Dic 8, 2015

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L’ Albero Fatato

Il mio albero di Yule

E’ tradizione, per la Diocesi di Milano, preparare il presepe e l’ albero per Sant’ Ambrogio. La data è più o meno questa per ogni luogo, varia di qualche giorno in quelle zone d’ Italia dove si seguono tradizioni legate a San Nicola (6 Dicembre) o Santa Lucia (13 Dicembre).
L’ immagine dell’ abete  decorato è legata a quello dell’ albero della vita presente in varie culture. Nastri, oggetti , fiocchi di neve, erano accostati a candeline che rappresentavano le anime dei defunti.
In altre tradizioni erano i simboli cosmici portatori di vita a essere rappresentati sull’ albero.. Sole , Luna , Stelle e luci. L’ abete è un albero particolarmente caro a Odino, Divinità germanica potente.
Già i Celti amavano decorare alberi e non da meno erano i Romani che abbellivano le loro abitazioni con ciuffi di sempreverde durante le calende di Gennaio. Col Cristianesimo l’ albero assunse un significato diverso associandolo al Cristo fonte di vita. Inizialmente, ne fu vietato l’ allestimento , ma poi i ciuffi di abete furono sostituiti dall’ agrifoglio in ricordo della Corona di spine e delle gocce del sangue di Gesù.anisnointrees
Ma quella che voglio oggi raccontare è una storia antica, raccontata da bocca in bocca, da nonna a nonna, nelle notti fredde. Quando la neve impediva i giochi all’aperto dei bimbi e le donne uscivano solo per andare al forno del pane. I profumi delle bucce d’ arancio e delle pigne coprivano l’ odore acre e penetrante della legna e del carbone… Spesso era la stalla il luogo di ritrovo .. si pregava , cuciva, cantava e i giovani si innamoravano… i bambini si addormentavano nei pagliericci mentre le nonne raccontavano le favole…

fatae follettiTanti anni fa, quando ancora i lupi frequentavano il Vigano e la neve cadeva copiosa, anno dopo anno , allo scadere dell’ inverno, vi era in questo paese una famiglia povera. Il padre era partito mesi prima per una battaglia, chiamato alle armi dai Signori del luogo, per difendere il territorio, Non ebbe a fare ritorno.
Un Natale certamente triste e povero per quella famiglia. L’ unico uomo di casa, l’ anziano nonno. I suoi passi erano stanchi, e la legna era ormai, per lui faticosa da tagliare. raccoglieva perciò vecchi rami e pigne, per scaldare e cucinare.
La leggenda raccontava che le piccole libellule dalle ali elfa-natalesgargianti che è facile trovare presso le rive dello Strona, erano in realtà fate e folletti. Si trasformavano alla prima neve, nel loro originale essere. Le libellule verdi erano folletti, le blu fatine. raccoglievano i desideri dei bambini per portarli alla Giobbia, una Dea che abitava la foresta, e che visitava le case portando doni. Dovete sapere che i folletti sono attratti dall’ odore delle resine del pino e che a ogni Natale i bambini preparavano miele e latte davanti all’ uscio per dar loro il benvenuto.
Quell’ anno, tutto il profumo di quelle pigne, bruciate dal nonno , in quella povera famiglia fece arrivare molte fate e folletti, che trovarono nella casa tanta miseria e freddo. ma anche una scodellina con latte e miele per loro.. il più piccolo dei fratellini aveva rinunciato alla colazione per non lasciar senza il piccolo popolo.
Inteneriti da ciò fate e folletti, cominciarono a cercare se i animated-santa-claus-image-0043bambini avessero scritto la loro letterina dei desideri. Ma non vi era nulla su cui scrivere.. nè stoffa nè pergamena. I desideri erano scritti su grosse foglie, che l’ autunno aveva tinto di rosso, e che erano l’ unico materiale sul quale imprimere i desideri con un pezzo di carbone di legna che fungeva ma matita. Erano disegni, i bambini non sapevano scrivere. ma si sa.. i bambini sono vicini al cielo più di ogni altro e le creature divine ne leggono i cuori.
Le fate e i folletti si misero all’ opera.. chi portava vicino al camino ceppi di legna, chi tesseva con fili di fieno stoffe pregiate (la loro magia trasformava tutto). Ogni desiderio era esaudito.. un vestito nuovo, un giocattolo, un omino di pane e uvetta… a ogni desiderio il grosso ramo del nonno vedeva accendersi una candelina e adornarsi delle foglie rosse che brillavano dell’ oro e argento del piccolo popolo…. un albero meraviglioso e fatato …casa gift
Quale sorpresa, al risveglio, per i piccini, la mamma e i nonni… tutto luminoso caldo e prezioso… ognuno aveva la sua candelina e il suo dono.. tutte tranne quello del fratellino più piccolo.. per lui la candelina non si accendeva.. ogni candelina rappresentava qualcuno volato lassù.. la nonna, il nonno , gli zii… ma quella non c’ era modo di accenderla… il bimbo non era per nulla triste aveva capito e corse alla finestra.. certo non poteva accendersi.. aveva chiesto il ritorno del padre.. la sua anima non era volata in cielo e la candelina non poteva ardere.. il cigolio del carro, fuori tra le intemperie vide scendere un uomo, dalla barba incolta e il passo deciso… l’ ultimo desiderio si era  Attesaavverato e un soave tintinnio fu il saluto del piccolo popolo in segno di gratitudine per il bambino tanto generoso… era il 21 Dicembre…
Da allora , l’ albero di Yule, si veste di biglietti rossi con i desideri di ognuno , che le fate e i folletti portano al cielo.. il tempo li ha trasformati in biglie, fiocchi e luci.. ma non dimentichiamo mai di mettere due  piccole libellule vicino al nostro albero e un piccolo dono in ricordo delle creature dei nostri boschi.

 

Strega Fata Degli Incanti- B.C.©

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