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Dic 17, 2016

Posted by in Antichi Racconti, Le Leggende Del Solstizio, Magia nel Mondo- Miti e Leggende, Ul Me Paes | Commenti disabilitati su Le Nebbie Del Monte Sordo

Le Nebbie Del Monte Sordo

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Le Nebbie Del Monte Sordo…

Una leggenda racconta di un cavaliere che ogni giorno passava sulla via antica che da Sesto Calende portava a Somma. I luoghi del circondario erano sua giurisdizione nel riscuotere le tasse, nel governare le leggi, nel porre controllo ai territori secondo disposizione del Nobile Signore di queste terre.

Nell’ osservanza dei suoi compiti si trovò a visitare il maniero del Monte Sordo. Era un pomeriggio di freddo inverno. La neve aveva reso una distesa bianca il paesaggio. Il cavallo nero e imponente lasciava impronte ben distinte che segnavano il passaggio. Quelle e null’ altro spezzavano il biancore intenso del gelo. A un tratto, sulla distesa, piccole orme di passi gentili. Come se una fata avesse segnato il suo cammino. Il cavaliere sorrise… erano passi di fanciulla, ma al bosco e all’ imbrunire era cosa insolita… Decise di seguirli. I cavalieri si sa, sono uomini e la fantasia vola. Si domandava se mai fosse bella colei che aveva lasciato traccia di sé… se avesse lunghi capelli e occhi azzurri… se fosse dama o contadina.” Illuso” si diceva, sarà la solita anziana atta a veder se sotto la neve vi erano ghiande, o di ritorno dal paese dove si era recata a chieder elemosina. Intuizione o speranza continuava il suo andare… aveva sentito vociferare di una giovane tanto bella, dagli occhi color del lago e dai capelli d’ ebano, semplice ma incantevole… ma di fole giù in paese tante se ne raccontavano per passar il tempo e colorare le serate attorno ai camini.

Giunto al bivio che portava al maniero una figura aggraziata. Avvolta in uno scialle grigio e consunto, una fanciulla raccoglieva fascine e piccoli pezzi di legno… la neve pesante aveva fatto peso e i rami più fragili si erano spezzati. Un tuffo la cuore.. dunque esisteva. Uguale alla descrizione, bella come un sogno… solo gli occhi erano diversi. Avevano un intenso verde, come i campi di primavera, umidi di rugiada e brillanti sotto il sole. Fu un balzo e giunto a lei offrì il suo aiuto e mai mancò di andare a trovarla ogni giorno. Il Natale si avvicinava e l’ uomo le fece preparare un mantello di lana. Candido come la neve che segnò il loro incontro, caldo come la passione del suo amore. I due giovani erano innamorati e nulla valeva la differenza di ceto e di titolo. L’ amore puro tale rimane oltre ogni stato. Al ritorno al castello, in quella vigilia del natale dell’ anno 1000 una banda di briganti ebbero ad assalirlo. Il sacchetto appeso alla cinta era un goloso bottino e per quelle monete d’ oro e d’ argento, fu preso a sorpresa da 7 uomini,  ebbe l’ ardire di difendersi fino a essere colpito a morte. Da allora si narra, che, inconsolabile la fanciulla torna, ammantata di bianco a cercare il suo cavaliere. Per non vedere la sua anima soffrire gli Dei la trasformarono in fata dei campi. Ancora adesso una nebbia leggera racconta di un’ amore mai vissuto di mille e più anni fa a all’ imbrunire invernale, tra le tinte del crepuscolo porta il dono dell’ amore e della bellezza a chi  la incontra.

Strega Fata Degli Incanti – B.C.©

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