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Storia di un Aviatore

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Storia di un Aviatore

Correvano gli anni a cavallo tra le due grandi guerre. Il 12 agosto 1915  vede  fondarsi  a Milano  la  Società Idrovolanti Alta Italia. La Siai – Marchetti tra gli anni venti e quaranta veniva chiamata Savoia- Marchetti. Dal 1944 divenne Siai – Società Italiana Aeroplani Idrovolanti Tra i reparti dell’ azienda, a stretto contatto con i lavoratori, un valente pilota, il comandante Alessandro Passaleva, condivideva momenti  importanti per la nostra aviazione.

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Collaudatore di idrovolanti aveva conseguito il titolo di  pilota militare a Pisa. Dedicando la propria vita al volo presso la ditta aeronautica Vergiatese. Per venticinque anni svolse i suoi esperimenti che ebbero a permettere all’ azienda il trasvolo dei  suoi mezzi oltre dell’oceano Atlantico.

Rimase vittima di un incidente a Somma Lombardo, in località Lazzaretto durante di collaudo in volo del bombardiere  S.M.84 che pilotava. Assieme a lui rimasero  vittime gli uomini  del suo equipaggio: il capitano Pelli e il  motorista Bertolotti.

Nel 2001 venne dedicata loro una lapide in ricordo nei pressi del luogo dell’ incidente..

Strega Fata degli Incanti – B.C.©

Fonti: Wikipedia – Varese News 21 ottobre 2001

 

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Vita Che Fiorisce Al Fiume Ticino- I Cigni

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La bellezza del nostro fiume.. una storia d’ amore attuale. Da condividere in silenzio, senza disturbare la vita che sta nascendo..

Come un regalo degli Dei, sul mio tragitto ho incontrato oggi una coppia di cigni…

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Da giorni sono in un angolo della riva  a nidificare.. oramai ci riconoscono e appena siamo arrivati, con fierezza ci hanno mostrato la loro opera d’ arte e d’ amore… 5 splendide uova..

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Non vi è nulla da aggiungere a questo spettacolo della natura, se non ammirare la perfezione della natura in piccoli scatti, fatti senza alcun rumore, con rispetto.. sembra che appena giunti ci abbiano accolto nel loro luogo Sacro..là tra Terra e Fiume dove nuove vite palpitano nel calore del loro bianco, alato, abbraccio…

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uova in posa…

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Curatemele, mentre Noi ci facciano una nuotatina.. (ci hanno lasciato lì le uova , mentre ci giravano attorno…)

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Mi raccomando…

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Dolci Pensieri Romantici

Foto scattate il 24/04/2016- immagini personali

Strega fata Degli Incanti-B.C.©

 

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Una Storia d’ Amore nel 1600 Sommese

1sanvitoLe chiese di Somma. Le più antiche, quelle che il tempo ha cancellato dalla memoria sono sconosciute ai più : nate dal fervore degli avi avevano anche un valore spesso pratico. Un esempio ci viene dalla Chiesa di San Vito la cui posizione era un ottimo punto centrale tra due antiche torri di guardia militare.

Un tempo le cucine vedevano i bambini attorno il camino a raccontare fiabe, nelle sere d’ estate sugli stalli, i ragazzi spesso si addormentavano mentre ascoltavano leggende e poesie. I mattoni delle pareti erano poste a incrocio, formando tante piccole aperture a croce. Così l’ erba asciugava meglio ,esposta al passaggio dell’ aria. Da lì, i ragazzini, vedevano i frammenti del cielo, la luna e il paese. Fatto di stalli, prati e campi e, a sovrastare tutto i campanili…

San Vito è una delle più antiche chiese, ancora conosciute e sopravvissute al tempo, della nostra città. Altre sono state lasciate nel dimenticatoio.. San Nazaro in Monte Sordo, Santa Fede al castello Visconteo… Chiese di cui non rimane traccia.. ma San Vito è ancora lì , sulla sua altura ricco della sua storia..

Sul campanile due visi in ceramica, tra i mattoni spiccano e l’ occhio attento li scorge.

Una storia d’ amore di tempi antichi…

La chiesetta era, inizialmente una cappelletta voluta da una donna che per erigerla ha lascito un legato. Se non si conosce il nome della benefattrice, si riconosce invece che i Santi Vito e Modesto erano invocati per la protezione delle campagne.

Il tempo rese opportuno i rifacimenti, e il campanile fu riedificato nel 1617.

Gli uomini del rione lavoravano con impegno. Grosse pietre una sull’ altra. Sudore e fatica sotto ogni tempo.. Il campanile cresceva ogni giorno e il lavoro si fermava solo alla sera, quando il crepuscolo tingeva lo spazio di ametista. Gli uomini alzavano gli occhi e ammiravano la volta come se fosse una pietra preziosa, sentendosi più vicini al cielo man mano che il campanile cresceva.

Una pausa era il pranzo.. mogli che lasciavano figli, anziani e lavoro nei campi. A piedi, con ogni tempo, un cestino con i frutti della terra, il pane cotto al forno, e un pò di lardo…

Andavano incontro ai mariti salendo su un impalcatura un pò traballante …e tra queste una donna non più giovane ma ancora con anni da vivere e se il sole e il lavoro dei campi ne aveva appesantito i tratti , il cuore semplice la portava ad amare il compagno come il primo giorno.

