. le parole di un santino, un episodio, un dipinto vengono recitati con fare dialettale, si modificano e nascono le segnature.. fede e magia dettate da parole tramandate, da segni che col tempo si caricano di energia.
Correva il 1630, la peste dilagava, e chi poteva si rifugiava in luoghi isolati. Presso il castello Sforzesco di Galliate molti ebbero a trovare riparo sfuggendo così al terribile morbo.. e davanti al quadro dei Re Magi trovarono protezione…
Una protezione che il popolo voleva chiamare su di Sè al ripetersi di ogni anno .. e al 5 Gennaio (così ebbero a raccontarmi), chi si recava davanti al dipinto con la candela in mano ne avrebbe avuto beneficio recitando una candlesorta di litania.
In alcune case si ripeteva la filastrocca davanti al presepe alla luce della candela benedetta..
Siamo in Tre
siam 3 Re…
Non la rivelo per intero  perchè i misteri del Tempo non vanno lanciati al vento..
Solo mi ricordo questa usanza, che poi ho ritrovato in varie versioni.. ma il mio è solo un blando ricordo riaffiorato in questi giorni di festa, quando nel mio muoversi per visitare i luoghi magici e le opere della natura sono andata a ripescare nei labirinti della memoria..

Strega Fata Degli Incanti- B.C.©

Fonti: Ricordi tramandati e raccolti anni addietro in via orale e alcuni spunti tratti da Wikipedia.

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Il Portale Che Apre Le Porte Alle Fate

IMG0093AE’ un attimo sospeso nel tempo, quando l’ imbrunire non è ancora crepuscolo , ma il giorno già declina, tingendo di mille sfumature il cielo e le acque. Ci sono posti visti e rivisti, a una manciata di minuti da casa, che rimangono nel cuore e che ogni volta si vedono con occhi nuovi. La Rocca di Angera è uno di questi… bellissima città , Angera,che costeggia il Lago e che fa “respirare” l’ atmosfera di un sogno fin de siecle…

Oltre alla spiaggia, il colore delle acque e la piacevole passeggiata c’ è il tocco magico regalato dai boschi e dall’ imponente Rocca.

Posta a sperone su una Roccia offre un panorama mozzafiato che permette di ammirare la distesa del Lago Maggiore e le Alpi.rocca

Una storia antica, di un Castello appartenuto dapprima ai Visconti e poi ai Borromeo. Da bambina era meta periodica visitare il castello.Nelle grandi sale mi sentivo immersa in un altra dimensione… una sensazione di salto nel tempo… come essere  in un altra epoca, a contatto con qualcosa di impalpabile e meraviglioso.. mi affascinavano le finestre che si accendevano della luce riflessa del Sole, che sembrava catturare una sorta di energia dal lago e dalla Natura circostante.

lago mag2A rendere più incantevole la magia del luogo erano i racconti di mio papà.. mi diceva di una  grotta che si trovava nei paraggi e che era dimora delle fate..  Come poi ebbi modo di sapere, la zona era anticamente dedicata al culto degli Dei.. basta visitare il Museo archeologico , per vedere i tesori rimasti di antichi culti dedicati  a Giove, Mercurio , Silvano.. Divinità Romane alle quali si può aggiungere la Dea Egiziana, colei che ha i nomi infiniti, la Dea Iside. Non si può non aggiungere il Culto a Mitra….  Il Dio Solare per eccellenza , che al Solstizio vede la nascita, ha dunque avuto lode in queste Terre, dove antichi popoli riconoscevano e onoravano la forza solare…

Mio papà mi faceva sognare quando mIMG0322Ai intratteneva con i racconti dei luoghi.. e della misteriosa grotta raccontava che risaliva  a tempi antichi, così antichi che anche una caverna  poteva essere un riparo per uomini e animali. Grandi cunicoli erano a volte scavati dalla natura, altri da uomini che ne facevano antri e passaggi segreti. E in quella che poi scoprii fosse chiamata la “Tana del Lupo” si trovava un passaggio, un portale che ogni secolo apre alla dimensione del mondo delle Fate… mi diceva che lì uomini e Dei si potevano incontrare, scelta degli Dei , chi onorare della Loro presenza.. forse il Mitra Solare o  Mercurio, che spesso era tramite tra le dimensioni degli uomini e quelle delle creature magiche e Divine, faceva da guida per condurre i pochi prescelti nel luogo incantato del piccolo popolo…

