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L’ Uovo Magico di Ostara

L’ Uovo Magico di Ostara

L’ Uovo Magico di Ostara..

uiva1Il grande camino stava al centro della cucina.. mai spento completamente, neppure d’ estate.. il cuore della casa dove si cucinava, fatto bollire il bucato e magicato aveva sempre un mucchietto di cenere simbolo della ricchezza del casato, sia  Esso  Nobile o di Contadini.

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Tra la cenere la vecchia strega teneva l’ uovo… un uovo ormai svuotato pronto ad “assorbire”l’ energia della cenere e della famiglia.

Nella magia popolare le uova rivestono un importante ruolo  quale  simbolo di fecondità.. Il Sole e  la Luna sono ben rappresentate dal tuorlo e dall’ albume, nella sintesi feconda di maschile e femminile.

dragoL’ uovo stava lì ad aspettare ed a accogliere la forza.. era stato deposto per Ostara da una gallina bianca, svuotato tramite un foro sulla cima e ora attendeva il suo scopo.  Sarebbe stato bene anche nei pressi di una tomba,ma il camino era lì presente ed era una fonte accessibile di potere…

Quando l’ uovo emanava la forza accumulata, (e questo la strega lo sentiva) veniva raccolto per il crearsi dell’amuleto.

Una lunga cordicella aveva a sè intrecciato monetine di rame, pietre smaglianti, sassi di fiume con simboli dipinti…

Intanto olibano, cannella e zafferano erano la magica mistura che serviva quale incenso…

Magiche parole e poi l’ amuleto era pronto per apportare ricchezza e prosperità alla casa.

OV OV DEL ME CAMIN 

PORTA RICCHEZZE E MESS ABUNDANT

CHE MANCA NIENT A LA ME Cà

PORTAM IL NECESSAR AL ME DISNà

Strega Fata Degli Incanti B.C. ©

 

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Profumi di Erbe di Ostara

IMG0146AI profumi di Erbe solitamente composti in Salvia Bianca,sono un insieme di foglie ed erbe disseccate che hanno la funzione di purificare e accompagnare gli incanti . Io li amo perchè li creo con le erbe più in sintonia con me. Facili da reperire, le erbe sono naturali e possono essere infuse del potere e dell’ intento personale di ognuno. Senza l’ energia vivificatrice della Strega o dello /a Sciamano/a le erbe rimangono custodi delle essenze e delle caratteristiche fisiche , ma raramente dispensano anche l’ energia spirituale che le contraddistingue.

Nelle foto un esempio di profumatore, che in inglese viene definito “smudge”, “sbavatura”, ma io li definisco profumi perchè così li chiamavano le Donne Sagge della mia famiglia.profum

Amavo vedere come si preparavano.. sacchetti di carta da pane venivano preparati in un’ apposita borsa magica, poi nel campo, orto , giardino , la Strega raccoglieva le erbe. Tagliava con le dita o una piccola falce gli steli delle piante, e con una mano cosparsa di miele, accarezzava il bordo dove era avvenuta l’ incisione. Sottovoce mormorava i motivi per cui recideva, lodava la pianta, ringraziava la natura. mentre riponeva nei sacchetti di carta da pane gli steli..

Poi a casa prendeva le erbe e ne faceva mazzetti, profumati e dai colori spesso intensi, che non di rado sapevano di rosmarino, lavanda e salvia, timo e origano.

Li univa con del cotone giallo, e vi imponeva la sua energia, il suo intento.

Poi li metteva a dissecare per almeno 7 giorni , dopo di che  erano pronti per essere accesi .

Quando li accendeva li usava per purificarsi , quasi fossero acqua corrente, vi passava le mani, nell’ atto di lavarsi, e poi camminava lungo il perimetro della casa, in senso antiorario per bandire e sussurrava il suo incanto.

 Di colpo si fermava davanti alla porta.. un ventaglio di piume, colte nei boschi e nell’ aia.. e il fumo veniva catapultato fuori.

Sacre ceneri lasciate alla soglia, offerte alla natura con una lode ad Essa, agli Elementi , alla Divinità.

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A volte danzava.. impugnando il profumatore cantava, attorno all’ area Sacra, e si avvolgeva il corpo con una nuvola di fumo, in una sorta di spirale per richiamare l’ energia della Dea.

Alcune erbe poste assieme per creare un “profumatore ” personale:

Rosmarino: Utilissimo per purificare, riaccendere i ricordi di vite passate, bellezza, guarigione ed è valido sostituto a molte altre erbe nel caso in cui ci troviamo sprovvisti di un ingrediente. “La rugiada del mare” così come viene definito, ha in sè un energia forte, collegata a quella solare, infondere con gli elementi dell’ Aria o del Fuoco.

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Salvia: Anch’ essa ha un alto potere purificante, aiuta la concentrazione e ad entrare in uno stato di trance.E’ connessa alla Quintessenza e all’ elemento acqua.

Pino: Elemento Terra. Ottimo per evocare/invocare gli spiriti dei boschi, ma anche per gli incanti di vendetta e di passione.

Se si vuole aggiungere resine e polveri basterà passare le cime del “profumatore” su di queste dopo averle sminuzzare, come un pennellino da cipria il mazzetto sarà intriso di polvere di incenso, benzoino e via dicendo…

sole-e-luna-2Le erbe andrebbero raccolte in Luna Piena o Crescente ma alcune Streghe, secondo usi e piante hanno periodi personali. Inoltre vanno raccolte e con rispetto. Usare  solo incensi ed erbe non tossiche, areando il locale, usare con cautela e valutando eventualmente, intolleranze personali.

L’ insieme delle erbe deve avere una fragranza piacevole, poichè il profumo è ciò che per primo, giunge all’ altra dimensione, assieme alle vibrazioni dei suoni e dei colori.

E la magia di Ostara prosegue…

Strega Fata degli Incanti B.C.©

 

 

 

 

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Festa del Papà- Falò e Usanze

williamI grandi falò ricordavano che la bella stagione stava arrivando. Le ceneri propiziavano i campi. Le grandi cataste di legna ardevano e le donne cantavano.