Un piede in fallo proprio quando uno scalino la separava dal marito, che nel tentativo di salvarla cade ,con lei, nel vuoto…

Muoiono abbracciati, così come avevano vissuto.. fino all’ ultimo uniti.. la gente urla, corre, dallo stallo proprio davanti alla chiesa, dove probabilmente abitavano, escono gli amici, i parenti.. e ora la loro effige è lì.. tra le pietre del campanile dal punto in cui spiccarono il volo.. l’ ultimo…

Questa è la storia come mi è stata raccontata tanto tempo fa.. quando mio papà, nelle sere dopo il lavoro spegneva la televisione e mi parlava della nostra Somma…

Una leggenda raccontata e riadattata un pò da tutti… ma che la storia, quella reale, fatta di studi ha sfatato riconoscendo in quelle immagini incastonate tra le pietre i resti di antiche statue che non si volle perdere del tutto…

Teniamo conto del parere dei competenti ma l’ anima riporta a una storia d’ amore, e per Me a una leggenda che mi ricorda una sera in famiglia.. di quelle racchiuse tra le pagine del cuore che rammentano i sapori dei tempi antichi…

Strega Fata degli Incanti – B.C.

Fonti: Racconti d’ infanzia famigliari- Testi di spunto per i dati storici: Estratto di  antiche Località Sommesi-San Vito- Storia e Folclore di C. Ferrario-  iber Notitiae Sanctorum Mediolani, redatto da Goffredo da Bussero circa nell’anno 1290 dove  sono contenuti i nomi delle chiese della diocesi di Milano – Lodovico Melzi Somma Lombardo, 1880.

 

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La Campana “Incantata”

Digitalizzato_20160404Un tempo le campane non avevano solo carattere Sacro, ma seguivano e scandivano i tempi e i ritmi del lavoro nelle campagne. Nascite, morti, funzioni, ore e avvenimenti erano accompagnati dai loro suoni.

Il rione San Bernardino celebrava in modo  solenne, le funzioni per San Coronato, agli inizi di Settembre. Un tempo la festa era più ricercata, ricca di particolari che riportavano alla vita contadina. I grandi Roeusc di uva bianca e nera. Piramidi in legno con i grappoli più belli facevano a gara nell’ esposizione per poi essere venduti. Le campane suonavano a distesa quando il corpo del Santo usciva in processione o veniva esposto. E si diceva, che portasse pioggia quando la siccità poteva compromettere i raccolti.

La scampanata tipica dei festeggiamenti si era conclusa e ora le campane erano a riposo. Ma la campana maggiore si era fermata, sospesa a mezz’ aria senza farsi notare…

La notte scese ad accogliere il riposo degli uomini. Ormai i camini avevano una brace leggera,e i fienili erano bui, solo la luce del cielo e della luna che, ormai, nella fase dell’ ultimo quarto rimaneva appena visibile, con quel suo piccolo spicchio che andava scomparendo in quelle notti che anticipavano l’ autunno. Qualche nuvola offuscava la poca luce…

Il silenzio fu interrotto.. uno scampanio lugubre, ritmato, come piccole gocce d’ acqua che creano una cadenza regolare.

Il popolino in allarme.

Mia nonna sente quel suono lontano, che le poche case e le campagne permettevano di giungere fino alla abitazione dei miei.. un attimo di timore.. mio nonno si alza pronto a uscire in caso di emergenza. I figli, pronti a seguire il padre, ma incuriositi e spaventati erano trattenuti dalle raccomandazioni di mia nonna…

In realtà non era accaduto nulla… si parlava di stregoneria, magia e quant’ altro.. il tempo di un soffio giusto per capire che era solo un guasto al battacchio…

Questa la storia del Settembre 1936..  si è affacciata alla mia memoria dopo anni che la zia e il papà  me l’ avevano raccontata. Oggi nel fare una piccola ricerca per qualcosa che leggerete poi, l’ antico racconto mi è venuto alla mente ritrovando il fatto, più o meno simile sul libro del Rossi*. Non so se i miei  mi raccontavano questi episodi a metà tra il reale e la leggenda, arricchendoli di particolari ma li tengo gelosamente nel cuore parte integrante di un pezzetto di vita di chi ci ha preceduto.

Strega Fata degli Incanti – B.C. ©

*A.Rossi – Antiche Località di Somma Lombardo

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Antiche Processioni

mantaEra una giornata tiepida. Un vento leggero faceva sollevare i panni distesi nell’ aia del caseggiato in Belvedere dove mia nonna abitava con la famiglia. I cortili sul percorso delle processioni erano addobbati da nastri e fiori. E  qualche piccolo mazzetto fiorito  aveva dato un aspetto curato anche alle piccole edicole Sacre che non vedevano il passaggio delle confraternite. Nessuno voleva astenersi dal rendere il proprio cortile o rione al pari con quelli delle vie principali. Così l’ immagine votiva, incassata nel muro dello stallo in Belvedere, era stata riempita di fiori e lumini. Un piccolo tavolino , posto davanti al quadro, aveva una tovaglietta bianca di lino e tante luci, fiori e nastri. Piccoli fiori bianchi di stoffa ricavati da intagli di un abito da sposa, ormai più volte rielaborato…. e ora diventato l’ abito delle processioni per la sorellina più piccola. I grandi occhi sognanti spiccavano tra i veli che disegnavano l’ effetto di grandi ali, forse anche troppo grandi per la bambina. Ma era così per tutte.. e il cestino delle noci era stato decorato da pizzi e riempito di fiori di campo.. piccole margherite e violette, petali e rami di biancospino,da portare in processione.

