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Mar 6, 2016

Posted by in Donna E Strega, Home, Ruota Dell' Anno | Commenti disabilitati su Ipazia – Martire Pagana per la Libertà di Pensiero

Ipazia – Martire Pagana per la Libertà di Pensiero

Hypatia_portrait

Ipazia in un ritratto del 1908

Ipazia è stata una di quelle Donne che Io definisco emanazione della Dea sulla Terra. Come se ogni tanto l’ Universo volesse trasmettere in modo tangibile e diretto la Conoscenza all’ umanità perchè possa progredire e lo fa in modo che una parte di Saggezza si “reincarni” in una Donna o in un Uomo dove la scintilla Divina si manifesti attraverso una qualità.

« Quando ti vedo mi prostro davanti a te e alle tue parole,
vedendo la casa astrale della Vergine,
infatti verso il cielo è rivolto ogni tuo atto
Ipazia sacra, bellezza delle parole,
astro incontaminato della sapiente cultura. »

 (Pallada, Antologia Palatina, IX, 400)

Di Ipazia si trovano notizie nel Suda, enciclopedia storica del X secolo in lingua Greco-Bisantino che racconta dell’antico mondo mediterraneo. Grazie ad essa si è potuto trarre dati di fonti antiche andate perdute,con la caratteristica di essere ordinate alfabeticamente riguardanti  molte discipline: scienze,geografia,grammatica, usi e costumi e filosofia.

E dal Suda si possono cogliere frammentarie notizie su Ipazia. Tento qui di “immergermi ” nella vita di allora per esprimere la mia riconoscenza a questa creatura che tanto ha dato, al punto che dopo più di 1500 anni rimane punto fermo per la storia della libertà di pensiero e del paganesimo.

Era il tempo dell’imperatore d’Oriente Arcadio (377-408) e di suo figlio Teodosio II (401-450). A cavallo di questi anni, ad Alessandria d’ Egitto , nacque e visse Ipazia. Il padre fu forse Teone, che ebbe a trasmettergli l’ amore e la passione per la scienza e la matematica.

E quando tutte le ragazze sapevano e progettavano il proprio destino secondo le regole e i costumi del tempo, Ipazia guardava il cielo, disegnava mappe con la traiettoria delle stelle, per facilitare i viaggi degli uomini, per seguire i moti del cielo e i cicli della natura. Certamente il fatto che il padre fu, probabilmente, l’ ultimo direttore del  Museo di Alessandria era una possibilità di apprendimento non indifferente. Il poter crescere a contatto con quelle informazioni, fu terreno fertile per la sua mente. Il padre si accorse del suo essere portata a tutto ciò che è erudito, e la coinvolse in alcuni suoi lavori.

Ma gli anni erano duri per pagani e cieli neri si preparavano per l’ Antico Culto. Nel 391 Teodosio emise un ulteriore terzo editto di persecuzione contro i pagani e iniziò la distruzione dei Templi. Iniziarono a distruggere la Statua e il tempio del Dio Serapide e anche la biblioteca non ebbe scampo. Una delle raccolte per eccellenza, che molto avrebbe rivelato alle generazioni future vide la sua fine e con Essa il sapere dei secoli.

Ipazia aveva allievi e continuava la sua opera. Un opera che superava per intelligenza e grazia quella di uomini importanti, il cui intelletto si era annullato  nell’ oblio dell’ odio , della presunzione e di una rabbia cieca, dove la libertà non aveva spazio soffocata dall’ orgoglio.

Ipazia metteva a disposizione il suo sapere e la sua parlata era accompagnata da grazia, saggezza e conoscenza. Matematica, filosofica, astronoma, godeva di grande prestigio, rispetto e autorità riconosciuti dal popolo. E l’ invidia verso di Lei prese forza…

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Ipazia di Alessandria (in piedi al centro) – particolare di dipinto di Raffaello dedicato alla “scuola di Atene”

Per la magnifica libertà di parola e di azione che le veniva dalla sua cultura, accedeva in modo assennato anche al cospetto dei capi della città e non era motivo di vergogna per lei lo stare in mezzo agli uomini: infatti, a causa della sua straordinaria saggezza tutti la rispettavano profondamente e provavano verso di lei un timore reverenziale.”


(Socrate Scolastico, Historia Ecclesiastica, VII, 15)

 

Nel Marzo del 415, un gruppo di uomini, guidati da tale Pietro posero fine al suo percorso terreno in terra d’ Alessandria. Durante un suo rientro casa fu presa, trascinata in un chiesa, lapidata con dei cocci e strappate le membra, bruciata.

Sia pensa che dietro a questo episodio atroce non mancasse l’ appoggio di Cirillo Vescovo. D’ altro canto Ipazia era ben considerata dalle autorità locali, le quali, non esitavano a chiederle parola per le questioni importanti. Un vero “fastidio” per alcuni, il cui potere era offuscato dalla sua saggezza. ipazia morte

Morte di Ipazia- Opera di Charles William Mitchell- Newcastle upon Tyne- 1854-1903

Con lei anche Alessandria perse la sua importanza come  centro di cultura. I suoi allievi vennero a perdersi, forse la paura di una fine orribile… in fondo Cirillo ebbe a rimanere Vescovo per altri 29 anni e i Cristiani erano ora liberi di professare la loro Religione, la quale non ammetteva altre Divinità. La mentalità impediva un convivere pacifico e una sorta di desiderio di vendetta inconfessato emergeva e trovava sfogo nelle persecuzioni ai Pagani. Certamente non regola per tutti i Cristiani ma quei pochi bastarono a creare un ondata di dolore e gravi colpi alla storia, che si vide privata , non solo di personaggi illustri , ma anche di testi, che ancora oggi vengono rimpianti.

 

Strega Fata Degli Incanti –

Briante Cesarina©

 

 

 

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