IMG0091AMa non era raro che una fata, elfo o elementale, si aggirasse nei boschi regalando un raggio di Luce, un suono melodioso o una carezza a chi, con amore e rispetto si addentrava come viandante sul Sentiero tra il verde.. alla ricerca di un tocco di magia, di un bagliore di Conoscenza.. Forse il segreto del portale è proprio questo.. trovare nell’ arte, nella storia e nella natura, la ricchezza interiore, la Luce della Saggezza raccolte attraverso il conoscere. L’ immergersi nella profondità di ciò che alberi, natura , acque suggeriscono all’anima… cogliere i sapori, i profumi e la bellezza rimasta impressa attraverso secoli di storia nelle pietre , nei dipinti, nelle opere, saper ascoltare la natura.. saper crescere attraverso Essa… 

Strega Fata Degli Incanti- B.C.©

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Epifania

IMG0309BUn tempo gli Dei avevano Templi maestosi, costruiti dagli uomini, i quali vi trovavano oracoli e risposte. A volte era la natura stessa che offriva luoghi adatti all’ adorazione. Grandi caverne, con passaggi e rocce che rendevano l’ ambiente unico.. nel cuore di quei luoghi, gli Dei e gli uomini si incontravano.. e lì avveniva l’ EPIFANIA.. la rivelazione, la manifestazione della Divinità..IMG0119C

Dunque gli Epifani erano gli Dei che si mostravano all’ uomo. Erano la rivelazione, attraverso oracoli o sogni delle grandi risposte.. dei dubbi, delle paure, che ogni epoca porta con sè…

Il 6 gennaio si chiudono le dodici notte dopo il Solstizio.. la Natura e la Dea Madre vedono un nuovo ciclo.. Le Signore delle 12 notti volano sui campi, li sfiorano, Spiriti bellissimi e sensuali, dispensatrici dei doni che rendono fertile la Terra. I semi vengono riaccesi alla vita, resi carichi di quell’ energia che permette il perpetuarsi dell’ esistenza…

Ogni luogo e cultura attribuivano il ruolo di prima Dea secondo proprio culto.. e poteva essere allora Abundia o Satia.. a impersonare la Divinità di abbondanza e sazietà che avrebbe reso ricchi i raccolti. Ma come la si vuol chiamare , era Diana, la Dea Lunare il personaggio di spicco… la Dea della vegetazione a guidare il magico corteo.

befgifA Essa andranno poi ad intrecciarsi tutte quelle figure, bellissime o meno, popolari e contadine, al centro delle feste di Gennaio.

Per le tradizioni germaniche sono Berta e Holda a rendere i campi fertili.. gli antichi cacciatori sapevano che potevano incontrare le divinità nei boschi.. Anime e animali, Divinità si trovavano e si rendevano manifesti agli umani, nel cuore della foresta…

Percha era la bianca Signora dell’inverno.. scendeva sui campi, nelle stalle, e il suo manifestarsi era quella nebbiabianca nuvola, sottile e ovattata, quella nebbiolina , bruma leggera che aleggia nei campi.. curiosa e generosa visitava le case… amante dell’ ordine e della pulizia  dispensava  doni e doti a chi la accoglieva in un ambiente armonico e aggraziato…

fireMadre natura si era manifestata, aveva dato tutto di Sè ed ora, come la Luna al fine del suo ciclo si spegneva.. vecchia stanca bruciava attraverso il suo trasformarsi in ramo.. ma le ceneri sono Sacre, palpitano di calore e vita.. prendono nuova Luce e come al Novilunio ecco un raggio d’ argento.. la vecchia è ora una tenera fanciulla, bella e vitale che si affaccia alla vita.. danza sui prati, canta, e lascia ai campi la sua energia rinnovata..

