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Frammenti di Una Festività Contadina

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Frammenti di Una Festività Contadina …

Aghi di pino venivano gettati nella brace. Si sollevavano piccole luminose scintille. L’ odore della resina si univa a quello un pò acre del carbone di legna. Marta era assorta alla finestra. Guardava la pioggia che aveva disegnato una grande ragnatela. Il fiottolo d’ acqua correva tra i sassi della rizava e disegnava così una sorta di grande ragnatela. L’aria era densa, tenebrosa e annunciava la notte dell’ ultimo giorno di ottobre.

Non temeva quella notte, sapeva che, come ogni anno, la famiglia si sarebbe radunata davanti al camino per raccontare leggende del passato. I nonni arricchivano i loro aneddoti di nuovi particolari e ogni volta sembravano diversi.

Anno dopo anno la famiglia cresceva. L’ ultimo nato era Paolo, figlio di sua cugina Anna. 

Durante le feste sacre si accendevano candele di cera d’ api, così profumate. Marta detestava l’ odore insistente del sego o del lume ad olio.

Un lumino era posto sul davanzale di una finestra e si cantava la litania:

Fiamma che ardi

come arde il nostro cuore

per amore 

per amore

porta il pensiero

porta il ricordo

al di là del mondo

così che il nostro abbraccio possa arrivare

a chi vogliamo ancora amare.

Le ombre si proiettavano sui muri. La concretezza diceva che erano i disegni delle fiamme del camino e della candela. La speranza raccontava fossero gli antichi avi. Quella notte di vigilia la nonna, la mamma e le zie avrebbero preparato i dolci speziati per la ricorrenza. Biscotti duri come ossa e dal sapore d’ inverno… alla bontà si univa una cura preventiva contro tosse e mal di gola, i mali di stagione. Zenzero, cannella e noce moscata, frutta secca e miele, cura perfetta contro ogni raffreddatura.

sam2I bambini erano in strada. In piccoli cortei vestiti in maschera, cappucci scuri e piccole mantelle, raccoglievano doni per la cena dei poveri. Ognuno dava ciò che poteva.. una mela, noci, pane e pan speziato. I più abbienti preparavano piccoli pacchettini… avvolti in carta zucchero se la famiglia che donava era ricca o in iuta o stoffa. Contenevano strisce di carne conservate sotto sale con spezie e aromi oppure insaccati. Qualcuno che poco aveva da offrire otteneva la farina dalle ghiande e preparava una sfoglia sottile, la farinata. 

Siamo piccoli folletti

se non vuoi ricever dispetti

regala con amore

e sempre avrai onore

Sii buono e saggio

del tuo di più fai omaggio

Un lume ardeva sopra una rapa intagliata e decorata di ghiande e foglie. Indicava l’ granoaccoglienza alle anime degli avi a cui un posto era riservato a tavola.

I bimbi camminavano sotto la pioggerella fredda e le piccole lanterne accendevano di riflessi dorati le pozzanghere, le goccioline fini che vi disegnavano cerchi concentrici. 

Il camino ardeva e foglie di alloro venivano bruciate per fare richieste all’ Universo. Ardevano tra le fiamme scoppiettando, dando responsi. Mi sposerò? Sarò felice? si osservava la foglia se bruciava profumando l’ aria e con leggeri crepitii esito positivo, altrimenti vi erano difficoltà. Allora si tracciavano segni sulla cenere e si formulava, in segreto, la richiesta.

Brucia e ardi

ardi e brucia

non far tardi 

non mancare

il mio desiderio si deve avverare.

zucca

Era la fiaba di Ognissanti, l’ antico Samhain, quando le tenebre accendevano i cuori, e la luce della Conoscenza si accendeva tra le tenebre. Non vi era paura, solo speranza e un umile ombra diventava un abbraccio e predisponeva alla preghiera.

Strega Fata degli Incanti- B.C.©

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Samhain / halloween

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Manca circa un mese a Samhain. Nel linguaggio comune la festa viene chiamata Halloween. Immancabili saranno post e vignette il cui tema centrale sarà se la festa è demoniaca o meno. Per comprendere il significato del periodo è necessario andare molto in là col tempo. Le feste erano Sacre per gli antichi. Si seguivano i ritmi della natura, le posizioni planetarie, i raccolti.

Samhain era il Capodanno Celtico, la fine dell’ estate, quando i frutti della terra divenivano scorte per la sopravvivenza invernale, quando il gelo calava nel buio della morte la natura. In questa fase di passaggio i veli si assottigliano, e il concetto di morte si estende a livello spirituale. La morte è un distacco mai completamente spiegato. Certamente vissuto in modo diverso dal nostro modo di pensare attuale ma sempre accompagnato dal dolore e da un senso di mistero.. il grande enigma: cosa c ‘ è oltre la vita?” I riti legati al trapasso erano Sacri e segnavano le fasi del passaggio del defunto tra il mondo materiale e quello astrale. Ciò che i viventi facevano in vita erano segni importanti perchè l’anima compisse tutti quei passi indispensabili a operare bene nell’aldilà. E in questo periodo, era ed è  possibile tendere la mano oltre la grande torre, incrociare nuovamente la strada con chi ci ha lasciato. Le energie libere si espandono, accrescono di potere e diventano dense per chi ha sensibilità di sentire.

La morte è anche paura. Ci si traveste, così come accadeva, seppur con tecnica diversa, per sfuggire agli spiriti negativi. Basse energie che richiamano nuove energie. Come si vince la paura? diventando la paura stessa. Ed ecco il travestirsi da mostri, da fantasmi, da vampiri. Come si sfugge da un’ entità che si teme? semplicemente confondendola. Una maschera per non farsi riconoscere…

E’ una festa che si riallaccia a una saggezza antica ma che retaggi e timori hanno trasformato in modo distorto, come festa del male. In realtà questo momento di incontro con le paure, col concetto della morte porta a un mutamento interiore e  maturità. Nessun mostro. Solo una fase profonda di intesa con la propria anima. Satana e i demoni sono ora visti come entità il cui scopo non è essenzialmente negativo. E’ la valutazione che le paure e limiti possono essere affrontati. E’ l’accettare le nostre responsabilità. E’ la Conoscenza. Non si tratta di “temere” il demonio bensì di prendere atto del libero arbitrio, di imparare a decidere e assumersi le responsabilità. Senza attribuire a demoni o angeli le decisioni delle nostre azioni. Siamo noi fautori di ciò che vogliamo, decidiamo e compiamo. Il demone è visto in una nuova luce. Abbandonare i retaggi. Il diavolo tentatore e crudele non ha spazio in quest’ ottica. Sapersi staccare da questo modo di pensare per far cadere ogni limitazione. Samhain ci invita a saper gestire le energie con l’ uso dell’ intelligenza. L’ impegno di fare ciò è il sacrificio richiesto. Il tempo donato per essere padroni del nostro essere. Gli Antichi Dei  non richiedono sacrifici atti al male. Richiedono impegno per la realizzazione del Sè. In questo senso e solo in questo si può definire questa festa “demoniaca”.

Strega Fata degli Incanti – B. C.©

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