I piccoli fuochi vedevano gli uomini più giovani saltare.. con un balzo sfioravano le fiamme, le piccole scintille salivano disegnando stelle e , come fuochi artificiali illuminavano l’ aria…

Certamente i Culti antichi, quelli misterici, tenuti dalle sole iniziate, le baccanti, erano più intensi. Diverse popolazioni si incontravano in un luogo simbolico, dove i pastori e le loro genti potevano incontrare nuove culture e far si che il patrimonio genetico potesse trovare nuove mescolanze. I baccanali avevano quindi un motivo mistico ma anche di rinnovamento delle specie. In Roma Antica questo tipo di necessità non era sentita così la festa fu soppressa , quando i seguaci di Bacco non ebbero a riconoscere i valori della cultura Romana, senza contare che questi riti sfociavano in atti sessuali poco accettati dalla legge Romana.

fire3Ma il passaggio stagionale, l’ importanza del raccolto, la necessità di purificarsi e purificare i campi era sentito e forte, e il fuoco era elemento che vivificava, trasformava.. presente in ogni ricorrenza, protagonista delle tappe della Ruota dell’ Anno , era anche in questa occasione, centro della festa.

La tradizione proseguiva.. la natura scandiva i tempi, i fuochi benedivano i campi e le ceneri li rendevano fertili.

 

Digitalizzato_20150101 (3)Così come oggi si festeggia questa ricorrenza risale al 1908, quando una donna in West Virginia, ispirandosi a un sermone metodista organizzò, nel mese di giugno,una festa speciale per il padre scomparso durante la guerra di secessione americana.

Nel 1972 la festa venne ufficializzata negli Usa dal presidente Nixon.

In Italia cade in coincidenza con San Giuseppe, sposo di Maria e padre putativo di Gesù. Protettore dei lavoratori, dei falegnami e dei poveri.

Per questo motivo si organizzano tavolate per i poveri, si preparano dolci e frittelle particolari, e i bambini creano piccoli lavoretti da regalare al proprio papà.

Strega Fata degli Incanti – B.C.

(Nell’ immagine un dipinto di William-Adolphe Bouguereau, la giovinezza di Bacco- 1884).

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Il Dialetto- Storia Antica

Il Dialetto- Storia Antica

Le poesie sono piume delle ali della fantasia.. frammenti di anima che si riflettono, come vetri colorati in un caleidoscopio..Caleidoscopio

E l’ antico dialetto riporta ai pensieri e ai gesti di chi ci ha preceduto…strenne

Ma non solo.. gli stessi soprannomi che contraddistinguevano le famiglie avevano l’ impronta nel dialetto.. spesso il soranom era “eredità” della famiglia della moglie… oppure attingeva a pregi,difetti professione ecc..

Ad esempio Andrea De Cassano detto dei Meiotti De Vira..aveva per moglie Maddalena che  era probabilmente una Meiotto. Abitavano attorno al 1600 in Vira. 

….Maddalena, moglie di Andrea da Cassano, una notte si trova dinanzi il figlioletto che non dà piu segni di vita; insieme con il marito lo scuote, e per una buona mezz’ora tenta di ravvivarlo, ma inutilmente. Allora i due coniugi costernati fanno voto di pesare il detto figliolo a pane di frumento, a Santa Maria Gianda, se fosse tornato in vita, e subito, fatto il voto, il figlio comenzette a ridere e fu liberato.   ( Tratto da “Informazioni super miracolus B. Virginis Mariae della Gianda Mezanae” Così è stato scritto in epoca lontana e poi raccolto , 1936 da Don Giuseppe Selva, per la preparazione del suo libro “Il Santuario della Madonna della Ghianda”).

L ‘ espressione scritta non era certo dialettale, ma quella  solenne dei documenti e della parlata ufficiale tipici dell’ epoca..

Certamente la mia antenata deve aver sentito molto parlare del miracolo in questione essendo Elisabetta figliola di Andrea De Cassano detto dei Meiotti De Vira, che contrasse matrimonio il 9 Febraro 1608 col mio avo Cesare..

Se torniamo a tempi più recenti  fino al 1920  l’ inflessione dialettale era uso comune .. ora sono rimasti in pochi a detenere questa parlata tanto bella quanto preziosa…

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Molti luoghi vennero intitolati con cadenza  dialettale .. e i muri del Monte Sordo, antichi testimoni del passato venivano indicati con “Murasc”, “Piduza” stava alla base del monte,”Lium” , in via Visconti per le statue dei Leoni sormontanti i pilastri.

Le attività un tempo si affacciavano sulle strade, rendendo viva la città.. così i Cuurdee, i Pica Prej. La via Valgella si trasformava in una fiera… attorno al pozzo si trovavano i sarti,i ricamatori, ma anche chi organizzava giochi e metteva un pò di magia… di casa in casa giravano i venditori… e nelle botteghe eseguivano i lavori con fare artistico.. cantavano, raccontavano e lavoravano.. ul Bichee (macellaio) che caratterizzava le sue vendite con lunghe salsicce, ul magnan, lo stagnino,le donne che ferro-da-stirogiravano con la “presa” per stirare alla bisogna..

 

Tanti lavori, tanti visi, tanti sorrisi dietro la fatica, mai in competizione.. e se questa si presentava.. mai al punto di farsi scacco matto… 

E l’ antica storia continua…

Strega fata Degli Incanti – B.C.©

 

 

 

 

 

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La Magia Della Parola… Il Dialetto

La Magia Della Parola… Il Dialetto..

La potenza è nel suono.. ogni elemento fisico, astratto , materiale o impalpabile, emette un energia. La parola è un trasmettitore potente di vibrazioni che creano un suono, una frase che racchiude la storia di un popolo… così gli antichi raccolgono frammenti della loro essenza nella lingua parlata. Non da meno è il potere dello scritto, che contiene testimonianze, ricordi e  sigla impegni che il tempo perpetua.

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Ogni paese ha un proprio dialetto, coltivato dalla fatica, raccolto dai fatti e vicende che hanno segnato le epoche.. sono pizzichi di storia, che il popolino ha rubato alle guerre, agli stranieri,a personaggi che hanno reso vivi momenti particolari della vita quotidiana…

Così anche il Varesotto ha ai suoi dialetti.. da paese a paese si differenziano, sono un marchio di qualità per ognuno e identificano una comunità, quella di un tempo , dove, a eccezione delle città più estese, ci si conosceva un pò tutti…Digitalizzato_20160215 (4)

E anche per le città.. i rioni erano comunità nella comunità, stretti in una sorta di famiglia, in cui per sopravvivere era importante la solidarietà….

