Crea sito
Feb 24, 2017

Posted by in Giorno Della Memoria Pagana | Commenti disabilitati su Processi alle Streghe e Streghe del Varesotto

Processi alle Streghe e Streghe del Varesotto

Gli antichi culti sopravvivono al tempo e al progresso… le donne portano con sé quella sacralità acquisita agli albori del mondo. Quando il sangue e la vita che si rinnova erano un mistero che riportava al culto della Grande Madre Terra.
Col passare delle stagioni, quelle capacità che vedevano nel Femmineo l’ombelico del mondo persero valore. I metodi di cura, la Conoscenza e i Poteri intrinseci dell’ Anima rimasero un appannaggio di pochi.

L’ inizio delle persecuzioni

Ad Avignone nel 1326 Papa Giovanni XXII emette la Bolla Super illius specula. Con essa la magia non rimane più nell’ ambito della mera superstizione. Non assume più il ruolo di un attività da donnicciole, pura e semplice credenza da disprezzare magari, ma possibile da tollerare. E’ un fenomeno sociale che fa debellato, combattuto e contrastato perché contrario alle Leggi della Chiesa e quindi una minaccia per essa.
Già nel XII secolo si erano create le basi per indagare e punire tutti quei sostenitori eretici che contrastavano con i dogmi cattolici e a questo scopo si era istituita l’ Inquisizione. Ed ora tra questi eretici erano compresi tutti coloro che si dedicavano alle arti magiche.
Passerà circa un secolo e Innocenzo VIII rimetterà il compito di indagare e punire tali colpevoli a due frati domenicani. Spesso questi tribunali venivano affidati a frati di tale ordine, ma un potere ampio che dava carta bianca e non lasciava scampo ai presunti colpevoli diventa esecutivo con la nomina data a frati Heinrich Kramer e Jakob Sprenger. Compilatori dell’opera “Malleus Maleficarum” nota anche come “Il Martello delle Streghe” .I  due frati diverranno implacabili esecutori nella Caccia alle Streghe che vide uno dei periodi più cupi della storia. Nella loro raccolta di scritti vengono espressi tutti quei dati tecnici ed esecutori legati alle condanne. Le donne erano coloro, secondo i due frati, le più esposte alle trappole del male, in quanto fragili, animate da sentimenti di vendetta e gelosia e prive della capacità di aver fede salda.

La Strega nel Medio Evo

Le tradizioni pagane resistono e nel medioevo sono ancora diffuse tra il popolo. Quella superstizione su cui basavano, in parte, le condanne, era in realtà un appannaggio di chi queste condanne le muoveva. La Strega era associata a figure demoniache, ad animali delle tenebre, gufi, civette e gatti neri e proprio dal termine Strix (cattivo uccello) deriva la parola Strega mentre l’ inglese wicce sta per “donna dotata di saggezza”, dalle benefiche capacità guaritrici.

Chi erano in realtà gli inquisiti

La maggior parte dei condannati era gente semplice, vittima di accuse inappropriate senza alcun fondamento e dettate il più delle volte da invidie, motivi economici, eredità e proprietà di confini terrieri anche tra contadini.
Coloro che realmente esercitavano l’Antica Religione o l’ arte magica si rifugiarono nel cuore dei boschi o se vivevano all’ interno di un borgo celavano per quanto possibile le loro capacità. Le erbe venivano trasformate nelle ceneri del camino, il quale assumeva spesso le caratteristiche di altare. La pietra focaia era il collegamento col mondo infero. La cappa arrivava al divino.
Le preghiere cristiane si mescolavano a quelle pagane. In uno strano miscuglio di gesti e parole prendevano forma molte delle segnature che ancora si tramandano.
Chi si manteneva fedele all’ Antico culto si nascondeva, ma un minimo gesto, anche innocente, era sufficiente per far partire un indagine.

