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Nov 24, 2016

Posted by in Antichi Racconti, Italia Magica, Magia nel Mondo- Miti e Leggende | Commenti disabilitati su Le Tenebre e la Luce

Le Tenebre e la Luce

Finestre-Natale-44089Da quella grande finestra Gaia poteva ammirare l’ intera piazza. Ora pioveva e le gocce fini si accendevano di luci. Uno sfavillio che faceva apparire ovattati i contorni dei lampioni, delle insegne. Tutto taceva. Il tempo era sospeso in quei momenti, quando il buio e il freddo prendevano il sopravvento. Per lei che amava il sole, l’ estate, era triste star lì in un angolo ad attendere che una nota di colore accendesse quella sera fosca. Sara le andò vicino. La vecchia aveva segnato sul viso ogni attimo del suo tempo. Era saggia e guardava con benevolenza la piazza e  l’ orizzonte, o almeno  quel poco che si faceva spazio tra le case e i giardini, fatto di monti e boschi.

Gaia era stupita di come una donna così vitale, saggia e preparata nella grande scuola della vita amasse un tempo così cupo. Era più logico pensare che fosse il sole, la luce a prevalere. In fondo cos’ era quella tenebra che a tutti fa paura se non  assenza di luce, qualcosa di inesistente, di inafferrabile che era simbolo di male, di ignoranza, di dolore. Accese allora ogni lampada nel locale e la stanza fu luminosa, così luminosa da riportarle un pizzico di buon’ umore.

“Non ami la pioggia?” osservò Sara “eppure è meravigliosa, rende più intensa ogni aiuola. I fiori sembrano brillare e tutto pare adornato  di diamanti”.  “Solo perché la luce li sfiora, e meno male che esiste quel barlume di luce che sennò nulla sarebbe poiché il buio non esiste”.

Se sei certa di questo allora per una settimana starai alla luce, sempre, ogni istante. E io al buio e vedremo chi imparerà di più, chi è più intensa di vita… le tenebre o la luce”.

Il primo giorno gaia era entusiasta. Il sole era tornato e la lampade accendevano la notte. Quanto tempo a disposizione per fare tutto ciò che desiderava. Passeggiare di giorno, correre, ridere e fare il bagno al lago. Leggere al calar delle prime ombre.

La seconda notte era infastidita, era stanca e voleva appisolarsi, ma non riusciva, le luci le impedivano il riposo e di leggere era annoiata.

Il terzo giorno gli occhi bruciavano di tutto quel bagliore. Se continua così mi ammalerò pensava.

Il quarto giorno si accorse che il suo sonno non era più sereno. Dormiva per sfinimento. Non poteva godere della bellezza della luna piena che avrebbe visto il suo compiersi quella notte. Si perdeva la sua luce nella luce stessa. Voleva esprimere un desiderio alle stelle cadenti ma neppur quelle si potevano ammirare. Nulla della notte esisteva più…tutto era  perso nel bagliore dell’ Universo.

Gaia capì… le tenebre esistono, oscure come la profondità della terra accolgono i passi della luce. E da allora non ebbe più a temere il buio. Spense ogni lampada, aprì le persiane e la notte la avvolse, salutò la luna e si addormentò serena.

Strega Fata Degli Incanti B.C. ©

 

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