Ma il tempo passa e l’ Epifania diventa, col Cristianesimo la manifestazione del Dio agli uomini, attraverso Gesù che viene al mondo come un bambino…

E la Dea diventa una vecchina.. i doni portati dai Magi..

La magica storia dei Magi..

Ne conosciamo 3 ma quanti fossero rimane un mistero, nulla è dato sicuro di questi personaggi mistici, ma una cosa è certa.. erano impregnati della Magia della Saggezza..

I Re Magi sono sempre stati visti come personaggi misteriosi e magici associati alla figura del mago….Il vocabolo magio è derivazione dal greco ‘magoi’ cioè i membri di una casta sacerdotale persiana prima e babilonese poi, discepoli di Zoroastro, dediti allo studio dell’ astronomia e astrologia. Infatti seguirono la cometa, come tutti ben sappiamo,per adorare il Cristo, al quale portarono dei doni crismali. La stella dei Re Magi in realtà non è ben chiaro se fosse  una cometa o una sovrapposizione di satelliti, forse un posizione di Giove con Saturno nella cuspide pesci/ariete.
I nomi Gaspare, Melchiorre e Baldassarre non sono chiaramente
di origine persiana ma cambiano secondo le culture, comunque la tradizione afferma che
Melchiorre cioè Melech(re) sarebbe il più anziano avrebbe offerto oro a Gesù,
Baldassarre deriverebbe da Balthaza che era un mitico re babilonese dalla pelle scura che offrì mirra, resina aromatica e purificatrice simbolo dell’ immortalità(rientrava nella preparazioni degli unguenti funebri).
Gasparre, significa signore di Saba dalla parola greca Galgalath donò incenso simbolo della divinità.
Il Vangelo secondo Matteo è l’unica fonte cristiana canonica a descrivere l’episodio anche se non dice con esattezza il numero dei magi che sembrano riassumere simbolicamente la vita di Gesù. Essi rappresentano quindi passato, presente e futuro e a loro si attribuiva il potere di bloccare le forze della natura ,dell inconscio e di aver potere sugli spiriti. Marco Polo afferma di aver visitato le tombe dei Magi nella città di Saba a sud di Teheran, intorno al 1270: “In Persia è la città ch’è chiamata Saba, da la quale si partiro li tre re ch’andaro adorare Dio quando nacque. In quella città son soppeliti gli tre Magi in una bella sepoltura, e sonvi ancora tutti interi con barba e co’ capegli: l’uno ebbe nome Beltasar, l’altro Gaspar, lo terzo Melquior. (Il Milione, cap. 30). Ma è ora nella cattedrale della città tedesca di Colonia che è conservata l’arca d’ argento che conterrebbe, secondo la tradizione, le reliquie dei Magi.(notizie tratte da wikipedia).
Nella notte magica tra il 5 e il 6 gennaio dunque il tempo rimane sospeso..le usanze legate ad essa sono diverse, oltre alla tradizionale calza per i bimbi… l’ uso di erbe sulla porta di casa per fermare gli spiriti vacanti ( i magi avevano su di loro potere) e di nuovo, il richiamo al potere purificatore del fuoco fin dal tempo dei Celti, i quali accendevano dei falò per entrare nelle grazie della divinità relativa e bruciavano un fantoccio rappresentante il passato.
Usanza ancor oggi in voga poichè il fuoco è simbolo di speranza e fonte di divinazione attraverso le fiamme e le scintille.Il tutto accompagnato da formule propiziatorie e augurali.
Le credenze, le pratiche magiche e le superstizioni sono ben radicate in Russia tanto che molti scrittori come Puskin, Gogol, Tolstoj, Lermontov hanno inserito nelle loro opere riti e tradizioni popolari come ad esempio Tatiana del romanzo in versi di Puskin “Eugenio Onegin”, una fanciulla tipica della campagna russa legata alle credenze magiche e alla divinazione: essa colava la cera nell’ acqua per tranne presagi. 
Nelle serate tra il 5 e 6 gennaio le ragazze russe solitamente si riunivano per compiere rituali di magia il cui scopo era concludere il matrimonio, conoscere il volto o il nome del futuro marito.La ragazza usciva e chiedeva al primo che passava per la strada davanti a casa come si chiamava… quello era il nome del futuro marito.
In Germania si usa scrivere sulla porta delle frasi augurali coi nomi dei Magi e apposite cifre.
Noi possiamo prendere una rappresentazione della Dea giovane
e ardere su un braciere ginepro, cannella,mirra e incenso nonchè una piccola rappresentazione della vecchia Dea fatta magari da noi con le foglie di una pannocchia o rami di saggina.. oppure un simbolo dell epifania come una scopetta o un fantoccio a rappresentare il vecchio .
Mentre brucia si ringrazia per ciò che si ha avuto durante l’ anno chiedendo alla vecchia Dea Madre di riposarsi perchè possa rigenerarsi.Posare le ceneri sopra un vasetto di terra,sul quale saranno poi seminati i fiori destinati al nostro altare. Alla giovane Dea sull’ altare esprimere i nostri desideri e progetti.