A Somma Lombardo il dialetto è stato creato dal fondersi di lingue diverse.. spagnolo, francese,tedesco… creando così la sua opera unica…

Gli antichi incanti si dice abbiano più effetto se pronunciati nella lingua originale, certo bisogna averne ben chiaro il significato..  sarebbe opportuno dire “vibrato”.. perchè è dalla vibrazione che scaturisce l’ energia.. un energia che tramite queste vibrazioni ha “nutrito” la frase stessa, che si è caricata del potere dei secoli…

Così nascono i proverbi.. le preghiere, i detti, le usanze… da un santino sbiadito, da una preghiera balbettata, da un succedersi di avvenimenti, da un gesto casuale…

La filogenesi è la storia”famigliare”, l’ albero genealogico.. così vale anche di una lingua..tanti rami che dipartono da un solo tronco…rami che si intrecciano formando figure uniche… e alcune lingue sono nate per motivi ben precisi come la Spasell che riunisce tanti suoni di diverse provenienze allo scopo di essere incomprensibile agli estranei. Era un usanza dei mercanti della Vallassina, nel Comasco usare un gergo segreto per non farsi intendere dagli estranei…

Così i proverbi si mescolavano alle preghiere, la magia alla fede …e nascevano le segnature, dette dalle Donne anziane per guarire,scongiurare pericoli, togliere maledizioni…

Tempural dala Basòra

via dala campagna

col lumitt da la Scirioeura

Temporale del pomeriggio

via dalla campagna

con la candela  della Candelora…

La frase è incompleta.. come ogni segreto sarà poi svelata a tempo opportuno….

Strega Fata Degli Incanti B.C. ©

 

 

 

 

 

 

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San Valentino

san vaLa festività di San Valentino ha sostituito in epoca cristiana i lupercali romani che venivano celebrati il 15 febbraio, anche se questi non erano dedicati all’ amore romantico ma alla fertilità e alla rinascita. Nell’ antichissime civiltà dedite all’ agricoltura e pastorizia il Dio Luperco aveva il compito di proteggere le greggi dall’assalto dei lupi. I sacerdoti che avevano un grande prestigio, usavano le pelli degli animali sacrificati per farne delle strisce con cui colpire le donne che sarebbero così diventate feconde. Dall ‘ usanza dei pastori di offrire doni alla Dea Rumina e dal legame di questa festa col Dio Fauno ebbe origine una celebrazione volta alla fertilità. I nomi di aspiranti fauni e di fanciulle vergini venivano poste in un urna e poi un fanciullo provvedeva ad estrarli creando coppie che per un anno avrebbero convissuto. A queste feste venne poi associato anche Apollo Dio delle arti e della musica, della profezia e della medicina, per cui era l’ alloro la pianta maggiormente usata in questo periodo. Se ne masticavano le foglie per aumentare la capacità di divinizzare o per trovare marito.

Se molte tradizioni sono sopravvissute, le celebrazioni furono, in gran parte, sostituite,quando, nel 496 per volere di  Papa Gelasio I la festa pagana fu soppiantata dalla ricorrenza di S. Valentino da Terni , vescovo e martire cristiano. Poichè la sua basilica era gestita dai Benedettini, i quali hanno numerosi conventi , il culto e le usanze di questo Santo si diffusero velocemente in Inghilterra e Francia. Sembrerebbe che la festa di San Valentino fosse dedicata agli innamorati fin dai primi secoli del II millennio poichè sono state rinvenute prove di una fondazione a Parigi del 14 febbraio 1400, detta dell”Alto Tribunale dell’Amore”, ispirata ai principi dell’amor cortese. Questo tribunale aveva lo scopo di porre giudizi su controversie legate ai contratti d’amore, i tradimenti, e la violenza contro le donne e i giudici venivano selezionati secondo la loro familiarità con la poesia d’amore.

(Alcune notizie sono tratte da wikipedia).

 

Ma S.Valentino non è solo la festa dell ‘ amore ma anche dell’ amicizia tanto è vero che in varie parti del mondo, specie negli stati uniti, avvengono scambi di auguri anche tra amici, se vi ricordate il film ” Picnic a Hangick Rock” che narrava di una misteriosa gita proprio nel giorno di S. Valentino da parte di un aristocratico collegio femminile australiano , dove proprio le ragazze si scambiavano messaggi d’ affetto e di amicizia. (Le cosidette Valentine).

S. Valentino è perciò la festa di chi si vuol bene. In alcuni paesi della calabria, mi è stato detto, che S. Valentino protegge anche gli agrumeti poichè l’ arancia è un simbolo d’ amore associato a Venere.

Le Sagge Donne preparavano, in Luna Crescente un profumato talismano che aveva l’ uso pratico di profumare la casa e gli armadi. Si conficcano tanti chiodi di garofano su tutta la superficie dell’ arancia poi si poneva questa in una mistura di : legno di  sandalo o alloro , cannella ,zucchero, lavanda e mirto, il tutto ridotto in polvere. Trascorsi 7 giorni si ripuliva con un pennellino e si appendeva

nell’ armadio con un cordoncino rosso.  Se non portava  l’ amore era  comunque un metodo naturale e senz’ altro più gradevole della canfora.

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La pietra dell’ amore più conosciuta è il quarzo rosa, che molti pongono in camera con lo scopo di rafforzare l’ unione.regalo

I regali andrebbero fatti tra coppie già consolidate e non a eventuali conquiste : questa è una festa che serve per rinforzare i legami o propiziare incontri futuri. Quindi doni ideali sono : Accendini, anelli,bracciali, una coppia di calamite con incise i nomi degli innamorati da scambiarsi, pietre astrali e profumi con le essenze astrali personalizzate in base all’ oroscopo. Sarà un regalo particolare una conchiglia che la donna può dare all’ uomo in maniera chiaramente allusiva per il simbolo sensuale che racchiude oppure un maglione o una cravatta. Lui può anche optare per una chiavetta d’ oro o dei fiori secondo il significato. In Danimarca si usa donare fiori bianchi agli amici, in Spagna rose rosse all’ innamorata.In Cina si festeggia con dei cioccolatini ricambiati poi il 14 marzo. Se non avviene lo scambio , chi rimane solo annega la propria tristezza il 14 aprile con un piatto di pasta al nero di seppia, simbolo di solitudine.In Giappone ad agosto la festa fa si che le donne diano sfoggio della loro bravura in campo domestico.

