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Dic 25, 2016

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Pozzo Valgella

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Immense distese di terra e di alberi da frutto, accese dal fuoco del sole durante la bella stagione. Raggi che inondavano i campi e tutto era un’ insieme di colori e vita.                                                       L’inverno trasformava  lo scenario in una tela bianca e immacolata.  Solo l’ unica strada che attraversava  l’ antico centro abitato era segnata dalle poche impronte lasciate dalle donne dirette ai forni del pane. Grandi impasti con impresse sigle che contraddistinguevano le famiglie.

Silenziose e con passi leggeri camminavano con prudenza tra quella neve gelida e asciutta…

                                                      

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Così appariva secoli fa Valgella. Un nucleo abitativo che prese il nome dall’ antica famiglia facoltosa che vi aveva posto dimora.  Il tempo scorreva e la popolazione aumentava. Quel cuore pulsante della parte bassa del borgo cresceva di vita e attività. Case e stalli necessitavano di un pozzo, così uomini e donne lavorarono incessantemente. Carri trainati da buoi e cavalli trascinavano i massi e la terra che veniva prelevata con secchi. Un pozzo profondo circa 80 metri. E fu l’ acqua. La più pura e fresca che si potesse sperare… una benedizione per gli orti, per gli animali e la brava gente.

Era il 1231…    

quel pozzo ne avrebbe vista e vissuta di storia. Sempre immobile, al centro di contese, fu spettatore di guerre, epidemie e amori. Attorno ad esso si riuniva il borgo. Giocolieri e commercianti, segnatrici e artisti ne fecero il loro centro.

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Nacque così la corporazione di Arti e mestieri. Opere di falegnameria, pietre incise, lavori umili e piccole magie prendevano vita attorno al pozzo assieme ai soprannomi che avrebbero contraddistinto le famiglie. Lì ci si ritrovava mentre la storia tesseva il quotidiano.

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Il tempo muta le cose…  muta le usanze e avanza il progresso. Il pozzo si modifica e viene sostituito con una fontanella. La piazza rimane bella, sembra apparire immensa ma come è addormentata, lasciata sospesa in un sogno, vestita di mattonelle riprende un’ aria nobile intanto che il suo sonno continua. Ma i sogni spesso si avverano. Il tempo non cancella sempre tutto. Qualcuno con amore conserva l’ antico pozzo. Come un tesoro lo protegge. Ed è sempre la passione per la città che lo fa ritornare là dove gli antichi gli diedero vita. E con lui si destano antichi radici, un po’ della storia che sembrava perduta si ritrova in una chimera fantastica che ora diventa realtà…

Rielaborazione secondo fantasia dell’ autrice basata su dati storici.

Strega Fata Degli Incanti- Briante Cesarina©

 

Un ringraziamento a chi ha trasformato il sogno in realtà…

I Love Somma, i commercianti, l’amministrazione Comunale, i nostri vigili, l’impresa che ha fornito la messa in opera, e il concittadino che ha premurosamente salvato il pozzo restituendolo perché riavesse l’ antico splendore.

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