Incenso dei 3 Re :

Si miscelano in un recipiente di porcellana  curcuma, incenso e mirra. Se si vuole rendere fluida la sostanza per spargerla attorno alla casa quale protezione, dopo circa un’ ora aggiungere acqua piovana e olio di oliva.
Si mescola a lungo e si lascia riposare.
Si travasa in un vasetto e quando la si vuole utilizzare , dinamizzarla agitando il flacone . Se si vuole ottenere un incenso particolare da bruciare nel turibolo si possono pestare nel mortaio  foglie di alloro (3), incenso e mirra.. 
per chiedere saggezza, conoscenza, ma anche il desiderio di offrire un dono alla Divinità.

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Panperduto

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Il fiume racchiude misteri regalati dal tempo … non tutto è stato tramandato e molte leggende che sono cadute nell’ oblio solo il fiume le cela, nella memoria delle sue acque…

Ma ci sono frammenti di storia che non sono andati perduti.. la mano e l’ opera dell’ uomo si sono unite alle forze della Natura per migliorare la qualità della vita e regalare qualcosa la cui bellezza non può non suscitare emozioni…

Uno di questi è la Diga del Panperduto. Il nome ha visto le origini dai tanti tentativi di usufruire le acque per irrigare i campi fino al Milanese.. tentativi costosi, il cui salario degli operai veniva speso inutilmente e la paga era paragonata al pane.. un pane che veniva quindi perduto…era cioè a fondo perso..

Il passaggio fluviale permetteva il trasporto delle merci. In epoche dove le comunicazioni e gli scambi richiedevano lunghi tempi, i passaggi sulle acque erano risorse.. . Un’ idea dello studioso Carlo Cattaneo, permise di velocizzare i trasporti. E nacque l’ ipposidra, che univa il traino delle barche su terraferma, utilizzando carri trainati da cavalli, con la navigazione sul fiume…
Così il Grande Naviglio si collegava a Sesto Calende.. ma con la costruzione della ferrovia Milano- Sesto Calende l’ ipposidra cadde nel dimenticatoio, lasciando poche tracce dietro di Sè..

Ma l’ opera che oggi cattura interesse e ancora affascina è la costruzione delle Dighe che furono ideate attorno alla metà del XIX secolo dagli ingegneri Meraviglia e Villoresi. L’ opera importante e grandiosa aveva lo scopo di portare le acque di irrigazione alle terre poste a Ovest di Milano L’ alto costo e la mancanza di sostegno da parte di alcuni proprietari terrieri fece più volte slittare il progetto tanto che L’ing. Meraviglia si ritirò da esso e il Villoresi non ebbe a vederne la realizzazione avvenuta dopo la sua morte.