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Le nostre campagne vedevano molti piccoli “riti” legati a questo periodo.. l’ usanza di svegliarsi presto la mattina e come prima cosa affacciarsi alla finestra per propiziarsi l’ arrivo dell’ amore. Ancora più diffuso l’ andare la mattina presto in un campo pieno di rugiada e mormorare magiche parole per trovare lo sposo. Oppure accendere una candela sul davanzale della finestra per far strada all’ amore. 

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Un modo particolare di utilizzare  positivamente l’ energia di questa ricorrenza è l’ uso di un mandala come quello della foto in pietre, fiori e elementi naturali (cortecce, semi ecc…) Non si tratta di far magia, ma di soffermarsi su di Esso, lasciar libera la nostra fantasia nel crearlo e poi osservarne i particolari.. assorbire le vibrazioni dei colori, delle pietre e lasciar fluire i nostri desideri più belli, le nostre lacrime, i nostri pensieri…

Volendo si può aggiungere una lode nostra, all’ Universo , agli Dei o agli Elementali.

Per chi vuole onorare la Dea..

O Iside 

Dea dai Nomi infiniti,

dai volti infiniti 

e dagli infiniti Poteri..

Tu che solchi i cieli sulle Vallate delle Antiche Terre

Lilith Oscura

rinnova ai Figli Tuoi la tua benevolenza,

guarda con occhio benigno 

le Sacre Unioni

che chiedono la tua protezione..

Veglia su di Esse col potere della Luna che rinasce..

O Possente Dea dei nomi infiniti…

 

Strega Fata Degli Incanti – B .C. ©

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Sant’ Antonio e Lug

sanQuasi tutti hanno sentito parlare delle “segnature” per guarire dall’ Herpes Zoster ovvero il Fuoco di Sant’ Antonio. Un particolare rito, di fondo Cristiano, che attraverso parole e gesti ( in alcuni casi anche lo sputo ) del guaritore, servirebbe a lenire il fastidioso male: come dice il nome si ricollega alla figura di S. Antonio Abate, che viene commemorato in questi giorni di Gennaio, in alcune zone d’ Italia con falò e cerimonie, anche a sfondo divinatorio. Sono molte le leggende legate al Santo di origine Egiziana, vissuto tra il 251 d.C. e il 357 D.C.
La sua vita è stata raccontata dal Vescovo diventato poi Sant’ Anastasio. Si deve a Lui la fondazione degli Abati e del Monachesimo Cristiano. (Fonte Wikipedia).

La Leggenda

Sant’ Antonio è definito guaritore ed esorcista,ed è rappresentato con vicino un maialino.
Si dice che fu proprio a causa di un maialino che l’ inferno fu messo sotto sopra e che il Santo ne approfittò per entrare e “rubare” il fuoco al diavolo. Infatti Sant’ Antonio fu definito e rappresentato come il Santo del Fuoco.fuoco4
Inoltre si diceva che il grasso del maiale era usato per guarire l’ Herpes.
In realtà il maialino era l’ animale che i monaci Antoniani allevavano per il bene della Comunità. Una parte del grasso di maiale veniva sparsa sull’ immagine del Santo per renderlo forte nel curare la malattia. Il campanellino indica l’ appartenenza al santo. Era d’ uso raccogliere cibo e grano, frutti della Terra, in prossimità della Festa del Santo che in virtù delle sue doti ascetiche fu ritenuto protettore degli animali.

Le Antiche Origini

Lug era il Dio della Luce e il maialino selvatico l’ animale che lo accompagnava. Di origine celtica era il dio delle arti, era abile nel’ uso delle armi e il cinghiale che accompagna la sua immagine era la lugregalità che lo contraddistingueva.
I riti legati alla Ruota dell’ Anno, vennero sostituiti da quelli Cristiani. Ma le tradizioni e la fede, non è facile da cancellare. L’ immagine del vecchio abate era l’ ideale per rappresentare l’ inverno da allontanare. E se i pagani accendevano i fuochi per indicare Luce e calore che arrivavano e prendevano posto all’ Inverno, per i Cristiani ebbero modo di chiamarsi “Falò di S. Antonio”. E ancora una volta la magia dell’ Antica Religione si fonde con le figure cristiane.
La Benedizione degli animali è pratica religiosa che molte chiese, in diversi sagrati viene impartita agli animali dei fedeli. Ma in alcune zone si compiono usi che vedono incanto e fede unirsi.. così nel fuoco e nelle ceneri, nei guizzi della fiamma si leggono responsi. Sant’ Antonio è il santo che aiuta a ritrovare le cose: Sant’ Antonio dalla lunga barba bianca fammi trovare quel che mi manca” oppure” Tu che sei il begnino Santo, da te fugge ogni orrore… ecc..” Poi i segni andavano interpretati.. un gatto indica Furto, un cane che è stato nascosto ma è al sicuro; il suono delle campane che sarà ritrovato, un animale che piange cattive nuove ecc…
Ma in realtà questa è la festa del Fuoco, del Sole che rinasce.. molte antiche danze si tenevano da giovani che giravano attorno al falò.. Cantavano e con in mano abb01la torcia illuminavano la notte.
Alcune ragazze buttavano tra le fiamme biglietti o foglie con scritte lodi agli Dei, ringraziamenti e desideri.
Le fiamme si alzavano a indicare quanto il  raccolto  possa essere  abbondante o meno. La cenere era sacra . Ottenuta dalle sterpaglie, da foglie e avanzi, era simbolo che in natura nulla va perduto.
Così se i Cristiani ponevano reliquie dei santi nelle bevande da somministrare agli ammalati, la cenere si mescolava al vino , per le Antiche Sagge, onde ottenere una pastella contro alcuni edemi o disturbi, si poneva nel latte da offrire ai campi, si univa ad acqua per scrivere le richieste di un buon raccolto agli Dei.
Se un piccolo carbone di legna si trovava tra le ceneri, era Esso portafortuna, posto in un sacchettino sul cuore e opportunamente sostituito assorbiva negatività, posto in un bicchiere, nascosto, all’ ingresso ne aveva medesima funzione e proteggeva la casa.
Terra e Fuoco Sacri qui ritrovano le loro simbologie.. e gli elementi della natura ci ricordano la Storia dell’ uomo nel susseguirsi nei suoi cicli.. i cicli della Ruota dell’ Anno.

Strega Fata Degli Incanti – B. C.