Erano tre i percorsi…

Da Casa Micciola, cascina  conosciuta come cantina del ghiaccio, ideale per macellai e salumieri, i quali vi trovavano luogo  adatto per procurarsi il ghiaccio prelevato, in inverno presso le paludi Mezzanesi. Si procedeva per Campagna Grande,un terreno argilloso, sulla traiettoria per l’ attuale Malpensa. Fino alla Bozza dei Salici.

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Particolare delle Cappella del Bagagin

Una grande pozza d’ acqua piovana che aveva favorito la crescita di salici. I contadini la recintarono per averne riserva d’ acqua in estate per le coltivazioni, mentre il suo ristagnare era utilizzato per la canapa onde ottenerne la macerazione per la  fibra tessile poi elaborata in appositi laboratori.

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Cappelletta del Bagagin

Il secondo percorso toccava la cappelletta del Bagagin, sotto San Rocco. La cascina era stata costruita dai Visconti nel XVIII secolo e poi presa in dotazione dalla famiglia soprannominata “Bagagin”.

Un antico lascito aveva permesso che questa costa avesse la sua cappelletta con la deposizione di Cristo. La processione scendeva verso Maddalena, per poi risalire fino a San Bernardino.

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Madonna della Preja

Il terzo percorso si snodava partendo dalla Madonna della Preja,verso lo Strona Santa Caterina e poi il Crocefisso di Smocco (via B. Colombo) per giungere alla Chiesa di San Vito.

La Nonna e le magie delle campi..

Carolina si stava sistemando i capelli. L’ abito color smeraldo rendeva più intensi i suoi occhi verdi. Quegli occhi ereditati dalla mamma Maria creavano un delizioso contrasto con i capelli castani raccolti lasciando piccole onde morbide.

Uscendo, vide il padre che sistemava i cavalli e il carro. Pensò per un attimo, che con quel carro, da lì a qualche mese si sarebbe recata in chiesa per sposarsi. Un fidanzamento già dichiarato.. e al Bagagin, Giuseppe l’ attendeva ora per la funzione religiosa, forse la prima, oltre la Pasqua, con cui si presentava davanti ai concittadini con la giovane fidanzata…

Intanto i contadini preparavano croci in ulivo e intrecciavano arbusti, gettavano la cenere sui campi. Così come gli antichi pagani quando onoravano gli elementi di cui a croce a braccia uguali ne è simbolo. E ora le croci venivano poste ai lati dei campi. Come un sigillo , una protezione. In quei campi dove le adorazioni agli Dei un tempo si innalzavano. Dove latte e miele veniva offerto per la Madre Terra.

campiPresto sarebbe stato il primo Maggio, e la rugiada avrebbe rivestito un ruolo Sacro.. si sarebbe depositata come un velo in quei prati, come un acqua lustrale sarebbe stata raccolta dalle donne.. dono di Marte e di Venere, intrisa delle forze impetuose e fertili delle divinità feconde, conservata per creare elisir di giovinezza… ma questa è un altra leggenda che si fonde con la storia…

Strega Fata Degli Incanti – B.C.

Da racconti familiari e di anziani del luogo- Fonti di comparazione di dati storici:

A. Rossi – Somma Lombardo-da borgo antico a città moderna e Antiche Località di Somma Lombardo.

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Processioni delle Campagne – Introduzione

Digitalizzato_20160402 (2)Arrivava la primavera e il 25 aprile scandiva l’ inizio delle processioni per le benedizioni delle campagne. Le origini sono antiche. Quando nel XVII secolo la peste ebbe a colpire il  territorio del Milanese, le Chiese e molti luoghi,Sacri o meno, ebbero a essere di ricovero per gli appestati. Così lungo le grandi distese coltivate a grano, frutta e verdura vennero a essere costruite le “cappelle devozionali” con lo scopo di raccogliere le offerte dei contadini, per portare loro un luogo alternativo di preghiera e un riparo in caso di maltempo che poteva cogliere gli agricoltori durante i lavori nei campi.

fatamas7Se però si va ancora più indietro nel tempo si scopre che già gli Antichi Romani, in questo periodo, eseguivano Riti per propiziare i raccolti, proteggere i campi e i contadini dalle gravi intemperie, ottenere la benedizione degli Dei sui frutti del lavoro rurale.

Col tempo queste processioni ebbero a fondersi con le celebrazioni cristiane e si fissarono le date per le   Litanie maggiori, del giorno di San Marco al 25 di aprile, e Litanie minori recitate a  il lunedì, il martedì e il mercoledì antecedenti l’Ascensione.