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La grande costruzione, sospesa sulle acque illumina il fiume,trasformando il luogo in un angolo da fiaba. I colori della brughiera si riflettono nelle acque, e ospitano animali che ben si integrano con questo quadro armonioso. Così cigni, gabbiani,cinghiali , nutrie  e qualche capriolo, fanno rivivere le epoche antiche. Quando i grandi signori tenevano battute di caccia. Tempi in cui le fatiche e i sacrifici facevano grande il nostro paese, dove i colti si prodigavano a gettare le basi del progresso…
Anche una diga sembrava essere un ‘opera d’ arte, che si è mantenuta, e che ora rivive in tutto il suo splendore grazie all’ opera di chi applica le proprie risorse per far conoscere e rivivere un angolo di storia.

Il Museo e l’ Ostello…

Nasce così un Ostello sulla riva del fiume, dedicato a chi, vuole conoscere, le ricchezze delle nostre origini… un antica locanda posta in prossimità del museo delle acque.. alla natura si fonde la creatività, quella genuina, eppur per questo forte e concreta, di chi crea oltre che con la mente,col cuore. Per trasmettere alle nuove generazioni un frammento del passato, la scintilla creativa della voglia di fare, di ideare, di essere parte integrante della società mettendo a disposizione una parte di Sè…

“Quellidelsessantre”….

Si crea così l’ ambiente ideale per ospitare, seppur per poche ore un angolo magico dedicato al Natale… persone che amano la vita, amano l’ arte hanno ricostruito, mettendo tempo e pensiero, la propria opera per regalare, a chi ama coglierne la ricchezza, la bellezza e il fascino della favola del Natale.. ed ecco elfi, prestigiatori e operatori, accogliere e intrattenere le famiglie per uno spettacolo unico, come uniche sono le loro rappresentazioni… e il Panperduto rivive di nuova luce.. ma non è solo la costruzione materiale in sè a rivivere, ma anche un pezzo di storia e di anima dei nostri avi. Finchè ci saranno cuori e menti a tenere luce a questi angoli della nostra storia continueranno a vivere le tradizioni e una parte di coloro che ci hanno preceduto.. ed è dal passato che nasce la speranza per le nuove generazioni.

Strega Fata Degli Incanti- B.C.©

Un ringraziamento a “Quellidelsessantatre”, all’ Amministrazione Comunale di Somma Lombardo, Maddalena forever, l’Oratorio San Giovanni Bosco e tutti gli abitanti di Maddalena,protezione civile e vigili urbani e a tutti coloro, Privati ed Enti che si sono prodigati per far rifiorire questo angolo del nostro territorio e della nostra storia.

 

Fonti: Wikipedia per i dati storici.

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Energia di Yule

Animation6Quest’ anno vorrei parlare di Yule in modo un pò diverso.. non fermarmi sul rituale o il modo di festeggiarlo. Il web e i libri sono ricchi di notizie e idee, senza contare che le Antiche simbologie legate al significato sono ben note.

I simboli di Yule sono legati alle energie (oltre ad avere un alone magico e dipingere il tutto con i colori di una favola). Più mi addentro nel percorso e più mi viene a conferma che sono le energie insite in Noi ad attivare la magia. I simboli sono solo un tramite, dirigono la nostra mente a rammentarci come sia solo la nostra volontà, e il nostro potere mentale a creare l’ opera magica. Oltre a essere filo conduttore con le tradizioni e la magia degli Antichi.

Nel Percorso il Conoscere e il Credere è importante.

Ogni gesto o parola si carica dell’ energia di chi la attua. per esempio, se usiamo una candecollana tipo Rosario (tipico di molte religioni, oltre a quella Cristiana), il ripetere frasi o parole a ogni grano, lo carica dell’ Energia dell’ intento.