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La Favola Della Giubiana Nel Vigano

IMG0117BMi ricordo di una sera particolare.. era inverno, un inverno che non aveva risparmiato qualche giornata di sole.. così il cielo, al crepuscolo, si era tinto un color zaffiro intenso.. sembrava che una di quelle notti di Oriente, quando i palazzi si illuminavano delle luci soffuse delle lampade e l’ oro delle decorazioni alle finestre spiccava luminoso sui palazzi dei grandi signori dell’ Antica Persia.. ma la realtà era più spiccia.. i colori del cielo contrastavano con i boschi che si tingevano del nero della notte, creando un contrasto simile ad un ricamo.. e nei pensieri di una bambina si accendeva l’ immaginazione del volo incantato di personaggi che popolano il mondo della leggenda.
La stufa, un antica stufa contadina, stufaposta vicino al grande camino ormai in disuso scaldava, forse troppo, ma creava l’ ambiente ideale per favole e sogni…
Il mese di Gennaio è pieno di tradizioni antiche e dopo l’ Epifania c’ era lo spazio per altri usi legati alla Ruota Del Tempo…
Racconti che scaldavano il cuore e la mente, in un inverno che poco lasciava tempo ai giochi all’ aperto.
Uno di questi era legato alla Giobia. Era tradizione a casa mia mangiare cotechino e lenticchie all’ ultimo Giovedì del mese.
Si diceva che così, in estate, i moschini non avrebbero disturbato la proprietà e i suoi abitanti… il cotechino è legato, probabilmente, agli antichi riti della macellazione del maiale che avveniva nella stagione fredda, nel momento

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Luna nel Bosco

della neve. Possibilmente in Luna Calante, perchè la carne avrebbe avuto modo di subire meno contaminazioni o in Luna Nuova se si voleva un maggior rendimento delle carni o del lardo. Questa antica attività, era importantissima nella vita contadina di un tempo. Le lenticchie (sostituite dai bruscitt in alcune occasioni) rappresentavano il fastidio dei moscerini che va a allontanarsi , lasciando posto al benessere.
Ma vi è anche un altro piatto tipico che si usava cucinare.. il risotto con la salsiccia..

Il luogo dei ricordi

Un tempo il bosco del Vigano era come una grande foresta.. chi abitava nei pressi del Monte Sordo poteva sentirne i suoni e gli ululati.. a volte era il vento, che tra gli alberi soffiava e che lo faceva sembrare il verso del lupo.. anche se al Vigano i lupi c’ erano davvero…
Le piccole finestre avevano inferriate e dimensioni modeste.. spesso erano assi o tende a chiuderle, nelle case contadine. Se si guardava dalle fessure si vedevano in lontananza i lumicini delle cascine poste oltre i campi.
yule2015La neve rendeva tutto candido e la foresta era buia e fredda. Anche di giorno era terreno difficile.. chi aveva i boschi per la legna ne aveva già fatto scorta in stagione migliore.
I miei nonni abitavano in una grande cascina che il tempo ha reso una casa confortevole. E avevano aspettato il freddo dell’ inverno per sposarsi. La nonna abitava in zona Belvedere e il nonno in Piazza al Pozzo, vicino a dove era ubicato il Pozzo dei Valgella.
Nell’ ampio terreno poco distante al Monte Sordo avevano costruito la casa, mio nonno era muratore e la nonna aveva partecipato ai lavori. Così giorno per giorno la cascina crebbe e da lì iniziò la loro vita matrimoniale.
Ed è nella loro casa che vivevo il sogno delle fiabe…
Certamente quando loro la costruirono le grate e le finestre , le porte e il grande camino avevano un aspetto più ricercato,ma la mia zia mi raccontava degli anni passati, delle generazioni precedenti , quando appunto il Vigano era una grande Sacra foresta…

La Favola così come me l’ hanno raccontata

L’ ultimo Giovedì del mese, la foresta del Vigano era tutta una agitazione.. soffiava il vento ma vento non era.. strani rumori ricordavano il verso dei gatti in amore, ma gatti non erano .. era infatti la vecchia Strega che girava per il bosco, magra, solitaria e con lunghe giobiacalze rosse…
Aveva il brutto vizio di mangiare i bambini… si infilava nel primo comignolo che trovava e se il bambino era bello paffuto se lo mangiava. Le mamme accendevano il fuoco per impedirgli l’ ingresso.. ma chi era povero e non aveva vetri temeva potesse infilarsi per la finestra.. magari trasformandosi in qualche animaletto…
Nel paese vi era un bambino che era una meraviglia, bello, rotondo e roseo. I genitori erano stati graziati dal cielo e onoravano le divinità che li avevano ricompensati. Grano, riso, legumi e frutta, carni sotto sale e formaggi erano in dispensa. Ma la paura della Giobia era molta.. allora la madre ebbe un idea.. prese un sacco del riso della dispensa. Un cugino dal Piemonte gliene aveva fornito molto in quell’ anno benedetto, e cominciò a cucinarlo con la salsiccia lunga appesa in cantina. fata“Perchè cucini tutto questo?” domandavano marito e vicini..” chi deve essere ospite?” Ma lei non rispondeva e rigirava l’ enorme pentolone che era una delizia di profumo…
Tutti dormivano in attesa di capire il perchè di tanta prelibatezza.. allora lei lo pose sulla finestra…
Giunta la Giubiana ne fu attirata.. “che bontà.. anni che nessuno mi prepara una cosa così prelibata.. ma che buono,.. c ‘ è anche il vinello.. buono ..buono .. prima questo poi il pupetto…” ma giunse il cuocaSole… piena come un uovo dovette scappar nella foresta e il bimbo fu salvo..
Da allora risotto e salsiccia è il piatto tipico di questa ricorrenza..