Le processioni avvenivano anche via fiume o lago, in quei luoghi lambiti dalle acque. Un esempio ci viene dalle processioni della Schiranna che avevano per tappa l’ Isolino Virginia, oggi Museo e territorio tutelato dall’ Unesco. 

 Isolino Virginia

Isolino Virginia

Nel XVI secolo la presenza di una piccola chiesa dedicata a san Biagio gli diede l’ appellativo di “Isola di San Biagio”.

D’ altro canto le origini di processioni sull’ acqua sono riscontrabili anche in epoche remote e con civiltà che hanno segnato la storia con regni e periodi di grande splendore. L’ Antico Egitto ne è un esempio con le meravigliose navigate lungo il Nilo in onore di Iside.

Strega Fata Degli Incanti – B.C.

 

Fonti di comparazione:

A. Rossi – Somma Lombardo-da borgo antico a città moderna.

Sito: http://www.unescovarese.com/code/15257/Biandronno-VA-Museo-Civico-Preistorico-e-Parco-Archeologico-Isolino-Virginia

http://www.gpsvarese.it/download/siti_Unesco_siti_palafitticoli.pdf

http://www.cspa-va.it/parco-archeologico.html

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I Pompieri di Via Albania

Digitalizzato_20160414Il XX secolo aveva appena visto la luce. Già da tempo l’ Amministrazione Comunale aveva raccolto la necessità  per la  nostra cittadina di un corpo di Vigili del Fuoco. Un paese in crescita, al cui sviluppo si rendevano necessari tutti quei servizi che avrebbero reso più sicura la popolazione. Se ne parlava già da qualche anno, il Comune di Milano aveva già proposto materiali a attrezzi , ma non si era potuto subito realizzare il progetto per motivi economici. Fino al 1905 quando fondi e sostegni permisero la realizzazione di un piccolo inizio di quella che poi sarebbe stato i percorso di questi uomini che molto hanno dato alla nostra storia.

Cascinali e incendi nelle stalle erano frequenti.. i magazzini in legno, i grandi fienili., le mancanze di misura di sicurezza tipiche dei tempi diedero molto lavoro ai nostri pompieri e solo 10 anni dopo il Corpo dei Vigili del fuoco ebbe una prima sede presso il Palazzo Comunale.

Lo Scoppio della Guerra e il Polverificio di Vergiate

Era una giornata calma e mite di Novembre. Tutto sembrava procedere normalmente. Mio nonno era impegnato nel suo lavoro di muratore e mia nonna si trovava nella grande cucina… con tre figli piccoli, l’ ultimo in culla, Giovanni aveva visto la luce nel Maggio di quell’ anno.

A un tratto un enorme scoppio .. i bambini chiamati nel grande cortile e il piccolo Giovanni in braccio.. Vetri che si infrangono e un secondo scoppio..Le donne e i contadini dei cortili attigui nelle strade e un grande fumo , una nuvola nera.. le campane ad annunciare il pericolo.. il polverificio di Vergiate era scoppiato. Da tempo si temeva che la lavorazione  delle polveri fosse un pericolo ed ora i pompieri si stavano precipitando sul luogo del disastro.

Nel tragitto i nostri pompieri ebbero a essere coinvolti in un terzo scoppio che costò la vita al Comandante Federico Casale e il ferimento di altri uomini del Corpo. Nei giorni seguenti altri altri decessi e danni ingenti alle abitazioni e le aziende della zona.

Il tempo passava e la popolazione sempre più apprezzava l’ opera dei Vigili, sempre presenti sul territorio e nel 1935 il Corpo entrò a far parte dell’ “88° Corpo Dei Vigili Del Fuoco”.

La nuova caserma in Via Albania fu affidata ai nostri pompieri nel 1960 e 12 anni dopo intitolata al comandante Federico Casale e Sala Giovanni rimasto vittima di un attacco aereo, nella Seconda Guerra Mondiale, mentre si stava recando in servizio.

Ancora oggi il lavoro di questi uomini, offre un servizio speciale alla popolazione. Sempre presenti , spesso in sordina e sempre pronti al sacrificio per il bene della comunità. Ci sono lavori che vanno oltre all’ opera in Sè perchè richiedono una dedizione totale, il dono di Sè stessi per il bene comune.

(Ho scritto questo breve ricordo in onore dei nostri pompieri. Le notizie le ho raccolte nel tempo e conservate, un pò dai racconti degli anziani , un pò su libri di storia locale. Li ho comparati con i dati ricavati dal libro di A. Rossi “Somma lombardo- da borgo antico e città moderna”)

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Luna di Aprile

luna nuova 2Stava scendendo il tramonto, la Luna era a un nuovo ciclo. Sarebbe stata buia quella notte in attesa del novilunio..

Le lepri si intravedevano , tra i campi, piccoli balzi. Facevano tenerezza. E presto i piccoli si sarebbero mostrati. In quella zona tutto assumeva un aspetto magico.. Morgampo, dove vivono le fate. Luogo circondato da leggende e timore. Si dice che le creature dei boschi e dei prati trovassero rifugio nelle cascine. A volte un gioco di luci, un illusione regalava strani effetti ottici. Come se la natura si divertisse a disegnare quadri e luci inafferrabili. Questa è la fata Morgana: un’ illusione nata tra i rami del vecchio sambuco, quando le ultime,leggere, foschie creano strane ombre tra le foglie e qualche piccola ragnatela.