Così quando i nonni addobbavano l’ albero di Yule con 13 candele non lo facevano a caso… esse erano i 12 mesi dell’ anno con la candelina aggiunta a simboleggiare il rinnovamento, la rinascita. Nulla mancava , neppure la preghiera all’ accensione di 3 candele aggiunte a un candelabro con la preghiera per gli antenati. Le decorazioni erano spesso mele.. e sappiamo come la mela  contiene, con la forma dei suoi semi,un pentagramma.

Alcuni decorano arance.. appese con spezie e erbe.. talismani che rammentano il Sole e i profumi dell’ inverno.. richiamano l’ amore e il senso della famiglia. Yule non è solo la famiglia in senso stretto ma l’ unione del clan, della famiglia, di coloro che condividono i medesimi ideali.

Siano Essi vivi o defunti… così è naturale ricordare le nostre Sorelle e i nostri Fratelli, morti in tempi antichi e moderni condannati a causa del loro Cammino di Saggezza.

Ancora si vedevano biscotti ai gusti speciali.. zenzero. Lo zenzero ha un sapore deciso e particolare e ricorda le sere d’ inverno e i dolci tipici della stagione invernale. Ma ha anche la grande capacità di difenderci da influenze e raffreddamenti. E gli antichi univano il potere delle erbe alla bontà e alla dolcezza. senza contare che esso rappresenta amore ed energia.

Fili rossi e dorati completano il tutto…

L’ albero è così pronto.. illuminato un tempo da candele e ora da luci colorate ..le quali rappresentano il nostro potere…

yule2Si perchè l’ albero di natale è la rappresentazione dell’ albero della vita, quella vita che che si perpetua anche nel rigido inverno. Gli Antichi ritenevano Sacro l’ abete  perchè sopravviveva, anche senza il calore del sole, al sopraggiungere della stagione fredda.. sempre verde, ricco della linfa vitale. Simbolo dell’ essere umano.. con i suoi nadi  energetici, che illuminati dalla Consapevolezza si accendono della Scintilla Divina insita in Ognuno.

E’ il momento dell’ impegno, dell’ inizio e della rinascita.. rinascita del Dio che ci ricorda la vittoria della vita sulla morte.. il ciclo di morte-rinascita.. il trionfo della Conoscenza che si rinnova… l’ uomo ha innalzato le sue vibrazioni, si è evoluto e la sua mente, la sua anima si sono liberati dai retaggi, dagli schemi e da tutto ciò che è ignoranza.. è il trionfo dell’ Antica Saggezza…

Strega Fata Degli Incanti- B.C.©

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Luna Piena Fredda

neveLe notti di dicembre sono quelle più lunghe e fredde e la Luna sembrava ammantarsi di luce e di gelo. La Luna prima di Natale, quest’anno coincide con la festività del 25 dicembre.
Il Piccolo Popolo si manifesta con i passi leggeri delle fate della neve, della tempesta e delle mareggiate, delle Fate e degli Elfi degli alberi d’inverno.. Agrifoglio, abete, vischio, pino,sempreverdi e Quercia.
Ed è nei boschi di querce che gli antenati della mia terra onoravano gli Dei. In luoghi dove l’ acqua scorreva fino a ghiacciarsi nella fredda stagione, Marte, Mercurio e i Silvani venivano evocati per la ricchezza della terra e del bestiame.
E fu all’ ombra delle querce, secondo una leggenda, che una pastorella riebbe miracolosamente l’ uso della parola e dell’ udito. E il bosco delle querce ospitò un Santuario…
La Luna immensa , nei cieli ormai limpidi, illuminava il Castello la cui ombra disegnava, le torri e i decori sulla neve.. il tratto ghiacciato si accendeva del blu della notte e solo il vento freddo desiderdel Nord sembrava parlare..
Il Mondo delle Ombre chiama alla solitudine, al guardare l’ essenza delle cose. Il dolore si può riassumere nella discesa verso Noi Stessi.. a faccia a faccia coi propri limiti e dolori , che si impara a sacralizzare…
Ed era in queste notti di gelo che ognuno si chiudeva nella propria casa, nel tepore del sonno , si scendeva nella profondità dell’ Anima. Per rinascere, come rinasce il Sole a Yule.
Amavano, le Sagge Donne, la forza della quercia, che ne le stagioni, ne i venti e le tempeste, facevano inchinare… Esse resistevano, con profonde radici a ogni prova. La Conoscenza dei popoli raccoglievano e danzano alla Luna con le figlie della Dea…
Esse sono simbolo della vita che continua, della forza della natura, che raccoglie la Saggezza e le rende forti.