La Giubiana non è però brutta.. Essa racchiude in Sè tutti i nostri dolori, debolezze e miserie, fisiche e morali.. è la Dea giovane donna, che porta su di Sè ogni colpa, come le Antiche Sagge donne, che l’ intelligenza e la Conoscenza rendeva luminose, ma nel buio dei tempi venivano dipinte sgraziate e crudeli… le leggende si mescolano ai bisogni dell’ uomo e la mente ritrae i significati secondo stereotipi .. così il cattivo diventa brutto e ciò che non si conosce temuto… La Giubiana viene anche collegata all’ immagine della Diana al Castello che la mano di Falconi creò, opera d’ arte, per volere dei Visconti, e che ancora si può ammirare imponente nel parco del castello. La bellissima Dea, sorella di Lucifero, che governava il IMG0091Amondo della foresta e della caccia.. Colei che nel periodo del gelo, dopo aver benedetto i campi accetta lo scorrere del Tempo e arde, assieme alle miserie dell’ uomo per lasciare posto a nuova Luce…

Strega Fata Degli Incanti- B.C.©

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Re Magi – Magia e Fede

Oggi è una giornata magica.. l’ Epifania significa manifestazione.. Manifestazione del Divino, degli Dei che nell’ ambito del culto Cristiano è diventata la manifestazione del Figlio di Dio fatto uomo. Adorato dai Magi, definiti Re, sia per il loro essere benestanti, che per la loro cultura. Probabilmente erano Persiani, e astronomi/astrologi. Nello studiare il cielo ebbero a vederne segni che indicavano un tempo in cui qualcosa di importante si stava realizzando. Di Essi nomagin si sa quasi nulla.. sono forse una simbologia dell’ epoca, a indicare l’ arrendersi di chi seguiva la via della Conoscenza, gli Dei e della magia, alla nascita del Messia,alla parola portata dai Vangeli di Cristo , preannunciata dalla Bibbia.
Il mistero che alleggia attorno a queste figure è proprio dovuto al fatto che non si sa interpretarne l’ origine, il credo e la storia. Con certezza neppure il numero e i nomi sono definiti.In realtà i maggiori storici li identificano come Zoroastriani, i quali seguono una religione enoteista, che vede il trionfo di un unica divinità, dove i concetti di bene e di male sono ben tenuti in considerazione, e legati alla meta finale del Paradiso e dell’ Inferno. Solo alla sconfitta del male, le anime saranno riscattate e vivranno pure alla presenza della Divinità.
La storia dello Zoroastrismo è lunga, complessa e ricca di sfumature e non si è in possesso di molte testimonianze scritte , ma non si esclude una sorta di solidarietà con gli Ebrei nell’ aiutarli a ricostruire le loro case, i loro luoghi di culto. Da qui si può ritenere ovvia l’ Adorazione di questi Magi nei confronti del Messia.
Queste figure mistiche mettono in luce sognicome l’ oniromanzia (interpretazione dei sogni) e l’ astrologia siano state parte integrante nella cultura religiosa. Vero è che queste forme di divinazione erano sempre interpretate come un messaggio superiore.. non erano le stelle a guidare il destino dell’ uomo, ma l’ uomo che ne traeva messaggio, adeguandosi le stelle stesse al linguaggio del divino.
I Magi si possono quindi identificare nell’ immagine di personaggi che ben si identificano nel culto ebraico.
Queste notti erano dette dai pagani le 12 notti .. e la manifestazione avveniva in quasi tutte le culture politeiste, come il discendere degli Dei nella vita dell’ uomo.. attraverso la benedizione dei campi che si manifestavano attraverso i rituali di purificazione e fertilità. Questo era naturale negli antichi culti pagani.. ogni celebrazione era legata ai cicli naturali, che sono comuni a ogni befpopolo.. Stagione fredda, feconda,del raccolto della semina ecc… così la Dea si presenta con la sua veste da anziana.. è stanca, ha svolto il suo compito e si riposa alla fine del ciclo, ma prima porta i doni della fertilità, benedice i campi per i nuovi raccolti… e prende l’ immagine della strega vecchia, che porta doni materiali.
Il tempo trasforma le usanze, crea le leggende fondendo realtà e sogni, bisogni e desideri.. il popolo ha necessità di fede ma anche di aiuti materiali, che i tempi antichi e la povertà non riuscivano a dare.. allora la preghiera si unisce alla magia.. le parole di un santino, un episodio, un dipinto vengono recitati con fare dialettale, si modificano e nascono le segnature.. fede e magia dettate da parole tramandate, da segni che col tempo si caricano di energia.
Correva il 1630, la peste dilagava, e chi poteva si rifugiava in luoghi isolati. Presso il castello Sforzesco di Galliate molti ebbero a trovare riparo sfuggendo così al terribile morbo.. e davanti al quadro dei Re Magi trovarono protezione…
Una protezione che il popolo voleva chiamare su di Sè al ripetersi di ogni anno .. e al 5 Gennaio (così ebbero a raccontarmi), chi si recava davanti al dipinto con la candela in mano ne avrebbe avuto beneficio recitando una candlesorta di litania.
In alcune case si ripeteva la filastrocca davanti al presepe alla luce della candela benedetta..
Siamo in Tre
siam 3 Re…
Non la rivelo per intero  perchè i misteri del Tempo non vanno lanciati al vento..
Solo mi ricordo questa usanza, che poi ho ritrovato in varie versioni.. ma il mio è solo un blando ricordo riaffiorato in questi giorni di festa, quando nel mio muoversi per visitare i luoghi magici e le opere della natura sono andata a ripescare nei labirinti della memoria..

Strega Fata Degli Incanti- B.C.©

Fonti: Ricordi tramandati e raccolti anni addietro in via orale e alcuni spunti tratti da Wikipedia.

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Le Ghiacciaie

Spesso si cerca fuori casa ciò che invece abbiamo già a disposizione. Fedele al detto:” il viaggio più importante lo puoi fare nella tua stanza”,che si può

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Il lago visto Da Cazzago Brabbia…

applicare alla vita in vari modi, ho deciso di conoscere le bellezze della mia provincia e dei luoghi circostanti.
In una città che vanta tradizioni, monumenti e storia, posta quasi a confine col Piemonte, mi è giunto spontaneo, visitare e conoscere luoghi magici, culturali e storici che hanno intrecciato con Lei la storia, o che per vicinanza hanno con Essa similitudini. Credo che se dovessi girare ognuno di questi posti, di sentire e vivere la loro energia, potrei impiegare anni…
Le belle giornate di sole, in un inverno insolitamente tiepido e luminoso, mi hanno permesso di esplorare boschi e monumenti naturali o opere d’ arte all’ aperto.IMG0084A
Ma il freddo è arrivato, una piccola spruzzata di neve e di gelo.. le luci si sono accese nelle candele e nella stufa. Nei secoli i nostri avi avevano vissuto di questo scandire del tempo.
I ricordi si fanno avanti e i racconti degli anziani della mia famiglia si riaffacciano. Come favole mi venivano regalati stralci del tempo. Particolari che rimangono impressi se detti in ambienti che hanno il sapore delle vecchie credenze, dei piatti e stoviglie della nonna, delle fotografie consunte. Tempi duri anni addietro, senza comodità, quando le donne uscivano al freddo per andare al forno a cucinare il pane per i giorni a venire. I panni lavati lungo lo Strona o nei lavatoi. Messi a IMG0007Abollire nel paiolo sul camino, nei mesi gelidi.. sapone fatto di cenere e anche l’appendere i grandi lenzuoli nei cortili diventava un rito. I bambini di allora vedevano tutto in un atmosfera diversa.. fatta di sogni, di domande, di rispettoso silenzio.. anche se le eccezioni non mancavano, e nemmeno le sculacciate.
bimbaTra i ricordi, una figura di cui mi era stata raccontata la presenza, era quella del distributore di ghiaccio..
La necessità di conservare i cibi al fresco era ben sentita dai nostri avi. Ancor di più da chi, presso i fiumi e i laghi, aveva come sostentamento la pesca. Conservare i cibi sotto sale o tramite la disidratazione non era sempre possibile, e comunque questi alimenti non potevano sostituire i cibi freschi. Si costruirono così le ghiacciaie. Bellissime costruzioni, che variavano di foggia, materiali e metodi secondo il luogo. A Somma, se ben mi hanno raccontato, erano collocate lungo lo Strona. Nella nostra provincia, lungo i corsi d’ acqua, si scavava una sorta di pozzo su cui si calava ghiaccio e neve, così abbondanti un tempo nei mesi invernali.

