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Ott 26, 2016

Posted by in Antichi Racconti, Magia di Samhain, Magia nel Mondo- Miti e Leggende, Ruota Dell' Anno, Ul Me Paes, Vita da Strega | Commenti disabilitati su Frammenti di Una Festività Contadina

Frammenti di Una Festività Contadina

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Frammenti di Una Festività Contadina …

Aghi di pino venivano gettati nella brace. Si sollevavano piccole luminose scintille. L’ odore della resina si univa a quello un pò acre del carbone di legna. Marta era assorta alla finestra. Guardava la pioggia che aveva disegnato una grande ragnatela. Il fiottolo d’ acqua correva tra i sassi della rizava e disegnava così una sorta di grande ragnatela. L’aria era densa, tenebrosa e annunciava la notte dell’ ultimo giorno di ottobre.

Non temeva quella notte, sapeva che, come ogni anno, la famiglia si sarebbe radunata davanti al camino per raccontare leggende del passato. I nonni arricchivano i loro aneddoti di nuovi particolari e ogni volta sembravano diversi.

Anno dopo anno la famiglia cresceva. L’ ultimo nato era Paolo, figlio di sua cugina Anna. 

Durante le feste sacre si accendevano candele di cera d’ api, così profumate. Marta detestava l’ odore insistente del sego o del lume ad olio.

Un lumino era posto sul davanzale di una finestra e si cantava la litania:

Fiamma che ardi

come arde il nostro cuore

per amore 

per amore

porta il pensiero

porta il ricordo

al di là del mondo

così che il nostro abbraccio possa arrivare

a chi vogliamo ancora amare.

Le ombre si proiettavano sui muri. La concretezza diceva che erano i disegni delle fiamme del camino e della candela. La speranza raccontava fossero gli antichi avi. Quella notte di vigilia la nonna, la mamma e le zie avrebbero preparato i dolci speziati per la ricorrenza. Biscotti duri come ossa e dal sapore d’ inverno… alla bontà si univa una cura preventiva contro tosse e mal di gola, i mali di stagione. Zenzero, cannella e noce moscata, frutta secca e miele, cura perfetta contro ogni raffreddatura.

sam2I bambini erano in strada. In piccoli cortei vestiti in maschera, cappucci scuri e piccole mantelle, raccoglievano doni per la cena dei poveri. Ognuno dava ciò che poteva.. una mela, noci, pane e pan speziato. I più abbienti preparavano piccoli pacchettini… avvolti in carta zucchero se la famiglia che donava era ricca o in iuta o stoffa. Contenevano strisce di carne conservate sotto sale con spezie e aromi oppure insaccati. Qualcuno che poco aveva da offrire otteneva la farina dalle ghiande e preparava una sfoglia sottile, la farinata. 

Siamo piccoli folletti

se non vuoi ricever dispetti

regala con amore

e sempre avrai onore

Sii buono e saggio

del tuo di più fai omaggio

Un lume ardeva sopra una rapa intagliata e decorata di ghiande e foglie. Indicava l’ granoaccoglienza alle anime degli avi a cui un posto era riservato a tavola.

I bimbi camminavano sotto la pioggerella fredda e le piccole lanterne accendevano di riflessi dorati le pozzanghere, le goccioline fini che vi disegnavano cerchi concentrici. 

Il camino ardeva e foglie di alloro venivano bruciate per fare richieste all’ Universo. Ardevano tra le fiamme scoppiettando, dando responsi. Mi sposerò? Sarò felice? si osservava la foglia se bruciava profumando l’ aria e con leggeri crepitii esito positivo, altrimenti vi erano difficoltà. Allora si tracciavano segni sulla cenere e si formulava, in segreto, la richiesta.

Brucia e ardi

ardi e brucia

non far tardi 

non mancare

il mio desiderio si deve avverare.

zucca

Era la fiaba di Ognissanti, l’ antico Samhain, quando le tenebre accendevano i cuori, e la luce della Conoscenza si accendeva tra le tenebre. Non vi era paura, solo speranza e un umile ombra diventava un abbraccio e predisponeva alla preghiera.

Strega Fata degli Incanti- B.C.©

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