donna lucciola bosco luccioleLa Bianca Signora arriva.. il profumo intenso della Salvia e della resina
la inebbriano ed Essa danza
Sui Fili dei desideri
ricama con le sue carezze
ghiande e fronde della Grande Quercia
Le Moire tessono il destino del Tempo a venire
creano la trama
per la Rinascita
Si apre il Sentiero
la Terra spalanca le Porte del suo mondo
Hecate maestosa
Hecate messaggera
La tua lanterna Luce
le tue Chiavi svelano ogni segreto…

reLa lotta inizia Re Agrifoglio e Re Quercia sono forze uguali e contrapposte.. Re agrifoglio è l’ anziano, saggio, che si sacrifica a impersonare freddo e grigiore. Re Quercia è il movimento, la linfa che scorre, l’ impeto e il calore. E sembra, Re Agrifoglio trionfare a Yule, con la notte così lunga da sembrare infinita… Ore di battaglia.. fino al sorgere del Sole che segnano vittoria per Re Quercia… E’ l’ equilibrio che regola la Ruota dell’ Anno. Il Re ha vinto e continua il suo trionfo fino a Litha, ma nel Cammino incontrerà l’ amore della Dea e a Beltane, il suo grido sarà di passione per la nuova vita che va a germogliare…

E danzavano e cantavano gli Antichiviola al sorgere del Sole
Onoravano la ricchezza
delle stagioni e dei Loro frutti
Ornavano i rami di doni
brillanti di ghiaccio
illuminati dalla Luna
si accendevano i colori
a ricordare la maestosità delle stagioni.

 

Strega Fata Degli Incanti- B.C.©

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L’ Albero Fatato

Il mio albero di Yule

E’ tradizione, per la Diocesi di Milano, preparare il presepe e l’ albero per Sant’ Ambrogio. La data è più o meno questa per ogni luogo, varia di qualche giorno in quelle zone d’ Italia dove si seguono tradizioni legate a San Nicola (6 Dicembre) o Santa Lucia (13 Dicembre).
L’ immagine dell’ abete  decorato è legata a quello dell’ albero della vita presente in varie culture. Nastri, oggetti , fiocchi di neve, erano accostati a candeline che rappresentavano le anime dei defunti.
In altre tradizioni erano i simboli cosmici portatori di vita a essere rappresentati sull’ albero.. Sole , Luna , Stelle e luci. L’ abete è un albero particolarmente caro a Odino, Divinità germanica potente.
Già i Celti amavano decorare alberi e non da meno erano i Romani che abbellivano le loro abitazioni con ciuffi di sempreverde durante le calende di Gennaio. Col Cristianesimo l’ albero assunse un significato diverso associandolo al Cristo fonte di vita. Inizialmente, ne fu vietato l’ allestimento , ma poi i ciuffi di abete furono sostituiti dall’ agrifoglio in ricordo della Corona di spine e delle gocce del sangue di Gesù.anisnointrees
Ma quella che voglio oggi raccontare è una storia antica, raccontata da bocca in bocca, da nonna a nonna, nelle notti fredde. Quando la neve impediva i giochi all’aperto dei bimbi e le donne uscivano solo per andare al forno del pane. I profumi delle bucce d’ arancio e delle pigne coprivano l’ odore acre e penetrante della legna e del carbone… Spesso era la stalla il luogo di ritrovo .. si pregava , cuciva, cantava e i giovani si innamoravano… i bambini si addormentavano nei pagliericci mentre le nonne raccontavano le favole…