I processi

Erano di parte. Raramente un avvocato difendeva una Strega poiché si pensava che se qualcuno avesse difeso una creatura dedita al maligno sarebbe stato lui stesso in preda ad esso e valevole a sua volta di indagine.
Le torture duravano ore. Anche 20 ore per far confessare colpe mai commesse. E al momento del sacramento della riconciliazione quando stremata, la vittima ammetteva le ipotetiche colpe, questo gesto non assumeva alcun valore in quanto “strappato in seguito alle torture e non per puro volere.  Si prometteva clemenza in cambio della confessione, ma una volta ottenuta l’ ammissione alle colpe, il confessore, per non venir meno alla parola data, cedeva posto a un’ altro ecclesiastico, il quale si sentiva libero di procedere come meglio credeva…
Non erano solo le persone semplici, la gente del popolo ma anche le donne in posizione altolocata a essere nel mirino dell’ inquisizione. Spesso grandi pensatori o eminenti studiosi che con le loro idee o scoperte venivano tacciati con l’ accusa di stregoneria. Galileo Galilei ne fu un esempio.
Le sue teorie destavano sospetti tanto da essere indagato. Le sue scoperte attraverso lo strumento denominato cannone (cannocchiale) erano in grado di offrire nuove visioni del mondo da un punto di vista scientifico con ripercussioni sulla visione teologica in chiave religiosa.
Esiliato in un soggiorno coatto di mesi 5 e alla recita di Salmi giornalieri per anni 3, che furono poi recitati dalla figlia Maria Celeste. Galileo rimase isolato dal mondo potendo comunicare solo tramite corrispondenza o con i parenti prossimi.
In effetti le donne subivano le pene più rilevanti, spesso gli uomini subivano solo l’esilio come nel caso di Venegono…

Le Streghe di Venegono

Tra le condanne avvenute in ogni luogo vi sono quelle riguardanti il nostro territorio. Il grande archivio che deteneva i fatti sui processi del Ducato Milanese fu dato alle fiamme nell’ estate del 1788. Ma ogni tanto riappaiono atti e prove che il tempo ha conservato in altri luoghi quali archivi privati.
Uno dei tanti costretto a confessare fece il nome di Margherita Fornasari, madre di Caterina. Margherita morirà probabilmente nelle carceri inquisitoriali per le torture subite, ma il corpo sarà arso con altre condannate l’8 giugno 1520.
Le altre vittime furono Maddalena Ravizina, Giovannina di Berardo Vanoni, Maineta detta “codera”, Elisabetta Oleari, Tonina del Cilla.
Storie dove il sesso e i rapporti predominavano e che la fantasia accendeva grazie al famoso unguento che portava le streghe al sabba, agli incontri col demonio.
In realtà traspariva la voglia di uscire da una vita di stenti e repressioni. L’ unguento tanto decantato era probabilmente una mistura le cui erbe portavano al delirio. I desideri inconsci si manifestavano con forza. Al punto dal far credere a chi ne facesse uso di vivere realmente il miraggio. Il fatto di sentirsi potenti, di aver potere sui fatti, sugli elementi, sulla vita e sulla morte, dava, a queste persone un senso di riscatto, di rivalsa… Non tutte le donne cedevano alla torture come Elisabetta Oleari che rifiutò ogni ammissione di colpevolezza.
Tra gli ingredienti di questo unguento vi si ritrovano piante ricche di alcaloidi tropeinici come atropina, iosciamina, scopolamina. Piante con effetti allucinogeni simili tra loro. Tra le erbe usate belladonna, stramonio, aconito, giusquiamo…. Vegetali tossici, con effetti pesanti che al risveglio lasciavano un buco nei ricordi… uno spazio da riempire con la fantasia dei desideri…

Fonti: A Lettere Scarlatte: Poesia Come Stregoneria : Emily Dickinson, Hilda- Wikipedia – Gianluca Gatta, Aborto. Una storia dimenticata, ed. Pragma. Archivio panorama – “Malleus Maleficarum” – Bollettino chimico farmaceutico, Volume 99 . Studi autodidattici e reminiscenze storiche acquisite nel tempo dalla sottoscritta. Le immagini sono tratte da siti web senza che ne fosse citata la fonte. In caso di rivendizione dei diritti delle immagini stesse saranno prontamente eliminate.

Comments are closed.