Così è la Luna Nuova di Aprile…In questa fase la vita
spirituale prosegue in sintonia con la natura, ed è quindi in un momento di rinascita, le energie si intensificano.E’ la lunazione dopo Ostara,l’ inizio della nuova serie di lunazioni.
Luna del Seme o del Seminatore, delle Gemme dell’Erba verde,  Luna Rosa o della Rosa, dell’Uovo, dei Boccioli, Luna Gialla,  dei Fiori,  della Rana, delle Fragole,  dello Zucchero, Risveglio della Luna, Luna dei Pesci.

Ma per i miei avi era la Luna delle lucertole sulle siepi,che avevano fatto capolino già da tempo,al primo raggio di sole di Gennaio..ed ora si mostravano con  l’ arrivo della bella stagione. Le brevi pause dei contadini regalavano momenti  ristoratori in cui i sogni, appena accennati si affacciavano nella mente . Illusioni ottiche , fantasia o piccole magie quel sentire piccoli tintinnii, risatine lontane e suoni mai uditi. Le fate che danzano la primavera…

Davanti al grande sambuco gli uomini porgevano i loro inchini.. 7 volte e camminavano ,congedandosi a passi indietro come ci si congeda da un regale.

Le case si profumavano di rosmarino ed erbe aromatiche a ricordare la rinascita . Era la notte delle Dee belle e tenebrose e le ragazze preparavano i loro quaderni.. diari con foglie rimaste ad asciugare sotto la “Suprèsa” (il vecchio ferro da stiro..)

Nella notte senza luna , in attesa del Novilunio, una candela bianca e tre capelli da offrire al sambuco delle fate..IMG0169A

Io ti offro

Sacro Sambuco

Io ti offro

una parte di Me

ti soffio tre desideri

fa che con questa ciocca

tutto si avveri..

In attesa che la Luna tornasse a splendere, al plenilunio successivo , chi era baciata dalla Dea, vedeva  una leggera ombra.. ricordava vagamente la forma tenera e birichina di una lepre…

IMG0170AQuesta tenera leggenda delle campagne ricorda che la lepre , a cui è dedicata questa luna, è simbolo della Dea. I Celti non uccidevano le lepri e non se ne nutrivano se non a Beltane. Questo popolo si cibava degli animali per assimilarne l’ essenza . E se l’ orso era cacciato per ottenerne la forza, non vi è motivo di escludere che la lepre veniva ad essere fonte di fertilità, fecondità , rinascita che nel periodo di Beltane vede il suo culmine. Un atto Sacro, quindi, il sacrificio e il banchetto con le lepri all’ arrivo della bella stagione.

Col tempo la luna di Aprile assume caratteristiche rituali più contenute.. meditazione, osservazione della natura e connessione con Essa… gli antichi fuochi sono stati sostituiti dai fuochi interiori che il  guardare in Noi stessi accende.. Scintilla Divina della Conoscenza. I profumi sono ancora diffusi e non è rara l’ offerta di un incenso di alloro agli Dei nel momento del loro culmine fecondo…

Strega Fata Degli Incanti – B.C.©

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L’ Ipposidra

Digitalizzato_20160318Due nuvole si alzano dal fiume. Quelle acque così azzurre, intense che sembravano perdersi nel loro andare… con anse, correnti e sfumature, ospitavano già da anni quel battello a vapore. Uno spettacolo… gli uomini che vi lavoravano e chi, dalle rive,  aveva modo di assistere al suo passaggio si incantava. Ogni oggetto, invenzione era un’ apertura al progresso e al benessere. E quel battello, il Verbano, trasportava merci importanti. I carichi di quercia bruciavano per produrre calore e quindi velocità… ma era solo per un tratto che il battello poteva trasportare merce  tra Magadino e Sesto Calende, Sesto Calende e Magadino. La Svizzera, lo Stato Sardo e il Lombardo Veneto. Non ci si deve stupire se l’ Italia era così divisa: si sta parlando della metà dell’ 800.

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Stele di Rogazione

Il Regno di Sardegna comprendeva molti territori. Dopo la la guerra di successione spagnola, in seguito ai trattati di Londra e dell’ Aia, venne posto sotto l’ autorità di Vittorio Amedeo di Savoia che lo aggregò agli Stati della Casata tra cui il principato del Piemonte. Nel percorso Austro – Ungarico di Tornavento è presente ancora la stele  rogatoria che ne segna il confine col Lombardo – Veneto.verbano1