fatae follettiTanti anni fa, quando ancora i lupi frequentavano il Vigano e la neve cadeva copiosa, anno dopo anno , allo scadere dell’ inverno, vi era in questo paese una famiglia povera. Il padre era partito mesi prima per una battaglia, chiamato alle armi dai Signori del luogo, per difendere il territorio, Non ebbe a fare ritorno.
Un Natale certamente triste e povero per quella famiglia. L’ unico uomo di casa, l’ anziano nonno. I suoi passi erano stanchi, e la legna era ormai, per lui faticosa da tagliare. raccoglieva perciò vecchi rami e pigne, per scaldare e cucinare.
La leggenda raccontava che le piccole libellule dalle ali elfa-natalesgargianti che è facile trovare presso le rive dello Strona, erano in realtà fate e folletti. Si trasformavano alla prima neve, nel loro originale essere. Le libellule verdi erano folletti, le blu fatine. raccoglievano i desideri dei bambini per portarli alla Giobbia, una Dea che abitava la foresta, e che visitava le case portando doni. Dovete sapere che i folletti sono attratti dall’ odore delle resine del pino e che a ogni Natale i bambini preparavano miele e latte davanti all’ uscio per dar loro il benvenuto.
Quell’ anno, tutto il profumo di quelle pigne, bruciate dal nonno , in quella povera famiglia fece arrivare molte fate e folletti, che trovarono nella casa tanta miseria e freddo. ma anche una scodellina con latte e miele per loro.. il più piccolo dei fratellini aveva rinunciato alla colazione per non lasciar senza il piccolo popolo.
Inteneriti da ciò fate e folletti, cominciarono a cercare se i animated-santa-claus-image-0043bambini avessero scritto la loro letterina dei desideri. Ma non vi era nulla su cui scrivere.. nè stoffa nè pergamena. I desideri erano scritti su grosse foglie, che l’ autunno aveva tinto di rosso, e che erano l’ unico materiale sul quale imprimere i desideri con un pezzo di carbone di legna che fungeva ma matita. Erano disegni, i bambini non sapevano scrivere. ma si sa.. i bambini sono vicini al cielo più di ogni altro e le creature divine ne leggono i cuori.
Le fate e i folletti si misero all’ opera.. chi portava vicino al camino ceppi di legna, chi tesseva con fili di fieno stoffe pregiate (la loro magia trasformava tutto). Ogni desiderio era esaudito.. un vestito nuovo, un giocattolo, un omino di pane e uvetta… a ogni desiderio il grosso ramo del nonno vedeva accendersi una candelina e adornarsi delle foglie rosse che brillavano dell’ oro e argento del piccolo popolo…. un albero meraviglioso e fatato …casa gift
Quale sorpresa, al risveglio, per i piccini, la mamma e i nonni… tutto luminoso caldo e prezioso… ognuno aveva la sua candelina e il suo dono.. tutte tranne quello del fratellino più piccolo.. per lui la candelina non si accendeva.. ogni candelina rappresentava qualcuno volato lassù.. la nonna, il nonno , gli zii… ma quella non c’ era modo di accenderla… il bimbo non era per nulla triste aveva capito e corse alla finestra.. certo non poteva accendersi.. aveva chiesto il ritorno del padre.. la sua anima non era volata in cielo e la candelina non poteva ardere.. il cigolio del carro, fuori tra le intemperie vide scendere un uomo, dalla barba incolta e il passo deciso… l’ ultimo desiderio si era  Attesaavverato e un soave tintinnio fu il saluto del piccolo popolo in segno di gratitudine per il bambino tanto generoso… era il 21 Dicembre…
Da allora , l’ albero di Yule, si veste di biglietti rossi con i desideri di ognuno , che le fate e i folletti portano al cielo.. il tempo li ha trasformati in biglie, fiocchi e luci.. ma non dimentichiamo mai di mettere due  piccole libellule vicino al nostro albero e un piccolo dono in ricordo delle creature dei nostri boschi.

 

Strega Fata Degli Incanti- B.C.©

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