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Gen 7, 2016

Posted by in Home, Italia Magica, Le Leggende Del Solstizio, Magia delle Campagne, Magia nel Mondo- Miti e Leggende, Ul Me Paes, Vita da Strega | Commenti disabilitati su La Favola Della Giubiana Nel Vigano

La Favola Della Giubiana Nel Vigano

IMG0117BMi ricordo di una sera particolare.. era inverno, un inverno che non aveva risparmiato qualche giornata di sole.. così il cielo, al crepuscolo, si era tinto un color zaffiro intenso.. sembrava che una di quelle notti di Oriente, quando i palazzi si illuminavano delle luci soffuse delle lampade e l’ oro delle decorazioni alle finestre spiccava luminoso sui palazzi dei grandi signori dell’ Antica Persia.. ma la realtà era più spiccia.. i colori del cielo contrastavano con i boschi che si tingevano del nero della notte, creando un contrasto simile ad un ricamo.. e nei pensieri di una bambina si accendeva l’ immaginazione del volo incantato di personaggi che popolano il mondo della leggenda.
La stufa, un antica stufa contadina, stufaposta vicino al grande camino ormai in disuso scaldava, forse troppo, ma creava l’ ambiente ideale per favole e sogni…
Il mese di Gennaio è pieno di tradizioni antiche e dopo l’ Epifania c’ era lo spazio per altri usi legati alla Ruota Del Tempo…
Racconti che scaldavano il cuore e la mente, in un inverno che poco lasciava tempo ai giochi all’ aperto.
Uno di questi era legato alla Giobia. Era tradizione a casa mia mangiare cotechino e lenticchie all’ ultimo Giovedì del mese.
Si diceva che così, in estate, i moschini non avrebbero disturbato la proprietà e i suoi abitanti… il cotechino è legato, probabilmente, agli antichi riti della macellazione del maiale che avveniva nella stagione fredda, nel momento

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Luna nel Bosco

della neve. Possibilmente in Luna Calante, perchè la carne avrebbe avuto modo di subire meno contaminazioni o in Luna Nuova se si voleva un maggior rendimento delle carni o del lardo. Questa antica attività, era importantissima nella vita contadina di un tempo. Le lenticchie (sostituite dai bruscitt in alcune occasioni) rappresentavano il fastidio dei moscerini che va a allontanarsi , lasciando posto al benessere.
Ma vi è anche un altro piatto tipico che si usava cucinare.. il risotto con la salsiccia..

Il luogo dei ricordi

Un tempo il bosco del Vigano era come una grande foresta.. chi abitava nei pressi del Monte Sordo poteva sentirne i suoni e gli ululati.. a volte era il vento, che tra gli alberi soffiava e che lo faceva sembrare il verso del lupo.. anche se al Vigano i lupi c’ erano davvero…
Le piccole finestre avevano inferriate e dimensioni modeste.. spesso erano assi o tende a chiuderle, nelle case contadine. Se si guardava dalle fessure si vedevano in lontananza i lumicini delle cascine poste oltre i campi.
yule2015La neve rendeva tutto candido e la foresta era buia e fredda. Anche di giorno era terreno difficile.. chi aveva i boschi per la legna ne aveva già fatto scorta in stagione migliore.
I miei nonni abitavano in una grande cascina che il tempo ha reso una casa confortevole. E avevano aspettato il freddo dell’ inverno per sposarsi. La nonna abitava in zona Belvedere e il nonno in Piazza al Pozzo, vicino a dove era ubicato il Pozzo dei Valgella.
Nell’ ampio terreno poco distante al Monte Sordo avevano costruito la casa, mio nonno era muratore e la nonna aveva partecipato ai lavori. Così giorno per giorno la cascina crebbe e da lì iniziò la loro vita matrimoniale.
Ed è nella loro casa che vivevo il sogno delle fiabe…
Certamente quando loro la costruirono le grate e le finestre , le porte e il grande camino avevano un aspetto più ricercato,ma la mia zia mi raccontava degli anni passati, delle generazioni precedenti , quando appunto il Vigano era una grande Sacra foresta…

La Favola così come me l’ hanno raccontata

L’ ultimo Giovedì del mese, la foresta del Vigano era tutta una agitazione.. soffiava il vento ma vento non era.. strani rumori ricordavano il verso dei gatti in amore, ma gatti non erano .. era infatti la vecchia Strega che girava per il bosco, magra, solitaria e con lunghe giobiacalze rosse…
Aveva il brutto vizio di mangiare i bambini… si infilava nel primo comignolo che trovava e se il bambino era bello paffuto se lo mangiava. Le mamme accendevano il fuoco per impedirgli l’ ingresso.. ma chi era povero e non aveva vetri temeva potesse infilarsi per la finestra.. magari trasformandosi in qualche animaletto…
Nel paese vi era un bambino che era una meraviglia, bello, rotondo e roseo. I genitori erano stati graziati dal cielo e onoravano le divinità che li avevano ricompensati. Grano, riso, legumi e frutta, carni sotto sale e formaggi erano in dispensa. Ma la paura della Giobia era molta.. allora la madre ebbe un idea.. prese un sacco del riso della dispensa. Un cugino dal Piemonte gliene aveva fornito molto in quell’ anno benedetto, e cominciò a cucinarlo con la salsiccia lunga appesa in cantina. fata“Perchè cucini tutto questo?” domandavano marito e vicini..” chi deve essere ospite?” Ma lei non rispondeva e rigirava l’ enorme pentolone che era una delizia di profumo…
Tutti dormivano in attesa di capire il perchè di tanta prelibatezza.. allora lei lo pose sulla finestra…
Giunta la Giubiana ne fu attirata.. “che bontà.. anni che nessuno mi prepara una cosa così prelibata.. ma che buono,.. c ‘ è anche il vinello.. buono ..buono .. prima questo poi il pupetto…” ma giunse il cuocaSole… piena come un uovo dovette scappar nella foresta e il bimbo fu salvo..
Da allora risotto e salsiccia è il piatto tipico di questa ricorrenza..

La Giubiana non è però brutta.. Essa racchiude in Sè tutti i nostri dolori, debolezze e miserie, fisiche e morali.. è la Dea giovane donna, che porta su di Sè ogni colpa, come le Antiche Sagge donne, che l’ intelligenza e la Conoscenza rendeva luminose, ma nel buio dei tempi venivano dipinte sgraziate e crudeli… le leggende si mescolano ai bisogni dell’ uomo e la mente ritrae i significati secondo stereotipi .. così il cattivo diventa brutto e ciò che non si conosce temuto… La Giubiana viene anche collegata all’ immagine della Diana al Castello che la mano di Falconi creò, opera d’ arte, per volere dei Visconti, e che ancora si può ammirare imponente nel parco del castello. La bellissima Dea, sorella di Lucifero, che governava il IMG0091Amondo della foresta e della caccia.. Colei che nel periodo del gelo, dopo aver benedetto i campi accetta lo scorrere del Tempo e arde, assieme alle miserie dell’ uomo per lasciare posto a nuova Luce…

Strega Fata Degli Incanti- B.C.©

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