Passare dunque tre confini per portare e trasportare merce, senza contare il tempo, le spese e il cambio di mezzi… era davvero troppo, anche quindici giorni per completare il trasporto. Erano le correnti del fiume a rendere lenti e pesanti i lavori. Se l’ andata era favorita non così il ritorno.. il fiume Ticino, poi i Navigli e infine il Lago Maggiore. Questo il tragitto:  grandi navi cariche di ghiaia, di marmi di materiale ferroso… il Duomo di Milano doveva essere completato. Digitalizzato_20160404 Nacque allora l’ idea a un esperto in materia, Carlo Cattaneo: estrarre dall’acqua le barche a Tornavento, porle su carri ferroviari a 8 ruote trainati da cavalli e portarle a Sesto, dove venivano rimesse in acqua, lungo una via ferrata che attraversava la brughiera. Le grandi rapide del Ticino venivano quindi evitate. Cattaneo chiese sostegno all’amico Frattini e Francesco Besozzi per  fondare la società. Ci volle tempo, operazioni bancarie e burocrazia fino a quel Febbraio 1858 quando l’ Ipposidra  opera unica in Europa vide il suo avviarsi.  L’ unione dei cavalli e dell’ acqua per una creazione unica…

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I cavalli accompagnavano il suono della brughiera, richiamavano i contadini intenti nel loro lavoro, coprivano il silenzio e i suoni che scandivano i tempi della vita rurale con i loro zoccoli…

Lo spettacolo richiamava alla genialità, era lo stupore di un opera che sembrava dovesse perdurare nel tempo e segnare il passo al progresso.IMG0159A

Probabilmente fu così ma la durata fu breve. Solo 7 anni,  il tempo aveva intanto portato nuove costruzioni. La ferrovia Sesto-Milano, i barcaioli indispettiti per la fonte di reddito persa… e l’ Ipposidra fallì. Ma ancora rimangono segni visibili nella brughiera e lungo il fiume di quell’ impresa memorabile…conservati nei silenzi dei boschi e dai tratti di ponticelli, muri e resti dell’ antica costruzione.

E questa è la storia dell’ Ipposidra.. la racconto a Voi come l’ hanno raccontata a Me. I Libri e la storia la citano in termini tecnici, io col cuore di chi me l’ ha narrata, il quale a sua volta l’ ha sentita dal nonno…

Strega Fata Degli Incanti B.C.

 

(Fonte di verifica:Antiche Località di Somma Lombardo di A.Rossi- www.societastoricavaresina.org – pag 52 trattato di Cornelio Buscherini

Le immagini sono cartoline e foto personali ad eccezione del “Battello Verbano” di cui non ho trovato la fonte, se qualcuno ne rivendica i diritti mi avvisi che sarà prontamente rimossa)

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Somma Lombardo i Tre Castelli

Il castello Visconti in Somma Lombardo

Il castello Visconti in Somma Lombardo

Come una pietra rara e preziosa,il castello si inserisce in una città la cui storia è da sempre intrecciata alla nobile casata dei Visconti.

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Statua di Marte

Di antiche origini, la rocca, (perchè inizialmente  era strutturato in maniera molto più semplice di come ora possiamo ammirarlo), ebbe a essere presente fin dal IX Secolo.

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Venere

La chiesetta di Santa Agnese era posta al suo interno,sul lato sinistro del muro di spina all’ ingresso principale (quello che si affaccia sul Sempione della zona alta della città).

Ma fu durante l’ anno 1443 che avvenne quella divisione che avrebbe segnato per sempre la storia.

Avveniva che spesso nei casati, anche tra famigliari vi fossero  dissidi e scissioni, che portavano a conseguenze tragiche, per mantenere possedimenti e potere. Per i Visconti non fu così… Guido e Francesco ebbero a mediare su un territorio ben divisibile, con un castello già posto in ottima collocazione per un eventuale frazionamento e con una popolazione che giurò fedeltà alla nobile casata.

Castello-Visconti- Ingresso Parte Alta

Castello-Visconti- Ingresso Parte Alta

La parte alta toccò a Francesco. Egli aveva Signoria su tutta la parte del borgo comprendente San Vito, il Cipresso e la parte superiore. Per questo fu aperto l’ ingresso posto a Nord (verso l’ attuale chiesa di Santa Agnese).

Guido aveva Signoria sulla part da bass (sotto) quella rivolta a Sud – Ovest con l’ ingresso comprendente la strada che anticamente proveniva da Sesto (ora via N. Sfondrati).

Scorcio della Torre visibile dal lato del Giardino con la Diana Cacciatrice

Scorcio della Torre visibile dal lato del Giardino con la Diana Cacciatrice

Era sua giurisdizione la zona di San Bernardino e la contrada Valgella, dove venne costruito il capanno del famoso pozzo ( che diede appunto il nome alla piazzetta di piazza al Pozzo ).

Un angolo dell' Antica Rocca

Un angolo dell’ Antica Rocca

Cominciarono i primi ampliamenti. Il castello ebbe ad articolarsi con nuove strutture. Tre castelli in stili che segnarono le epoche. Tre grandi cortili quadrangolari e ingressi diversi. Che formavano un unico corpo…

Particolare : scaletta con cancellino

Particolare : Scaletta con Cancellino

Piccoli Angoli Incantevoli

Piccoli Angoli Incantevoli

 Una Scaletta Deliziosa...

Una Scaletta Deliziosa…

La Chiesa S. Agnese vista dall' ingresso della Parte Alta

La Chiesa S. Agnese vista dall’ ingresso della Parte Alta

Il tempo passava cambiavano le esigenze, il borgo cresceva e la chiesetta di Sant’ Agnese fu demolita per essere posta dove ancora si erge, con una cappella interna dedicata ancora alla famiglia Visconti.