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Il Lago

Il desiderio di vederli mi ha spinto a Cazzago Brabbia, paese nei pressi di Bodio Lomnago. Antico paese posto in riva al lago. Una bellezza senza tempo. Antichi cortili con portoni in mattoni ad arco, strade strette, e atmosfera di altri tempi.. e poi le ghiacciaie. Bellissime, in pietra, con finestre ovali e particolari che riportano ai secoli passati, come dice il cartello posto sul muro che ne delimita gli spazi. Ampi gradini, posti tra il campanile che sovrasta la collinetta, e il lago che si incontra scendendo il paese.

 

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Le Ghiacciaie

 La storia si intreccia con quella del lago, del paese… e così per ogni città.. queste grandi cisterne hanno accompagnato la vita e il lavoro dei nostri avi.
A Somma ci volle il dopoguerra per la distribuzione del ghiaccio. Fino ad allora era l’ acqua che fungeva da refrigerante.. posta in secchi metallici si calava in essa i cibi in apposti cestelli. Una cella refrigerante casalinga. Seguirono poi le produzioni di ghiaccio da distribuire a chi ne avesse necessità pubblica, come macellai, pescivendoli ecc… Dapprima questa produzione venne fatta fuori città, poi anche a Somma si aprì la fabbrica del ghiaccio. Non so esattamente il luogo di questa produzione ma credo sia sul Sempione. In seguito le stecche di ghiaccio venivano distribuite anche alle famiglie.
Anche questa storia e ha un pò il sapore della favola.. le ghiacciaie ora sono viste come opere d’ arte, pezzi di storia sopravvissute nel tempo.. un esempio della solidità delle costruzioni di un tempo… dove le cose erano fatte con amore, testa e cuore, per il bene comune, senza le attuali conoscenze tecniche, senza mezzi elettronici eppure durevoli a testimonianza della saggezza degli antichi.

lago mag2Ma il ghiaccio si usava anche per i piccoli incanti e la neve raccolta in queste 12 giornate era magica. Si poneva in un contenitore.. la si fissava enunciando i tristi pensieri e le cose brutte dell’ anno passato.. e poi si recitava più o meno così…

Fiocco di neve
neve ghiacciata
la mia tristezza mi hai ritirata
Eri bianca e pura
ora è tua la mia tristezza
la mia paura..
Sciogliti lesta
non rimaner mesta
sciogli con te ogni mia sciagura..

Così si pensava che i pensieri funesti,così imprigionati,si sciogliessero al primo Sole assieme alla neve…

Strega Fata Degli Incanti- B.C.©

 

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Panorama Lago di Varese

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Le Ghiacciaie

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Le Ghiacciaie

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Le Ghiacciaie

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Il Lago

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Fata Morgana

asomma piazza2Era da tempo che volevo riordinare e catalogare le vecchie fotografie.. le cartoline e le riviste che ormai datate, riportano ai tempi che furono…
Rovistando nei bauli salta fuori di tutto.. dalle pagelle anni ’30,, ai quaderni.. appunti di moda per le sarte di allora.. sogni di ragazze che copiavano dalle riviste la moda delle signore di città.. momenti di speranza, attimi di colore rubati ai periodi del dopo guerra…
Tra questi ricordi anche foto di gite in famiglia, quando si aspettava la domenica per vedere il lago, e che tutto era gioia… stare assieme, girare tra le bancarelle ai piedi del San Carlone ad Arona..piene di giochi, cartoline-ricordo IMG0119A e catenine…
Tutto era una festa.. e dopo aver visitato i luoghi era immancabile la leggenda..
Tra queste favole di sapore antico vi era quella Fata Morgana. Come per ogni bambina, anche per me, la Fata era una figura che affascinava. Era un mistero dolcissimo di creature legate ai boschi, ai fiori e alle acque.
La Fata Morgana è un personaggio della mitologia Celtica, creatura sovrannaturale co-protagonista delle vicende di Re Artù.
Per la scienza è un fenomeno ottico, dovuto alla differenza tra le rifrazioni a causa di strati di temperature calde e fredde… ciò può avvenire ovunque e gli oggetti paiono distorti.
Un esempio di miraggio di Fata Morgana avviene sullo stretto di Messina ed è riportato dai navigatori di epoche passate, i quali vedendo immagini distorte avevano l’ impressione di luoghi incantati, castelli volanti e in luci soffuse.. e si attribuì il fenomeno alla Fata Morgana, che con tale miraggio attirava i naviganti…
Il fenomeno è conosciuto ovunque.. in effetti sembra che si guardi un paesaggio a lenti rovesciate.. un effetto magico specialmente se scorto sulle acque…
IMG0092AIl Lago Maggiore ha un alone di mistero circondato da leggende di creature mitologiche.. con castelli e luoghi dove l’ arte e la storia si fondono e si incontrano in isole che sembrano uscire da un libro di fiabe..
Così i parchi dei castelli diventano giardini che tornano a fiorire.. luoghi in cui il piccolo Popolo vive respirando l’ energia di epoche antiche, tra sale e cortili che racchiudono i fasti di un tempo passato …
Mostri delle acque, draghi nelle valli e fate e signore delle acque qui vivono sovrane.
A Orta uno scheletro di Drago è posto in vista sulla bacheca della basilica. In realtà tutto fa pensare a un sopravvissuto animale preistorico.. ma la leggenda si fonde con la realtà e si tramanda come una favola lasciandoci sognare..
Sembra che anche a Somma vi sia stata presenza del piccolo popolo.. Fate e folletti sono presenti in ogni tradizione e hanno luoghi dove preferiscono porvi residenza.
La zona del Morgampo e Via Valle sono di queste. L’ ambiente dava spesso il miraggio dela Fata Morgana. Un pò come quando si percorre la strada e sembrano formasi piccole pozzanghere.. che via via spariscono all’ avvicinarsi.. i contadini vedevano questo fenomeno e raccontavano, tempo addietro quando attraversavano la zona, che erano segnali delle presenze fatate,
La Fata viveva nelle cascine, e si sentiva nelle notti fredde, quando con piccoli passi, accarezzava la neve… visitava le case e gli animali perdevano nel vuoto lo sguardo, incantati, osservavano ciò che l’ occhio umano non poteva vedere..
Guizzavano nelle fiamme del camino riflettendo nelle pareti strane ombre..anim-fuoco