Una delle Corti- Probabilmente datata attorno al 1500.

Una delle Corti- Probabilmente datata attorno al 1500.

Il pozzo nella Corte Cinquecentesca della foto precedente.

Il pozzo nella Corte Cinquecentesca della foto precedente.

 L' altra Antica Corte.

L’ altra Antica Corte.

Quando si visita un castello ci si sofferma sulle sale, sulla maestosità e ricchezza dei tessuti e degli arredi,sul lusso e i suppellettili. In questo caso si è potuto visitare le parti esteriori, quelle che raramente si aprono al pubblico. Quelle che passano inosservate, ma che racchiudono l’ essenza della storia. che sono il riassunto del costruire, del modificare il maniero stesso… con tutte le motivazioni, i retroscena, i misteri che circondano il passato dell’ intero territorio.Tenute in attività dai volontari che con passione si prestano a illustrare e rendere vivo il castello , che con la sua presenza è rimasto simbolo e parte integrante della storia della città.

Fossato attorno al Castello

Fossato attorno al Castello

Strega Fata Degli Incanti- B.C.

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L’ Antico Crocevia dei Pica – Prej

madonna1L’ uomo era davanti alla sua pietra.. avrebbe dovuta finirla in fretta.. una mole di lavoro lo attendeva. Gli Scalpellini pica-prej erano ricercati per la loro bravura e sapevano trasformare i blocchi di granito in opere d’ arte. Così era stato da sempre , di generazione in generazione. I grandi massi provenivano da Baveno e gli Scalpellini usavano la loro capacità fino a renderli perfetti,  uno a uno lavorati, incisi, plasmati diventavano parte integrante di un architettura il cui pregio si sarebbe tramandato nel tempo.
Ogni tanto la stanchezza faceva capolino. la polvere di marmo infastidiva e i muscoli si facevano sentire. Ma bastava alzare lo sguardo verso lo stemma e tutto passava… quel blocco di granito in cui era impressa una croce greca non era una semplice incisione, era il simbolo degli Scalpellini Sommesi. Del loro lavoro, del loro impegno. Quella croce a braccia uguali, che ricordava il simbolo solare, era anche la rappresentazione delle strade che si incrociavano al centro della cappelletta della Madonna del Latte. Un significato antico, un unione tra cielo e terra , la direzione dei punti cardinali.

Così era conosciuto da tutti quel dipinto particolare. Spesso gli uomini non fanno caso al significato di un ‘ opera che è lì da sempre…

Appoggiata sui muri di uno stallo il dipinto era circondato da colonnine , come soldati che volevano difendere la tranquillità della preghiera. Le donne pregavano le sere d’ estate, quando gli scalpelli smettevano il loro incidere. La panchina posta a fianco dell’ immagine ospitava le donne che col rosario in mano recitavano il salterio.

Sulle pareti annerite dal tempo la cornice in marmo spiccava.

Mentre pensava  a questo l’ uomo continuava  a incidere il blocco col suo ritmato ticchettio che scavava la pietra. Una sagoma  furtiva… una figura avvolta da un grande scialle si avvicinava al quadro. Come un ombra si infilò tra le colonne .. Sembrava inchiostro che scorreva.. una figura fine, leggera, una macchia che si perdeva sullo sfondo delle pareti della cascina..

La donna pregava, l’ uomo aveva smesso di lavorare, e sentiva un sussurrare. probabilmente la donna non aveva neppure fatto caso a lui…

Quella donna sembrava ora implorare.. l’ uomo l’ aveva riconosciuta. Si era sposata più di due anni prima ma ancora non era divenuta madre. Ed ora era lì a chiedere la grazia di poter avere figli, di vederli crescere.

La Madonna del Latte era invocata dalle giovani madri per avere un buon latte per il neonato, per poter avere altri figli sani, per avere un buon parto.

Così quella sera la giovane donna lasciò un mazzetto di violette, le prime dei campi , ai piedi del quadro come dono alla Madonna a cui aveva chiesto il violettefavore.

Le origini del quadro sono antiche fin dal 1600  e il dipinto ha visto la storia .. l’ arrivo della peste, le scorribande nemiche, le grandi feste e gare di caccia dei Signori del luogo.

E ancora prima quelle strade, ricoperte di sassi , videro il passaggio dei Romani, quegli incroci ebbero a essere cari agli Dei, secondo gli antichi culti.

I grandi boschi di quercia, già Sacri ai

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Celti dell’ epoche antiche, avevano ospitato le divinità Silvane. Sulle grandi pietre venivano poste le offerte per placare le ire delle tempeste. Così furiose e improvvise che sembravano far tappa ai piedi della Peduzza. I grandi campi che circondavano il Monte Sordo avevano bisogno di acqua, ma acqua quieta e ristoratrice, non portata da venti e tempeste.

Così si offriva il grano e il pane sugli altari. Probabilmente anche qualche animale. Nonostante l’ Antico culto avesse rispetto per la vita, vi erano molte divinità cacciatrici. ma era necessità dei tempi. Nessun gentile uccideva per gioco … la caccia faceva parte della sopravvivenza. Era un sostentamento e offrire una parte del raccolto  o della caccia alla divinità protettrice era dovuto.