Fatina del Fuoco
che canti
che balli
le ombre che crei
mi fanno paura
riposa lieta nelle acque argentine
non mi straziare col tuo muoversi nel focolare…

Si nascondeva tra gli alberi dello Strona e ricamava strani riflessi sulle acque..

10170876_817865074908959_747939761452779787_nCreatura dorata
di acque ammantata
guizzi
ti tuffi
accendi i flutti
rendi magiche le acque che hai accarezzata
fai tornare chi mi ha lasciata,,,
(piccolo incanto d’ amore per le Fate delle acque dove si ponevano petali di rosa e fiori per ottenere il ritorno dell’ amato).

Le Leggende sono molte e molte me ne hanno raccontate e così le racconto a Voi.. piccoli tesori di epoche passate… sperando che la fantasia superi la realtà e che capiti a qualcuno il dono o la carezza di una Fata.. Buona fiaba

Strega Fata Degli Incanti- B.C.©

 

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Giubiana

giobia Quando ero bambina c’ era un personaggio che mia zia citava spesso.. la Giubiana. Per alcuni anziani del mio paese (e non solo,perchè la tradizione è sopravvissuta fino ad oggi) , la Giubiana si ricollega alla grande statua di Diana che si trova nel Parco del Castello Visconteo in Somma Lombardo.  Il perchè lo si può ritrovare negli Antichi Culti Pagani. Epifania significa manifestazione come qui già esposto http://giardinodifata.altervista.org/epifania/ . E se per il Cristianesimo era la manifestazione del Dio nato bambino, per i pagani e le antiche tradizioni agresti era la manifestazione della Dea e del suo seguito che benedivano i campi per propiziarne la fertilità. Nella maggior parte dei luoghi, queste Divinità avevano come guida la Dea Diana.. con il tempo la figura della Dea è stata sostituita da quella di una Donna Vecchia dispensatrice di doni materiali.
La Giobia o Giubbia o Zobia (é conosciuta ,secondo i dialetti locali , con vari nomi) si festeggia all’ ultimo giovedì del mese di Gennaio. La sua figura si pensa possa comunque ricollegarsi a Giunone o Giove. In effetti in questo periodo si festeggiavano le Feste di fine semina e si facevano riti per propiziare la Terra in vista di un buon raccolto.
Le figure delle Dee propiziatrici sono state sostituite coll’ immagine della Strega vecchia che mangiava i bambini allo scopo di eliminare questa visione pagana a favore di una più favolistica.
In molte zone dell’ Alto Milanese si usa bruciare un pupazzo rappresentante una vecchia, allo scopo di eliminare le forze negative del freddo e rendere propizie le energie della nuova stagione primaverile che si fanno strada…
Ogni città ha le sue usanze, alcune variano anche secondo rioni. In alcune città, come Cantù, si provvede anche a organizzare cortei storici…
In alcuni paesi , come ad esempio Casorate Sempione, le donne approfittavano dell’ occasione per ritrovarsi in una sorta di incontro al femminile. Uno spazio a Loro dovuto in fondo. Non mancano, infatti, nelle tradizioni delle nostre zone rituali e riti Antichi permessi solo agli uomini. E questo momento di ritrovo era piacevole per le donne. le quali si prodigavano in pesanti lavori , divise tra campi e famiglie numerose.
Alla base di queste feste c’ è comunque un’ antica tradizione che vede le origini in epoca precristiana e celtica.
Nella tradizione contadina piatti tipici del periodo sono Risotto e salsiccia, trippa, polenta e brusciitt, vino rosso… il tutto è legato a leggende sulla storia della Giobia che pare sia stata tratta in inganno da una mamma che la fece letteralmente rimpinzare in modo che, piena , come era, non si mangiasse la sua bambina..

La Leggenda Di Fata…

hecate0Un tempo le Dee seguivano la vita degli uomini e davano loro tutti gli insegnamenti e i metodi per essere felici… Tra queste c’ era l’ intento che ogni persona piccola o grande avesse messo il proprio impegno per la comunità.. Quando le Dee visitavano i campi per renderli fertili, entravano nelle case, premiando quelle donne, che rendevano pulita e sacra la propria abitazione… se ciò non avveniva le redarguivano. La Dea aveva l’ aspetto di fanciulla in primavera, donna in estate, e anziana nella stagione fredda… quando gli antichi benedivano i campi bruciavano erbe nel camino in modo da trarne una sorta di cenere Sacra, da porre sui campi e benedirli. Per questo si brucia il pupazzo di una vecchia.. sono le Sacre ceneri che ricordano la benedizione della Dea Anziana…

“Ardo un immagine

di freddo e buio inverno

pannocchie e alloro

conchiglia e gusci d’ uovo

farina benedetta

cenere sei 

sul focolare ti ho trasformato

il mio campo ho sfamato..

Cresci raccolto rigoglioso

Sacra Terra 

ho Benedetto”

Così io conosco la storia e così l’ ho raccontata.. come mi è stata narrata tempo addietro.. non so poi cosa si ritrova nei libri di storia, o nei racconti scritti popolari… ma questo è il mio pensiero e così io lo presento sperando di fare cosa gradita e portare un pizzico di tempo passato e nostalgia a chi li legge…

 

Strega Fata Degli Incanti- B.C.©

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