Tutto assumeva carattere sacro.

Il latte e il miele era donato alla Terra, gesto simbolico che secoli dopo verrà inglobato nelle tradizioni Cristiane: la benedizione delle Campagne e il “ricambiare” a pane le grazie ricevute.

La guarigione da una malattia equivaleva, spesso,a donare tanto pane,ai poveri, quanto pesava il graziato.

Che la zona sia stata luogo considerato Sacro dagli antichi ci viene data prova durante gli scavi del 1950,quando una necropoli databile al I sec. a,C.venne alla luce. Con essa vari suppellettili.

Così i doni agli Antichi Dei… il latte , il pane, i frutti della natura, offerti per connettersi col Tutto e trovare quella speranza che ha accompagnato la vita dell’ uomo dalla notte dei tempi…

Strega Fata Degli Incanti B.C.

Questa è una ricostruzione personale su un racconto fattomi anni addietro. I dati storici sono confermati dai testi di A. Rossi (Antiche località di Somma Lombardo)- F. Campana (Monumenti di Somma e Luoghi circostanti).

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Le Croci di Ferro

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La Croce Alla Valle

A volte si percorre e ripercorre la stessa strada per anni.. si guarda con occhio distratto le stesse cose da sempre che diventano un appuntamento fisso con la storia senza neppure badarci. Uno di questi punti particolari sono le croci di ferro, presenti in ogni borgo, che meno si fanno notare delle antiche cappelle o delle immagini votive. Salta all’ occhio solamente che in un tempo imprecisato della storia, per qualche motivo sconosciuto i nostri avi hanno posto croci in ferro che il tempo ha patinato di un colore brunito. Ma se andiamo a scoprire il perchè stanno lì, a guardia del luogo, ci si scopre catapultati in un tempo antico dove magia e dura realtà si fondono.

Un Pensiero di Stima

Non so con esattezza  lo scopo delle croci che sono presenti in Somma, ma di solito queste venivano poste per identificare un luogo, oppure era il luogo stesso a prendere il nome dalla croce. Un esempio è la Crus del Gall a Mezzana , nell’ incrocio di via Locatelli. Altre volte ricordavano un fatto tragico, o servivano di protezione per le campagne. Accompagnate da cippi o lapidi spesso ormai illeggibili, come quella in via Valle, segnavano la storia popolare. La nostra zona ha dato un alto contributo di uomini e di onore durante le guerre mondiali. E la povera gente innalzava monumenti semplici di ricordo e riconoscenza a chi si sacrificava per la patria. Ricordo che non va perduto e un pensiero di stima sia presente verso  tutti coloro che contribuirono a portare onore al Paese.

       La magia Delle Campagne

Ma se si va indietro nel tempo.. quando i contadini vivevano dei lavori rurali e la fede si mescolava alla superstizione.. i misteri venivano spiegati da gesti e riti arcani che mescolavano  gli  antichi culti al cristianesimo. Era un modo per vincere le paure, per darsi spiegazioni e speranze…

Queste croci venivano poste, tranne qualche sporadico caso, agli incroci. Lo scopo era di proteggersi dalle Streghe le quali lasciavano le loro malie all’ incontro tra le strade. La notte più temuta era quella di San Giovanni al Solstizio d’ Estate. Le Streghe erano solite incontrarsi ai crocicchi, mostrarsi ai passanti, e far si che i loro famigli, riconoscibili da segni di cenere come sigilli, compissero incanti. Spesso alcuni temerari, per riuscire a vedere gli spiriti, impiantavano il loro forcone nel terreno  e vi poggiavano il mento, Nel farselo così sorreggere , lo Spirito si sarebbe manifestato.

san_paolo_rogo_libriI Grimoni venivano bruciati all’ ombra di queste croci. Libri di Conoscenza, pochi a dire il vero, visto l’ analfabetismo. Erbari e mappe stellate. Magari male disegnate e frasi spesso sconnesse.. ma ritenuti demoniaci e quindi destinati al rogo. Il più delle volte diari di donne sole, o dedite alla cura con le erbe, piccole perle della vita di un tempo, andate perdute.

Spesso alle croci si univa un uso pratico. Lavorate in metallo segnavano il percorso del vento con la tipica banderuola che gira, in altri casi avevano lo scopo di proteggere le campagne dalla grandine.

La croce agli incroci segna da sempre il passaggio tra la dimensione dei vivi e quello dei defunti. All’ origine essa, se rappresentata a braccia uguali, è l’ emblema del Sole.

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Una piccolo angolo del passato che si cela in stradine umili, o in centri più cittadini, nascoste dal verde o dal caos delle automobili. ma un pensiero non può mancare … quanta storia racchiudono e quanta poesia.. una manciata dei sentimenti degli anni passati. Briciole di dolore, speranza e paure.. la costruzione di un futuro migliore.. e il lavoro che ha lasciato viva traccia di chi ci ha preceduto.

Strega Fata Degli Incanti B.C.©


(Nell’ immagine una Tela di Lucio Massari 1569-1633-San Paolo, con la spada e la croce, soprintende al rogo dei libri).

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